Guida interattiva alla flora della Riserva Naturale Integrale
di M. Faverghera (BL)

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
Lorenzo Marini, Juri Nascimbene, Monica Sommacal
Foto di Andrea Moro

La Riserva Naturale Integrale di Monte Faverghera è stata istituita con D.M. il 28/09/1971 ed occupa una superficie di circa 14 ettari tra i 1300 e i 1600 m, sul versante nord-orientale del M. Faverghera, caratterizzato da pendenze moderate. I terreni sono di natura calcarea e la morfologia è caratterizzata dalle forme di modellamento carsico, in particolare dalla presenza di numerose doline.
Il clima risente essenzialmente di due fattori: 1) la vicinanza del mare che influisce sull’umidità atmosferica e sulle precipitazioni, che raggiungono i 1600-1800 mm/anno con un picco autunnale e un picco primaverile e 2) la posizione cacuminale che comporta notevoli escursioni termiche, elevata ventosità, violenti temporali estivi e repentine variazioni delle condizioni meteo.
Questi elementi fisici hanno ripercussioni sull’assetto vegetazionale, caratterizzato da praterie basifile nelle zone sommitali, da popolamenti rupestri basifili sugli affioramenti rocciosi, da formazioni a nardo nelle depressioni delle doline, da formazioni ad alte erbe nelle vallecole lungamente innevate, da arbusteti a salici, da boschi di ricolonizzazione con dominanza di larice e betulla e da boschi montani con abete rosso e faggio. Questi popolamenti sono distribuiti secondo un mosaico spesso caotico, con confini a volte poco netti. Questo determina una discreta diversificazione degli habitat che unita alla tutela di cui essi godono, favorisce lo sviluppo e la permanenza anche di un articolato popolamento animale.
All’interno della riserva si colloca il Giardino Botanico delle Alpi Orientali, struttura sorta nella metà degli anni ’50 grazie al contributo di Virginio Rotelli, appassionato ambientalista bellunese e di Francesco Caldart, botanico e funzionario del Corpo Forestale dello Stato.
L’area inizialmente occupava una piccola cava dismessa di proprietà del Comune di Belluno che si rivelò ideale per la realizzazione del progetto, dal momento che era già spontaneamente concentrata una grande varietà di specie vegetali di notevole pregio. In quegli anni i lavori venivano svolti mediante il contributo dell’ispettorato forestale e di Enti pubblici e privati. Successivamente all’istituzione della Riserva Naturale Integrale, la gestione e la proprietà dell’area passarono al Corpo Forestale dello Stato.
Questa guida interattiva alla flora spontanea della Riserva, prodotta in collaborazione con il Progetto Europeo KeyToNature, verrà utilizzata per attività di educazione ambientale rivolta ai visitatori del Giardino Botanico.


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