Alla scoperta della foresta urbana:
guida alle piante legnose del Giardino Pubblico Muzio de Tommasini di Trieste

Pier Lugi Nimis, Alfonso Tomé

Foto di Andrea Moro

A partire dal 22 Maggio del 2014, giorno internazionale della biodiversità, diverse squadre di bambini e ragazzi delle Scuole di Trieste, armati di palmari e telefonini, si sfideranno in un’inedita caccia al tesoro nella ‘foresta urbana’ del Giardino Pubblico Muzio de Tommasini, scoprendo alla fine che il vero tesoro è la foresta stessa. Ciò sarà possibile grazie alla creazione di un’applicazione per strumenti mobile creata dal Progetto SiiT, coordinato dal Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste. L’idea di base del progetto è che uno dei primi passi per scoprire e comprendere la biodiversità è quello di riconoscere gli organismi che ci circondano, quello di dare loro un Nome. Oggi l'informatica ci permette di scoprire il nome di una pianta o di un animale in modo molto più facile e intuitivo che in passato. Il Progetto SiiT mette a disposizione di scuole, appassionati e cittadini delle guide interattive contestualizzate, utilizzabili in un vasto spettro di esperienze didattiche. In collaborazione con il Comune di Trieste, SiiT ha già predisposto diverse guide a piante, muschi, licheni e farfalle del Sentiero Naturalistico del M. Valerio presso il campus universitario. La creazione di una guida alle piante legnose coltivate nel principale giardino pubblico cittadino (126 taxa infragenerici) vuole essere un primo passo per valorizzare le aree verdi comunali, creando strumenti di facile consultazione per avvicinare i cittadini alla conoscenza della ‘foresta urbana’ e soprattutto per fornire alle scuole della città uno strumento per utilizzare le aree verdi comunali come veri e propri ‘laboratori all’aperto’, in cui svolgere attività didattiche centrate sull’identificazione delle piante.
Il Giardino Pubblico Muzio de Tommasini, luogo legato al romanzo La coscienza di Zeno dello scrittore Italo Svevo, è stato realizzato tra il 1854 e il 1864 su terreni acquistati dal comune dalle monache benedettine. L’ intenzione originaria era quella di costruire una chiesa e alcuni edifici residenziali, ma il progetto non trovò attuazione e Muzio de Tommasini, podestà di Trieste ed eminente botanico, decise per la realizzazione del parco. Nella parte alta si trovano l' edificio destinato a caffetteria e il gazebo per i concerti, mentre nella parte bassa, più recente, sono collocate le sculture erette in onore dei cittadini illustri nel campo della cultura. L'area verde, cui si accede attraverso sette entrate, è ampia (30.000 mq.) e pianeggiante, con un alto valore paesaggistico. Ben 368 sono gli esemplari arborei di grandi dimensioni tra cui spiccano platani, olmi, ippocastani e querce, accompagnati da specie esotiche quali cedri, araucaria, ginkgo e koelreuteria. Anche il patrimonio arbustivo è molto ricco con aiuole costituite da bosso, alloro, ligustro, viburno, pittosporo, aucuba, tasso e agrifoglio. Al centro del giardino si trova un suggestivo laghetto e nelle vicinanze l'area per i bambini con i tradizionali giochi dell'Oca e del Portone disegnati sulla pavimentazione, oltre a questi anche una Dama gigante sulla quale si possono tenere tornei di scacchi.
Il progetto SiiT è finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.



Avete trovato errori o problemi? Mandateci i vostri commenti.
Feedback