Flora interattiva della Riserva Naturale Integrale Statale
Bosco Siro Negri dell'Università di Pavia

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
Francesco Sartori, Francesco Bracco
Foto di Andrea Moro

Il Bosco Siro Negri, presso Pavia, è un piccolo lembo di Pianura Padana che fu lasciato in eredità all’Università degli Studi di Pavia nel 1967 dal sig. Giuseppe Negri, un grande appassionato della natura, che intese dedicarla alla memoria del proprio fratello. Nel 1970, in occasione dell’Anno Europeo per la Conservazione della Natura, indetto dal Consiglio d’Europa, l’Università decise di vincolare il Bosco come “Riserva Naturale Integrale” in cui non viene intrapresa alcun intervento di gestione ed è consentito l’accesso solo ai fini di ricerca scientifica, educativi e di vigilanza.

In omaggio alle intenzioni del donatore l’Università si impegna a conservare integro il bosco in perpetuo con tutte le sue specie arboree e di sottobosco, a non apportare modifiche e a non aprire nuovi sentieri.

Attualmente del tutto incluso all’interno del Parco Lombardo della Valle del Ticino, è stata anche riconosciuto quale Riserva dallo Stato Italiano con Decreto Ministeriale 11/12/1973 del Ministero per l’Agricoltura e le Foreste, divenendo così la più piccola tra le Riserve Naturali Statali.

Non più sottoposto a pratiche di gestione selvicolturale dall’epoca del secondo conflitto mondiale, il Bosco Siro Negri rappresenta un piccolo ma importante relitto delle foreste miste di querce, olmi, pioppi, che occupavano il fondo delle valli fluviali della Pianura padana, la cui scomparsa inizia con la centuriazione romana intorno al II sec. a.C.. La Riserva quindi, insieme al complesso delle altre foreste planiziali della Valle Ticino, costituisce uno dei rari esempi di vegetazione forestale della Pianura padana con caratteristiche di buona naturalità, di ridottissimo disturbo antropico e rappresenta la fedele testimonianza di un antichissimo retaggio botanico naturalistico.

La Riserva, sita presso la sponda destra del fiume Ticino in comune di Zerbolò (PV), all’origine aveva una superficie di circa 10,5 ettari; nel 2008 per acquisto di un fondo confinante, già dedicato alla pioppicoltura essa ha all’incirca raddoppiato la propria superficie. In omaggio alle finalità della Riserva, nel terreno di nuova acquisizione non saranno effettuati impianti ma la vegetazione si evolverà secondo i processi spontanei di successione naturale della copertura vegetale. E’ anche previsto, nel prossimo futuro, un ulteriore piccolo ampliamento territoriale che contribuirà definitivamente a garantirne la compattezza territoriale.

Il Bosco Siro Negri è gestito dal Dipartimento di Ecologia del Territorio dell’Università di Pavia che, grazie ai finanziamenti conferiti dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, ha promosso la ricerca scientifica su di esso e ha organizzato le attività di divulgazione del suo patrimonio naturalistico.

In questo contesto l'Università di Pavia, presso l'Orto Botanico, ha creato un Centro Didattico Divulgativo della Riserva in cui è compreso un laboratorio didattico multimediale ove è possibile avvicinarsi alla conoscenza delle piante presenti nel Bosco utilizzando questa chiave, prodotta originariamente nel 2006 e poi riveduta nel 2009. Nel 2010, nell’ambito delle attività didattiche rivolte alle scuole del Progetto EST “Gateway to the Garden: Educare alla Scienza e alla Tecnologia negli Orti Botanici della Lombardia” coordinato dalla Rete degli orti Botanici della Lombardia, questa chiave è stata sostanzialmente rifatta per comprendere, con pretese di completezza, tutta la flora della Riserva includendo anche le aree di più recente acquisizione. In questa occasione è anche stata inserita nella chiave buona parte delle specie vegetali della Pianura padana lombarda più comuni nel paesaggio circostante, con particolare riferimento alla Valle del fiume Ticino.


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