Guida alle piante legnose della zona umida
di San Michele Vecchio (Quarto d’Altino, VE)

Pier Luigi Nimis
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Foto di Andrea Moro

Il territorio circostante il basso corso del Sile è oggi fortemente antropizzato, ma esistono ancora alcune realtà naturali molto importanti che, pur aggredite in passato dalle attività umane, hanno fortunosamente conservato la classica ecologia di un fiume di risorgiva.
Il meandro del fiume Sile situato in località San Michele Vecchio, poco a ovest di Quarto d’Altino, è un esempio altamente significativo di zona umida e bosco ripariale. Qui hanno trovato rifugio piante e animali che altrove sono scomparsi e l’area assume caratteristiche di alta naturalità e un ruolo di vera e propria ‘riserva biogenetica’ fluviale. Il meandro di San Michele Vecchio è parte integrante del Parco del fiume Sile ed è situato all'interno del suo Basso Corso.
Il percorso di visita parte dall’argine destro del Sile, dove esiste un approdo attrezzato per le visite in battello; sulla riva opposta è visibile lo storico castello dei Collalto e la chiesa del Borgo di Musestre, tra loro separati dall’affluente del Sile che porta lo stesso nome (Musestre). Il sentiero che conduce alla Zona umida segue la restera ed è costellato delle piante erbacee caratteristiche del prato di pianura le cui fioriture si alternano ai cambi di stagione. Proseguendo lungo la restera e risalendo il fiume si entra nell’ambito della zona umida; il percorso è accompagnato da una chiara cartellonistica riportante le indicazioni didattico-naturalistiche. All’interno esiste una vegetazione formata dalla flora caratteristica della palude igrofila planiziale e dalla relativa fauna. A San Michele Vecchio l’area si estende lungo l’ansa del fiume ed è chiusa a ovest dalla campagna a coltura annuale cinto da un’alta siepe.
Questa guida alle piante legnose della zona umida vuole essere un aiuto per il visitatore che intenda iniziare a scoprire la sua ricca biodiversità vegetale. La guida è stata creata in collaborazione tra il Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste e l’associazione Astea Cidrea (http://www.astea-cidrea.it) nell’ambito del progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera), finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e dai fondi nazionali.



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