Guida interattiva alle piante dei luoghi umidi
delle Valli di Argenta (FE)

Pier Luigi Nimis, Mauro Pellizzari, Filippo Piccoli,
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Foto di Andrea Moro

Questa è la prima guida interattiva sviluppata dal progetto interreg SiiT per il Parco del Delta del Po Emilia-Romagna, uno dei partner del progetto, in collaborazione tra il Parco, l'Università di Trieste e l'Università di Ferrara. Essa include tutte le piante strettamente acquatiche (idrofite) presenti nell'area di studio, più quelle periodicamente sommerse o comunque frequenti in ambienti per lungo tempo umidi, per un totale di 162 taxa infragenerici. Sono state incluse anche alcune specie note soltanto per aree limitrofe e da ricercare, e quelle non più ritrovate in tempi recenti.
La guida, disponibile in diverse versioni (in rete, stampabile, per CD-Rom e per telefonini), verrà utilizzata come strumento per i visitatori alla scoperta della biodiversità del Parco, e soprattutto per esperienze didattiche condotte coinvolgendo le scuole.

Le Valli di Argenta sono poste nell’area di confluenza dei torrenti Idice e Sillaro con il fiume Reno, in provincia di Ferrara. Sono incluse nel SIC-ZPS IT 4060001 e nella Stazione 'Campotto di Argenta' del Parco Regionale del Delta del Po, sono Zona Ramsar e Oasi di protezione della Fauna.
Il sito comprende due casse di espansione, la prima ‘Campotto-Bassarone’ posta tra Reno e Idice per circa 560 ha, l’altra ‘Valle Santa’ posta tra Idice e Sillaro per circa 260 ha. Tali invasi, residuo di ampie zone vallive naturali, sono stati realizzati nei primi decenni del 1900 come opere di bonifica idraulica della pianura bolognese, e vengono mantenuti costantemente in acqua proveniente dai canali di bonifica. Oltre alle due casse sono parte integrante del sito il bosco del Traversante lungo l'Idice (circa 150 ha) e le aree agricole circostanti, in parte delle quali sono stati realizzati prati umidi e complessi macchia-radura per circa 120 ha in applicazione di regolamenti Comunitari.
All’interno delle Casse è sviluppata vegetazione di acqua dolce, sia acquatica (lamineti, in particolare Nymphaeetum albo-luteae e Limnanthemetum nymphaeoidis) che palustre (soprattutto canneti - Phragmitetum vulgaris e tifeti - Typhetum angustifoliae).
Il bosco igrofilo del Traversante (Carici remotae-Fraxinetum oxycarpae), ed estese formazioni a galleria (Salicetum albae) lungo il Reno e i canali di bonifica rappresentano gli habitat boschivi, a fianco dei quali lungo gli argini sono presenti prati aridi e semiaridi submediterranei (Brometalia erecti) sottoposti a sfalcio periodico.
Il sito è molto importante per la conservazione di habitat e specie comprese nella Direttiva Uccelli e nella Direttiva Habitat. La consistenza di tali componenti è soggetta alle naturali fluttuazioni temporali delle zone umide ma anche agli impatti negativi dovuti ad una popolazione stabile di nutrie (Myocastor coypus) molto consistente.

La guida è stata sviluppata nell’ambito del progetto interreg SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera), finanziato nell'ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.



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