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Val Rosandra - Piante ruderali
di ambienti disturbati

P.L.Nimis, S. Martellos
L. Poldini
Foto di A. Moro

Anche in Val Rosandra l’azione dell’uomo si fa sentire, concentrandosi presso gli abitati maggiori come a Bagnoli, nella piccola conca di Botazzo con i terrazzamenti che formano un paesaggio agrario di tipo submediterraneo, oppure sull'altopiano di S. Servolo (M.Carso) con i rimboschimenti a pino nero oggi incalzati dalla boscaglia. Nei villaggi, nelle discariche, nelle aree industriali e lungo le vie, la distruzione degli ambienti naturali fa regredire la vegetazione a stadi primitivi - spesso più aridi e a volte più ricchi in composti azotati di quelli naturali - favorendo l’immi-grazione di piante esotiche a basso potere concorrenziale ed alta capacità di dispersione. La vegetazione dei siti disturbati si articola in numerose associazioni che riflettono diversi tipi di disturbo, diversi gradi di eutrofizzazione e diversi tipi di suolo. Qui ci limitiamo a commentare i tipi più frequenti e più facilmente riconoscibili. Sui muri in pietra grezza si sviluppano due associazioni principali: l’Asplenietum, dominato da tre felci: Asplenium ceterach, A. ruta-muraria ed A. trichomanes, meno nitrofilo, ed il Parietarietum judaicae, piuttosto nitrofilo cioè legato all’accumulo di composti azotati (soprattutto urina) che si sviluppa anche alla base dei muri, dominato da Parietaria judaica con altre specie nitrofile quali Chelidonium majus ed Urtica dioica. Su suoli ricchi in composti azotati presso le case o le coltivazioni si sviluppano le associazioni dei Chenopodietea, vegetazioni ruderali e delle colture sarchiate dominate da piante annuali o bienni e quindi a bassa concorrenzialità. Il loro carattere pioniero è espresso dalla grande produ-zione di semi e dalla loro prolungata germinabilità. Queste comunità ospita-no piante comunissime come Amaranthus sp.pl., Capsella bursa-pastoris, Chenopodium album, molti Geranium annuali, Mercurialis annua, Senecio vulgaris, Setaria viridis, Solanum nigrum, Sonchus oleraceus etc. Le associazioni effimere dei Sisymbrietalia si sviluppano anch’esse in ambienti ricchi di composti azotati, ma su suoli più aridi, ed appaiono anche in aperta campagna ai bordi delle strade o nelle discariche su mucchi di calcinacci. Tra le specie più caratteristiche vi sono Ambrosia artemisiifolia, Bromus hordeaceus, Conyza canadensis, Datura stramonium, Hordeum murinum s.l., Lepidium virginicum, Nicandra physaloides etc. Le associazioni di Artemisietea sono vegetazioni nitrofile dominate da piante da annuali a pluriannuali su suoli abbastanza freschi di rive, margini boschivi disturbati e ruderi. Al contrario delle precedenti, ospitano piante piuttosto alte, quali Alliaria petiolata, Arctium lappa, Artemisia verlotiorum, A. vulgaris, Cirsium vulgare, Sambucus ebulus etc. Le associazioni del Dauco-Melilotion, che si sviluppano su suoli piuttosto primitivi e di per sé poveri in composti azotati, sono però ricche in leguminose capaci di fissare l’azoto atmosferico grazie alla simbiosi con batteri, come Melilotus albus, M. officinalis, Trifolium repens, etc. Tra le vegetazioni influenzate dall’uomo non possono mancare quelle che sopportano un continuo calpestio (Plantaginetalia majoris). Sono dominate da piante con fusti prostrati e/o foglie aderenti al suolo, come Amaranthus deflexus, Chamaesyce sp.pl., Cynodon dactylon, Herniaria glabra, Plantago major, Polygonum arenastrum, Sagina procumbens, cui si associano piante meno appressate al suolo che però sopportano più volte la pressione di una scarpa quali Eleusine indica, Eragrostis minor, Petrorhagia saxifraga, Trifolium repens etc. Gli ambienti ruderali favoriscono l’espansione di specie introdotte (avventizie). Tra quelle di introduzione precolombiana (archeofite) alcune sono oggi divenute rarissime o addirittura estinte per l'impiego crescente di erbicidi: Adonis aestivalis, A. annua, Centaurea cyanus, Consolida regalis, Hyosciamus niger, Lathyrus annuus, L. cicera, Securigera securidaca, Silene linicola, S. noctiflora etc.


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