Guida interattiva alle orchidee
del Parco Nazionale della Majella

Biagioli M., Nimis P.L., Di Cecco M., Moro A., Martellos S., Pittao E., Ciaschetti G.
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Foto di AA.VV. - Curatore dell'apparato di immagini: A. Moro

Le orchidee sono tra i fiori più belli al mondo: hanno sempre affascinato sia gli amanti dei fiori, sia gli appassionati allo studio della biologia. Charles Darwin dedicò anni allo studio della loro impollinazione, ipotizzando il fenomeno della 'co-evoluzione' con gli insetti in un classico saggio del 1862.
Queste piante sono straordinarie per diversi motivi, dalla forma di nutrizione dipendente dai funghi all’enorme variabilità morfologica e ai sofisticatissimi meccanismi per farsi impollinare dagli insetti.
Le Orchidaceae sono una delle famiglie vegetali più ricche di specie: oltre 25.000, raggruppate in circa 750 generi. La maggior parte vive ai tropici come 'epifite', cioè sui rami e tronchi di altre piante, assorbendo l’umidità atmosferica con radici aeree. Tutte le specie italiane radicano invece al suolo, e la Regione Mediterranea è una delle più ricche al mondo di orchidee terricole.
L’enorme variabilità delle orchidee, in cui l'ibridazione è frequente, si realizza anche nell'ambito della stessa specie e - non raramente - persino della stessa popolazione, seguendo strategie messe in atto per attirare gli insetti ingannandoli. Questa variabilità non confonde solo gli insetti, ma genera continue controversie sulla delimitazione tassonomica di specie e sottospecie da parte dei ricercatori, con le conseguenti difficoltà d'identificazione.
Il Parco Nazionale della Majella attira studiosi di orchidee da varie parti d’Italia e d’Europa: qui sono state descritte nuove entità come, ad esempio, Ophrys passionis subsp. majellensis.
Da qualche tempo, le orchidee spontanee sono diventate un importante motivo di attrazione turistica, soprattutto dove esse si concentrano, come ad esempio a Palena, in provincia di Chieti.
Diventa quindi importante disporre di strumenti utili alla loro identificazione. Questa guida potrebbe essere efficace per diversi motivi: una chiave dicotomica molto dettagliata, fino al livello di sottospecie (difficile da reperire nella manualistica esistente), la facilità e immediatezza d’uso di uno strumento digitale consultabile anche su telefonini, la ricca galleria di immagini.
Nel Parco Nazionale della Majella si contano circa 80 tra specie e sottospecie di orchidee, quasi il 90 % di quelle abruzzesi, cui vanno aggiunti diversi ibridi non trattati in questa guida. Crescono per lo più in pascoli aridi, ma non sono infrequenti anche nei boschi, nei prati umidi e a quote elevate. Alcune specie sono molto comuni, come Anacamptis morio o Dactylorhiza sambucina, altre invece, come Cypripedium calceolus o Nigritella widderi, sono rarissime.
Le orchidee spontanee sono protette dalla CITES (Convention on International Trade in Endangered Species of wild flora and fauna) dove, nell’ Appendice 2, tutte le specie, nessuna esclusa, vengono considerate in pericolo reale o potenziale e sono perciò sottoposte a controlli e restrizioni per il commercio internazionale. Va sottolineato che LA RACCOLTA ED IL DANNEGGIAMENTO SONO VIETATI in tutto il Parco (e altrove).
Questa guida è stata realizzata grazie alla proficua collaborazione tra il Parco Nazionale della Majella, il GIROS (Gruppo Italiano per la Ricerca sulle Orchidee Spontanee) e il Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste (Progetto Dryades). Ringraziamo tutti coloro che hanno gentilmente fornito immagini, Rolando Romolini per la revisione del materiale fotografico, Fabio Conti e Fabrizio Bartolucci per il contributo alla definizione dell’elenco delle specie, Salvatore Cozzolino e Giovanni Scopece dell'Università Federico II di Napoli per la revisione della chiave delle Ophrys, Antonio Antonucci per gli utili suggerimenti.



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