Elenco progetti / Projects list

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free access 'Il Bosco dei bimbi - le latifoglie' di Portogruaro: una guida interattiva alle piante legnose
The chidren'wood of Portogruaro (Prov. of Venice): an interactive guide to woody plants
'Il Bosco dei bimbi - le latifoglie' di Portogruaro (VE): una guida interattiva alle piante legnose

Comune di Portogruaro - Settore Manutenzioni

Pier Luigi Nimis
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Foto di Andrea Moro

Nel maggio 2009 l’Amministrazione Comunale di Portogruaro inaugurò l’area verde attrezzata di viale Cadorna denominata ‘Il Bosco dei bimbi - le latifoglie’, di circa 12.700 mq., realizzata allo scopo di fornire alla Città un nuovo spazio a verde da vivere. L’area, di proprietà comunale, era stata infatti oggetto di un progetto di recupero e riqualificazione che aveva previsto la messa a dimora di specie arboree autoctone, la realizzazione di percorsi pedonali e l’installazione di strutture accessorie (giochi, tavoli e panchine), al fine di rendere maggiormente fruibili gli spazi per i cittadini e per i turisti. Inoltre furono piantati 130 alberi, pari al numero dei bambini nati nel Comune di Portogruaro in un determinato periodo di tempo, in quanto il Comune volle dare piena e concreta attuazione a quanto stabilito dalla Legge 29 gennaio 1992 n. 113 che prevede l’obbligo per ogni Comune di porre a dimora un albero per ogni neonato. - L’area si trova tra Via Mons. Tarantino e Viale Cadorna, è suddivisa in quattro spazi da tre fossati lungo i quali si sono nel tempo sviluppate alcune siepi boscate costituite da specie arbustive autoctone ad alto fusto. Il progetto ha previsto la conservazione dei filari campestri preesistenti per preservare gli aspetti naturalistici. La fruibilità dell’area è stata migliorata mediante la realizzazione di percorsi in ghiaino battuto e l’apertura di alcuni varchi lungo i fossati che ampliano l’intercomunicabilità tra i lotti. Il primo e più ampio dei quattro spazi ha una connotazione di area attrezzata a pic nic per permettere la sosta a turisti ma anche per l’utilizzo da parte degli stessi cittadini di Portogruaro in occasione di manifestazioni organizzate.
Questa guida interattiva alle piante legnose del parco è stata realizzata in collaborazione tra il Comune di Portogruaro ed il Progetto SiiT, coordinato dal Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste, nell’ambito dell’iniziativa ‘Verde Pubblico’, che mira a valorizzare le aree verdi comunali creando strumenti interattivi di facile consultazione per avvicinare i cittadini alla conoscenza della ‘foresta urbana’ e soprattutto per fornire aalle scuole uno strumento che permetta loro di utilizzare le aree verdi comunali come veri e propri ‘laboratori all’aperto’ in cui svolgere attività didattiche centrate sull’identificazione delle piante.
Il progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera) è finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.


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free access Caccia al Tesoro Botanico al Giardino Scotto di Pisa
A Botanical Treasure Hunting at the Scotto Garden of Pisa (Italy)
Caccia al Tesoro Botanico al Giardino Scotto di Pisa

Internet Festival 2013 - Pisa

Pier Luigi Nimis, Andrea Moro, Lorenzo Peruzzi
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Foto di Andrea Moro

Caccia al Tesoro Botanico è una guida, disponibile anche come app per smartphone e tablet, creata dal Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste (Progetto Dryades) in occasione di Internet Festival 2013 e utilizzata per l’organizzazione di una caccia al tesoro presso il Giardino Scotto di Pisa, città sede della manifestazione.
Il Giardino Scotto, che si trova al centro dei bastioni della Cittadella Nuova, progettata dall'architetto fiorentino Giuliano da Sangallo, fu realizzato agli inizi del XIX secolo da Giovanni Caluri per l'armatore livornese Domenico Scotto. La famiglia Scotto, dopo aver acquistato, nel 1798, la fortezza che Pietro Leopoldo di Lorena aveva messo in vendita, diede avvio ai lavori per la costruzione di un palazzo corredato da un ampio spazio verde. Il gigantesco platano che troneggia in mezzo al giardino fu piantato in occasione di uno spettacolo teatrale di Carlo Goldoni. Negli anni ‘30 del secolo scorso, l'area divenne giardino pubblico comunale ed è ancor oggi usata per mostre, rappresentazioni teatrali, concerti e come cinema all'aperto in estate. Nel 2008 il Giardino è stato in gran parte ristrutturato con un rinnovamento del suo arredo.
Il gioco Caccia al Tesoro Botanico si basa sull’identificazione delle piante legnose attraverso l’utilizzo di guide semplificate, consultabili da dispositivi mobile.
L’attività si rivolge generalmente a classi di 20-25 bambini, ma può essere svolta anche con gruppi meno numerosi e differenti per età.
La caccia al tesoro si articola in cinque fasi.
1) Ai ‘cercatori’ viene consegnata una mappa dell’area in cui si svolge la ‘caccia’, sulla quale è segnata la posizione di 10 piante con altrettanti pallini colorati. Su ciascuna pianta è stato apposto un cartello numerato.
2) Viene consegnato anche un dispositivo mobile con la versione interattiva della guida (in genere uno ogni 3 bambini, che lavoreranno in gruppo).
3) Per comprendere il significato delle chiavi dicotomiche e il funzionamento del dispositivo mobile, si identifica collettivamente una prima specie con l’aiuto di un insegnante/animatore. A quel punto si dà inizio al gioco.
4) A partire dal fischio di inizio, le squadre hanno 30 minuti di tempo per trovare le piante munite dei cartelli numerati (orienteering) e per identificarle. Appena un gruppo pensa di aver identificato una specie, corre dall’insegnante: se l’identificazione è corretta può passare a un’altra specie, altrimenti deve tornare indietro e cercare di capire l’origine dell’errore.
5) Al termine dei 30 minuti un fischio richiama tutti i gruppi al punto di partenza, dove viene proclamato il gruppo vincitore (quello che ha identificato il maggior numero di specie).
La creazione di una chiave del genere non è semplice e richiede un’accurata scelta delle piante da includere, dei caratteri da usare per l’identificazione e del linguaggio utilizzato nella guida.
Le piante devono essere tutte presenti in un’area in cui sia possibile seguire i bambini, devono possedere caratteristiche diverse che non richiedano l’osservazione di caratteri troppo ‘difficili’ e devono essere facilmente accessibili senza comportare danni alle aiuole.
La terminologia deve essere semplice e il testo di ciascuna dicotomia deve essere breve (per favorire i bambini più piccoli che hanno appena imparato a leggere). I caratteri distintivi vanno adeguatamente illlustrati, per far comprendere in maniera intuitiva il significato dei testi.
Questa guida, creata appositamente per la città di Pisa, le sue scuole, i suoi abitanti e i suoi visitatori, permetterà loro di utilizzare il Giardino Scotto anche in futuro, come ‘laboratorio all’aperto’ per attività ludico-didattiche centrate sulla scoperta della biodiversità.


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free access Ackerbilingual
Ackerbilingual
Ackerbilingual -

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free access Alberi e Arbusti del Parco della Vena del Gesso Romagnola
Woody plants of the Gypsum PArk of Romagna (N Italy)
Alberi e Arbusti del Parco della Vena del Gesso Romagnola

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
Mariliana Bertini

Foto di Andrea Moro

Il Parco regionale della Vena del Gesso Romagnola è da tempo meta di escursioni a scopo didattico e anche semplicemente turistico. Accanto alle specificità geologiche per le quali è noto e visitato, appare comunque interessante anche per la sua ricca flora. La pratica del riconoscimento delle essenze arboree ed arbustive rappresenta uno strumento didattico utile per familiarizzare con l’ambiente. A questo scopo risulta particolarmente stimolante per gli studenti l’utilizzo di uno strumento informatico basato su parametri facilmente identificabili e più vicino al loro modo di apprendere di quanto non siano le chiavi analitiche tradizionali. Lo sviluppo di strumenti che consentano di entrare in contatto e meglio conoscere l’ambiente rappresenta un passo indispensabile per portare i giovani a conoscere, rispettare e valorizzare il territorio. Questa guida alle principali piante legnose spontanee del Parco, creata in collaborazione con il progetto europeo KeyToNature, facilita una metodologia di didattica “attiva” ed una modalità di approccio “sperimentale” da attuarsi sul campo, in linea con l’abituale approccio ai problemi del territorio posto in atto dal Liceo Scientifico Tecnologico F. Alberghetti di Imola e da GeoL@b onlus.

La presente versione della guida è provvisoria: essa sarà soggetta ad aggiornamenti sulla base del ritrovamento di altre specie da parte degli studenti. L’organizzazione di uscite didattiche che coinvolgono gli studenti del liceo in veste di tutor è ormai consolidata come modalità di educazione ambientale. Essa coinvolge alunni delle scuole medie inferiori ed elementari della rete delle “eco scuole” del Santerno. L’utilizzo di questa guida rappresenta una facilitazione ed una innovazione in questa attività, che dovrebbe risultare coinvolgente e motivare all’apprendimento. Da considerare anche l’utilizzo della guida a scopi divulgativi e come guida per escursionisti.


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Sviluppata per palmari con sistema operativo Windows.
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free access Alberi e arbusti all'Orto Botanico Universitario di Trieste - Versione per le scuole elementari
Trees and shrubs at the Botanic Garden of the Trieste University - Version for elementary schools
Alberi e arbusti all'Orto Botanico Universitario di Trieste Versione per scuole elementari

Ricreatori Comunali di Trieste

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
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Foto di Andrea Moro

Il M. Valerio (o M. Fiascone)è una piccola collina sita presso il comprensorio universitario di Trieste. Grazie ad un finanziamento dl Comune di Trieste, l'allora Dipartimento di Biologia dell'Università ha creato un sentiero naturalistico che percorre l'intero M. Valerio, concepito come una introduzione agli aspetti naturalistici del vicino Parco Urbano di Villa Giulia. il M. Valerio ospita anche l'Orto Botanico dell'Università.
Questa guida interattiva fa parte integrante delle attività previste dalla Convenzione con il Comune di Trieste, ed è stata concepita per vaolizzare l'Orto stesso permettendo l'effettuazione di attività ludico-didattiche centrate sull'identificazione delle piante.
Grazie ad un accordo con i ricreatori comunali di Trieste, l'Orto Botanico universitario viene periodicamente visitato da bambini e ragazzi, che utilizzano i palmari per una 'Caccia al Tesoro' centrata sull'identificazione in campo delle piante. Sin dalle prime essperienze si è evidenziata la necessità di costruire una guida 'speciale' per bambini di 6-7 anni: avendo appena imparato a leggere, necessitano di una guida più facile, dove la parte testuale sia ridotta al minimo. Questa mini-guida viene oggi utilizzata come elemento importante di una 'Caccia al Tesoro' che prevede attività di orienteering per individuare gli alberi da identificare, seguita dall'identificazione vera e propria da parte dei bambini stessi.


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free access Alberi e arbusti del Parco Naturale Regionale del Fiume Sile – Guida al riconoscimento (completa)
Woody plants of the Regional Natual PArk of the River Sile (complete)
Alberi e arbusti del Parco Naturale Regionale del Fiume Sile Guida al riconoscimento (completa)

Pier Luigi Nimis, Stefano D'Alterio, Stefano Martellos, Andrea Moro, Elena Pittao, Rodolfo Riccamboni
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Foto di Andrea Moro

Il Parco Naturale Regionale del Fiume Sile si estende su una superficie di 4.152 ettari, in 11 Comuni e 3 province del Veneto: Padova, Treviso e Venezia. Le sorgenti del Sile si trovano tra Casacorba di Vedelago e Torreselle di Piombino Dese, originando il più lungo fiume di risorgiva d'Italia: 84 km, di cui 54 km dalle sorgenti alla foce naturale nella laguna di Venezia e 30 km da Portegrandi allo sbocco nel mare Adriatico.
Il progetto SILIFFE (LIFE 14 NAT/IT/000809), cofinanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del Programma LIFE 2014–2020 e gestito dall’Ente Parco Naturale Regionale del Fiume Sile, con la collaborazione dell’Ufficio Biodiversità e Parchi della Regione Veneto, dell’Ufficio Pesca della Provincia di Treviso e di Bioprogramm Società Cooperativa di Biotecnologie Avanzate e Tecniche Ambientali, si è concretizzato anche con la realizzazione di questa guida interattiva alle piante legnose (alberi, arbusti e liane) presenti all'interno del Parco. Essa è scaricabile su tablet e telefonini per un pratico impiego sul campo, anche senza connessione. Non sono necessarie grandi competenze botaniche, perché la guida si basa sull’osservazione di semplici caratteri durante i vari mesi dell’anno, dalla primavera, ricca di colori e profumi, al primo autunno con la maturazione dei frutti e dei semi prima della caduta delle foglie. Oltre a questa versione, che include tutte le specie, è stata predisposta anche una versione ridotta e semplificata, rivolta soprattutto alle scuole. Buona ricerca!

Bibliografia essenziale

AA. VV. - Carta turistica Parco Naturale Regionale del Fiume Sile in scala 1:25.000 - ed. Tabacco.
AA.VV. – 2008 - Il Sile. - Ed. Cierre.
AA.VV. – 2011 - Itinerari naturalistici, storici e ciclopedonali nel Parco del Sile. Guida naturalistica storica ambientale con i percorsi ciclopedonali del Sile, con alcune indicazioni enogastronomiche. - Ed. ASTEA VE.
AA.VV. – 2014 - Fiume Sile, magici itinerari da Treviso a Venezia. Catalogo illustrato - Ed. Parco Naturale Regionale del Fiume Sile.
Ghetti A. & L. D’Alpaos (a cura di) – 1991 - Piano di Bacino del Fiume Sile - Regione del Veneto.


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free access Alberi e arbusti del Parco Naturale Regionale del Fiume Sile – Guida al riconoscimento (versione semplificata - per bambini).
Woody plants of the Regional Natural Park of the Sile River (simplified version, for children)
Alberi e arbusti del Parco Naturale Regionale del Fiume Sile Guida al riconoscimento (versione semplificata - per bambini).

Pier Luigi Nimis, Stefano D'Alterio, Stefano Martellos, Andrea Moro, Elena Pittao, Rodolfo Riccamboni
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Foto di Andrea Moro

Il Parco Naturale del Fiume Sile è interessante: si estende su 4.152 ettari in 11 Comuni e 3 province del Veneto: Padova, Treviso e Venezia. Tra le sorgenti di Vedelago-Torreselle e la foce nel Mare Adriatico ci sono 84 km del corso d’acqua di risorgiva più lungo d'Italia, forse d’Europa!
Grazie al Progetto SILIFFE ora puoi usare questa guida interattiva caricabile su tablet o telefoninino (scarica la app KeyToNature, è gratis!) e usarla all’aperto, anche senza connessione internet, per trovare il Nome della tua pianta.
Per usarle la guida non serve che tu sia un esperto botanico, ma se la usi e fai qualche gita nel Parco, lo potrai diventare presto. Importante è che tu, da buon naturalista, osservi con attenzione i caratteri degli alberi e degli arbusti nel corso delle stagioni, dalla primavera, ricca di colori e profumi, al primo autunno con la maturazione dei frutti e dei semi prima della caduta delle foglie.
Divertiti anche a conoscere meglio le specie, perché ognuna ha tante storie da raccontare: l’origine, il perché del nome, come è e com’era impiegata dall’uomo, in quale ambiente vive e…molto altro ancora. Buon divertimento!

Bibliografia essenziale

AA. VV. - Carta turistica Parco Naturale Regionale del Fiume Sile in scala 1:25.000 - ed. Tabacco.
AA.VV. – 2008 - Il Sile. - Ed. Cierre.
AA.VV. – 2011 - Itinerari naturalistici, storici e ciclopedonali nel Parco del Sile. Guida naturalistica storica ambientale con i percorsi ciclopedonali del Sile, con alcune indicazioni enogastronomiche. - Ed. ASTEA VE.
AA.VV. – 2014 - Fiume Sile, magici itinerari da Treviso a Venezia. Catalogo illustrato - Ed. Parco Naturale Regionale del Fiume Sile.
Ghetti A. & L. D’Alpaos (a cura di) – 1991 - Piano di Bacino del Fiume Sile - Regione del Veneto.


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free access Alberi e arbusti della città di Pordenone
Trees and shrubs of Pordenone (NE Italy)

Alberi e arbusti della città di Pordenone

Liceo Scientifico Statale Michelangelo Grigoletti, PN

Pier Luigi Nimis & Stefano Martellos

Foto di Andrea Moro

Questa è una guida alle piante legnose della città di Pordenone.
Include quasi tutte le specie spontanee (salvo gruppi critici come Rubus e Rosa) e un'ampia selezione di specie coltivate in parchi e giardini (saremmo grati per segnalazioni di specie da aggiungere), per più di 400 taxa infragenerici. La lista delle specie spontanee deriva da dati inediti del Prof. L. Poldini, quella delle piante coltivate da una tesi di laurea in Biologia del Dr. Fabio Candotto Carniel presso l'Università di Trieste, e da osservazioni da parte del Prof. P.L. Nimis (Università di Trieste).
E' una guida 'primaverile', in cui si dà maggiore importanza a foglie e fiori. Seguirà una guida 'autunnale' basata su foglie e frutti. Se mancano i fiori ma ci sono i frutti, si può tentare comunque l'identificazione con l'interfaccia ad entrata multipla: scegliendo l'opzione 'frutto secco-carnoso', si può generare una chiave per le sole specie con frutti secchi/carnosi, trascurando così molti caratteri fiorali. Per i più esperti (quelli che già conoscono il genere o la famiglia) l'interfaccia ad entrata multipla può anche generare una chiave alle sole specie del genere o della famiglia.
Questa guida è stata creata nell'ambito del Progetto KeyToNature per il Liceo Scientifico M. Grigoletti di Pordenone. Si limita alle specie sinora osservate in città, ma - con cautela - può essere utilizzata in un territorio molto più vasto.
Il liceo Grigoletti è il più antico di Pordenone. Ha circa 1300 studenti ed è articolato in quattro indirizzi: ordinario, PNI (piano nazionale informatica), linguistico-Brocca e Sperimentale Scientifico-Tecnologico-Brocca. La scuola è circondata da un vasto e botanicamente interessante parco. Il progetto è rivolto ad alcune classi seconde e terze degli indirizzi sperimentali, con le seguenti finalità: 1. sviluppare la consapevolezza della complessità dell’ambiente; 2. educare al rispetto dell’ambiente attraverso la scoperta delle piante 'urbane'; 3. sviluppare la percezione dell’importanza della conservazione degli ambienti naturali come patrimonio non rinnovabile; 4. acquisire una metodologia di lavoro che contribuisca alla formazione di una mentalità 'scientifica'.
Ringraziamo il Dr. Bob Press (Natural History Museum, London) per la correzione della versione in lingua inglese.


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free access Alberi ed arbusti del Parco del Paleotto (BO)
Woody plants of the Paleotto Park (Bologna, Italy)
Alberi ed arbusti del Parco del Paleotto (BO)

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
Barbara Bernabè, Elisabetta Rocca

Foto di Andrea Moro

Il Parco del Paleotto, nel quartiere Savena di Bologna, deve il nome ad un’antica famiglia senatoria bolognese, i Paleotti, e si estende su una superficie di 21 ha. Il parco è lambito dal torrente Savena e si trova ai piedi delle prime pendici collinari del contrafforte pliocenico a sud della città di Bologna. In gran parte coltivato fino a ad alcuni decenni fa, attualmente presenta ampie aree prative attraversate da viali alberati ed alcune zone boschive. Segno della passata attività agricola è la presenza di numerose specie di alberi da frutto. Recentemente alcune aree sono state rimboschite con specie autoctone.
Aics, attraverso l’associata Selene Centro Studi, gestisce la Casa del Parco presso la quale vengono organizzati corsi di educazione ambientale rivolti a studenti ed adulti.
Questa guida alle piante arboree ed arbustive del Parco del Paleotto è stata realizzata in collaborazione con il Progetto Europeo KeyToNature. Sono state prese in esame le sole piante arboree e arbustive, rilevate attraverso censimenti. La guida rappresenta una innovativa integrazione alle attività didattiche svolte nel Parco e verrà messa a disposizione di tutti i fruitori dello stesso: dagli studenti (dalle scuole elementari, alle superiori fino ai corsi universitari), agli abitanti del quartiere Savena e a tutti i visitatori che vogliano approfondire la conoscenza dell’ambiente che li circonda attraverso il riconoscimento delle piante arboree ed arbustive.


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free access Alberi ed arbusti del giardino della Scuola G. Rodari di Udine
Trees and shrubs of the garden of the school G. Rodari (Udine, NE Italy)
Alberi ed arbusti del giardino della scuola G. Rodari di Udine

Scuola Primaria Gianni Rodari di Udine

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
Anna Polo

Foto di Andrea Moro


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free access Alberi ed arbusti del parco della Scuola Primaria di Ospedaletto di Gemona
Trees and shrubs of the park of the Primary School of Ospedaletto (Gemona, Udine, NE Italy)
Alberi ed arbusti del parco della Scuola Primaria di Ospedaletto (Gemona, UD)

Scuola Primaria di Ospedaletto di Gemona (UD)

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
Marìluisa Londero

Foto di Andrea Moro


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free access Alberi ed arbusti dell'Orto Botanico universitario di Trieste
Woody plants of the Botanical Garden of the University of Trieste
Alberi ed arbusti dell'Orto Botanico universitario di Trieste. Una guida interattiva

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
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Foto di Andrea Moro

L'Orto Botanico dell'Università degli Studi di Trieste è posto lungo uno dei versanti del Monte Valerio. Questo colle fa parte della prima cerchia di rilievi che contornano la città di Trieste. Raggiunge una quota di circa 215 m ed è posto a Nord della città. Si tratta di un'area originariamente costituita da 3 gradoni sostenuti da muretti in arenaria. Dal 1963-1965 viene modellata la superficie sostituendo i muretti con piccole aiuole a roccera sostenute da spalliere di pietra carsica. Il Monte Valerio prende il nome dalla ricca famiglia che a metà Ottocento ne era proprietaria ed abitava nella villa oggi sede degli Istituti di Zoologia e Farmacologia.
La famiglia gestiva una fabbrica di cioccolata, con recapito in Via Cologna 144 (fraz. M. Valerio) che viene descritta, nella rivista 'Tre giorni a Trieste…' con queste parole: 'E' situata in una contrada di Cologna, in edificio di stile semplice ed elegante, su d'un colle che domina la città e il porto, e venne eretta appositamente per la fabbricazione delle cioccolate, per cui è fornita di tutti i locali ed utensili occorrenti per ogni minuta operazione'. I Valerio abitavano nella Villa Valerio, castelletto merlato, costruito nel 1862 in una posizione splendida. All'epoca il Monte Valerio era tutta una macchia di verde in mezzo alla quale risaltavano la villa e la fabbrica. La villa è una casa signorile in stile neocastellano con larga torre ottagonale, nel corpo della quale è stata ricavata una scala monumentale. Il parco era pieno di fiori, alberi da frutta e vigneti. Con il dissesto della società la villa fu venduta con l'impegno, mai mantenuto, di essere riacquistata. Fu acquistata dalla baronessa Sevastopulo nel 1935, e dal 1962 è proprietà dell'Università degli Studi di Trieste. Il nome è comunque rimasto al piccolo colle. Preesisteva però un toponimo italiano 'Colle Artemisio'. Nell'autunno del 1962 gli istituti biologici delle Facoltà di Scienze e Farmacia dell'Università di Trieste venivano insediati nella ex-villa Sevastopulo, al limite superiore dell'area universitaria lungo la strada per Opicina. Nella villa trovavano posto gli Istituti di Zoologia, Farmacologia, Fisiologia Generale e Chimica Biologica, mentre l'Istituto Botanico veniva situato in una casa agricola adiacente. In seguito nella villa restavano soltanto gli Istituti di Farmacologia e Zoologia, e per quest'ultimo veniva realizzato anche un padiglione prefabbricato, mentre per l'Istituto di Botanica al posto della casetta fatiscente veniva costruito un nuovo edificio inaugurato nel 1980. Tutta l'area circostante, i cui limiti subivano alcune variazioni in conseguenza di nuovi acquisti, veniva assegnata all'Orto Botanico. Praticamente già dalla primavera-estate 1963 iniziavano i lavori per la sistemazione dell'Orto, che copre un'area di 4,2 ettari dei quali un ettaro circa ospita la collezione generale, mentre la superficie rimanente di oltre 3 ettari viene tenuta a bosco seminaturale.
L'Orto Botanico è piccolo e per lungo tempo è stato prevalentemente utilizzato a scopo scientifico, ma si presta molto bene ad attività didattiche 'intelligenti'.
Grazie ad un finanziamento dl Comune di Trieste, nel 2001 l'allora Dipartimento di Biologia dell'Università ha creato un sentiero naturalistico che percorre l'intero M. Valerio, concepito come una introduzione agli aspetti naturalistici del vicino Parco Urbano di Villa Giulia. il M. Valerio ospita anche l'Orto Botanico dell'Università.
Questa guida interattiva fa parte integrante delle attività previste dalla Convenzione con il Comune di Trieste, e permetterà ai visitatori di scoprire autonomamente i nomi delle numerose piante ospitate nell'Orto.


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free access Alberi ed arbusti della città di Graz (Austria)
Trees and shrubs of Graz (Austria)

A guide to the most common trees and shrubs found in the urban area of Graz (Austria)

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
Martin Grube, Felix Schlatti

Images by Andrea Moro

This is a preliminary version of an interactive guide to the most common spontaneous and cultivated species of trees and shrubs found in the urban area of Graz. The guide was produce within the KeyToNature project, through a collaboration among the University of Graz, evolaris next level Privatstiftung (Graz, Austria), and the University of Trieste (Italy)


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free access Alberi ed arbusti delle siepi presso Erlangen (Baviera)
Trees and shrubs of hedges near Erlangen (Bayern, Germany)

Alberi ed arbusti delle siepi presso Erlangen (Baviera)

Pier Luigi Nimis, Gerd Schmidt, Stefano Martellos

Foto di Andrea Moro

Questa guida è stata predisposta nell'ambito del Progetto KeyToNature per essere utilizzata nelle scuole elementari dall' Institut für Lern-Innovation (FIM-NeuesLernen) della Friedrich-Alexander-Universität di Erlangen-Nürnberg (Baviera, Germania). La guida include le più comuni specie di alberi ed arbusti presenti nelle siepi presso la città.


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free access Alberi, arbusti e liane della Scuola Biagio Marin (Trieste)
Trees, shubs and woody climbers of the school Biagio MArin (Trieste, NE ITaly)
Alberi, arbusti e liane della Scuola Biagio Marin (Servola, Trieste)

Istituto Comprensivo Italo Svevo - Scuola Primaria Biagio Marin, Via M. Praga 6, Trieste

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
Alessandra Patuanelli

Foto di Andrea Moro

Questa è la prima versione di una guida agli alberi, arbusti e liane che crescono nell’ampia area verde ed attrezzata della scuola primaria Biagio Marin di Servola a Trieste. La guida è di tipo “primaverile” e cioè utilizzabile al meglio osservando piante con foglie e fiori.


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free access Alberi, arbusti e liane presso Erlangen (Germania, Baviera)
Trees, woody climbers and shrubs near Erlangen (Bavaria, Germany)

Alberi, arbusti e liane del territorio presso Erlangen (Baviera, Germania)

Pier Luigi Nimis, Gerd Schmidt, Stefano Martellos

Foto di Andrea Moro

Questa guida è stata predisposta nell'ambito del Progetto KeyToNature per essere utilizzata nelle scuole medie e superiori dall' Institut für Lern-Innovation (FIM-NeuesLernen) della Friedrich-Alexander-Universität di Erlangen-Nürnberg (Baviera, Germania). La guida include tutti gli alberi ed arbusti spontanei o naturalizzati presenti nel territorio che circonda Erlangen, salvo la maggior parte delle specie di Rubus.


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free access Alberi, arbusti e liane presso la Scuola di Fiume Veneto (PN)
Trees, shrubs and woody climbers near the school
Alberi, arbusti e liane presso la scuola

ISTITUTO COMPRENSIVO DI FIUME VENETO, PIAZZA MARCONI 57 – FIUME VENETO (PN)

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
Renata Callegari, Daniela Cristante, Enrico Peressutti, Pietro Pulvirenti, Santa Ricci, Lucia Zannese, Patrizia Zuccato

Foto di Andrea Moro

Al progetto sono coinvolti docenti di Scienze, Tecnologia, Arte e Immagine. I destinatari sono alunni delle classi prime della Scuola Secondaria di Primo Grado. Obiettivi: - Osservare, determinare e riconoscere gli alberi ed arbusti del giardino della Scuola e del contiguo argine del fiume Fiume in base alle loro caratteristiche: fusto, semi, foglie e fiori. - Conoscere ed utilizzare la tecnica dell’erbario. - Collaborare in gruppo tra pari e con l’adulto in attività di ricerca. - Comprendere l’importanza della biodiversità. Tempi: attività da svolgere durante tutto l’anno scolastico in orario curricolare e con maggior frequenza nel periodo delle fioriture. Circa 20 ore per classe. Metodo: attività laboratoriale in gruppi cooperativi. Strumenti: chiave di determinazione, testi scolastici, computer, pressa. La singola classe parteciperà a brevi uscite nei pressi della scuola per osservare, raccogliere dati e piante, determinare le singole specie attraverso l’uso della chiave. Il percorso formativo terminerà con la produzione di alcune pagine di erbario. Valutazione: Le verifiche saranno effettuate durante lo svolgimento del lavoro con un’osservazione attenta della partecipazione degli alunni durante le uscite, verranno utilizzate una verifica finale sommativa con la quale si potranno valutare le conoscenze e le abilità che gli alunni hanno acquisito, e un test finale di gradimento. La valutazione degli alunni terrà conto: del comportamento, della partecipazione, dell’interesse e dell’impegno; delle capacità manuali, logiche, espressive, tecniche, etc.; della socializzazione e cooperazione nel lavoro di gruppo.


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free access Alla scoperta degli alberi e degli arbusti del Bosco del Sasseto – Torre Alfina (VT)
A key to woody plants of the Bosco del Sasseto (Torre Alfina, Viterbo, C Italy)
Alla scoperta degli alberi e degli arbusti del Bosco del Sasseto – Torre Alfina (VT)

Museo del Fiore, Acquapendente (VT)

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
Antonella Lisi, Gianluca Forti

Foto di Andrea Moro

Il Museo del fiore (Lazio, Viterbo, Acquapendente) è un centro didattico interattivo-multimediale, oggi polo del Sistema Museale Regionale Naturalistico (RE.SI.NA.) e di quello territoriale del lago di Bolsena (SI.MU.LA.BO.). Il Museo offre spunti per conoscere il mondo del fiore, per scoprire la natura e le tradizioni del territorio e per imparare in chiave ludica, immersi nella natura ed è allestito nei boschi della Riserva Naturale Regionale Monte Rufeno, a due chilometri dal borgo medievale di Torre Alfina. Proprio dietro il castello di Torre Alfina si estende il Bosco del Sasseto, un bosco particolarissimo, oggi Monumento Naturale della Regione Lazio nonché Zona di Protezione Speciale (ZPS, ai sensi delle Direttive UE “Habitat” e “Uccelli”). Questo è grande circa 50 ettari e rappresenta un esempio unico di bosco mesofilo secolare. L’eccezionalità di questo bosco, che deve il nome allo spettacolare substrato geologico, è legata alla presenza di oltre 30 specie di alberi con altezze dello strato dominante anche superiori ai 25-30 metri e diametri dei tronchi che superano anche il metro, alla grande abbondanza di tronchi morti e alla presenza di una ricca flora e fauna con elementi rari.
Il Bosco del Sasseto si sviluppa su una colata lavica, che fa parte del settore più settentrionale dell’apparato vulcanico vulsino, ed è caratterizzato da una grande abbondanza di massi anche di grandi dimensioni che in alcuni punti si sono ammassati creando radure di grande fascino, prive di alberi. La natura geologica accidentata, così come il rispetto degli abitanti di Torre Alfina, hanno contribuito alla conservazione di questo bosco anche se di proprietà privata. Il Marchese Cahen, uno dei passati proprietari, ha amato così tanto questo luogo da far costruire per sé, al centro del Sasseto, una singolare cappella funebre in stile gotico alla fine del diciannovesimo secolo, così come i sentieri per poter passeggiare nel bosco altrimenti difficilmente accessibile. Oggi noi volgiamo proporre questo prezioso bosco come “palestra” esterna dove cimentarsi nel riconoscimento di tante piante diverse.
Questa guida alle piante arboree ed arbustive del Bosco del Sasseto di Torre Alfina è stata realizzata in collaborazione con il Progetto Europeo CSMON-LIFE (LIFE13 ENV/IT/842). Sono state prese in esame le sole piante arboree e arbustive presenti, rilevate attraverso censimenti e la raccolta di tutti i dati bibliografici noti nelle pubblicazioni raccolte e disponibili presso il Museo del fiore. La offriamo alle scuole (dalle elementari alle superiori fino ai corsi universitari), agli abitanti di Torre Alfina e a tutti i frequenti visitatori del Bosco del Sasseto come supporto per riconoscere il mondo delle piante e dei fiori e la sua notevole diversificazione.


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free access Alla scoperta degli alberi e degli arbusti di Acquapendente(VT)
A guide to common woody plants at Acquapendente (Viterbo, C Italy)

Alla scoperta degli alberi e degli arbusti di Acquapendente (VT)

Museo del Fiore, Acquapendente (VT)

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
Antonella Lisi, Gianluca Forti

Foto di Andrea Moro

Acquapendente, città dei Pugnaloni, è situata nell’estremo nord della provincia di Viterbo e del Lazio, incastonata tra la Toscana e l’Umbria, in uno dei contesti paesaggistici più suggestivi dell’Italia centrale. Posta sul margine di un ripiano tufaceo e tra sorgenti un tempo preziose che le danno il nome, da sempre è stata crocevia di percorsi, traffici e vie di pellegrinaggio; la sua è la storia di vivace centro artigiano e commerciale in un contesto agricolo e ambientale di notevole pregio con il quale la popolazione ha un profondo legame in un rito che ancora oggi inneggia alla forza della natura e alla sua pulsione primaverile e che si esprime ogni anno nei mosaici di petali e foglie dell’omonima festa dei Pugnaloni.

Passeggiando tra le sue vie è possibile scoprire un notevole patrimonio di alberi monumentali e non e di tante altre specie legnose che offrono la possibilità di immergersi nel mondo vegetale, ripercorrerne le principali tappe evolutive, scoprirne la sua varietà che in maggio diviene protagonista dei Pugnaloni. Questa guida oltretutto costituisce un’appendice ideale del percorso “Il cammino delle piante”, itinerario cittadino sull’evoluzione delle piante il cui pannello di inizio è posto nei pressi della Fonte del Rigombro sviluppato da un’idea didattica del I.P.S.I.A. di Acquapendente (Ronca, 2000).

Il Museo del Fiore (www.museodelfiore.it), oggi polo del Sistema Museale Regionale Naturalistico (RE.SI.NA.) e di quello territoriale del lago di Bolsena (SI.MU.LA.BO.), offre la possibilità di percorrere e scoprire scorci della sua cittadina sotto altri aspetti, invitando alla curiosità e alla scoperta della biodiversità arborea presente tra le sue vie.

Questa guida alle più comuni piante arboree e arbustive è stata realizzata in collaborazione con il Progetto Europeo CSMON-LIFE (LIFE13 ENV/IT/842). La offriamo a tutti i visitatori, italiani e stranieri, della nostra cittadina e anche alle scolaresche (dalle elementari alle superiori) come supporto per riconoscere il “Mondo dei Fiori” e la sua notevole diversificazione.


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free access Alla scoperta dei licheni dello Sri Lanka
Discovering Lichens in Sri Lanka
Discovering Lichens in Sri Lanka

Gothamie Weerakoon, Pier Luigi Nimis
-

Images by various authors (species). Images of characters by Andrea Moro

The combination of an ancient, topographically and geologically diverse landscape and repeated influxes of biota from diverse regions in Sri Lanka in response to climatic change have resulted in a unique juxtaposition of lichens from spatially and temporally disparate biogeographic regions. Many lichen species not typically found in nearest sub-continental South India have adapted to suitable microhabitats, and survived in Sri Lanka through changes of climate. At present, nearly 1000 lichen species are known for Sri Lanka. Nevertheless, given the poor state of knowledge on many Sri Lankan lichen groups, it is more likely that 2000 or more lichen species can be found on the island.
This interactive guide intends to complement the booklet 'Fascinating lichens of Sri Lanka' (Weerakoon 2015) with an identification tool for over 100 species, mainly macrolichens. Of course, the key cannot be used to identify all lichens found in Sri Lanka, but it might be useful as a tutorial in workshops and courses for students, who will be asked to identify only the species which are included. The key is available online, and in several stand-alone versions (printable, CD-Rom, version for mobile devices). After a phase of testing, the key will be enlarged to encompass a broader spectrum of species, especially crustose lichens.
The key has been created using program FRIDA (Martellos 2010) at the Department of Life Sciences of the University of Trieste (Italy).
The first author is especially grateful to The National Geographic Society and Dilmah Conservation for funding field work in Sri Lanka. This key would have never been possible without the generous assistance and encouragement from many friends: V. Ambuldeniya, A. Aptroot, C.P. Cloonan, R. Luecking, T. Lumbsch, V. Pushpakumara, F. Schumm, N. Vishvanath, M. Wickramasinghe, and P. Wolseley, many of which also contributed with pictures. The second author would like to thank the Field Museum of Chicago for an invitation to give two lectures there in November 2014: on that occasion the two authors met, and conceived the idea of preparing this key.

Literature cited

Martellos S. (2010) - Multi-authored interactive identification keys: The FRIDA (FRiendly IDentificAtion) package - Taxon 59 (3): 922-929.
Weerakoon G. (2015) - Fascinating lichens of Sri Lanka - Colombo, Sri Lanka, Ceylon Tea Services, PLC, 188 pp.


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free access Alla scoperta dei licheni epifiti di Gorizia
Lichens on the trees of Gorizia (NE Italy)
Alla scoperta dei licheni epifiti di Gorizia

SCUOLA MEDIA STATALE “V.LOCCHI”. GORIZIA

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos, Miris Castello, Luisa Corvi - Curatore dell'apparato inconografico: Andrea Moro
-

Foto di AA.VV., tratte dall'archivio di ITALIC

I licheni stanno rapidamente ricolonizzando gli ambienti urbani di un po' tutta Europa. Ciò è dovuto principalmente alla diminuzione delle emissioni di anidride solforosa che avevano un tempo trasformato quasi tutti i centri urbani i veri e propri deserti lichenici. Il processo di colonizzazione è evidente anche a Gorizia: questa guida vuole essere uno strumento per aiutare i ragazzi a seguire il ritorno dei licheni nella loro città. - Badin G., Nimis P.L. - Biodiversity of epiphytic lichens and air quality in the Province of Gorizia (NE Italy)- Studia Geobotanica, 15: 73-90, 1996.


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free access Alla scoperta dei licheni nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi
Epiphytic lichens in the Casentinesi forests (N Apennines, Italy)
Alla scoperta dei licheni nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi


A cura del Servizio Promozione, Conservazione, Ricerca e Divulgazione della Natura del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi

Pier Luigi Nimis
Curatore dell'apparato di immagini: Andrea Moro

Foto di AA.VV., dall' archivio di ITALIC

Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna si estende a cavallo di Romagna e Toscana. Il cuore del Parco è rappresentato dalle Foreste Demaniali Casentinesi, un complesso forestale antico con ambienti molto favorevoli alla crescita dei licheni, soprattutto di quelli legati alla vegetazione di Lobarion, tipica delle foreste mature con frequente ristagno di nebbie. Il Lobarion è una comunità dominata da licheni con affinità subtropicali-oceaniche, ormai scomparsa in gran parte dell'Europa Centrale ed in tutta la Pianura Padano-Veneta, essendo sensibilissima sia all'inquinamento atmosferico che a cambiamenti microclimatici dovuti alla gestione economica delle foreste. Visitando il Parco sarà quindi possibile scoprire numerosi licheni oggi divenuti molto rari se non in via di estinzione sul territorio Italiano.
Questa guida, commisssionata dall'Ente Parco al progetto Dryades del Dipartimento di Scienze della Vita dell'Università di Trieste, è stata creata per permettere ai visitatori del Parco di scoprire autonomamente la ricca diversità dei licheni epifiti delle Foreste Casentinesi. La guida - limitata ai macrolicheni (licheni fruticosi, fogliosi e squamulosi) - è stata concepita per dei non-specialisti: per questo abbiamo evitato l’uso di caratteri visibili soltanto al microscopio. Tuttavia questa non è una guida 'per tutti': richiede lo studio preliminare delle principali caratteristiche dei licheni e per usarla è necessario munirsi di almeno due dei reagenti comunemente usati in lichenologia: l’idrossido di potassio (K) e la varechina (C). Per conoscere le caratteristiche principali dei licheni (forme di crescita, isidi, soredi, pseudocifelle, etc.) rimandiamo al tutorial che è in rete in tutte le chiavi interattive ai licheni pubblicate dal progetto Dryades (www.dryades.eu).
La flora lichenica del Parco non è mai stata studiata a fondo. La lista delle specie incluse in questa guida deriva da due fonti principali: il lavoro di Tretiach & Nimis (1994) centrato sull’area di Camaldoli, e quello di Benesperi (2009) centrato sulla Riserva di Sasso Fratino. Sono state aggiunte anche le specie ritrovate da Benesperi & al. (2007) nell’area dell’Abetone, esterna al Parco ma con simili condizioni ecologiche, ed alcune specie la cui presenza è probabile nel Parco, per un totale di 103 taxa infragenerici. La nomenclatura segue Nimis & Martellos (2003).

Bibliografia

BENESPERI R. (2009) - Contributo alla conoscenza della flora lichenica della Riserva Naturale Integrale di Sasso Fratino. – In: Bottacci A. (ed.): La Riserva naturale integrale di Sasso Fratino: 1959-2009. 50 anni di conservazione della biodiversità. CFS/UTB Pratovecchio: 143-150.
BENESPERI R., BRUNIALTI G., FAPPIANO A., FRATI L., GIORDANI P., LOPPI S., PAOLI L., RAVERA S., BUZIO P., BENCO C., STEFANO MARTELLOS S., TRETIACH M. (2007) - Contributo alla conoscenza della flora lichenica dell’Abetone, Appennino Tosco–Emiliano. Inform. Bot. Ital., 39 (1): 43-51.
NIMIS P.L. & MARTELLOS S. (2003) - A second checklist of the Lichens of Italy with a thesaurus of synonyms. Museo Regionale di Scienze Naturali, Saint Pierre–Aosta, Monografie, IV, 192 pp.
TRETIACH M. & NIMIS P.L. (1994) - Una collezione di licheni dalle Foreste Casentinesi (Camaldoli, Toscana). – Not. Soc. Lich. Ital., 7: 25-32.


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free access Alla scoperta dei nomi degli alberi: una guida multimediale per l'Isola della Cona in memoria della Prof. Maria Irene Bellavite
Let's discover the names of the trees: a multimedial guide dedicated to the memory of prof. Maria Irene Bellavite
Alla scoperta dei nomi degli alberi: una guida multimediale per l’Isola della Cona in memoria della Prof. Maria Irene Bellavite

Pier Luigi Nimis, Pierpaolo Merluzzi, Alessandra Chiandotto
-

Foto di Andrea Moro

L’isola della Cona, sul litorale friulano tra Grado e Staranzano (GO), inclusa nella Riserva Naturale della Foce dell'Isonzo, è un sito di altissimo interesse naturalistico. Famosa per la ricca avifauna, la Riserva non è meno importante per la flora e la diversità ambientale: sono state censite 647 specie di piante vascolari spontanee, di cui oltre un centinaio sono importanti per rarità e/o vulnerabilità. I rapporti di convivenza tra acque marine e dolci sono complessi, per cui su superfici contigue si alternano anche bruscamente ambienti umidi d’acqua dolce,salmastra e salata e di conseguenza anche le specie che li caratterizzano.
Questa guida alle più comuni piante legnose presenti presso il Centro Visitatori della Riserva è stata ideata, in collaborazione con il Comune di Staranzano e la Riserva stessa, per onorare la memoria di Maria Irene Bellavite, insegnante dotata di vasti orizzonti culturali, scomparsa prematuramente nell’aprile del 2011. Per oltre trent'anni la Prof. Bellavite ha svolto appassionatamente il suo lavoro presso l’Istituto comprensivo ‘Dante Alighieri’ di Staranzano, prima come insegnante poi come formatrice ed educatrice alla conoscenza e all’amore nei confronti dell'ambiente. Pioniera nell’educazione alla raccolta differenziata, la prof. Bellavite aveva approfondito la conoscenza della flora e della fauna del Friuli Venezia Giulia ideando approcci innovativi per avvicinare gli allievi alla scopertà della biodiversità, anche in collaborazione con il progetto KeyToNature coordinato dal Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste. Essendo l'Isola della Cona una meta di attività didattiche, questa guida alle principali piante legnose è stata strutturata in modo tale da consentire un approccio diretto all’identificazione delle piante da parte delle numerose scolaresche che visitano la Riserva. Può essere usata anche da chi si avvicina per la prima volta all'identificazione delle piante in quanto si basa solo su caratteri facilmente osservabili e immediatamente verificabili grazie al ricco corredo di immagini.
La guida è stata creata nell’ambito del progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera), finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e dai fondi nazionali.


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free access Alla scoperta dei termini botanici: gli alberi ed arbusti del giardino della scuola
Let's know some botanical jargon, plus the trees and shrubs of our schoolgarden.
Alla scoperta dei termini botanici: gli alberi ed arbusti del giardino della scuola

SCUOLA MEDIA CARLO DE MARCHESETTI, Sistiana, 225 – Borgo San Mauro (TS)

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos, Ivonne Burla
-

Foto di Andrea Moro

Questa è una guida agli alberi ed arbusti presenti nel giardino della Scuola Media Carlo de Marchesetti* a Borgo San Mauro (Sistiana, Trieste). Il numero di specie è piuttosto basso, per cui la chiave può risultare troppo facile e quindi povera di contenuto educativo per una scula media (sarebbe ideale per una scuola elementare). Abbiamo quindi pensato di usarla per introdurre ai ragazzi alla terminologia botanica. Al contrario di altre chiavi generate per le scuole in cui la terminologia è oltremodo semplificata, in questa abbiamo spesso usato i termini “difficili” del linguaggio botanico, ovviamente corredati con una spiegazione. La guida alle piante è sicuramente “facile” (i ragazzi saranno presto in grado di identificare tutte le specie del giardino), ma il linguaggio è volutamente “difficile” (è un’introduzione all’uso di chiavi più difficili).


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free access Alla scoperta del mondo delle piante
Discovering the plants of the schoolgarden
Alla scoperta del mondo delle piante

Istituto Comprensivo Faedis - Scuola Media Pirona, Via della Locanda 26 loc. Marsure-Povoletto (UD)

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
Marina Piemonte, Lucia Pellizzari

Foto di Andrea Moro

Il progetto si inserisce nello studio del territorio locale, e nell'approccio sperimentale dello studio delle caratteristiche delle piante e della relativa sistematica, fatto nel grande parco della scuola, ma utilizzando strumenti (chiavi) alle volte inadeguati per le conosccenze e l'età degli allievi. Sono previste uscite nel parco (dotato di una vasta tipologia di alberi) in vari periodi dell'anno per osservarne i mutamenti. Poichè il parco è in comune con la scuola primaria, il progetto può coinvolgere, per continuità, anche alunni dell'ordine inferiore.


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free access Alla scoperta del verde pubblico: il giardino di Piazza Hortis a Trieste
Woody plants of the garden at Hortis Square, Trieste
Alla scoperta del verde pubblico: il giardino di Piazza Hortis a Trieste

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
-

Foto di Andrea Moro

Questa mini-guida alle piante legnose del giardino pubblico di Piazza Hortis a Trieste è stata preparata in occasione della "Notte dei Ricercatori" una manifestazione pubblica tenutasi il 25 settembre 2009, dove gruppi di cittadini accompagnati da ricercatori universitari l'hanno utilizzata per scoprire le piante del giardino pubblico utilizzando palmari e telefonini. Nel settembre del 2010 la manifestazione è stata ripetuta. Nel giro di un anno il Comune di Trieste ha provveduto a piantare nel giardino diverse nuove specie, per cui nel settembre 2010 queste sono state aggiunte alla guida. La guida è stata concepita per l'uso da parte di persone completamente digiune di botanica ed è stata utilizzata in occasione della Notte dei Ricercatori 2010 dagli studenti del corso di Ecologia Applicata dell' Università di Trieste per insegnare al pubblico come riconoscere le piante tossiche presenti nel verde pubblico della città.


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free access Alla scoperta del verde urbano a Monfalcone: una piccola guida interattiva
A guide to the woody plants of the central square of Monfalcone (NE Italy, Prov. Gorizia)
Alla scoperta del verde urbano a Monfalcone: una piccola guida interattiva

Circolo Didattico Duca d’Aosta, Monfalcone (GO)

Pier Luigi Nimis, Livia Antonini
-

Foto di Andrea Moro

La scuola è chiamata a dare risposte alle esigenze di alunni sempre più ‘tecnologici’ in tempi di profondi cambiamenti. Questa guida alle piante legnose della piazza principale di Monfalcone (GO), nasce per attrezzare la scuola a nuove sfide per condividere energie, liberarle e rendere più incisivo ed efficace l’impegno degli insegnanti, dando priorità alla necessità di esplorare e leggere il territorio in modo nuovo. Tale approccio non è indispensabile ma inevitabile, seppur complesso per una scuola primaria, trattandosi non solo di capire il presente, ma di anticipare il futuro della scuola.
La guida è stata realizzata nell’ambito del Progetto SiiT, coordinato dal Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste, che mira a valorizzare le aree verdi comunali ed i giardini scolastici creando strumenti interattivi di facile consultazione per avvicinare i cittadini alla conoscenza della ‘foresta urbana’ e soprattutto per fornire alle scuole uno strumento che permetta loro di utilizzare le aree verdi come veri e propri ‘laboratori all’aperto’ in cui svolgere attività didattiche centrate sull’identificazione delle piante.
Il progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera) è finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.


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free access Alla scoperta della foresta urbana: guida alle piante legnose del Giardino Pubblico Muzio de Tommasini di Trieste
Discovering the Urban Forest of Trieste: a guide to the woody plants of the Public Garden Muzio de Tommasini
Alla scoperta della foresta urbana: guida alle piante legnose del Giardino Pubblico Muzio de Tommasini di Trieste

Pier Lugi Nimis, Alfonso Tomé

Foto di Andrea Moro

A partire dal 22 Maggio del 2014, giorno internazionale della biodiversità, diverse squadre di bambini e ragazzi delle Scuole di Trieste, armati di palmari e telefonini, si sfideranno in un’inedita caccia al tesoro nella ‘foresta urbana’ del Giardino Pubblico Muzio de Tommasini, scoprendo alla fine che il vero tesoro è la foresta stessa. Ciò sarà possibile grazie alla creazione di un’applicazione per strumenti mobile creata dal Progetto SiiT, coordinato dal Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste. L’idea di base del progetto è che uno dei primi passi per scoprire e comprendere la biodiversità è quello di riconoscere gli organismi che ci circondano, quello di dare loro un Nome. Oggi l'informatica ci permette di scoprire il nome di una pianta o di un animale in modo molto più facile e intuitivo che in passato. Il Progetto SiiT mette a disposizione di scuole, appassionati e cittadini delle guide interattive contestualizzate, utilizzabili in un vasto spettro di esperienze didattiche. In collaborazione con il Comune di Trieste, SiiT ha già predisposto diverse guide a piante, muschi, licheni e farfalle del Sentiero Naturalistico del M. Valerio presso il campus universitario. La creazione di una guida alle piante legnose coltivate nel principale giardino pubblico cittadino (126 taxa infragenerici) vuole essere un primo passo per valorizzare le aree verdi comunali, creando strumenti di facile consultazione per avvicinare i cittadini alla conoscenza della ‘foresta urbana’ e soprattutto per fornire alle scuole della città uno strumento per utilizzare le aree verdi comunali come veri e propri ‘laboratori all’aperto’, in cui svolgere attività didattiche centrate sull’identificazione delle piante.
Il Giardino Pubblico Muzio de Tommasini, luogo legato al romanzo La coscienza di Zeno dello scrittore Italo Svevo, è stato realizzato tra il 1854 e il 1864 su terreni acquistati dal comune dalle monache benedettine. L’ intenzione originaria era quella di costruire una chiesa e alcuni edifici residenziali, ma il progetto non trovò attuazione e Muzio de Tommasini, podestà di Trieste ed eminente botanico, decise per la realizzazione del parco. Nella parte alta si trovano l' edificio destinato a caffetteria e il gazebo per i concerti, mentre nella parte bassa, più recente, sono collocate le sculture erette in onore dei cittadini illustri nel campo della cultura. L'area verde, cui si accede attraverso sette entrate, è ampia (30.000 mq.) e pianeggiante, con un alto valore paesaggistico. Ben 368 sono gli esemplari arborei di grandi dimensioni tra cui spiccano platani, olmi, ippocastani e querce, accompagnati da specie esotiche quali cedri, araucaria, ginkgo e koelreuteria. Anche il patrimonio arbustivo è molto ricco con aiuole costituite da bosso, alloro, ligustro, viburno, pittosporo, aucuba, tasso e agrifoglio. Al centro del giardino si trova un suggestivo laghetto e nelle vicinanze l'area per i bambini con i tradizionali giochi dell'Oca e del Portone disegnati sulla pavimentazione, oltre a questi anche una Dama gigante sulla quale si possono tenere tornei di scacchi.
Il progetto SiiT è finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.


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free access Alla scoperta delle alghe della Costiera Triestina
The marine macroalgae of the Trieste Coast (N Adriatic Sea)
Alla scoperta delle alghe della Costiera Triestina

Annalisa Falace, Giusi Alongi
-

Foto di Diego Poloniato

Questa è una piccola guida interattiva alle più comuni specie di macroalghe della Costiera Triestina. La guida è stata creata per le scuole elementari e medie della Provincia di Trieste, ma può essere utilizzata da chiunque voglia iniziare ad approfondire la conoscenza del variopinto mondo delle alghe.
Si prevede la sua estensione a tutte le macroalghe dell'Alto Adriatico entro la fine del 2013. La guida è stata predisposta nell'ambito del Progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera), finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.

© Copyright 2007 A. Falace, G. Alongi, D. Poloniato - Testi e immagini inclusi in queste pagine non sono pubblicabili in alcuna forma senza il consenso scritto degli autori (scrivere a falace@units.it.


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free access Alla scoperta delle piante a S. Lorenzo Nuovo (VT)
A guide to woody plants at San Lorenzo Nuovo (Viterbo, C Italy)
Alla scoperta delle piante a S. Lorenzo Nuovo (VT)

Antonella Lisi, Gianluca Forti

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
Antonella Lisi, Gianluca Forti

Foto di Andrea Moro

Il Museo del fiore (Lazio, Viterbo, Acquapendente) è un centro didattico interattivo-multimediale, oggi polo del Sistema Museale Regionale Naturalistico (RE.SI.NA.) e di quello territoriale del lago di Bolsena (SI.MU.LA.BO.). Il Museo offre spunti per conoscere il mondo del fiore, per scoprire la natura e le tradizioni del territorio e per imparare in chiave ludica, immersi nella natura. Oltre agli allestimenti e percorsi nei boschi della Riserva Naturale Regionale Monte Rufeno e nei pressi di Torre Alfina, il museo offre una “palestra” all’interno e nei pressi della cittadina di S. Lorenzo Nuovo per scoprire un notevole patrimonio di piante e la varietà del mondo vegetale.

S. Lorenzo Nuovo è una cittadina situata nei pressi del lago di Bolsena e nell’estremo nord della provincia di Viterbo e del Lazio, incastonata tra la Toscana e l’Umbria, a pochi chilometri da Acquapendente, in uno dei contesti paesaggistici più suggestivi dell’Italia centrale. .

L’area prescelta per il campo d’azione di questa guida è il centro storico di S. Lorenzo Nuovo e Via Paese vecchio discendendo verso il lago di Bolsena per circa un chilometro, in modo da poter essere facilmente frequentata dalle scolaresche e fruita diversamente da chi vi fa usualmente passeggiate. .

Questa guida alle più comuni piante di S. Lorenzo Nuovo e dintorni è stata realizzata in collaborazione con il Progetto Europeo CSMON-LIFE (LIFE13 ENV/IT/842). Trattandandosi di una guida centrata sul fiore, per determinare al meglio alcune piante può essere preferibile osservarle fiorite. Sono state prese in esame solo le piante più abbondanti e appariscenti e senza la pretesa di essere esaustivi. La offriamo alle scuole elementari e a tutti gli abitanti e visitatori di S. Lorenzo Nuovo come supporto per riconoscere il mondo delle piante e dei fiori e sotto altri occhi scorci di questa cittadina.


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free access Alla scoperta delle piante che ci circondano: una guida interattiva al giardino della scuola
A guide to the woody plants of our school garden
Alla scoperta delle piante che ci circondano: una guida interattiva al giardino della scuola

Scuola Primaria C. Battisti, Monfalcone (GO)

Pier Luigi Nimis, Anna Prescerni, Michela Vardabasso
-

Foto di Andrea Moro

La scuola primaria C.Battisti edificata negli anni ’60 come scuola rionale oggi è divenuta scuola della città di Monfalcone. È circondata da uno spazio verde che nel corso degli anni, attraverso vari tipi di intervento, ha assunto l’aspetto di un giardino con diversi tipi di alberi ed una bella siepe di arbusti misti.
Da sempre il giardino è utilizzato per i momenti ricreativi, ma anche come laboratorio di didattica ambientale: un piccolo ecosistema all’interno del quale si ‘affollano’ tanti esseri viventi e dove è possibile compiere un’interessante osservazione sui ‘tempi della natura’.
La richiesta di adesione al progetto SiiT nasce dall’idea di contribuire ad una educazione al rispetto e alla tutela dell’ambiente, partendo dall’osservazione e dalla conoscenza, fornendo strumenti e metodologie per valorizzare ciò che si ha vicino per poi trasferirlo anche negli altri ambienti.
Il percorso didattico prevede un intervento di tipo interdisciplinare. Partendo dall’ambito scientifico di analisi delle piante, gli alunni saranno guidati nell’utilizzo della guida per imparare a riconoscere le piante legnose del giardino scolastico, attraverso giochi o ‘caccia’ al riconoscimento delle diverse specie. La metodologia che si intende adottare è quella dell’apprendimento attraverso l’esperienza, l’interazione, la scoperta ed il gioco, quali facilitatori nella costruzione di nuove conoscenze, durevoli nel tempo. Il rispetto e la salvaguardia dell’ambiente scaturiscono come conseguenza alla conoscenza.
La guida è stata realizzata nell’ambito del Progetto SiiT, coordinato dal Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste, che mira a valorizzare le aree verdi comunali ed i giardini scolastici creando strumenti interattivi di facile consultazione per avvicinare i cittadini alla conoscenza della ‘foresta urbana’ e soprattutto per fornire alle scuole uno strumento che permetta loro di utilizzare le aree verdi come veri e propri ‘laboratori all’aperto’ in cui svolgere attività didattiche centrate sull’identificazione delle piante.
Il progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera) è finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo


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free access Alla scoperta delle piante del Monte Soratte (Lazio, Roma)
Some plants of Mt. Soratte (Latium, Rome)
Alla scoperta delle piante del Monte Soratte (Lazio, Roma)

Museo Naturalistico del Monte Soratte - Sant'Oreste (RM)
Sistema museale naturalistico Regione Lazio RE.SI.NA.

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
Anna Guidi, Umberto Pessolano, Gianluca Forti

Foto di Andrea Moro

Il Museo Naturalistico del Monte Soratte, museo interpretativo del Sistema Museale Regionale Naturalistico (RE.SI.NA.), è situato nel Palazzo Caccia-Canali nel centro storico di Sant'Oreste (RM) alle pendici del Monte Soratte. il Museo fornisce attraverso un percorso geologico, antropologico, botanico e faunistico, le chiavi di lettura per scoprire la Riserva Naturale del Monte Soratte. Tra affreschi cinquecenteschi e giganteschi camini d'epoca è possibile riconoscere le tracce degli animali che abitano i boschi e distinguere le piante più caratteristiche dell'area, scoprire come si sono formate le grotte sotterranee del Soratte e immaginare, osservando gli arnesi della preistoria, com'era la vita delle prime popolazioni che lo hanno abitato.

Con questa guida il museo vuole offrire uno strumento per il riconoscimento delle principali piante erbacee e arboree che caratterizzano la Riserva Naturale Regionale del Monte Soratte, area protetta gestita dalla Provincia di Roma, una montagna calcarea isolata che domina la valle del Tevere, ricoperta da boschi, macchie e prati e che conserva ancora molti segreti del passato: meri, grotte di straordinaria bellezza, eremi e, di epoca recente, lunghissime gallerie militari.

L’area prescelta per questa guida corrisponde ai sentieri proposti dalla Riserva Naturale Regionale del Monte Soratte, con particolare riguardo al percorso che va dal paese di S. Oreste verso la Madonna delle Grazie (sentiero 201) e prosegue fino all'Eremo di San Silvestro (sentiero 205), con uno sguardo agli altri sentieri.

Questa guida è stata realizzata in collaborazione con il Progetto Europeo CSMON-LIFE (LIFE13 ENV/IT/842). Trattandosi di una guida centrata sul fiore, per determinare al meglio alcune piante può essere preferibile osservarle fiorite. Sono state prese in esame principalmente le piante più abbondanti e appariscenti e senza la pretesa di essere esaustivi. La offriamo a tutti i visitatori della cittadina e della riserva e alle scolaresche (elementari e medie) per scoprire elementi affascinanti e preziosi del nostro territorio.


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free access Alla scoperta delle piante del Parco Cecchini di Cordovado (PN)
Trees and shrubs of the Cecchini Park of Cordovado (PN)
Alla scoperta delle piante del Parco Cecchini di Cordovado (PN)

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
Annangela Reginato, Antonella Vit, Paola Vendrame

Foto di Andrea Moro

Progetto: “Alla scoperta di parco Cecchini” - Il progetto, all'interno delle attività disciplinari, ha lo scopo di far conoscere la flora del parco Cecchini di Cordovado, di avviare la conoscenza dell'ambiente, e di iniziare a parlare di Educazione Ambientale. Le informazioni su ciascuna pianta verranno ricavate non solo attraverso un’attività di ricerca, ma soprattutto per mezzo di una serie di uscite e osservazioni dal vivo che permetteranno di analizzare le caratteristiche delle piante durante le diverse stagioni. L’analisi delle informazioni e la guida interattiva permetteranno l’identificazione delle specie. Verrà costruita una scheda descrittiva in cui saranno riportate le caratteristiche della piante e sarà ideato e realizzato un erbario. Docenti coinvolti: Reginato Annangela docente di Scienze, Vit Antonella docente di Italiano, Vendrame Paola docente di Antropologia, Arte e Immagine. Destinatari: alunni della classe quarta della Scuola Primaria di Cordovado. Obiettivi: 1) Conoscere l'ambiente naturale vicino; 2) Prendere coscienza delle norme di comportamento sociale nel campo della tutela ambientale; 3) Individuare le caratteristiche di una pianta; 4) Imparare a riconoscere le piante; 5) Essere in grado di descrivere anche graficamente una particolare caratteristica di una pianta; 6) Imparare ad utilizzare linguaggi specifici; 7) Essere in grado di descrivere verbalmente una situazione relativa al tema; 8) Essere in grado di descrivere le fasi operative relative all'attività svolta; 9) Essere in grado di illustrare il risultato finale del lavoro del gruppo; 10) Accettare gli altri e la loro personalità; 11) Intervenire in modo ordinato rispettando il proprio turno; 12) Essere in grado di collaborare mettendo a disposizione le proprie capacità per la; 13) realizzare un progetto comune; 14) Saper rispettare uno schema di lavoro; 12) Lavorare utilizzando il metodo scientifico. Tempi: attività da svolgere durante tutto l’anno scolastico in orario curricolare. Metodo: attività di ricerca di gruppo, visite guidate. Strumenti: chiave di determinazione, testi specifici, lente d’ingrandimento, computer, pressa, colori,… Verifica e Valutazione verranno effettuate attraverso prove: Individuali, durante lo svolgimento della normale attività didattica; di gruppo, attraverso la valutazione del prodotto finale (erbario).


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free access Alla scoperta delle piante del giardino. Scuola elementare Prežihov Voranc - S. Dorligo della Valle (Trieste)
Trees and shrubs of the school garden: Prežihov Voranc Elementary School - S. Dorligo della Valle (TS, NE Italy)

Progetto Interreg Ecoabitudini/Ekonavade Alla scoperta delle piante del giardino

Scuola elementare Prežihov Voranc - S. Dorligo della Valle (TS)

P.L. Nimis & S. Martellos
G. KOZINA, M. CEPAR

Foto di A. Moro

Questa è la prima guida trilingue (Italiano, Sloveno ed Inglese) prodotta dal Progetto KeyToNature-Dryades per alcune scuole site in prossimità del confine Italo-Sloveno, nell'ambito di una collaborazione con il progetto Interreg Ecoabitudini/Ekonavade. Include tutti gli alberi ed arbusti presenti nel giardino della Scuola Elementare Prežihov Voranc di S.Dorligo della Valle (TS)


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free access Alla scoperta delle piante dell'Isola di Ventotene (LT)
A guide to common plants of the island of Ventotene (C-Italy)
Alla scoperta delle piante dell’Isola di Ventotene (LT)

Museo delle Migrazioni – Ventotene (LT) - Sistema museale naturalistico Regione Lazio RE.SI.NA.

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
Sara Riello, Massimo D’Adamo, Fernando Spina, Gianluca Forti

Foto di Andrea Moro

Il Museo della Migrazione di Ventotene (LT), polo del Sistema Museale Regionale Naturalistico (RE.SI.NA.), è situato sull'isola di Ventotene in località 'Il semaforo' importante punto di sosta per gli uccelli impegnati nei lunghi voli stagionali sul Tirreno. Il museo racconta i misteri della migrazione degli uccelli sulla base dei dati raccolti dai ricercatori dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. Il museo sviluppa un percorso tra modelli, ricostruzioni e filmati per scoprire i motivi di viaggi tanto rischiosi, i meccanismi con cui si orientano i migratori e le rotte principali sul Mediterraneo senza dimenticare di osservare, dalla terrazza a picco sul mare, il volo degli uccelli in natura.

Con questa guida il museo vuole offrire uno strumento per riconoscere le piante più comuni e caratteristiche di Ventotene, isola di origine vulcanica con prati e lembi di macchia bassa sulle rupi, fondali tappezzati da colonie di Posidonia oceanica e splendidi litorali articolati in falesie, promontori e calette. L’area prescelta per il campo d’azione di questa guida corrisponde quindi all’intera isola, dalla spiaggia alle aree a macchia mediterranea. L’isola è inserita in due aree protette fra mare e terra, per un unico ambito tutelato: la Riserva Naturale Statale Isole di Ventotene e Santo Stefano e l'Area Marina Protetta.

Questa guida alle più comuni piante presenti nell’isola di Ventotene è stata realizzata in collaborazione con il Progetto Europeo CSMON-LIFE (LIFE13 ENV/IT/842). Trattandandosi di una guida centrata sul fiore, per determinare al meglio alcune piante può essere preferibile osservarle fiorite. Sono state prese in esame principalmente le piante più abbondanti e appariscenti. La offriamo a tutti i visitatori e alle scolaresche (elementari e medie) come supporto per riconoscere il mondo delle piante e dei fiori e la sua notevole diversità.


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free access Alla scoperta delle piante erbacee del Bosco del Sasseto – Torre Alfina (VT)
A guide to the herbaceous plants of the Bosco del Sasseto-Torre Alfina (Viterbo, C-Italy)
Alla scoperta delle piante erbacee del Bosco del Sasseto – Torre Alfina (VT)

Museo del Fiore, Acquapendente (VT)

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
Antonella Lisi, Gianluca Forti

Foto di Andrea Moro

Il Museo del fiore (Lazio, Viterbo, Acquapendente) è un centro didattico interattivo-multimediale, oggi polo del Sistema Museale Regionale Naturalistico (RE.SI.NA.) e di quello territoriale del lago di Bolsena (SI.MU.LA.BO.). Il Museo offre spunti per conoscere il mondo del fiore, per scoprire la natura e le tradizioni del territorio e per imparare in chiave ludica, immersi nella natura ed è allestito nei boschi della Riserva Naturale Regionale Monte Rufeno, a due chilometri dal borgo medievale di Torre Alfina. Proprio dietro il castello di Torre Alfina si estende il Bosco del Sasseto, un bosco particolarissimo, oggi Monumento Naturale della Regione Lazio nonché Zona di Protezione Speciale (ZPS, ai sensi delle Direttive UE “Habitat” e “Uccelli”). Questo è grande circa 50 ettari e rappresenta un esempio unico di bosco mesofilo secolare. L’eccezionalità di questo bosco, che deve il nome allo spettacolare substrato geologico, è legata alla presenza di oltre 30 specie di alberi con altezze dello strato dominante anche superiori ai 25-30 metri e diametri dei tronchi che superano anche il metro, alla grande abbondanza di tronchi morti e alla presenza di una ricca flora e fauna con elementi rari.

Il Bosco del Sasseto si sviluppa su una colata lavica, che fa parte del settore più settentrionale dell’apparato vulcanico vulsino, ed è caratterizzato da una grande abbondanza di massi anche di grandi dimensioni che in alcuni punti si sono ammassati creando radure di grande fascino, prive di alberi. La natura geologica accidentata, così come il rispetto degli abitanti di Torre Alfina, hanno contribuito alla conservazione di questo bosco anche se di proprietà privata. Il Marchese Cahen, uno dei passati proprietari, ha amato così tanto questo luogo da far costruire per sé, al centro del Sasseto, una singolare cappella funebre in stile gotico alla fine del diciannovesimo secolo, così come i sentieri per poter passeggiare nel bosco altrimenti difficilmente accessibile. Oggi noi volgiamo proporre questo prezioso bosco come “palestra” esterna dove cimentarsi nel riconoscimento di tante piante diverse.

Questa guida alle piante erbacee del Bosco del Sasseto di Torre Alfina è stata realizzata in collaborazione con il Progetto Europeo CSMON-LIFE (ENV/IT/842). Trattandandosi di una guida centrata sul fiore, per determinare al meglio alcune piante può essere preferibile osservarle fiorite. Sono state prese in esame le sole piante erbacee presenti, rilevate attraverso censimenti e la raccolta di tutti i dati bibliografici noti nelle pubblicazioni raccolte e disponibili presso il Museo del fiore. La offriamo alle scuole (dalle elementari alle superiori fino ai corsi universitari), agli abitanti di Torre Alfina e a tutti i frequenti visitatori del Bosco del Sasseto come supporto per riconoscere il mondo delle piante e dei fiori e la sua notevole diversificazione.


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free access Alla scoperta delle piante invasive
Monitoring invasive plants
Alla scoperta delle piante invasive

Tela Botanica

Pier Luigi Nimis, Elise Mouysset
Stefano Martellos

Foto di Andrea Moro

Questa è la versione italiana, ancora in fase preliminare, di una guida alle piante invasive in lingua francese, che verrà preparata in collaborazione tra Tela Botanica ed il progetto europeo KeyToNature, coordinato dall'Università di Trieste. La guida è intesa come strumento propedeutico ai laboratori di identificazione previsti nell'ambito del progetto, che mira al monitoraggio di 81 specie invasive nella Francia meridionale. L'utilizzo di questa guida al di fuori dei laboratori di identificazione gestiti da Tela Botanica non è consigliabile, in quanto essa non include molte altre specie simili.


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free access Alla scoperta delle piante lungo il Sentiero Natura del Fiore
A guide to the plants along the "Sentiero Natura del Fiore"
Alla scoperta delle piante lungo il Sentiero Natura del Fiore

Museo del Fiore, Acquapendente (VT)

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
Antonella Lisi, Gianluca Forti

Foto di Andrea Moro

Il Museo del Fiore (Lazio, Viterbo, Acquapendente) è una struttura fisica ma anche interattivo-multimediale nata all’interno della Riserva Naturale Regionale Monte Rufeno, oggi polo del Sistema Museale Regionale Naturalistico (RESINA) e di quello territoriale del lago di Bolsena. Il Museo offre spunti per conoscere il mondo del fiore, per scoprire la natura e le tradizioni del territorio e per imparare in chiave ludica, immersi nella natura. La sede sta nel vecchio Casale Giardino, circondato da boschi, a 2 km dal borgo medievale di Torre Alfina. Il Museo del Fiore è stato impostato come un avvincente racconto per apprezzare la biodiversità e per condurre nel mondo del fiore, illustrandone evoluzione, ecologia, rapporti con il mondo animale, compreso l’Uomo, la locale tradizione folclorica dei Pugnaloni e gli usi locali delle piante. L’aspetto multimediale è importante: il Museo lavora con giochi, strumenti interattivi e multimediali e quindi si è dotato di Laboratori, Sala Proiezioni e Ludoteca. Il Sentiero Natura del Fiore è un percorso ad anello di circa 2 km, con 20 stazioni didattiche sul fiore e sul territorio: attraversa querceti misti, rimboschimenti, pascoli e radure sino al torrente Subissone ed al suo vecchio mulino. Il sentiero è “palestra” per numerose attività didattiche rivolte a scuole, famiglie e singole persone. Percorrendolo, si può coniugare la scoperta della Natura con il gioco, la sperimentazione, la riscoperta di sensazioni, l’interpretazione della vita di chi ha vissuto in questi territori e ce li ha tramandati. Questa guida alle più comuni piante del Sentiero è stata realizzata in collaborazione con il Progetto Europeo CSMON-LIFE (LIFE13 ENV/IT/842). Trattandandosi di una guida centrata sul Fiore, per utilizzarla al meglio è necessario lavorare su piante fiorite. La offriamo alle scolaresche e a tutti i visitatori come supporto per riconoscere il Mondo dei Fiori nella ”palestra esterna” del Museo: il Sentiero “Natura del Fiore”.


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free access Alla scoperta delle piante lungo il Sentiero del Ciaraso – Acquapendente (VT)
A guide to the plants of the Ciaraso trail (Acquapendente, C-Italy)
Alla scoperta delle piante lungo il Sentiero del Ciaraso – Acquapendente (VT)

Museo del Fiore, Acquapendente (VT)

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
Antonella Lisi, Gianluca Forti

Foto di Andrea Moro

Il Museo del Fiore (www.museodelfiore.it), oggi polo del Sistema Museale Regionale Naturalistico (RE.SI.NA.) e di quello territoriale del lago di Bolsena (SI.MU.LA.BO.), offre la possibilità di percorrere e scoprire scorci della sua cittadina e soprattutto un tratto di campagna subito fuori l’abitato, invitando alla curiosità e alla scoperta della biodiversità vegetale.

Acquapendente, città dei Pugnaloni, è situata nell’estremo nord della provincia di Viterbo e del Lazio, incastonata tra la Toscana e l’Umbria, in uno dei contesti paesaggistici più suggestivi dell’Italia centrale. Posta sul margine di un ripiano tufaceo e tra sorgenti un tempo preziose che le danno il nome, da sempre è stata crocevia di percorsi, traffici e vie di pellegrinaggio; la sua è la storia di vivace centro artigiano e commerciale in un contesto agricolo e ambientale di notevole pregio con il quale la popolazione ha un profondo legame in un rito che ancora oggi inneggia alla forza della natura e alla sua pulsione primaverile e che si esprime ogni anno nei mosaici di petali e foglie dell’omonima festa dei Pugnaloni. Questa storia e tradizione contadina si coglie già uscendo dal paese, avvicinandosi a poderi o passando tra lembi di bosco e testimonianze delle antiche “rasole”, osservando il mosaico del paesaggio culturale conservato che rappresenta oggi il “Sentiero del Ciaraso”, dal nome locale dei ciliegi che rappresentano la pianta del miracolo che da origine alla festa dei Pugnaloni.

L’area prescelta per il campo d’azione di questa guida corrisponde a tutto il tratto del Sentiero del Ciaraso, percorso circolare, percorribile dal pannello di inizio sentiero posto nei pressi dell’ingresso dello Stadio comunale (su via Valtieri). Il percorso è stato pensato di circa 5 chilometri, in modo da poter essere fruibile dalle scuole medie e superiori e per offrire una chiave di lettura diversa a chi lo usa frequentemente per passeggiare.

Questa guida alle più comuni piante presenti nel tracciato è stata realizzata in collaborazione con il Progetto Europeo CSMON-LIFE (LIFE13 ENV/IT/82). Trattandandosi di una guida centrata sul fiore, per determinare al meglio alcune piante può essere preferibile osservarle fiorite. Sono state prese in esame solo le piante più abbondanti e appariscenti e senza la pretesa di essere esaustivi. La offriamo a tutti i visitatori della nostra cittadina e alle scolaresche (medie e superiori) come supporto per riconoscere il mondo delle piante e dei fiori e la sua notevole diversità e per scoprire i protagonisti delle tessere del paesaggio.


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free access Alla scoperta delle piante nei dintorni di Grotte di Castro (VT)
A guide to woody plants in the surroundings of Grotte di Castro (Viterbo, C Italy)
Alla scoperta delle piante nei dintorni di Grotte di Castro (VT)

Museo del Fiore, Acquapendente (VT)

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
Antonella Lisi, Gianluca Forti

Foto di Andrea Moro

Il Museo del fiore (Lazio, Viterbo, Acquapendente) è un centro didattico interattivo-multimediale, oggi polo del Sistema Museale Regionale Naturalistico (RE.SI.NA.) e di quello territoriale del lago di Bolsena (SI.MU.LA.BO.). Il Museo offre spunti per conoscere il mondo del fiore, per scoprire la natura e le tradizioni del territorio e per imparare in chiave ludica, immersi nella natura. Oltre agli allestimenti e percorsi nei boschi della Riserva Naturale Regionale Monte Rufeno e nei pressi di Torre Alfina, il museo offre una “palestra” nei pressi della cittadina di Grotte di Castro per scoprire un notevole patrimonio di piante e la varietà del mondo vegetale.

Grotte di Castro è una cittadina situata nei pressi del lago di Bolsena e nell’estremo nord della provincia di Viterbo e del Lazio, incastonata tra la Toscana e l’Umbria, a pochi chilometri da Acquapendente, in uno dei contesti paesaggistici più suggestivi dell’Italia centrale.

L’area prescelta per il campo d’azione di questa guida corrisponde alla via del Poderello, che si raggiunge uscendo da Grotte di Castro sulla Strada Statale Maremmana (SS74) e percorrendo circa 500 metri in direzione Valentano e trovando la strada bianca sulla destra. Il percorso è stato pensato di circa 1.500 metri fino a raggiungere il castello di S. Cristina ed esplorarne i dintorni, in modo da poter essere facilmente fruibile dalle scolaresche e fruita diversamente da chi vi fa usualmente passeggiate.

Questa guida alle più comuni piante dei dintorni di Grotte di Castro è stata realizzata in collaborazione con il Progetto Europeo CSMON-LIFE (LIFE13 ENV/IT/842). Trattandandosi di una guida centrata sul fiore, per determinare al meglio alcune piante può essere preferibile osservarle fiorite. Sono state prese in esame solo le piante più abbondanti e appariscenti e senza la pretesa di essere esaustivi. La offriamo alle scuole elementari e medie e a tutti gli abitanti e visitatori di Grotte di Castro come supporto per riconoscere il mondo delle piante e dei fiori e sotto altri occhi scorci di questa cittadina.


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free access Alla scoperta delle piante nel Parco Fluviale di Fossalta di Piave (VE)
A guide to common plants in the Park of Fossalta di Piave (Province of Venice, NE Italy)
Alla scoperta delle piante nel Parco Fluviale di Fossalta di Piave (VE)

Pier Luigi Nimis
-

Foto di Andrea Moro

Il Comune di Fossalta di Piave (VE) ha adibito a parco fluviale un’area di circa 30.000 mq sita presso la Golena del Fiume Piave. L’area golenale, che è stata ripopolata co alberi tipici della zona, è stata sistemata per fini ludico-ricreativi e attrezzata in modo da essere fruibile a tutti. Meta attrezzata del turismo domenicale e degli sportivi, presenta una varietà di boschetti, radure, prati e macchie di arbusti che sono il risultato del rimboschimento naturale della golena e del progressivo ritorno al selvatico di colture preesistenti. L'intervento dell'uomo si è limitato alla ripulitura da sterpi e rifiuti e alla creazione spontanea, ad opera dei primi visitatori, dei percorsi in terra battuta ora comunemente praticati. Il percorso nel territorio golenale fossaltino dell’ Ippovia del Piave, già usufruibile quale itinerario pedo-equi-ciclabile, permette a tutti gli amanti della natura di trascorrere qualche ora lontano dalla frenesia cittadina lungo le rive del Piave, integrandosi armonicamente con i progetto del Parco.
Questa guida interattiva alle piante più comuni e rappresentative che si possono incontrare lungo il percorso è stata realizzata dal Progetto SiiT, Coordinato dal Dipartimento di Scienze della vita dell’Università di Trieste, in collaborazione con VeGal, con il comune di Fossalta di Piave e con l’Associazione Naturalistica Sandonatese-Osservatorio Florofaunistico del Veneto Orientale, nell’ambito dell’iniziativa ‘Verde Pubblico’ di SiiT, che mira a valorizzare le aree verdi comunali creando strumenti interattivi di facile consultazione per avvicinare i cittadini alla conoscenza della ‘foresta urbana’ e soprattutto per fornire alle scuole uno strumento che permetta loro di utilizzare le aree verdi comunali come veri e propri ‘laboratori all’aperto’ in cui svolgere attività didattiche centrate sull’identificazione delle piante.
Il progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera) è finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.


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free access Alla scoperta delle piante nel Parco del Pineto (Roma)
Discovering plants in the Parco del Pineto (Rome)
Alla scoperta delle piante nel Parco del Pineto (Roma)

Pier Luigi Nimis, Andrea Moro, Elena Pittao, Stefano Martellos
Cinzia Fiorini, Dora Stella Lombardi

Foto di Andrea Moro

Il parco del Pineto si estende nel settore nord-occidentale della città di Roma tra la via Trionfale, via della Pineta Sacchetti e il quartiere Valle Aurelia; occupa una vallata denominata Valle dell’Inferno, un tempo estesa fino alle Mura Vaticane e caratterizzata da fornaci e calcare della Fabbrica di San Pietro. Nel Parco si possono ritrovare le tracce di circa due milioni di anni di avvenimenti geologici, dal mare tropicale profondo alle eruzioni del vulcano Sabatino, attraverso le sabbie e le ghiaie, fino ad oggi. Il patrimonio vegetale del Parco è costituito da macchia mediterranea con uno strato arboreo dominato dalla sughera; nel sottobosco sono presenti essenze quali erica arborea, cisto, lentisco, mirto e corbezzolo con splendide fioriture primaverili. Nel 1987 viene istituito il Parco Regionale Urbano e il Piano di assetto messo a punto dal Comune di Roma nel 1989, prevede un’area di riserva integrale di 26 ettari.
Questa guida è stata creata dal Progetto Dryades dell’Università di Trieste su richiesta di alcune insegnanti, per un percorso di lavoro basato sulla metodologia IBSE rivolto ad una seconda classe di Liceo (I.I.S. ‘Lucio Anneo Seneca’, Via Albergotti 35, Roma), allo scopo di affrontare uno studio sulla biodiversità con l’identificazione delle specie vegetali. La guida, che comprende un centinaio di specie, si basa su una lista di piante vascolari presenti nel Parco pubblicata da AA.VV. (1991). Per quanto si tratti di una lista fortemente incompleta, la chiave risultante dovrebbe essere abbastanza facile per permettere agli allievi, sotto la guida degli insegnanti, di iniziare a prendere confidenza con l’identificazione delle piante. Più avanti gli alievi potranno divertirsi ad aumentare il numero delle specie di piante note per il Parco utilizzando il Portale sulla Flora di Roma (Nimis & al. 2016).

Bibliografia

AA.VV. (1991) - Il Parco Regionale del Pineto - Comune di Roma- Ufficio Tutela Ambiente, Quaderni dell’Ambiente n.1, Argos Edizioni.
Nimis P.L., Moro A., Attorre F., Martellos S., Chiancone E. (2016) - A digital Flora of Rome. - Plant Biosystems, 150, 3: 384-387. Link al portale: http://dryades.units.it/Roma/


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free access Alla scoperta delle piante nel giardino scolastico di Castions di Strada (UD)
A key to the woody plants of the schoolgarden of Castions di Strada (N Italy, Province of Udine)
Alla scoperta delle piante nel giardino scolastico di Castions di Strada (UD)

Istituto Comprensivo di Mortegliano

Pier Luigi Nimis
-

Foto di Andrea Moro

Questa è una guida interattiva alle piante legnose che crescono nelle aree verdi circostanti il complesso scolastico di Castions di Strada (UD), sito in Via Leonardo da Vinci, 11.
La guida è stata realizzata nel’ambito del Progetto SiiT, coordinato dal Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste, che mira a valorizzare le aree verdi comunali ed i n giardini scolastici creando strumenti interattivi di facile consultazione per avvicinare i cittadini alla conoscenza della ‘foresta urbana’ e soprattutto per fornire alle scuole uno strumento che permetta loro di utilizzare le aree verdi come veri e propri ‘laboratori all’aperto’ in cui svolgere attività didattiche centrate sull’identificazione delle piante.
Il progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera) è finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.


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free access Alla scoperta delle piante nel tratto della via Francigena in loc S. Giglio - Acquapendente (VT)
A guide to the plants of a nature trail near Acquapendente (Viterbo, C-Italy)
Alla scoperta delle piante nel tratto della via Francigena in loc S. Giglio - Acquapendente (VT)

Museo del Fiore, Acquapendente (VT)

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
Antonella Lisi, Gianluca Forti

Foto di Andrea Moro

Il Museo del Fiore (www.museodelfiore.it), oggi polo del Sistema Museale Regionale Naturalistico (RE.SI.NA.) e di quello territoriale del lago di Bolsena (SI.MU.LA.BO.), offre la possibilità di percorrere e scoprire scorci della sua cittadina arrivandoci da nord dal Ponte Gregoriano sul Fiume Paglia, lungo uno dei tracciati della Via Francigena, per la Strada vicinale di S. Giglio, invitando alla curiosità e alla scoperta della biodiversità vegetale.

Acquapendente, città dei Pugnaloni, è situata nell’estremo nord della provincia di Viterbo e del Lazio, incastonata tra la Toscana e l’Umbria, in uno dei contesti paesaggistici più suggestivi dell’Italia centrale. Posta sul margine di un ripiano tufaceo e tra sorgenti un tempo preziose che le danno il nome, da sempre è stata crocevia di percorsi, traffici e vie di pellegrinaggio, come per i tracciati della Via Francigena.

L’area prescelta per il campo d’azione di questa guida corrisponde a tutto il tratto della Strada vicinale di S. Giglio, percorribile dall’inizio della strada provinciale di Proceno e fino di nuovo alla Strada Statale Cassia fino alla Porta Fiorentina della cittadina. Il percorso è stato pensato di circa due chilometri, in modo da poter essere facilmente fruibile dalle scolaresche (medie e superiori) e fruita diversamente da chi vi fa usualmente passeggiate.

Questa guida alle più comuni piante presenti nel tracciato è stata realizzata in collaborazione con il Progetto Europeo CSMON-LIFE (LIFE13 ENV/IT/842). Trattandandosi di una guida centrata sul fiore, per determinare al meglio alcune piante può essere preferibile osservarle fiorite. Sono state prese in esame solo le piante più abbondanti e appariscenti e senza la pretesa di essere esaustivi. La offriamo a tutti i visitatori della nostra cittadina e alle scolaresche (medie e superiori) come supporto per riconoscere il mondo delle piante e dei fiori e la sua notevole diversificazione.


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free access Alla scoperta delle piante nell'Orto Botanico di Ferrara
Discovering plants at the Botanical Garden of Ferrara (N Italy)
Alla scoperta delle piante nell'Orto Botanico di Ferrara

Orto Botanico dell'Università di Ferrara

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
Fabrizio Negrini

Foto di Andrea Moro

Durante tutto il corso dell’anno, ma specialmente in primavera, nell’Orto Botanico di Ferrara vengono effettuate visite guidate a favore di gruppi organizzati e scolaresche. I gruppi di visitatori comprendono in particolare bambini della scuola primaria e ragazzi della scuola secondaria inferiore e superiore. Le collezioni dell’Orto Botanico offrono, infatti, la possibilità di osservare dal vivo scorci sulla vastissima biodiversità degli organismi vegetali, offrendo esempi di piante del territorio italiano assai comuni accanto ad altre decisamente insolite, come le piante carnivore, le epifite e le succulente caudiciformi. Le collezioni dell’Orto Botanico di Ferrara comprendono circa settecento specie di piante coltivate all’aperto e oltre mille esotiche conservate in serra durante i mesi freddi. Delle specie coltivate all’aperto molte sono autoctone, molte altre sono alloctone più o meno naturalizzate nel nostro territorio. Nell’ambito del progetto KeyToNature, la scelta delle specie da inserire nel nuovo strumento di identificazione è caduta sulle specie autoctone – quindi rintracciabili nelle aree verdi naturali, anche se non sempre con facilità – e su quelle alloctone molto coltivate nei giardini italiani e quindi di più facile reperibilità. Actinidia chinensis, Ginkgo biloba, Diospyros kaki, Eriobotrya japonica sono solo alcuni esempi di piante alloctone molto conosciute e coltivate da tempo in Italia e perciò facilmente reperibili nelle aree verdi private e pubbliche e nei giardini delle scuole. Nell’Orto Botanico di Ferrara, le visite guidate didattiche sono oggi gestite dalla Associazione Culturale Didò: una associazione privata (che collabora anche con il locale Museo di Storia Naturale) formata da giovani laureati in Scienze Naturali, Biologia e altre discipline scientifiche. Sfruttando moderni strumenti informatici, Didò offre da anni ai giovani visitatori, oltre alle consuete visite guidate generali e tematiche, osservazioni e misurazioni particolari e complesse: tasso di fotosintesi, respirazione delle piante e altri processi non facilmente “toccabili con mano”. Con lo strumento di KeyToNature, i ragazzi potranno avventurarsi nel mondo affascinante, ma fino ad oggi riservato agli specialisti, della classificazione e del riconoscimento delle specie botaniche. Le osservazioni finalizzate alla determinazione delle specie saranno organizzate e gestite soprattutto dai giovani del Didò. Gli studenti potranno cimentarsi nell’identificazione delle specie inserite nella guida di KeyToNature sempre e solo in occasione di visite didattiche e sotto il controllo e la responsabilità degli specialisti del Didò o del personale tecnico dell’Orto Botanico.


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free access Alla scoperta delle piante nell'Orto Botanico di Lisbona
Discovering plants at the Botanical Garden of Lisbon

Discovering plants at the Botanical Garden of Lisbon

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
Palmira Carvalho, Cecília Sérgio, Raquel Barata

Images by Andrea Moro

Laid out between 1858 and 1873, the Botanical Garden of the University of Lisbon hosts one of the largest collections of subtropical plants in Europe. The Garden promotes knowledge, innovation and research on plants and fungi, on their biodiversity, monitoring, conservation and sustainability. The Garden carries out intensive educational activities with schools. This key, created in collaboration with the European Project KeyToNature, is an interactive guide to a selection of 154 woody species out of the several hundreds grown in the garden. The guide, which will be available also on mobile devices such as PDAs and iPhones, will be used for organising different educational activities with schools, centered on the identification of plants.


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free access Alla scoperta delle piante nella Riserva Naturale di Monte Catillo (Tivoli, Roma)
Plants of the Mt. Catillo Nature Reserve (Latium, C-Italy)
Alla scoperta delle piante nella Riserva Naturale di Monte Catillo (Tivoli, Roma)

Sistema museale naturalistico Regione Lazio RE.SI.NA.
Provincia di Roma - Servizio Informativo Geografico

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
Anna Guidi, Gianluca Forti

Foto di Andrea Moro

Il Sistema Museale Regionale Naturalistico (RE.SI.NA.), estende la sua attività alla promozione e divulgazione di conoscenze anche in supporto alle aree di pregio naturalistico prossime ai centri tradizionalmente visitati per il loro valore artistico e archeologico, e ancora non dotate di un museo naturalistico.

Questo il caso della Riserva Naturale di Monte Catillo, interamente compresa nel Comune di Tivoli (RM) e istituita nel 1997 a tutela di un gruppo collinare calcareo al limite fra la Campagna Romana e i primi contrafforti dell’Appennino: il suo paesaggio, lungo le rotte del Grand Tour, è celebrato da innumerevoli dipinti esposti in tutta Europa.

L’area è stata sottoposta a protezione soprattutto per tutelare la rarità, varietà e complessità della sua flora e delle sue comunità vegetali. Tra le comunità più preziose e vulnerabili la cosiddetta “Sughereta di Sirividola”, un bosco di sughere con sottobosco di Styrax officinalis L. di grande interesse scientifico.

Con questa guida vogliamo offrire uno strumento per il riconoscimento delle principali piante erbacee e arboree che possiamo osservare lungo i sentieri segnati e soggetti a manutenzione prativabili dalla Riserva Naturale Regionale del Monte Catillo, area protetta gestita dalla Provincia di Roma.

Questa guida è stata realizzata in collaborazione con il Progetto Europeo CSMON-LIFE (LIFE13 ENV/IT/842). Trattandosi di una guida centrata sul fiore, per determinare al meglio alcune piante può essere preferibile osservarle fiorite. Sono state prese in esame le piante che è più facile incontrare lungo i percorsi di visita nei periodi di maggiore afflusso, soprattutto da parte delle scuole, senza la pretesa di essere esaustivi. La offriamo a tutti i visitatori della cittadina e della riserva e alle scolaresche (elementari e medie) per scoprire elementi affascinanti e preziosi del nostro territorio.


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free access Alla scoperta delle piante presso la scuola primaria di Corva (Azzano Decimo - PN)
Discovering plants near the elementary school of Corva (NE Italy – Prov. Pordenone)
Alla scoperta delle piante presso la scuola primaria di Corva (Azzano Decimo - PN)

Istituto Comprensivo Statale di Azzano Decimo (PN)

Pier Luigi Nimis
-

Foto di Andrea Moro

La scuola Primaria ‘A. Diaz’ di Corva (PN) è stata ed è luogo di aggregazione e di identità del paese: le famiglie si sono sempre dimostrate attente e sensibili in un rapporto di sinergia tra scuola e comunità. L’edificio scolastico ha una lunga storia e il recente rifacimento ed ammodernamento hanno reso l’ambiente accogliente, luminoso e curato; inoltre la sua felice posizione, in un’area tranquilla, nelle vicinanze della strada provinciale che collega il Comune a Pordenone, ha facilitato l’accoglienza di bambini non residenti. La scuola negli anni si è arricchita di attività e progetti in ambito ecologico-ambientale pensati per sviluppare comportamenti responsabili e offrire spunti di approfondimento delle attività curriculari, concretizzati con la presenza di varie aiuole di cui periodicamente i bambini si prendono cura, ed in frequenti visite ad un’area verde attrezzata sita a poca distanza dalla scuola.
Questa è una guida interattiva alle piante legnose che crescono sia nel piccolo giardino della scuola che nell’area verde attrezzata sita a breve distanza dall’edificio scolastico. La guida è stata realizzata nell’ambito del Progetto SiiT, coordinato dal Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste, che mira a valorizzare le aree verdi comunali ed in giardini scolastici creando strumenti interattivi di facile consultazione per avvicinare i cittadini alla conoscenza della ‘foresta urbana’ e soprattutto per fornire alle scuole uno strumento che permetta loro di utilizzare le aree verdi come veri e propri ‘laboratori all’aperto’ in cui svolgere attività didattiche centrate sull’identificazione delle piante.
Il progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera) è finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.


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free access Alla scoperta delle piante ruderali
The ruderal plants of our school
Alla scoperta delle piante ruderali

Istituto Tecnico Commerciale A. Zanon (Udine)

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
Milvia Morocutti

Foto di Andrea Moro

Nell’Istituto è in corso un progetto che utilizza la didattica laboratoriale per lo studio di una piccola zona del cortile della scuola. Si tratta di un cortile interno isolato e attualmente privo di alberi e arbusti. Vengono analizzate le caratteristiche del suolo ma anche la diversità delle piante erbacee attualmente esistenti. 1 fase: Verifica delle specie esistenti nell’area prescelta tramite chiavi. Confronto con l’area più estesa del giardino scolastico dove sono presenti anche specie arboree ed arbustive. 2 fase: Lavorazione del terreno Piantumazione e/o semina di alcuni esemplari di specie ritenute utili per l’attività didattica: es. Leguminose per l’osservazione di tubercoli radicali tra cui Pisum sativum per capire le difficoltà incontrate da G. Mendel durante il suo lavoro, etc. 3 fase: Controllo delle specie apparse dopo la coltivazione per evidenziare eventuali differenze tramite il confronto con i dati raccolti nella fase 1. 4 fase: Pubblicizzazione del lavoro svolto tramite il sito della scuola.


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free access Alla scoperta delle piante. Guida alle piante del giardino della Scuola Elementare "De Amicis" di Medea (GO)
The plants of the school garden. Elementary school 'De Amicis', Medea (Gorizia, NE Italy)
Alla scoperta delle piante Guida alle piante del giardino della Scuola Elementare

P.L. NIMIS, S. MARTELLOS
D. VISINTIN

Foto di A. MORO

Questa è la prima versione di una guida interattiva alle piante concepita per una scuola elementare. Include tutte le piante sinora ritrovate nel piccolo giardino della scuola. Nei prossimi mesi la guida verrà saggiata dagli insegnanti e successivamente modificata sulla base dei loro suggerimenti per aumentarne l'efficacia didattica. Questa guida è disponibile anche in una versione CD-Rom ed una per computer tascabili.


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free access Alla scoperta delle piante: una guida interattiva per le scuole
Let's explore our flora: an interactive guide for schools
Alla scoperta delle piante: una guida interattiva per le scuole

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos, Andrea Moro, Elena Pittao
-

Foto di Andrea Moro

Questa guida è stata preparata come strumento base per le scuole dell'area di Programma del Progetto SiiT, che in Italia si estende dalla Provincia di Ravenna a quella di Trieste.
La guida include 850 piante vascolari, tra cui le specie legnose più comuni in parchi e giardini pubblici e privati, ed una selezione delle più frequenti specie erbacee spontanee nell'area di progetto (escluse le aree montuose). Dato l'alto numero di specie, essa può essere utilizzata dalle scuole superiori, mentre gli insegnanti delle scuole medie ed elementari potranno ricavarne delle mini-guide personalizzate alle loro esigenze didattiche attraverso l'uso dell'Open Key Editor di SiiT, un software di facile uso che permette di 'scomporre' una guida in guide più piccole e di modificarne il contenuto (testi e immagini). Gli insegnanti che intendono utilizzare questa possibilità troveranno spiegazioni più dettagliate sul sito di SiiT (www.siit.eu).
Il progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera) è finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.


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free access An interactive guide to common native and cultivated trees and shrubs of Bulgaria and Romania
An interactive guide to common native and cultivated trees and shrubs of Bulgaria and Romania
An interactive guide to common native and cultivated trees and shrubs of Bulgaria and Romania

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
Ina Kozuharova

Images by Andrea Moro

This is a preliminary version of an interactive guide to selected trees, shrubs and woody climbers - both spontaneous and in cultivation - of Bulgaria and Romania. Once translated, this key will be the basis for the generation of smaller keys, to be used for educational projects in schools (e.g. "the plants of the school garden"), within the European Project KeyToNature.


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free access Anche gli alberi hanno un nome: una guida per la scuola primaria di Fiumicello (UD)
Also trees have a name: a guide for the primary school of Fiumicello (NE Italy, Prov. Udine)
Anche gli alberi hanno un nome: una guida per la scuola primaria di Fiumicello (UD)

Pier Luigi Nimis, Giuseppina Ferrera, Alessandra Imperio, Rosella Lepre, Nicola Fanni
-

Foto di Andrea Moro

Il giardino pubblico sito tra la Scuola Primaria e la Scuola Secondaria di I grado del Comune di Fiumicello nasce nei primi anni ‘70, subito dopo la costruzione dell’area scolastica. Ubicato nel centro del paese, in località San Valentino, dista qualche centinaio di metri dal piazzale dei Tigli, cuore della cittadina. Il parco di alberi svolge da circa quarant’anni un importante ruolo per la formazione dei ragazzi delle scuole, sia per lo studio e l’identificazione delle diverse specie arboree, sia per un approccio di tipo ecologista. Infatti, l’obiettivo di insegnare alle nuove generazioni il rispetto e la tutela dell’ambiente è stato da sempre perseguito nelle scuole del paese.
Questa guida è stata prodotta in colaborazione con il Progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera), che mette a disposizione di scuole, appassionati e cittadini delle guide interattive personalizzate. La guida nasce su richiesta di alcune insegnanti della Scuola Primaria, come strumento didattico propedeutico alla scoperta e comprensione della biodiversità presente sul territorio. Il percorso didattico che è stato pensato è di carattere interdisciplinare e trae spunto dal libro di testo degli alunni (v. Bibliografia), che ha come sfondo integratore le esperienze di un nonno, dei suoi nipotini e di diversi animaletti nel suo giardino, durante le varie stagioni. Infatti, il bisogno di conoscenza della specificità del proprio giardino emerge da una riflessione parallela tra la storia che i bambini leggeranno sul libro e le attività ed esperienze, di diverso tipo, che potranno fare nel loro ambiente scolastico nel corso dei cinque anni della scuola primaria.
Partendo dall’osservazione della forma, della posizione e della composizione delle foglie, gli alunni saranno guidati nell’utilizzo della guida per imparare a riconoscere e nominare le piante del giardino scolastico. Attività di manipolazione e di tipo artistico contribuiranno a rinforzare le capacità di osservazione e riconoscimento. I lavori prodotti potranno essere utilizzati per la creazione di una guida personalizzata dai bambini utilizzando l’Open Key Editor di SiiT. Momenti di gioco, come una “caccia” al riconoscimento delle diverse specie, completeranno il percorso didattico.
La metodologia che si intende adottare è quella dell’apprendimento attraverso l’esperienza, l’interazione, la scoperta e il gioco, quali facilitatori nella costruzione di nuove conoscenze, durevoli nel tempo. Il rispetto e la salvaguardia dell’ambiente scaturiscono come conseguenza alla conoscenza.
Il progetto SiiT è finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e dai fondi nazionali.

Bibliografia

Tiziana Caprini, Laura Cordini, Carla Marenzi - Nel giardino - Corso per il triennio. - Giunti Editore


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free access Andar per alberi a Faenza, la città verde della Romagna (RA)
Discovering trees in Faenza, the greenest town of Romagna (N Italy, Prov. Ravenna)
Andar per alberi a Faenza, la città verde della Romagna (RA)

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos, Luigi Melloni, Lucia Soviero
con la collaborazione degli Studenti dell' Istituto Professionale Agricoltura di Faenza

Foto di Andrea Moro

Il comune di Faenza vanta il significativo primato - tra le cittadine romagnole - di possedere la più alta superficie destinata a verde pubblico. Di ciò l’amministrazione comunale ne fa vanto, cercando di ben gestire il patrimonio arboreo dei viali e dei numerosi giardini pubblici. Nel Comune di Faenza la coltura del verde è molto sentita ed anche i giardini privati - ben tenuti e conservati - contribuiscono ad abbellire e ad esaltare l’immagine paesaggistica e storica della città.
Questa guida include i più comuni alberi - autoctoni od esotici - che vegetano nell’area comunale, per un totale di 167 tra specie e varietà. Tratta solo gli alberi, mancano gli arbusti più bassi di 2 m.
La guida è stata prodotta in collaborazione con il progetto europeo KeyToNature, coordinato dall’Università di Trieste.
Servirà come strumento didattico per esercitazioni di scienze naturali per gli studenti delle scuole elementari e medie. Forse sarà utile anche ai cittadini appassionati di botanica ed ai numerosi turisti che frequentano la città manfreda.


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free access BOTANIČNI LOV NA ZAKLAD V DOLINI GLINŠČICE
A botanical treasure-hunting near Trieste
BOTANIČNI LOV NA ZAKLAD V DOLINI GLINŠČICE

Pier Luigi Nimis, Alen Sardoč, Rodolfo Riccamboni, Elena Pittao, Elena Bandi
-

Fotografije Andrea Moro

Ta mali interaktivni ključ je določevalno orodje za izvedbo »botaničnega lova na zaklad« Naravnem rezervatu doline Glinščice, v bližini Trsta. Ključ je namenjen predvsem otrokom osnovnih šol. Poleg spletne različice je na voljo tudi v obliki za dlančnike, pametne telefone in tablične računalnike, kar omogoča organizacijo aktivnosti neposredno v naravi.
Botanični lov na zaklad - predlog aktivnosti:
1. korak: pred odhodom na teren učitelji razložijo otrokom, kako poteka »lov« in jih naučijo nekaj osnovnih pojmov iz botanike;
2. korak: otroci se postavijo na začetek poti, ki pelje v dolino Glinščice, kjer jih učitelji razdelijo na skupine po 3-4. Eno rastlino določijo vsi skupaj ob pomoči učitelja, da se naučijo uporabljati dlančnike in pametne telefone. Vsaka skupina ima na razpolago en dlančnik oz. pametni telefon z naloženim določevalnim ključem, ter zemljevid območja, na katerem so z barvnimi simboli označena drevesa in/ali grmi, ki jih morajo otroci določiti;
3. korak: lov na zaklad. Vsaka skupina otrok ima na razpolago približno pol ure časa za določitev desetih rastlin, ki so označene bodisi na zemljevidu bodisi na terenu z barvnim oštevilčenim kartončkom. Ko skupina najde rastlino in misli, da jo je pravilno določila, teče k učitelju. Le-ta drži v roki tabelo z ustrezno številko in imenom rastline ter preveri na mestu, ali so otroci rastlino pravilno določili. Če so otroci rastlino določili pravilno, lahko nadaljujejo »lov«. V nasprotnem primeru pa se morajo vrniti k rastlini in ugotoviti, kje so se zmotili;
4. korak: po 30-ih minutah, gredo vse skupine do učitelja. Na podlagi pravilno določenih rastlin, porabljenega časa in števila napak učitelj razglasi zmagovalno skupino;
5. korak: na koncu sledi sprehod po dolini Glinščice in opazovanje ostalih rastlin.
»Botanični lov na zaklad« je bil najprej izdelan za Tržaški univerzitetni botanični vrt, trenutno pa se ga uporablja tudi v drugih evropskih botaničnih vrtovih kot didaktično igro, ki omogoča otrokom na zabaven način spoznavati značilnosti rastlin.
Projekt Interaktivna določevalna orodja za šole (SiiT): spoznavanje biotske pestrosti na čezmejnem območju sofinancirana v okviru Programa čezmejnega sodelovanja Slovenija-Italija 2007-2013 iz sredstev Evropskega sklada za regionalni razvoj in nacionalnih sredstev.


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free access Belluno: tre parchi da scoprire
A guide to woody plants of three municipal parks in the city of Belluno (NE Italy)

Belluno: Tre parchi da scoprire

Adriano Losso, Pier Luigi Nimis
-

Foto di Andrea Moro

Questa è una guida al riconoscimento delle piante legnose (alberi, arbusti e liane) presenti in tre parchi del Comune di Belluno: 1) il parco Città di Bologna (Belluno centro), 2) il parco Arcobaleno (nella frazione di Cavarzano), 3) il parco Basilisco (nella frazione di Castion). Lo scopo è quello di permettere a bambini e ragazzi delle scuole limitrofe ai parchi ed a tutti i cittadini ‘curiosi di natura’ di imparare a riconoscere le piante che li circondano nella foresta urbana di Belluno. La guida è anche scaricabile nelle versioni per CD-Rom, per palmari, e presto anche per iPhone ed iPad, così da poter essere utilizzata anche direttamente in campo.


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free access Biodiversità al Castello Sforzesco di Milano - Guida alla florula
A guide to the plants of the Sforza Castle in Milan
Biodiversità al Castello Sforzesco di Milano - Guida alla florula

Gabriele Galasso, Enrico Banfi, Chiara Calabrese, Stefano Martellos, Pier Luigi Nimis
-

Foto di Andrea Moro, Giorgio Bardelli, Guido Brusa, Giorgio Ceffali, Gabriele Galasso, Rodolfo Gentili, Janos Grapow, Daniela Longo, Giuseppe Sardi et al.

Nel cuore di una metropoli, il Castello Sforzesco di Milano materializza il fascino di un passato che per più di cinque secoli ha visto avvicendarsi fasti, intrighi e sublimi espressioni d’arte. Le mura, divenute oggi finestra di pace per i cittadini, sono impreziosite -pochi lo sanno- da un tesoro naturale, un credito pubblico di cui va presa coscienza, specialmente in funzione di quella tanto auspicata sostenibilità del vivere metropolitano che qui si realizza proprio nell’incontro fra due storie: quella dell’uomo e quella della natura.
Il sistema murario, concepito a scopo difensivo, divenne habitat di una vegetazione parietale rappresentata da numerose e preziose specie di piante spontanee, il cui odierno persistere garantisce un ’polmone’ di biodiversità piccolo, ma d’alto profilo: piante rilevanti si sono potute conservare proprio grazie alle caratteristiche uniche del manufatto, condividendone la storia.
Una recente ricerca coordinata dalla Sezione di Botanica del Museo di Storia Naturale di Milano riguardante l’area entro le mura esterne del castello e quelle immediatamente adiacenti (compresi mura, giardini, aiuole, fossati, vialetti, ruderi esterni) ha messo in luce 133 specie di oltre 50 famiglie, tra erbe, arbusti e persino alberi in nuce. Se, da un lato, vi sono piante invasive e dannose da tenere sotto controllo, dall’altro si nascondono piccoli ’gioielli’ di grande valore conservazionistico, testimoni di una perduta qualità ambientale e di un perduto rapporto tra uomo e natura. Tra queste, Hieracium australe subsp. australe, specie endemica, cioè esclusiva della città di Milano, in precedenza ritenuta estinta.
Nei contesti urbani sempre più degradati, i siti archeologici e monumentali rappresentano piccoli ma essenziali serbatoi di biodiversità e il Castello Sforzesco ne è un valido esempio, attraente non solo per i turisti, ma soprattutto per i Milanesi, che possono qui riscoprire una dimensione naturale di Milano spesso dimenticata.
Il Castello fu edificato come fortezza difensiva fra il 1358 e il 1368 da Galeazzo II Visconti. I suoi discendenti, Gian Galeazzo e Filippo Maria, trasformarono la struttura nella residenza di famiglia allestendo il parco. Nel 1450 Francesco Sforza iniziò la riedificazione del Castello, precedentemente smantellato per restaurare la cinta muraria della città; vennero costruiti la torre d’ingresso (progettata dal Filarete) e i torrioni rotondi. In seguito il Castello subì varie modificazioni. Dopo l’Unità d’Italia (1861) venne acquistato dalla città di Milano, che avviò una fase di restauro e ricostruzione diretta da Luca Beltrami. Danneggiato dai bombardamenti del 1943 e nuovamente restaurato, il Castello presenta oggi pianta quadrata e quattro torri angolari ed è circondato da un grande fossato oggi senz’acqua. Sembra davvero incredibile che l’epilogo di una storia plurisecolare, che fu esiziale per la sopravvivenza di tante piante oggi scomparse in Lombardia, abbia riservato proprio al Castello Sforzesco, nel cuore della metropoli milanese, il ruolo di conservazione di una biodiversità tanto piccola quanto importante e inattesa.

Bibliografia

Banfi E., 2001 - Capperi a Milano. Rass. Studi Civ. Mus.Arch. e Gab. Numism. Milano (Rasmi), Milano, 67-68: 137-139.
Banfi E. & Galasso G., 1998 - La flora spontanea della città di Milano alle soglie del terzo millennio e i suoi cambiamenti a partire dal 1700. Memorie Soc. it. Sci. nat. Mus. civ. Stor. nat. Milano, Milano, 28 (1): 267-388.
Banfi E. & Galasso G. (eds.), 2010 - La flora esotica lombarda. Mus.di Stor.Nat. Milano, Milano: 1-274 + CD-ROM.
Galasso G., Gentili R., Gilardelli F., Sgorbati S., Cappelli C. I. & Banfi E., 2012 - Flora delle mura del Castello Sforzesco di Milano (Lombardia, Italia). Dati preliminari. Pag. Bot., Milano, 35 (2011): 3-25.


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free access Bomen en struiken van het Heempark Heeg
Trees and shrubs of a park in Heeg (The Netherlands)
Bomen en struiken van het Heempark Heeg

ETI BIOINFORMATICS

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos, Huub Veldhuijzen
Soortenlijst: H. van de Water - Vertaling: H. van Zanten

Illustraties door Andrea Moro

Mobiele sleutel voor de 39 soorten bomen en struiken in het Heempark Heeg, Steunpunt Natuur- en Milieueducatie Wymbritseradiel. Provincie Friesland.


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free access Botanici in erba: alla scoperta delle piante del Parco di Via IV Novembre ad Eraclea (VE)
Budding botanists: discovering plants in the Park of Eraclea (Italy, prov. of Venice)
Botanici in erba: alla scoperta delle piante del Parco di Via IV Novembre ad Eraclea (VE)

Pier Luigi Nimis
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Foto di Andrea Moro

Il Parco Comunale di Eraclea (VE), sito in Via IV Novembre è un giardino pubblico con finalità ricreative, igieniche, culturali ed estetiche. Nello sviluppo progettuale si è cercato di coniugare l’esigenza di strutturare un’area a verde attrezzato con giochi e aree a prato, con quella di fornire all’utente un luogo di relax, essendo l’ area ubicata in una zona tranquilla, ma poco lontana dal centro del capoluogo. Queste condizioni, fondamento principale del progetto originario sviluppato nel 1998, hanno fatto sì che quest’area abbia goduto nel corso del tempo e degli anni, di una buona fruibilità, tenuto conto anche che questo parco nasce come prima struttura a verde attrezzato di Eraclea Capoluogo. Il progetto iniziale del parco, è stato redatto dall’ufficio Tecnico Comunale ed approvato con D.G.C. n. 302 del 23.11.1998, sotto la supervisione del direttore dei lavori dell’epoca, Arch. Luigino Murador. La fase di realizzazione dei lavori venne affidata alla ditta Il Bozzolo Verde Cooperativa Sociale S.r.l., in data 21.12.1998. L’ultimazione effettiva delle opere è avvenuta nel febbraio del 2000. La manutenzione del verde è oggi affidata, come per altre aree a verde site nel Territorio di Eraclea, alla ditta Il Bozzolo Verde Cooperativa Sociale S.r.l.. Il parco, che ha una superficie totale di 7.690 mq., è ubicato lateralmente alla Via IV Novembre dove questa forma un angolo retto e si innesta alla Via Martiri della Libertà davanti all’entrata del Cimitero; confina a nord e a est con Via Martiri della Libertà, a sud con la Via Sepolcri e con una struttura di accoglienza, ad ovest con la Scuola Elementare “De Amicis” realizzata poco dopo l’ultimazione del parco.
Nel progettare il verde del parco si è cercato di prevedere un’armoniosa distribuzione degli elementi naturali ed artificiali avendo come ulteriore necessità quella di contenere gli oneri manutentivi futuri. Per rendere lo spazio meno prevedibile si è cercato di alternare macchie di vegetazione a radure prative e di sottolineare un’ asimmetria volumetrica lungo l’asse nord-sud, collocando le alberature prevalentemente lungo il lato ovest e la siepe lungo il lato est. Gli elementi del verde sono alberi, siepi e roseto. Le infrastrutture sono percorsi pedonali, staccionate in legno a terra e a muretto, aree di sosta, aree di gioco, marciapiedi, attrezzature per il gioco e per la sosta, illuminazione pubblica, fontana pubblica, presa d’acqua su pozzetto per idrante.
Questa guida interattiva alle piante del parco è stata realizzata in collaborazione tra il Comune di Eraclea ed il Progetto SiiT, coordinato dal Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste, nell’ambito dell’iniziativa ‘Verde Pubblico’, che mira a valorizzare le aree verdi comunali creando strumenti interattivi di facile consultazione per avvicinare i cittadini alla conoscenza della ‘foresta urbana’ e soprattutto per fornire alle scuole uno strumento che permetta loro di utilizzare le aree verdi comunali come veri e propri ‘laboratori all’aperto’ in cui svolgere attività didattiche centrate sull’identificazione delle piante.
Il progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera) è finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.


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free access Caccia al tesoro nell'Orto Botanico di Torino: conoscere e riconoscere gli alberi
A botanical treasure hunting at the Botanical Garden of Turin (NW Italy)
Caccia al tesoro nell’Orto Botanico di Torino: conoscere e riconoscere gli alberi

Pier Luigi Nimis, Consolata Siniscalco, Guido Teppa
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Foto di Andrea Moro

Tra i vegetali, gli alberi attirano l’attenzione dei ragazzi più di altre piante sia per le loro dimensioni, sia per la loro forma e colore. Sono quindi particolarmente adatti ad avvicinare i più giovani al mondo dei vegetali e a stimolare la loro capacità di osservazione. L’Orto Botanico del Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell’Università di Torino è ricco di specie arboree che sono state messe a dimora a partire dall’inizio dell’800 nell’arboreto e nel giardino antistante l’edificio dei laboratori. Oggi sono presenti 210 specie arboree sia facenti parte della flora nativa italiana sia esotiche, ossia provenienti da paesi lontani, importate per scopi forestali od ornamentali. Alcune di queste sono state introdotte per la prima volta in Italia all’inizio dell’800 e anche nell’Orto Botanico di Torino dove alcuni esemplari oggi assumono valore di alberi monumentali. Per gli studenti della scuola primaria e secondaria di primo grado, questa guida al riconoscimento degli alberi utilizza la caccia al tesoro come strumento di coinvolgimento per stimolare l’osservazione, la conoscenza e il riconoscimento degli alberi presenti nel giardino. La guida interattiva proposta per tablet o smartphone permette di osservare l’aspetto generale degli alberi, la morfologia delle foglie, dei fiori e dei frutti in modo divertente e interattivo. La guida consente inoltre di attribuire il nome scientifico alle diverse specie avvicinandosi anche al mondo della classificazione e della nomenclatura scientifica che finora era riservato agli specialisti. Per ogni specie arborea viene proposta una scheda con molte fotografie delle diverse parti della pianta nelle varie stagioni, con informazioni sulla sua origine geografica, sul periodo di introduzione in Europa e nell’Orto Botanico di Torino, e sugli usi forestali od ornamentali. La caccia al tesoro verrà realizzata sotto il controllo e la supervisione del personale esperto nella conoscenza delle piante, in occasione delle visite didattiche delle scuole.


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free access Cento licheni da scoprire: guida alle sentinelle della qualità dell'aria
A guide to common epiphytic lichens of Italy
Cento licheni da scoprire: Guida alle sentinelle della qualità dell’aria

Pier Luigi Nimis
Curatore dell'apparato di immagini: Andrea Moro

Foto di AA.VV., dall' archivio di ITALIC

I licheni sono notoriamente delle ottime ‘sentinelle ambientali’, sensibilissimi all’inquinamento dell’aria. Per questo motivo sono stati ampiamente utilizzati per studi di biomonitoraggio, che a volte hanno interessato intere regioni italiane. Questa è una guida a 114 specie di licheni epifiti (quelli che crescono sui tronchi degli alberi) tra i più comuni su alberi in ambienti più o meno antropizzati di tutta Italia. Esclude le aree naturali - molto più ricche di specie - e quelle di montagna.
La guida è stata concepita per dei non-specialisti: per tutti i ‘curiosi di natura’ interessati a scoprire l’interessantissimo mondo dei licheni e soprattutto per le scuole che hanno attivato progetti didattici basati sui licheni come indicatori di inquinamento: per questo abbiamo evitato per quanto possibile l’uso di caratteri visibili soltanto al microscopio.
Tuttavia questa non è una guida ‘per tutti’: chi vuole utilizzarla deve prima studiare le principali caratteristiche dei licheni e munirsi di almeno due dei reagenti comunemente usati in lichenologia: l’idrossido di potassio (K) e la varechina (C). Per imparare ad usarli e per conoscere le caratteristiche principali dei licheni (forme di crescita, isidi, soredi, pseudocifelle, etc.) rimandiamo al tutorial che è in rete in tutte le chiavi interattive ai licheni pubblicate dal progetto Dryades (www.dryades.eu).
Questa versione della guida è stata preparata nell'ambito del Progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera), finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.


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free access Cento piante da scoprire al Parco Pegaso di Jesolo Lido (VE)
A guide to the woody plants of the Pegaso Park of Jesolo Lido (Province of Venice, NE Italy)
Cento piante da scoprire al Parco Pegaso di Jesolo Lido (VE)

Pier Luigi Nimis
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Foto di Andrea Moro

Il Parco Pegaso (87.625 mq), che sorge su un’area incolta destinata da PRG a verde pubblico, è un parco tematico che, nel suo nome, si ispira al cavallo alato in virtù delle origini romane del nome di Jesolo, che deriverebbe dalla parola Equilio (città dei cavalli). Il filo conduttore del parco è quindi Pegaso con la sua storia, che si legge e si vive negli interventi realizzati: dalle fioriture dei 110.000 bulbi di muscari sui Cavalloni di Poseidone alle piccole mele colorate nel Giardino di Atena, alla fioritura di 40.000 bulbi di crochi sulle colline del Giardino di Pegaso, alle piante fitodepuranti e ninfee del lago Specchio di Andromeda, all’area sportiva Giardino di Zeus (pallacanestro, calcetto e bocce) tra gli oltre 6.000 narcisi. Il parco ospita anche molte specie di piante legnose. Questa guida alle specie più frequenti e rappresentative è stata è stata realizzata in collaborazione tra il Comune di Jesolo, VeGal, e il Progetto SiiT, coordinato dal Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste, nell’ambito dell’iniziativa ‘Verde Pubblico’, che mira a valorizzare le aree verdi comunali creando strumenti interattivi di facile consultazione per avvicinare i cittadini alla conoscenza della ‘foresta urbana’ e soprattutto per fornire alle scuole uno strumento che permetta loro di utilizzare le aree verdi comunali come veri e propri ‘laboratori all’aperto’ in cui svolgere attività didattiche centrate sull’identificazione delle piante.
Il progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera) è finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.


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free access Cento piante da scoprire al giardino alpino Juliana (Val Trenta, Slovenia)
100 plants to discover at the Juliana Alpine Botanical Garden (Trenta Valley, Slovenia)


Cento piante da scoprire al giardino alpino Juliana (Val Trenta, Slovenia)

Pier Luigi Nimis, Nada Praprotnik, Irena Kodele Krašna
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Foto di Andrea Moro

Juliana è il più antico giardino botanico in un ambiente naturale sul territorio sloveno, fondato nel 1926 dal Triestino Albert Bois de Chesne ed oggi gestito dal Museo Sloveno di Storia Naturale di Lubiana. A Juliana si possono trovare circa 600 specie di piante, gli esempi più caratteristici e più belli della flora delle Alpi Slovene, delle colline e del Carso, alcune delle quali endemiche.
La maggior parte delle piante che crescono nel giardino sono state raccolte in natura e piantate nel giardino. Alcune di esse prosperano bene, altre crescono solo per pochi anni, per cui ogni anno è necessario introdurre nuovi esemplari. Ci si aspetta quindi da parte dei visitatori di non uscire dai percorsi segnati e di non strappare e distruggere le piante.
Questa guida interattiva include solo 100 piante tra le più caratteristiche, che crescono bene e fioriscono ogni anno a Juliana. La guida è stata creata per permettere ai visitatori di conoscere le piante del giardino alpino ed il loro adattamento alla vita in montagna attraverso esperienze didattiche centrate sull’identificazione delle piante con strumenti avanzati, che verranno organizzate dal giardino Juliana a partire dal 2012.
Questa guida è stata creata nell'ambito del Progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera), finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.


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free access Cento piante da scoprire nell'Orto Botanico di Catania
Identification lab at the Botanic Garden of Catania (Sicily)
Cento piante da scoprire nell'Orto Botanico di Catania

Orto Botanico di Catania

Pier Luigi Nimis, Pietro Pavone
Stefano Martellos, Cristina Lo Giudice, Cristina Salmeri

Foto di Andrea Moro

L’Orto Botanico di Catania promuove interventi di educazione ambientale per le scuole, per i cittadini e per i turisti: visite guidate, percorsi tematici sulle piante dell'Orto, laboratori sperimentali ed interdisciplinari. Questa guida a 100 piante legnose presenti nell'Orto, creata in collaborazione con il progetto europeo KeyToNature, sarà utilizzata per il nuovo laboratorio di identificazione interattiva all'aperto, un’attività ludico-didattica rivolta a bambini e ragazzi che, utilizzando i palmari, potranno avventurarsi alla scoperta dei Nomi e di ciò che i Nomi rivelano.


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NEW - Versione per palmare / NEW - PocketPC version

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free access Che licheni crescono sugli alberi presso la scuola?
Let's discover the lichens on trees near the school
Che licheni crescono sugli alberi presso la scuola?

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos. Curatore dell'apparato iconografico. Andrea Moro
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Foto di AA. VV., dall'archivio di ITALIC

Questa guida è stata preparata nell'ambito del progetto europeo KeyToNature, per un kit multimediale da distribuire ad insegnanti ed allievi in occasione del primo workshop nazionale del progetto, tenutosi a Brescia il 9 settembre 2009 congiuntamente al congresso annuale della Società Lichenologica Italiana. E' una guida interattiva a 81 specie di licheni epifiti scelti tra i più comuni su alberi isolati in ambienti urbanizzati: i licheni che si possono trovare normalmente sugli alberi del giardino di una scuola. La guida esclude le aree di montagna e quelle dell'Italia mediterranea, ove la flora lichenica è diversa, ed è stata costruita in modo tale da poter utilizzare soltanto caratteri macroscopici visibili ad occhio nudo o con una lente, più le reazioni con K e C, senza ricorrere all'uso del microscopio.


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free access Chiave ai licheni del genere Usnea in Europa
Key to European Usnea species
Chiave ai licheni del genere Usnea in Europa

Institute of Ecology and Earth Sciences, University of Tartu, Estonia

Tiina Randlane, Tiiu Tõrra, Andres Saag, Lauri Saag
Versione Italiana a cura di Pier Luigi Nimis

Foto di Tiiu Tõrra

Il genere Usnea è uno dei più difficili, a tal punto che la conoscenza sulla presenza e distribuzione in Italia delle Usnee è ancora incompleta e frammentaria. Uno dei motivi era l’assenza di una moderna revisione del genere in Europa. Anche grazie agli studi precedenti di Philippe Clerc (Ginevra) ed altri autori, i colleghi dell’Università di Tartu (Estonia) hanno preparato una chiave a tutte le specie europee, che permette finalmente di tentare la determinazione delle Usnee presenti in Italia.
Questa chiave è l’adattamento in lingua italiana di quella originale di Randlane et al. (2009). La versione stampabile, oltre alla chiave dicotomica annotata, contiene tutti i riferimenti bibliografici, un glossario illustrato, ed una chiave sinottica.
Una versione in lingua inglese sta qui: http://www.ut.ee/ial5/k2n/key/usnea_eu/index.html


Randlane T., Tõrra T., Saag A., Saag L. (2009) Key to European Usnea species – Bibliotheca Lichenologica, 100: 419-462.


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free access Chiave ai licheni parmelioidi della Thailandia settentrionale
A key to the parmelioid lichens of northern Thailand
A key to the parmelioid lichens of northern Thailand

SIMONE H.J.J. LOUWHOFF, PIER LUIGI NIMIS
PATRICIA A. WOLSELEY & WANARUK SAIPUNKAEW

Images by HARRY TAYLOR et al. (species) and ANDREA MORO (characters)

This is a still provisional guide to parmelioid lichens occurring in northern Thailand, which will be tested in the field during an excursion on the occasion of the 7th Congress of the International Association of Lichenology (IAL7). The species included here are primarily based on specimens seen by the first and last two authors in the herbaria BM, CMU, TNS, and RAMK. This research was undertaken between 1990-2004 by Wolseley, Aguirre-Hudson, and Saipunkaew, and first presented at an IAL meeting in Kunming in 2002. Since that time there have been many changes in Parmeliaceae concepts as well as further research on this group in Thailand. We have also included some foliose 'cetrarioid' species such as Cetreliopsis, Cetrelia, and Nephromopsis (the latter 2 still under study), and some species reported from northern Thailand in the recent literature, which brings the number of infrageneric taxa to 99.
Following testing of the key and discussion at IAL7, we would like to enlarge the key to include further records.
The main aim of this key is to provide simple descriptions of species and key characters to enable identification of this conspicuous group of lichens in SE Asia by both professional and non–professional lichenologists. Chemistry that can be elucidated using spot tests is included in the key. Differences between similar and/or closely related species in the region are mentioned in the text.
The key was generated in Italy, at the University of Trieste, using the FRIDA software. It has two query interfaces: 1) an illustrated dichotomous interface, 2) a multi-entry query interface. The dichotomous key is available in different versions for different media: a) internet, b) CD-Rom, c) printable (pdf), d) for mobile devices (PDAs, iPhone, iPad, and iPod touch).
For references and other details we refer to the online introduction and to the printable versions downloadable from this website.


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free access Chiave interattiva per l'identificazione dei più comuni licheni epifiti della Provincia di Mantova
An interactive guide to the most common epiphytic lichens of the Province of Mantova (N Italy)
Chiave interattiva per l'identificazione dei più comuni licheni della Provincia di Mantova

Licheni in Rete

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos, Rosanna Barini, Daniela Dolci, Claudio Malavasi, Andrea Truzzi - Curatore dell'apparato iconografico: Andrea Moro

Foto di AA.VV., tratte dall'archivio di ITALIC

Questa chiave interattiva guida all’identificazione dei licheni epifiti che si possono rinvenire più frequentemente negli ambienti urbani, periurbani e agricoli della provincia mantovana. Non tutti hanno però la stessa frequenza. Alcuni sono riportati perchè possono essere facilmente confusi con specie simili più comuni. Il seguente elenco comprende le specie segnalate dal 1996 al 2007 nelle zone urbane, periurbane e agricole della Provincia di Mantova, in particolare nel Medio Mantovano e nell’Oltrepò, durante le attività del progetto didattico “Licheni in rete”, con alcune aggiunte da parte di P.L.Nimis. Questo progetto, con il supporto del Centro Regionale per l’Educazione Ambientale di Mantova, continua ininterrottamente dal 1996 e ha visto, anno dopo anno, la partecipazione di scuole diverse, elementari, medie e superiori soprattutto della provincia, ma anche di altre che volta per volta si sono aggregate, da Imola (BO), Sassuolo (MO), Bergamo. Le scuole capofila sono però l’Istituto Tecnico Agrario Statale P.A. Strozzi di Palidano e l’Istituto d’Istruzione Superiore “G. Galilei” di Ostiglia (MN). Altre due scuole che hanno partecipato regolarmente tutti gli anni sono la Scuola Media di Campitello (MN) e la Scuola Media di Castellucchio (MN). Vi sono poi altre 2 o 3 scuole che partecipano saltuariamente. Sempre dal 1996 si svolge un corso di formazione-aggiornamento sia per approfondire conoscenze e metodi per chi ha già una certa esperienza della metodica dell’IBL sia per trasmetterla a nuovi insegnanti aderenti al progetto di educazione ambientale.


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free access Chiave per l'identificazione della florula del parco ornamentale dell'I.T.A. P.A. Strozzi di Palidano (MN)
Key to the vascular plant of the park of the School P.A.Strozzi (Palidano, Mantova, N Italy)
Chiave per l’identificazione della florula del parco ornamentale dell’Istituto Tecnico Agrario ‘P.A. Strozzi’ di Palidano (MN)

Istituto Tecnico Agrario ‘P.A. Strozzi’ di Palidano (MN)

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
Andrea Truzzi

Foto di Andrea Moro

Il parco ornamentale dell’Istituto Tecnico Agrario “P. A. Strozzi”di Palidano di Gonzaga (MN) è situato sul retro dell’antica Villa Strozzi che dal 1952 è sede della scuola. La sua estensione è di circa 30 000 metri quadrati per la parte storica ottocentesca e di altri 19 000 metri quadrati per impianti effettuati nell’ultimo ventennio del Novecento. L’attuale parco storico ha un impianto generale che risale all’Ottocento secondo i canoni stilistici del parco all’inglese. E’ probabile che la trasformazione del giardino all’italiana preesistente in parco informale risalga agli anni del restauro generale dell’edificio terminato nel 1824, come attesta una data inscritta in un cartiglio all’interno della villa, voluto dal marchese Luigi Strozzi che vi dimorava stabilmente.
Il parco, di superficie apprezzabile , gestito con tecniche di giardinaggio non troppo impattanti, si è arricchito nel tempo della florula dei campi, dei fossi e delle siepi, scacciata dalle moderne tecniche agro-industriali di coltivazione dei seminativi e ridotta nella sua biodiversità dalla semplificazione dell’agroecosistema. Tutto il complesso appare da lontano come un’isola verde, circondato dai prati di foraggere e dai seminativi, che hanno in gran parte perso la rete di siepi, piantate e rivali, ricchissima fino agli anni ’50 del Novecento, e che funzionava sia da habitat sia da corridoio ecologico per fauna e flora, collegando questo parco ornamentale con altri simili, ma più piccoli, che si trovano nel raggio di alcuni chilometri. Dal momento che in questa scuola d’Agraria si impartiscono ancora insegnamenti relativi alla Botanica, alla Patologia Vegetale e all’Entomologia Agraria, il parco diventa un eccezionale laboratorio vivente all’aperto, una palestra in cui impratichirsi nell’osservazione diretta di piante, malattie e insetti, superando così lo studio libresco e teorico, spesso noioso per molti giovani d’oggi e che difficilmente li motiva e cattura la loro attenzione. E’ risaputo che lo stupore dinanzi ai fatti naturali e l’esperienza diretta sono le chiavi migliori per arrivare a una vera conoscenza, costituita da una rete stabile di informazioni e concetti integrati tra di loro. Questa chiave interattiva, disponibile su palmare, vuole pertanto essere un importante e innovativo strumento per entrare e riconoscere alcuni degli abitanti di questo museo en plein air , fatto non di piante secche, insetti spillati e uccelli impagliati, ma di fiori dai delicati colori acquerello, di rami che si protendono al cielo azzurro, di foglie dalle cento tonalità di verde, insomma una vera chiave per aprire la porta principale del grande edificio della natura.


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free access Chiave per studenti Purensi
Key
Chiave per studenti Purensi

aa
a

Foto di aa


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free access Chiave semplificata ai più comuni licheni epifiti del Passo Pura (Alpi Carniche)
A simplified key to the most common lichens of the Passo Pura area (Carnic Alps)
Chiave semplificata ai più comuni licheni epifiti del Passo Pura (Alpi Carniche)

ANISN

Pier Luigi Nimis
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Foto di AA.VV. dall'archivio di ITALIC. Curatore dell'apparato di immagini: Andrea Moro

Questa è una chiave semplificata ai più comuni licheni epifiti presenti nei dintorni dl Centro Studi di Botanica Alpina del Passo Pura (Alpi Carniche) preparata in occasione del primo laboratorio di lichenologia nell'ambito di un corso per insegnanti di Scienze Naturali organizzato dall'A.N.I.S.N. in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Vita dell'UUniversità di Trieste nell'agosto del 2017.


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free access Click and Fish – Guida interattiva ai pesci della Laguna di Venezia – Alto Adriatico
Click and Fish – An interactive guide to the fishes of the Lagoon of Venice (N Italy)

Click and Fish – Guida interattiva ai pesci della Laguna di Venezia – Alto Adriatico

Elisa Cenci
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Foto di AA.VV.

L’Alto Adriatico è ricco di risorse: le lunghe spiagge, i diversi habitat, dagli estuari alle lagune, e la spiccata pescosità gli hanno garantito da sempre un ruolo centrale nella cultura e nelle tradizioni produttive delle popolazioni costiere. Questa guida interattiva permette l’identificazione delle specie di pesci che frequentano la Laguna di Venezia, la più grande dell’Alto Adriatico e di grande interesse naturalistico. Tra specie residenti e visitatori più occasionali, la lista comprende più di 100 specie (Franzoi et al., 2010; Franco et al., 2004, 2005, 2006). La guida, che è disponibile anche per smartphone e tablet, è stata concepita come strumento didattico per le scuole e come un aiuto per chi frequenta la Laguna. I caratteri usati per l’identificazione sono semplici e chiari, così da rendere il riconoscimento accessibile a tutti. Il glossario dei termini tecnici potrà chiarire ogni eventuale dubbio residuo.
La guida è stata creata dal Dipartimento di Biologia dell'Università di Padova in collaborazione con quello di Scienze della Vita dell’Università di Trieste nell’ambito del progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera), finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e dai fondi nazionali.
L’autore ringrazia il Prof. P.L. Nimis per gli utili consigli e il Dr. S. Martellos per l’assistenza tecnica. Un ringraziamento speciale va poi ai talentuosi autori delle foto subacquee, per la loro abilità, pazienza e disponibilità: Luca Boscain, Francesco Chiaromonte, Alessandro Duci, Steve Huskey, Laguna Project, Sacha Lobenstein, Gianfranco Mazza, Roberto Pillon, Federica Poli, Ferdinando Quaranta, Alessandro Raho, Emilio Riginella, Giancarlo Sambo e Sub Rimini 'Gianni Neri'.

BIBLIOGRAFIA
Bauchot M.-L., 1987. Poissons osseux. p. 891-1421. In W. Fischer et al. (eds.) Fiches FAO d'identification pour les besoins de la pêche. (rev. 1). Méditerranée et mer Noire. Zone de pêche 37. Vol. II. Commiss. Comm. Eur. - FAO, Rome.
Franzoi P., Franco A., Torricelli P. (2010). Fish assemblage diversity and dynamics in the Venice lagoon. Acc. Naz. Lincei Rendic. 21: 269-281.
Franco A., Riccato F., Torricelli P., Franzoi P. (2009). Fish assemblage response to environmental pressures in the Venice lagoon. Trans. Waters Bull. 3, 1: 29-44.
Franco A., Franzoi P., Malavasi S., Riccato F., Torricelli P., Mainardi D. (2006). Use of shallow water habitats by fish assemblages in a Mediterranean coastal lagoon. Estuarine, Coast. Shelf Sci. 66: 67-83.
Franco A., Fiorin R., Riccato F., Georgalas V., Franzoi P., Torricelli P. (2005). Variazione della comunità ittica lungo un gradiente ambientale sui bassi fondali della laguna di Venezia. 15th Meeting Italian Soc. Ecology, 12-14 Sept. 2005, Torino.
Giansantea C., Vallerania M., Angelinia S. (2008). Spawning periods calendar of commercial fish in the Adriatic Sea: a preliminary study. Chem. and Ecol., 24: 1, 165–174.
Louisy P. (2006). Guida all’identificazione dei pesci marini d’Europa e del Mediterraneo. Il Castello, Milano, 432pp.
Malavasi S., Fiorin R., Franco A., Franzoi P., Granzotto A., Riccato F., Mainardi D. (2004). Fish assemblages of Venice Lagoon shallow waters: an analysis based on species, families and functional guilds. J. Marine Syst. 51: 19-31.
Tortonese E. (1970-1975). Fauna d’Italia. Osteichthyes. Pesci ossei. Voll. X-XI. Calderini, Bologna, 565pp., 636 pp.
Warner R. R , Lejeune P. (1985). Sex change limited by paternal care: a test using four Mediterranean labrid fishes, genus Symphodus. Marine Biology 87, 89-99.
Whitehead P.J.P., Bauchot M.L., Hureau J.C., Nielsen J., Tortonese E. (1986). Fishes of the north-eastern Atlantic and the Mediterranean. 3 voll. UNESCO, Paris, 1473pp.


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free access Conoscere e riconoscere gli alberi dell'Orto Botanico di Torino
Let's discover the trees of the Botanical Garden of Turin (NE Italy)
Conoscere e riconoscere gli alberi dell’Orto Botanico di Torino

Orto Botanico dell'Università di Torino

Pier Luigi Nimis, Consolata Siniscalco, Guido Teppa
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Foto di Andrea Moro

L’Orto Botanico dell’Università di Torino, che oggi è parte integrante del Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi, è stato fondato nel 1729 con lo scopo primario di studiare e far conoscere le piante utili nella pratica terapeutica. Alla sua fondazione le piante erbacee e in particolare quelle utilizzate come medicinali e officinali erano la maggioranza, mentre a partire dalla seconda metà del ‘700 vennero coltivate, accanto a specie autoctone, anche nuove specie esotiche, erbacee, arbustive e anche arboree che venivano via via introdotte in Europa come ornamentali. Allo scopo di incrementare le collezioni dell’Orto, nel 1796, Vittorio Amedeo III donò all’Università un ulteriore appezzamento di circa 2 ettari, adiacente al giardino, che venne utilizzato come arboreto solo a partire dal 1834. Questa parte dell’Orto Botanico fu strutturata secondo i criteri del giardino romantico all’inglese, con colline e avvallamenti creati artificialmente per ricreare un ambiente simile a quello di un bosco naturale.
Oggi nell’Orto Botanico sono presenti circa 210 specie arboree, sia facenti parte della flora nativa italiana, sia esotiche, ossia provenienti da paesi lontani. Un numero così elevato di alberi permette di individuare una grande varietà di forme e colori attraverso l’osservazione di foglie, fiori e frutti. Molte migliaia di persone visitano ogni anno l’Orto Botanico, fra cui molti studenti di età diverse che si avvicinano al fantastico mondo delle piante e ne osservano gli stadi di sviluppo che si ripetono ogni anno con variazioni stagionali legate agli eventi climatici. La guida interattiva che viene proposta in rete ma soprattutto per smartphone e tablet è uno strumento semplice e nello stesso tempo completo, che consente a studenti e non di avvicinarsi alla conoscenza degli alberi osservandone l’aspetto generale, la morfologia delle foglie, dei fiori e dei frutti.
La guida consente inoltre l’attribuzione di un nome scientifico alle varie specie, permettendo così di acquisire familiarità con il mondo della classificazione e della nomenclatura che finora era riservato agli specialisti. Per ogni specie arborea vengono proposte una scheda con molte fotografie riguardanti le diverse parti della pianta nelle varie stagioni e indicazioni sulla sua origine geografica, sul periodo in cui è stata introdotta nell’Orto Botanico torinese e sugli usi forestali od ornamentali. Vengono altresì fornite informazioni sulla presenza della specie nel verde pubblico della città di Torino e sulle caratteristiche dell’individuo presente nell’Orto Botanico che permettono di inserirlo fra gli alberi monumentali. Infatti alcuni individui piantati nei primi decenni dell’800 nell’arboreto sono ancora presenti e in buone condizioni e sono caratterizzati, oltre che da diametri notevoli, da una serie di altri caratteri che costituiscono i parametri essenziali della ‘monumentalità’. Come esempio si possono citare alcuni faggi con diametro di circa 1 metro, il platano e il pioppo (circa 150 cm), la farnia (oltre 1 m), la ginko (diametro di 90 cm), il liriodendro (di 120 cm) e il tiglio (130 cm).
La guida interattiva verrà utilizzata principalmente sotto il controllo e la supervisione di personale esperto nella conoscenza delle piante, in occasione delle visite didattiche ma può essere anche scaricata dal sito dell’Orto Botanico (www.ortobotanico.unito.it).


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free access Esercitazione di riconoscimento delle piante - Real Jardin Botanico de Madrid. Versione di base
Learning plant identification in the Real Jardin Botanico of Madrid. Easy version

Esercitazione di riconoscimento delle piante Real Jardin Botanico de Madrid. Versione di base

P.L.Nimis, S. Martellos, M.Ferrer Canal

Foto di A.Moro


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Learning plant identification at the Real Jardin Botanico of Madrid. Advanced version

Esercitazione di riconoscimento delle piante al Real Jardin Botanico de Madrid. Versione avanzata

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos, Marina Ferrer Canal
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Foto di Andrea Moro


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free access Farfalle diurne della provincia di Trieste
Butterflies of the Province of Trieste (NE Italy)
Farfalle diurne della Provincia di Trieste

Enrico Bonivento
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Foto di Enrico Bonivento

Questa è una guida interattiva alle più comuni farfalle diurne della Provincia di Trieste. La guida, che include 57 taxa infragenerici, è stata creata nell’ambito del progetto Europeo KeyToNature, e si rivolge in primo luogo alle scuole ed agli appassionati di natura. Una guida completa a tutte le specie del Friuli-Venezia Giulia è in preparazione presso il Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste.
L’autore ringrazia il Prof. Pier Luigi Nimis, il Dr. Stefano Martellos ed il Dr. Andrea Moro (Trieste) per gli utili consigli. Un particolare ringraziamento va anche al Museo di Storia Naturale di Venezia, che ha messo a disposizione le sue collezioni per la creazione dell’archivio di immagini.


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free access Flora Interattiva del Sentiero Rilke e delle Falesie di Duino (TS)
An interactive flora of the Rilke trail and the cliffs of Duino (NE Italy, Province of Trieste)
Flora interattiva del Sentiero Rilke e delle Falesie di Duino (TS)

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos, Andrea Moro, Elena Pittao
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Foto di Andrea Moro

Questa guida origina da un'iniziativa scientifico-didattica del Comune di Duino Aurisina - Občina Devin Nabrežina, svolta in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste. Il Comune è l’Organo Gestore della Riserva Naturale Regionale delle Falesie di Duino, istituita con la Legge Regionale 30.09.1996 n. 42. Questa guida è stata realizzata grazie al finanziamento della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia - Direzione Centrale Infrastrutture e Territorio - Servizio Paesaggio e Biodiversità, ai sensi della L.R. n. 42/1996.
La Riserva comprende un’alta e ripida falesia calcarea, una porzione ristretta dell’altopiano carsico e la fascia di mare antistante per una superficie complessiva di 107 ettari. L’area è di grande interesse naturalistico essendo posta alla transizione dal dominio biogeografico centroeuropeo a quello mediterraneo, ospitando quindi specie vegetali ed animali centroeuropee, illirico-balcaniche e mediterranee, con una biodiversità particolarmente elevata. Le Falesie di Duino sono l’unica stazione dell’endemica Centaurea kartschiana, una pianta che cresce sulla parte delle Falesie più vicina al mare, e le aree circostanti ospitano uno dei rellitti più settentrionali di macchia mediterranea in Europa.
Una delle iniziative promosse dall'Amministrazione Comunale per valorizzare la Riserva è la creazione di uno strumento informatico che permetta ai visitatori di passeggiare all’interno della Riserva, e in particolare sul sentiero Rilke, potendo identificare con facilità piante e fiori tenendo semplicemente in mano un tablet o un telefonino. Questa guida è infatti disponibile in diverse versioni: in rete sul web (con due interfacce, una dicotomica, una a scelta multipla), per CD-Rom, in versione stampabile e in una versione per telefonini di ultima generazione, scaricabile tramite l’applicazione gratuita KeyToNature (per iOS e per Android). Grazie all’approccio innovativo, la guida permetterà a molti di giungere alla ‘vera’ conoscenza della biodiversità, che spesso suscita curiosità, rispetto ed interesse, utilizzando un mezzo efficace e potente per la divulgazione dei pregi ambientali di uno dei più importanti biotopi della Regione. L'iniziativa permette anche la creazione di progetti didattici di particolare interesse per le scuole di ogni ordine e grado.
La guida, che comprende 586 tra specie e sottospecie (incluse alcune delle piante legnose più spesso coltivate nei giardini) è al momento disponibile in italiano (comprensiva di note alle specie) e inglese (senza note alle specie).
Un ringraziamento particolare va al Prof. Livio Poldini e alla Dr.ssa Marisa Vidali, dell’Università di Trieste, che hanno fornito la lista aggiornata delle specie spontanee, e al Dr. Ing. Marco Cartagine e alla guida naturalistica Alessandro Fattori, del Comune di Duino Aurisina, che hanno collaborato per la buona riuscita dell’iniziativa.


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free access Flora dell'Estonia. I. Alberi ed arbusti
Flora of Estonia. I. Trees and shrubs

Flora dell'Estonia I. Alberi ed arbusti

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
Malle Leht, Aino Kalda, Tiina Randlane

Foto di Andrea Moro

Nell'ambito del Progetto KeyToNature è iniziata la produzione di una guida interattiva alla flora dell'Estonia, in collaborazione tra le Università di Tartu e di Trieste. Le prime versioni provvisorie e parziali,ancora non completamente illustrate e solo parzialmente saggiate in tutti i passaggi - in lingua italiana - vengono pubbicate sul sito di Dryades per raccogliere eventuali osservazioni critiche, per le quali si prega scrivere a nimis@units.it


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free access Flora interattiva del Sentiero Rilke e delle Falesie di Duino
An interactive flora of the Rilke trail and the cliffs of Duino (NE Italy, Province of Trieste)
An interactive flora of the Rilke trail and the cliffs of Duino (NE Italy, Province of Trieste)

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos, Andrea Moro, Elena Pittao
-

Images by Andrea Moro

This guide originates from a scientific-educational initiative of the Municipality of Duino Aurisina - Občina Devin Nabrežina, carried out in collaboration with the Department of Life Sciences of the University of Trieste. The Municipality is the Manager Organ of the Regional Nature Reserve of the Falesie di Duino, established by the Regional Law 30.09.1996 n. 42. This guide was created thanks to the funding of the Autonomous Region Friuli Venezia Giulia - Central Infrastructures and Territory Department - Landscape and Biodiversity Service, pursuant to Regional Law. n. 42/1996. The Reserve includes a high and steep limestone cliff, a small portion of the Karst Plateau and the adjacent marine area for a total surface of 107 hectares. The Reserve is of great naturalistic interest, since it is placed at the transition from the Central European to the Mediterranean biogeographical domains, hosting Central European, Illyrian-Balkan and Mediterranean plant and animal species, with a particularly high biodiversity. The Cliffs of Duino are the only station of the endemic Centaurea kartschiana, a plant that grows on the part of the cliffs closest to the sea, and the surrounding areas are home to one of the northernmost relics of Mediterranean scrubland in Europe. One of the initiatives promoted by the Municipal Administration to enhance the Reserve is the creation of an IT tool that allows visitors to walk inside the Reserve, and in particular along the Rilke trail, being able to easily identify plants and flowers by simply holding a tablet or a mobile phone in their hands. This guide is available in different versions: on the web (with two interfaces, one dichotomous, one with multiple choice), for CD-Rom, in a printable version, and in a version for mobile phones, downloadable through the free application KeyToNature (for both iOS and Android devices). Thanks to this innovative approach, the guide will allow many to reach a 'true' knowledge of biodiversity, which often arouses curiosity, respect and interest, using an effective and powerful means for the dissemination of the environmental gems of one of the most important biotopes of the Region. The initiative also allows the creation of educational projects for schools of all levels.
The guide, which includes 586 infrageneric taxa (incl. some of the woody plants most often grown in gardens) is currently available in Italian (with notes to the species) and English (without notes).
Special thanks are due to Prof. Livio Poldini and Dr. Marisa Vidali, of the University of Trieste, who provided an updated list of wild species, and to Dr. Ing. Marco Cartagine and the nature guide Alessandro Fattori, of the Municipality Duino Aurisina, who collaborated for the success of the initiative.


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free access Flora interattiva della Riserva Naturale Integrale Statale Bosco Siro Negri dell'Università di Pavia
The e-Flora of the Natural Reserve Bosco Siro Negri of the University of Pavia (N Italy)
Flora interattiva della Riserva Naturale Integrale Statale Bosco Siro Negri dell'Università di Pavia

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
Francesco Sartori, Francesco Bracco

Foto di Andrea Moro

Il Bosco Siro Negri, presso Pavia, è un piccolo lembo di Pianura Padana che fu lasciato in eredità all’Università degli Studi di Pavia nel 1967 dal sig. Giuseppe Negri, un grande appassionato della natura, che intese dedicarla alla memoria del proprio fratello. Nel 1970, in occasione dell’Anno Europeo per la Conservazione della Natura, indetto dal Consiglio d’Europa, l’Università decise di vincolare il Bosco come “Riserva Naturale Integrale” in cui non viene intrapresa alcun intervento di gestione ed è consentito l’accesso solo ai fini di ricerca scientifica, educativi e di vigilanza.

In omaggio alle intenzioni del donatore l’Università si impegna a conservare integro il bosco in perpetuo con tutte le sue specie arboree e di sottobosco, a non apportare modifiche e a non aprire nuovi sentieri.

Attualmente del tutto incluso all’interno del Parco Lombardo della Valle del Ticino, è stata anche riconosciuto quale Riserva dallo Stato Italiano con Decreto Ministeriale 11/12/1973 del Ministero per l’Agricoltura e le Foreste, divenendo così la più piccola tra le Riserve Naturali Statali.

Non più sottoposto a pratiche di gestione selvicolturale dall’epoca del secondo conflitto mondiale, il Bosco Siro Negri rappresenta un piccolo ma importante relitto delle foreste miste di querce, olmi, pioppi, che occupavano il fondo delle valli fluviali della Pianura padana, la cui scomparsa inizia con la centuriazione romana intorno al II sec. a.C.. La Riserva quindi, insieme al complesso delle altre foreste planiziali della Valle Ticino, costituisce uno dei rari esempi di vegetazione forestale della Pianura padana con caratteristiche di buona naturalità, di ridottissimo disturbo antropico e rappresenta la fedele testimonianza di un antichissimo retaggio botanico naturalistico.

La Riserva, sita presso la sponda destra del fiume Ticino in comune di Zerbolò (PV), all’origine aveva una superficie di circa 10,5 ettari; nel 2008 per acquisto di un fondo confinante, già dedicato alla pioppicoltura essa ha all’incirca raddoppiato la propria superficie. In omaggio alle finalità della Riserva, nel terreno di nuova acquisizione non saranno effettuati impianti ma la vegetazione si evolverà secondo i processi spontanei di successione naturale della copertura vegetale. E’ anche previsto, nel prossimo futuro, un ulteriore piccolo ampliamento territoriale che contribuirà definitivamente a garantirne la compattezza territoriale.

Il Bosco Siro Negri è gestito dal Dipartimento di Ecologia del Territorio dell’Università di Pavia che, grazie ai finanziamenti conferiti dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, ha promosso la ricerca scientifica su di esso e ha organizzato le attività di divulgazione del suo patrimonio naturalistico.

In questo contesto l'Università di Pavia, presso l'Orto Botanico, ha creato un Centro Didattico Divulgativo della Riserva in cui è compreso un laboratorio didattico multimediale ove è possibile avvicinarsi alla conoscenza delle piante presenti nel Bosco utilizzando questa chiave, prodotta originariamente nel 2006 e poi riveduta nel 2009. Nel 2010, nell’ambito delle attività didattiche rivolte alle scuole del Progetto EST “Gateway to the Garden: Educare alla Scienza e alla Tecnologia negli Orti Botanici della Lombardia” coordinato dalla Rete degli orti Botanici della Lombardia, questa chiave è stata sostanzialmente rifatta per comprendere, con pretese di completezza, tutta la flora della Riserva includendo anche le aree di più recente acquisizione. In questa occasione è anche stata inserita nella chiave buona parte delle specie vegetali della Pianura padana lombarda più comuni nel paesaggio circostante, con particolare riferimento alla Valle del fiume Ticino.


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free access Gli alberi del giardino della Scuola dell'Infanzia di Bicinicco (Gonars, UD)
Trees in the garden of the Nursery of Bicinicco (Gonars, NE Italy)
Gli alberi del giardino della Scuola dell'Infanzia di Bicinicco (Gonars, UD)

Istituto Comprensivo Gonars - Scuola dell'Infanzia Bicinicco

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
Severina Rosso

Foto di Andrea Moro

Questa guida a sole 16 piante - paradossalmente - è forse una delle più difficili prodotte dal progetto KeyToNature in Italia. E' difficile per chi l'ha creata: si rivolge a bambini sotto i 6 anni che non sanno ancora leggere. E' ovvio che di tutte le funzionalità di una guida standard di KeyToNature solo la versione a criterio singolo (la chiave dicotomica illustrata) ha qualche possibilità di essere utilizzata con i bambini di una scuola materna. Abbiamo tentato di ridurre il testo al minimo, di organizzare la guida scegliendo caratteri di facile comprensione e di esaltare al massimo il potere risolutivo delle immagini. Nonostante questo, la guida richiede la comprensione di alcuni concetti-base (ad es. 'foglie composte-foglie semplici', foglie 'opposte'- foglie 'non opposte')'che non sappiamo ancora quanto siano alla portata dei bambini. Questa è quindi una versione del tutto preliminare. La Maestra Severina Rosso userà la guida con i bambini e ci spiegherà le molte cose che sicuramente non funzionano. E' quindi probabile che la guida verrà presto modificata a fondo. Nella prossima versione terremo traccia di tutti i cambiamenti e delle ragioni per cui sono stati effettuati.


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free access Gli alberi ed arbusti del giardino della scuola primaria di Pagnacco (UD)
Trees and shrubs of the garden of the primary school of Pagnacco (Udine, NE Italy)
Gli alberi e arbusti del giardino della scuola primaria di Pagnacco (UD)

Istituto Comprensivo di Pagnacco (UD) - Scuola Primaria E. De Amicis

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
Marco Bertoldi

Foto di Andrea Moro

Una guida agli alberi ed arbusti del giardino della scuola, che servirà a diversi progetti didattici, tra cui uno sulla mappatura dei singoli alberi all'interno del perimetro del giardino.


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free access Gli alberi ed arbusti del giardino. Scuola elementare S. Giusto Martire. Istituto Comprensivo Italo Svevo di Trieste
Trees and shrubs of the school garden. Elementary school S. Giusto Martire, Trieste (NE Italy).

Gli alberi ed arbusti del giardino della Scuola S.Giusto

Scuola elementare S. Giusto Martire. Istituto Comprensivo Italo Svevo di Trieste

P.L.Nimis, S. Martellos
E. Iappelli

Foto di A. Moro

Guida agli alberi ed arbusti del giardino di una scuola elementare di Trieste.


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free access Guida agli alberi del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi
A guide to the trees of the Casentinesis Forests (N Apennines, Italy)
Guida agli alberi del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi


A cura del Servizio Promozione, Conservazione, Ricerca e Divulgazione della Natura del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi

Pier Luigi Nimis, Nevio Agostini, Marco Verdecchia, Elias Ceccarelli
-

Foto di Andrea Moro

Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi è un parco forestale: circa l’84% della superficie è coperta da foreste. Un mantello uniforme, denso e compatto, quasi a proteggere la natura selvaggia e incontaminata che sovrasta. Per chi si avvicina per la prima volta a questi luoghi, l’impressione è quella di un paesaggio monotono: l’unico contrasto sembra essere dato dalla compresenza tra alberi decidui e sempreverdi, ma in realtà è pura apparenza. Addentrandosi nella foresta ci si accorge ben presto della sua vera natura dinamica, espressione di una ricca varietà di specie con forme e colori differenti. Una grande ed importante biodiversità forestale con oltre 40 specie di alberi di cui molti annosi e vetusti, soprattutto nelle antiche Foreste Casentinesi che hanno in Campigna e Badia Prataglia i luoghi di riferimento in Romagna e Toscana.
In collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Vita dell'Università di Trieste, il Parco ha già messo a disposizione in rete uno strumento per riconoscere le più di 1300 piante vascolari presenti nel Parco. Per avvicinare il visitatore alla conoscenza e godimento di questo grande patrimonio naturale il Parco ha realizzato negli anni una Carta della Vegetazione con itinerari botanici ideati per scoprire i luoghi a maggior ricchezza floristica del suo territorio, ed un portale web “Alberi che toccano il cielo” dedicato ai grandi patriarchi delle foreste, a cui si può accedere direttamente dal sito www.parcoforestecasentinesi.it.
Questa guida invece, dedicata ai meno esperti e disponibile anche in versioni per palmari, iPhone ed iPad, descrive 30 tra le principali specie di alberi che è possibile incontrare nel Parco e che si possono facilmente riconoscere lungo il ‘Sentiero della Biodiversità Forestale’, di cui la guida funge da supporto interattivo, un percorso all'interno della Foresta Biogenetica di Campigna ideato per consentire a chiunque di conoscere e vedere con i propri occhi questa grande ricchezza forestale.


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free access Guida agli alberi e arbusti dei Monti Prenestini
A guide to the woody plants of the Prenestini Mountains (C-Italy, Latium)

Guida agli alberi e arbusti dei Monti Prenestini

Museo Civico Geopaleontologico “Ardito Desio” - Rocca di Cave (RM) - Sistema museale naturalistico Regione Lazio RE.SI.NA.

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
Marco Di Domenico, Gianluca Forti

Foto di Andrea Moro

Il Museo Civico Geopaleontologico “Ardito Desio” si trova a Rocca di Cave (Roma) ed è collocato all’interno dell’antica Rocca medievale le cui mura risalgono all'XI secolo, alla sommità di uno sperone di roccia. Il torrione del XV secolo è un sito privilegiato per osservazioni per la presenza della stazione astronomica e di una terrazza panoramica che si apre su un ampio territorio e sui monti Prenestini meridionali, di cui il museo documenta le testimonianze fossili. Questo lo rende un luogo privilegiato per il riconoscimento geografico del territorio e per l’interpretazione dei suoi paesaggi. Oltre alla chiave di interpretazione geomorfologica e della geodiversità questa guida può offrire un ausilio per riconoscere alberi e arbusti che se dominanti determinano la fisionomia dei paesaggi che si osservano. Un’opportunità per interpretare le principali fisionomie della vegetazione e determinare alberi e arbusti la si ha lungo il sentiero che collega Rocca di Cave e Capranica Prenestina, dove ha sede il Museo Civico Naturalistico dei Monti Prenestini e il giardino didattico, allestito presso la ProLoco, che espone le specie arboree e arbustive più rappresentative dell’area. Questa guida rappresenta anche un contributo per legare e collegare due musei vicini, ambedue poli della rete del Sistema Museale Regionale Naturalistico (RE.SI.NA.).

L’area coperta da questa guida corrisponde all’intera area dei Monti Prenestini e in particolare al sentiero che collega Rocca di Cave e Capranica Prenestina e i due musei e in particolare il giardino didattico allestito presso la ProLoco di Capranica Prenestina.

Questa guida ai più comuni alberi ed arbusti dei Monti Prenestini è stata realizzata in collaborazione con il Progetto Europeo CSMON-LIFE (LIFE13 ENV/IT/842), coordinato dal Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste. Sono state prese in esame le specie di alberi ed arbusti più comuni censite nell’area. La offriamo a tutti i visitatori e alle scolaresche (elementari e medie) per scoprire elementi affascinanti e preziosi del nostro territorio.


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free access Guida agli alberi e arbusti della Pineta di San Vitale (Ravenna)
Trees and shrubs of the pine-wood of San Vitale (Ravenna, Italy)
Guida agli alberi e arbusti della Pineta di San Vitale (Ravenna)

Forum Natura Mediterraneo

Andrea Bassi, Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos, Sergio Montanari
e altri utenti del Forum Natura Mediterraneo

Foto di Andrea Moro

Questa guida è un esperimento del Progetto KeyToNature: è stata costruita assieme da persone diverse, grazie al Forum Natura Mediterraneo, Membro Associato di KeyToNature. La versione che vedete è una prima bozza su cui hanno lavorato diverse persone, modificandola ed arricchendola di contenuti (aggiunte di specie, correzioni, note, foto, etc.). - La Pineta di San Vitale è sita a nord di Ravenna, copre 1.080 ettari che si sviluppano lungo la costa per circa 11 km, con una larghezza di circa 1 km. La flora è stata indagata da almeno 20 autori di epoca post linneana. La lista delle specie – circa 650 - ha integrato i dati pregressi con i risultati di circa un centinaio di escursioni nel quadriennio 1998-2002. - Per il momento la guida si limita ad alberi, arbusti e liane. Se l’esperimento funzionerà, si estenderà all’intera flora della Pineta.


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free access Guida agli alberi ed arbusti del Museo della terra di Latera (VT)
A guide to woody plants of the Museo della Terra (Latera, Latium, C Italy)
Guida agli alberi ed arbusti del Museo della terra di Latera (VT)

Museo della terra – Latera (VT) - Sistema museale naturalistico Regione Lazio RE.SI.NA.

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
Gianluca Forti

Foto di Andrea Moro

Il Museo della terra di Latera è il polo demo-etno-antropologico del Sistema museale del lago di Bolsena e si propone come potenziale punto interpretativo del Sistema Museale Regionale Naturalistico (RE.SI.NA.). Il museo raccoglie e presenta oggetti lavorativi e d’uso domestico impiegati dai contadini nel lavoro dei campi, oggetti usati dagli artigiani nelle varie botteghe sparse per il paese e la realtà materiale e immateriale legata alla vita religiosa e sociale, ai giochi dei bambini e degli adulti, alla memoria storica. Con il giardino esterno in particolare si presentano le piante coltivate e spontanee che accompagnavano e caratterizzavano i lavori agricoli e artigianali e gli usi tramandati nella comunità. Il museo offre inoltre spunti interpretativi riguardo il paesaggio e propone percorsi di visita.

Con questa guida il museo vuole offrire uno strumento per il riconoscimento delle piante arboree ed arbustive che si rinvengono nel territorio con particolare riferimento alle specie legnose coltivate e alle loro varietà, alle specie legnose spontanee con usi comuni e che caratterizzano il paesaggio agro-silvo-pastorale dell’area e la Caldera di Latera, oggi riconosciuta di interesse comunitario come ZPS e SIC.

L’area prescelta per questa guida corrisponde al giardino del museo ed ai percorsi che si dipartono nei suoi dintorni.

Questa guida agli alberi ed arbusti è stata realizzata in collaborazione con il Progetto Europeo CSMON-LIFE (ENV/IT/842), coordinato dall’Università di Trieste. La offriamo a tutti i visitatori della cittadina di Latera e alle scolaresche (elementari e medie) per scoprire elementi affascinanti e preziosi del nostro territorio.


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free access Guida agli alberi ed arbusti del Parco Marturanum di Barbarano Romano
A guide to woody plants of the Marturanum Park (Barbarano Romano, Latium, C-Italy)
Guida agli alberi ed arbusti del Parco Marturanum di Barbarano Romano

Museo Naturalistico Marturanum – Barbarano Romano (VT)
Sistema museale naturalistico Regione Lazio RE.SI.NA.

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
Roberto Papi, Gianluca Forti

Foto di Andrea Moro

Il Museo Naturalistico Marturanum si trova a Barbarano Romano (VT), museo interpretativo del Sistema Museale Regionale Naturalistico (RE.SI.NA.), nasce per presentare i tesori naturalistici del territorio, i suoi paesaggi le tracce del passato dal periodo etrusco a oggi. Il territorio interpretato dal museo è quello del Parco Regionale Marturanum che si caratterizza per l’incontro di due paesaggi caratteristici, quello dei pianori vulcanici incisi profondamente da forre, con caratteristici valloni ombrosi e ricchi di vegetazione, e quello della Maremma laziale con colline sedimentarie soleggiate, erbose o boscose.

Con questa guida il museo e il parco vogliono offrire uno strumento per il riconoscimento delle piante arboree ed arbustive che caratterizzano il Parco Regionale Marturanum.

L’area prescelta corrisponde all’intera area del Parco Regionale Marturanum già uscendo dal Museo e Centro Visite e per i percorsi e sentieri proposti.

Questa guida agli alberi ed arbusti è stata realizzata in collaborazione con il Progetto Europeo CSMON-LIFE (LIFE13 ENV/IT/842). Sono state prese in esame tutte le specie di alberi ed arbusti censite nell’area. La offriamo a tutti i visitatori della cittadina e del parco Marturanum e alle scolaresche (elementari e medie) per scoprire elementi affascinanti e preziosi del nostro territorio.


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free access Guida agli alberi ed arbusti della Selva del Lamone (VT)
A guide to the woody plants of the Lamone forest (Latium, C-Italy)
Guida agli alberi ed arbusti della Selva del Lamone (VT)

Museo Civico “F. Rittatore Vonwiller” – Farnese (VT)
Sistema museale naturalistico Regione Lazio RE.SI.NA.

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
Giovanni Antonio Baragliu, Pietro Politi, Gianluca Forti

Foto di Andrea Moro

Il Museo Civico 'F. Rittatore Vonwiller' si trova a Farnese (VT), ed è un potenziale museo interpretativo del Sistema Museale Regionale Naturalistico (RE.SI.NA.). Nasce come museo archeologico e racconta lo sviluppo storico di Farnese con particolare riferimento ai siti archeologici della Selva del Lamone. Il museo si sta potenziando e offre spunti interpretativi sugli aspetti naturalistici del territorio ed invita ad una visita alla Selva del Lamone.

Con questa guida il museo e il parco vogliono offrire uno strumento per il riconoscimento delle piante arboree ed arbustive che si rinvengono nella Selva del Lamone, che si caratterizza per estesi boschi a volte impenetrabili, di cerri e di latifoglie, querce e lecci su un tavolato di lave, tra 'murce' (piccole alture laviche su avvallamenti bui), anfratti spinosi, inghiottitoi e crateri d'esplosione simili ad anfiteatri lavici.

L’area prescelta per questa guida corrisponde all’intera area della Riserva Naturale Regionale Selva del Lamone. Per i percorsi e sentieri proposti è possibile avere informazioni presso il Museo e presso la sede della Riserva.

Questa guida agli alberi ed arbusti è stata realizzata in collaborazione con il Progetto Europeo CSMON-LIFE (LIFE13 ENV/IT/842). Vi sono incluse tutte le specie di alberi ed arbusti censite nell’area. La offriamo a tutti i visitatori della cittadina e della selva del Lamone e alle scolaresche (elementari e medie) per scoprire elementi affascinanti e preziosi del nostro territorio.


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free access Guida agli alberi, arbusti e liane del Gennargentu
A guide to the woody plants of the Gennargentu Massif (Sardinia, Italy)
Guida agli alberi, arbusti e liane del Gennargentu

Gianluigi Bacchetta, Giuseppe Fenu, Pier Luigi Nimis,
Rosanna Costa, Riccardo Guarino, Giovanni Mandis, Efisio Mattana, Stefano Martellos, Pietro Pavone

Foto di Andrea Moro et al.

Questa è una guida interattiva alla flora legnosa del massiccio del Gennargentu, in Sardegna, preparata in collaborazione con il progetto Dryades/KeyToNature, coordinato dall’Università di Trieste.
Il massiccio è situato nella parte centro-orientale dell’Isola, a cavallo tra le provincie di Nuoro e Ogliastra; confina a nord con la Barbagia di Ollolai, a ovest con il Supramonte di Urzulei e Orgosolo, a sud con l’Ogliastra e la Barbagia di Seulo, a est con il Sarcidano, la Barbagia di Belvì e il Mandrolisai. Il territorio occupa una superficie di circa 30.000 ettari ed è caratterizzato da un sistema di creste ad altitudine superiore a 1.400-1.500 metri, delle quali solo quattro superano i 1.800 metri: Punta La Marmora (1.834 m), Bruncu Spina (1.828 m), Su Sciusciu (o Bruncu Spina minore, 1.823 m) e Punta Florisa (1.822 m).
Le litologie sono principalmente silicatiche e in particolare dominano le metarenarie, le quarziti e le filladi, poggianti sul batolite ercinico sardo-corso; secondariamente si rinvengono anche granodioriti nelle aree cacuminali, calcari mesozoici sui versanti meridionali e calcescisti a Mont’Arbu.
In totale sono state censite 106 unità tassonomiche, riferite a 37 famiglie e 61 generi. Le specie considerate aliene sono 20 ed in particolare si segnala che tutta la famiglia delle Pinaceae è costituita da specie esotiche.
La componente endemica è superiore al 10% del totale e tra gli endemismi più rappresentativi si segnalano: Genista pichisermolliana, Juniperus communis subsp. alpina var. corsicana, Quercus ichnusae, Rhamnus persicifolia, Ribes multiflorum subsp. sandalioticum, Sorbus aucuparia subsp. praemorsa.


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free access Guida ai licheni epifiti dei Monti Iblei (Sicilia)
A guide to the epiphytic lichens of the Iblei Mountains (Sicily)
Guida ai licheni epifiti dei Monti Iblei (Sicilia)

Pier Luigi Nimis, Maria Grillo, Giovanna Maria Caniglia
-

Foto di AA.VV., dall'archivio di ITALIC - Curatore dell'apparato di immagini: Andrea Moro

Il territorio ibleo, un vasto altopiano calcareo di forma subcircolare, ricade nella Sicilia meridionale-orientale; il punto più alto è Monte Lauro (986 m), un antico vulcano spento. Oltre che per l’aspetto geologico, questo territorio è parecchio interessante anche dal punto di vista lichenologico presentando una grande varietà di habitat e di substrati colonizzati da licheni. La vegetazione, e soprattutto la macchia mediterranea, più comune nei siti rupestri della costa, i querceti a sempreverdi e a caducifoglie, i boschi ripariali accantonati nel fondo delle cave fluviali, presenta una notevole ricchezza di specie licheniche.
Una lista aggiornata dei licheni realizzata in molti anni di ricerche, dal 1926 al 2004, con indicazione di tutte le stazioni di reperimento è stata pubblicata da Grillo & Caniglia (2004). Altre indicazioni sono contenute nei lavori di Caniglia & Grillo (2005), Grillo & al. (2007 a,b e 2009) riguardanti le Grotte Palombara e Monello, le Cave di Ispica e del Prainito. A queste vanno aggiunti dati inediti derivanti da raccolte molto recenti. Sicuramente l’esplorazione lichenologica degli Iblei potrà riservare ancora numerose sorprese. La nomenclatura segue Nimis & Martellos (2003).
Questa è una guida interattiva alle specie epifite sinora note per quest’area, generata in collaborazione con il progetto europeo KeyToNature, coordinato dall’Università di Trieste. La mettiamo a disposizione delle scuole e degli appassionati di natura, sperando di invogliarli alla scoperta dell’affascinante mondo dei licheni.


Riferimenti bibliografici

Caniglia G. M., Grillo M., 2005 - Flora lichenica della Riserva Naturale integrale “Grotta Palombara” (Sicilia orientale). - Inf. Bot. It. 37, suppl. 1, parte 1: 398-399.
Grillo M., Caniglia M. G., 2004 - A check-list of Iblean Lichens (Sicily). - Flora Mediterranea 14: 219-251.
Grillo M., Caniglia G.M., Saraceno D., 2007a - Indagini lichenologiche nella riserva naturale integrale “Grotta Monello” (SR). - Soc. Bot. Ital., 102° Congresso, Palermo settembre 2007:317.
Grillo M,, Caniglia G. M., Stornello A., 2007 b- I licheni di Cava d’Ispica (Sicilia orientale). - Soc. Bot. Ital., 102° Congresso, Palermo settembre 2007: 318.
Grillo M., Cannizzaro M. A., Cataldo D., 2009 - - Biodiversità lichenica nella Cava del Prainito (Monti Iblei, Sicilia). -Soc. Bot. Ital., 104° Congresso, Campobasso, settembre 2009: 236.
Nimis P. L. & Martellos S., 2003 - A second checklist of the lichens of Italy, with a thesaurus of synonyms. - Mus. Reg. Sci. Nat. Saint-Pierre, Valle d’Aosta, Monogr. 4, 192 pp.


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free access Guida ai licheni epifiti del Bosco del Flascio (Nebrodi, Sicilia)
A guide to the epiphytic lichens of the “Bosco del Flascio” woodland (Nebrodi Mnts., Sicily)
Guida ai licheni epifiti del Bosco del Flascio (Nebrodi, Sicilia)

Pier Luigi Nimis, Maria Grillo, Daniela Cataldo
Stefano Martellos

Foto di Foto di AA.VV, dall’archivio di ITALIC - Curatore delle immagini: Andrea Moro

Questa guida ai licheni epifiti sinora noti per il Bosco del Flascio - in Sicilia - è stata preparata in collaborazione tra il Progetto Europeo KeyToNature, coordinato dall’Università di Trieste (progetto Dryades, la branca italiana di KeyToNature), ed il Dipartimento di Botanica dell’Università di Catania.
Il Bosco del Flascio è un sito di importanza comunitaria (SIC ITA070007). Ubicato sul versante meridionale dei Monti Nebrodi, si estende su un’area di ca.2950 ha, a quote comprese fra 900 e 1600 m, nell’alto bacino del fiume Flascio, ed è in gran parte gestito dall’Azienda Foreste Demaniali della Regione Sicilia. Il sito è di interesse scientifico, naturalistico e paesaggistico, con importanti boscaglie di cerro al limite meridionale di questa quercia e con interessanti ambienti umidi, tra cui i boschi ripariali dominati da pioppi e salici.
L’esplorazione lichenologica del Bosco del Flascio è ancora incompleta. Questa chiave sicuramente non include tutti i licheni presenti nell’area. Ma sicuramente include quelli più comuni od evidenti. La mettiamo in rete per i tanti “curiosi di natura”, per dar loro una mano a dare un Nome alle Cose.
Chi volesse cimentarsi nella scoperta di nuovi licheni per il Bosco del Flascio può farlo usando altre chiavi più grandi, come quella ai licheni epifiti d’Italia: http://dbiodbs.units.it/carso/chiavi_pub21?sc=120


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free access Guida ai licheni epifiti del giardino della scuola di Banne (Trieste)
A guide to epiphytic lichens growing in the garden of the school of Banne (Trieste, NE Italy)
Guida ai licheni epifiti del giardino della scuola di Banne (Trieste)

Istituto Comprensivo Altipiano di Banne (Trieste)

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos, Valentina Cassinari
Curatore dell'apparato iconografico: Andrea Moro

Foto di AA.VV., tratte dall'archivio di ITALIC

Questa è la prima guida ai licheni concepita espressamente per una scuola. Include tutte le specie di licheni che crescono sugli alberi della scuola di Banne presso Trieste.


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free access Guida ai licheni epifiti del sito SIC di Roccella Valdemone (Prov. Messina, Sicilia)
A guide to the epiphytic lichens of the protected site of Roccella Valdemone (Sicily, Prov. Messina)
Guida ai licheni epifiti del sito SIC di Roccella Valdemone (Sicilia, Prov. Messina)

Pier Luigi Nimis, Maria Grillo, Daniela Cataldo, Stefano Martellos

Foto di AA.VV - Curatore delle immagini: Andrea Moro

Il SIC Rocche di Roccella Valdemone interessa un’area di circa 865 ha in territorio di Roccella Valdemone,ameno comune della provincia di Messina.
Le quote si aggirano intorno i 1000 m, e la morfologia è piuttosto eterogenea trattandosi di un luogo adagiato lungo un crinale dove poche sono le superfici pianeggianti e molte le aree acclivi. Ci troviamo nella porzione più a sud del versante meridionale dei Nebrodi, già in territorio peloritano, al confine con le propaggini più basse del Bosco di Malabotta.
Si tratta di un bosco misto a Quercus cerris e Quercus virgilianae, cui si alternano vecchie coltivazioni di Castanea. A queste formazioni boschive si alternano interessanti stadi di degradazione rappresentati da cespuglietti e pascoli mesofili.
Ma come per molti dei boschi dei Nebrodi la presenza di coltivi e aree a pascolo limitrofe ha influenzato non poco la composizione del corteggio floristico, di fatti nel tempo molte specie nemorali sono state sostituite da specie più nitrofile tipiche appunto dei pascoli o delle radure.
La designazione del SIC priva della presenza di un organo gestore non impedisce che tutt’oggi la stessa area sia pascolata, che vengano tagliati degli alberi e non ultimo che sia, per fortuna negli ultimi tempi meno spesso, percorsa dal fuoco.
Il sito di particolare interesse naturalistico necessita di operazioni di salvaguardia più specifiche e mirate onde evitarne ulteriori condizioni di impoverimento e degradazione.


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free access Guida ai licheni epifiti dell'Orto Botanico delle Alpi Apuane
An introductory guide to the epiphytic lichens of the Alpi Apuane botanic garden
Guida ai licheni epifiti dell'Orto Botanico delle Alpi Apuane

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
Maria Ansaldi

Foto di AA.VV. dall'archivio di ITALIC

Questa guida ai più comuni licheni epifiti dell’Orto Botanico delle Alpi Apuane (Pian della Fioba, Massa Carrara, 900 m) è stata predisposta dal progetto europeo KeyToNature come strumento didattico per le scuole che visitano l’Orto. I macrolicheni si possono identificare anche senza l'uso del microscopio, mentre per i licheni crostosi è necessaria l'osservazione delle spore. La lista di specie deriva dal seguente lavoro: Loppi S., Putortì E., 2001. I licheni epifiti dell’Orto Botanico delle Alpi Apuane. Informatore Botanico Italiano, 33: 15-16.
Istituito nel 1996 per la salvaguardia e la valorizzazione della flora delle Alpi Apuane, l’Orto è dedicato al medico e botanico Pietro Pellegrini, nato a Carrara nel 1867, che dedicò gran parte della sua vita allo studio della flora apuana. L'Orto Botanico, di proprietà del Comune di Massa, viene gestito in collaborazione con le Università della Toscana.


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free access Guida ai licheni epifiti della Slovenia
A guide to the epiphytic lichens of Slovenia

Guida ai licheni epifiti della Slovenia

Pier Luigi Nimis, Franc Batič, Jana Laganis
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Foto di so last različnih avtorjev. Pridobljene so iz arhiva informacijskega sistema o italijanskih lišajih (ITALIC). - Uredil jih je: Andrea Moro

I licheni sono notoriamente delle ottime ‘sentinelle ambientali’, sensibilissimi all’inquinamento dell’aria. Per questo motivo sono stati ampiamente utilizzati per studi di biomonitoraggio, anche in Slovenia. Questa è una guida alle più comuni specie di licheni epifiti della Slovenia, concepita per dei non-specialisti: per tutti i ‘curiosi di natura’ interessati a scoprire l’interessantissimo mondo dei licheni e soprattutto per le scuole che hanno attivato progetti didattici basati sui licheni come indicatori di inquinamento: per questo abbiamo evitato per quanto possibile l’uso di caratteri visibili soltanto al microscopio.
Tuttavia questa non è una guida ‘per tutti’: chi vuole utilizzarla deve prima studiare le principali caratteristiche dei licheni e munirsi di almeno due dei reagenti comunemente usati in lichenologia: l’idrossido di potassio (K) e la varechina (C). Per imparare ad usarli e per conoscere le caratteristiche principali dei licheni (forme di crescita, isidi, soredi, pseudocifelle, etc.) rimandiamo al tutorial che è in rete in tutte le chiavi interattive ai licheni pubblicate dal progetto Dryades (www.dryades.eu).
Questa guida è stata preparata nell'ambito del Progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera), finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.


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free access Guida ai licheni per esperienze didattiche del Liceo Classico Mamiani di Roma
A guide to epiphytic lichens in the center of Rome (Liceo Classico Mamiani)
Guida ai licheni per esperienze didattiche del Liceo Classico Mamiani di Roma

Liceo Classico Statale Terenzio Mamiani, Roma

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos, Stefania Caporale, Simona Ciriaci, Mariada Muciaccia, Sonia Ravera. Curatore dell'apparato iconografico: Andrea Moro

Foto di AA.VV., tratte dall'archivio di ITALIC

Questa è una guida propedeutica a progetti di biomonitoraggio del Liceo Mamiani di Roma. Uno dei progetti - vedi pulsante qui sotto - è stato vincitore del premio Wilhelm Von Humboldt al Congress on Science in School 2005 di Berlino. L'altro progetto, relativo al Parco di Villa Borghese, è visibile all'indirizzo: http://www.liceomamiani.it/MAMIANI%20SITO%20WEB/comenius/index.html. La lista delle specie include i più frequenti licheni epifiti presenti a Roma all'interno del raccordo anulare.


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free access Guida ai macrolicheni epifiti dell'Alto Adige
A guide to the epiphytic macrolichens of South Tyrol

Guida ai macrolicheni epifiti dell'Alto Adige

Juri Nascimbene, Pier Luigi Nimis
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Foto di AA.VV. dall' archivio di ITALIC - Curatore dell'apparato iconografico: Andrea Moro

Il Trentino-Alto Adige, con più di 1580 specie, ha la flora lichenica più ricca d’Italia (Nimis 2016, Nimis & Martellos, 2016). Questa alta biodiversità è dovuta alla varietà dei substrati e del clima, e alla morfologia molto articolata. L’opera più importante sui licheni del Trentino-Alto Adige si deve a Ferdinand Arnold (1828-1901) che esplorò molte località e pubblicò i risultati nella famosa serie ‘Lichenologische Ausflüge in Tyrol’ (1868-1897). I contributi di Arnold e di altri autori, come E. Kernstock (Lichenologische Beiträge; 1890-1896) sono riportati nella flora di Dalla Torre & Sarnthein (1902). Nella prima metà del XX secolo P. Bolzon e M.Cengia Sambo pubblicarono molte nuove specie per questa regione (Nimis, 1993). Molte specie interessanti furono in seguito rinvenute da autori tedeschi, come nel caso dell’importante lavoro di Buschardt (1979) sui licheni delle valli Alpine interne, tra cui la val Venosta. Le conoscenze più recenti si riferiscomo soprattutto ad aree protette come il Parco Naturale dello Sciliar (Nascimbene, 2008) e quello delle Dolomiti di Sesto (Nascimbene et al., 2006).
I licheni epifiti sono una componente rilevante degli ecosistemi forestali, che comprende molte specie minacciate d’estinzione (Nascimbene et al. 2013). A seguito della pubblicazione di una prima checklist dei licheni epifiti del'Alto Adige (Nascimbene et al., 2007), nel 2011 è iniziata una ricerca sugli effetti di fattori climatici e gestionali sulla distribuzione dei licheni in questo territorio.
Questa guida mira a facilitare l’avvicinamento di studenti, tecnici e appassionati al riconoscimento dei macrolicheni dell'alto Adige, confidando che possa rivelarsi un utile strumento per attività didattiche, tecniche o amatoriali. La guida si limita ai macrolicheni poiché il loro riconoscimento è in genere possibile anche senza strumentazione specialistica. Per ogni specie si riportano informazioni ecologico-distribuzionali e le caratteristiche morfologiche e chimiche che facilitano il riscontro della correttezza dell’identificazione.
La guida è stata preparata nell’ambito del Progetto ‘Biodiversità, biomonitoraggio e conservazione dei licheni epifiti negli ambienti forestali della provincia di Bolzano’ finanziato dalla Ripartizione Diritto allo Studio, Università e Ricerca Scientifica della Provincia Autonoma di Bolzano e condotto dal Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste e l’Ufficio Pianificazione Forestale della Provincia di Bolzano. La nomenclatura segue Nimis (2016).

Bibliografia

Buschardt A., 1979. Zur Flechtenflora der inneralpinen Trockentäler unter besonderer Berucksichtigung des Vinschgaus. – Bibl. Lichenol., 10. 419 pp.
Dalla Torre K. W. & Sarnthein L., 1902. Die Flechten (Lichenes) von Tirol, Voralberg und Liechtenstein. Wagner. Innsbruck. 936 pp.
Nascimbene J. 2008. A lichen survey in the western Dolomites: Schlern Nature Park (S Tyrol – NE Italy). Gredleriana, 8: 75-94.
Nascimbene J., Caniglia G., Dalle Vedove M., 2006. Lichen diversity and ecology in five EU habitats of interest of the Sexten Dolomiten Natural Park (S Tyrol – NE Italy). Crypt., Myc., 27(2): 185-193.
Nascimbene J., Caniglia G., Todesco F., 2007. I licheni epifiti dell’Alto Adige (Südtirol). Gredleriana, 7: 31-62.
Nascimbene J., Nimis P.L., Ravera S., 2013. Evaluating the conservation status of epiphytic lichens of Italy: a red list. Plant Biosyst., 147: 898-904.
Nimis P.L., 1993. The Lichens of Italy. An annotated catalogue. - Mus. Reg. Sc. Nat. Torino, 897 pp.
Nimis P.L., 2016. The Lichens of Italy. A Second Annotated Catalogue. EUT, Trieste, 739 pp.
Nimis P.L., Martellos S., 2016. ITALIC 5.0 University of Trieste. http://dryades.units.it/italic/index.php


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free access Guida ai muschi acquatici d'Italia
A guide to the aquatic mosses of Italy
Guida ai muschi acquatici d'Italia

Roberta Tacchi
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Foto di Roberta Tacchi et al.

Questa guida consente l’identificazione di 87 specie di muschi acquatici e subacquatici. La lista deriva da dati di bibliografia, censimenti briofloristici lungo corsi d’acqua ed esperienze acquisite nelle campagne di campionamento compiute con Agenzie Ambientali Regionali per il monitoraggio delle macrofite acquatiche. Essa comprende sia i muschi strettamente acquatici, cioè che vivono completamente immersi, in condizioni diverse di rapidità della corrente (da turbolente a stagnante), sia quelli subacquatici, che crescono generalmente sulle sponde dei corsi d’acqua, temporaneamente inondate, con preferenze ecologiche molto ampie rispetto al grado di saturazione. Sono stati presi in considerazioni muschi che si sviluppano sulle rocce o sul terreno, mentre sono stati esclusi dalla lista quelli che crescono su tronchi o radici raggiunti dall’acqua. Le descrizioni seguono C. Cortini Pedrotti (Flora dei Muschi d'Italia vol. I 2001, e vol. II 2006) per gentile concessione dell'Autrice e di Antonio Delfino Editore. Questa guida ha carattere preliminare: ogni suggerimento e correzione è benvenuto.


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free access Guida ai più comuni alberi ed arbusti della Francia
A guide to common trees and shrubs of France

A guide to common trees and shrubs of France

Tela Botanica

Daniel Mathieu, Pier Luigi Nimis
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Images by Andrea Moro

This key to trees and shrubs of France was prepared – in collaboration with the European Project KeyToNature, coordinated by the University of Trieste - as an aid for identifying the main woody plants of France. It includes 155 taxa comprising a selection of trees and tall shrubs found in France, both in the wild and in parks. Excluded are rare trees found in botanical gardens, trees growing in inaccessible environments (mountains) or very uncommon species, as well as shrubs and small suffrutescent plants (such as cysts or rosemary). Our key includes 139 angiosperms and 16 gymnosperms. The list was compiled based on a selection from the three volumes of the ‘flore forestière française’ by C. Rameau, D. Mansion, G. Dumé, C. Gauberville, published by the l’Institut du Développement Forestier (IDF) between 1989 and 2008, and was supplemented by some introduced trees described in the projects ‘Pl @ ntScan’ and Observatory and ‘Observatoire des saisons’.


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free access Guida ai più comuni licheni epifiti dell'Armenia
A guide to common epiphytic lichens of Armenia
A guide to common epiphytic macrolichens of Armenia

Arsen Gasparyan, Pier Luigi Nimis
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Images by Various Authors, from the archive of ITALIC (species). Images of characters by Andrea Moro

This identification key includes 51 species of common epiphytic macrolichens of Armenia, occurring in the temperate forests of Northern Armenia and in open, arid woodlands in the South of the Country. The guide was designed for educational, research and ecotourism purposes and includes an illustraded and annotated dichotomous key, which is also available on mobile devices (iOS and Android) via the App KeyToNature. The key has been created using program FRIDA (Martellos 2010, Martellos & Nimis 2015) at the Department of Life Sciences of the University of Trieste (Italy) in cooperation with the Young Biologists Association NGO (Armenia), in the framework of the Project Lichen Conservation and Education Initiative in Armenia, supported by the Rufford Foundation.

References

Gasparyan A. H. & Ghaltaghchyan Ts. K. (2013). Proposed standard designations in Armenian for lichens occurring in the Republic of Armenia. — Fl. Medit. 23: 105-116.
Martellos S. (2010) - Multi-authored interactive identification keys: The FRIDA (FRiendly IDentificAtion) package - Taxon 59 (3): 922-929.
Martellos S., Nimis P.L. (2015) - From Local Checklists to Online Identification Portals: A Case Study on Vascular Plants . – PLOSone, DOI: 10.1371/journal.pone.0120970


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free access Guida al riconoscimento delle farfalle diurne del monte S. Simeone (UD)
A guide to the butterflies of M. S. Simeone (NE Italy)
Guida al riconoscimento delle farfalle diurne del monte S. Simeone (UD)

Enrico Bonivento
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Foto di Enrico Bonivento

Questa è una guida alle farfalle diurne del monte S. Simeone (UD), che include 107 taxa infragenerici. Essa è stata creata nell’ambito del progetto europeo KeyToNature, coordinato dall’Università di Trieste. La guida si rivolge in primo luogo alle scuole, agli appassionati di natura ed a tutti coloro che vogliono conoscere e proteggere le farfalle autoctone. Partendo da caratteri molto semplici, come il colore di fondo delle ali, attraverso caratteri via via più complessi, si giunge al riconoscimento della singola specie, corredata da una foto e da una scheda che ne descrive le principali caratteristiche.

Il M. S. Simeone, nelle Prealpi Friulane, si trova tra la depressione del lago di Cavazzo ed il letto del fiume Tagliamento. Esso presenta peculiari caratteristiche che ne fanno un habitat ideale per le farfalle: la combinazione di microclimi determina su quest’unica montagna una ricca sintesi di fauna e flora. In particolare il M. S. Simeone è famoso per la sua ricchissima fauna lepidotterologica, tanto che viene spesso definito ‘il Monte delle farfalle’.

Questa guida potrà divenire un utile strumento per la “Casa delle Farfalle” di Bordano, sita ai piedi del M. S. Simeone. Oltre alle ampie serre climatizzate che coprono 1000 metri quadrati, la Casa delle Farfalle comprende diverse mostre tematiche, un giardino esterno per le farfalle autoctone, un centro didattico con laboratori, aree video e postazioni interattive per giocare, imparare e confrontarsi su ciò che si è appreso.

L’autore ringrazia il Prof. Pier Luigi Nimis ed il Dr. Stefano Martellos (Università di Trieste) ed il Dr. Francesco Barbieri (Casa delle Farfalle di Bordano) per gli utili consigli. Un particolare ringraziamento va anche al Museo di Storia Naturale di Venezia, che ha messo a disposizione le sue collezioni per la creazione dell’archivio di immagini.


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free access Guida al riconoscimento delle farfalle diurne dell'Oasi di Ninfa (Lazio, Prov. di Latina)
A Guide to the Butterflies of the Oasi di Ninfa reserve (Latium, Province of Latina)
Guida al riconoscimento delle farfalle diurne dell’Oasi di Ninfa

Enrico Bonivento, Valerio Sbordoni
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Foto di AA.VV., dall’archivio iconografico del Progetto Dryades

Questa è una guida alle farfalle diurne presenti in un raggio di 10 Km attorno all’Oasi di Ninfa (LT), che include 108 specie. La check-list è stata estratta dalla banca dati dell’Osservatorio Regionale per la Biodiversità del Lazio (OBL, www.obl.uniroma2.it).
La guida si rivolge in primo luogo alle scuole, agli appassionati di natura ed a tutti coloro che vogliono conoscere e proteggere le farfalle autoctone. Partendo da caratteri molto semplici, come il colore di fondo delle ali, attraverso caratteri via via più complessi, si giunge al riconoscimento della singola specie, corredata da foto e da una scheda che ne descrive le principali caratteristiche.
ll giardino di Ninfa è stato dichiarato Monumento Naturale dalla Regione Lazio nel 2000 al fine di tutelare il giardino storico di fama internazionale, l’habitat costituito dal fiume Ninfa, lo specchio lacustre da esso formato e le aree circostanti che costituiscono la naturale cornice protettiva dell’intero complesso.
Una prima versione di questa è stata creata in collaborazione con il Progetto Dryades del Dipartimento di Scienze della Vita dell'Università di Trieste, in occasione del BioBlitz Italia 2013. La presente versione è stata aggiornata per poter essere usata anche nell'ambito del progetto CSMON-LIFE (LIFE13 ENV/IT/842, http://www.csmon-life.eu).
Gli autori ringraziano il Prof. Pier Luigi Nimis e il Dott. Stefano Martellos (Università di Trieste), e la Prof.Donatella Cesaroni e il Dott. Stefano De Felici (Università Tor Vergata di Roma) per il sostegno e la collaborazione al progetto. Un particolare ringraziamento va anche ai Musei di Storia Naturale di Lubiana e di Venezia e alle Collezioni zoologiche dell'Università Tor Vergata di Roma per il contributo all'allestimento dell'archivio di immagini.


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free access Guida all'identificazione dei licheni epifiti dell'Etna
A key to the epiphytic lichens of Mt. Etna (Sicily)
Guida all'identificazione dei licheni epifiti dell'Etna

Dipartimento di Botanica, Università degli Studi di Catania.

Pier Luigi Nimis, Maria Grillo, Giovanna Caniglia, Stefano Martellos.
Curatore dell'apparato di immagini: Andrea Moro

Foto di AA.VV., tratte dalll'archivio di ITALIC

Questa guida ai licheni epifiti sinora noti per il territorio etneo è stata prodotta in collaborazione con il progetto europeo KeyToNature/Dryades, coordinato dall'Università di Trieste.
Il Monte Etna, un vulcano alto quasi 3400, ha un perimetro basale di 250 km ed una superficie complessiva di circa 1300 kmq. Comprende diverse colate laviche più o meno sovrapposte e di età variabile; alcune sono molto antiche.
Il clima cambia con la quota, ma mantiene sempre il carattere mediterraneo. Le precipitazioni sono più abbondanti sul versante orientale che è più umido per la vicinanza del mare.
La vegetazione mostra una distribuzione zonale. Adottando lo schema proposto da Poli Marchese (1991) si distinguono tre piani altitudinali: mediterraneo basale, dalla costa fino a ca.1500 m; montano mediterraneo tra 1500 e i 2300 m; altomediterraneo tra 2100 e 2500 m; oltre c’è il deserto vulcanico.
Buona parte della superficie rientra nel Parco naturale dell’Etna, nel Parco fluviale dell’Alcantara e nel Parco naturale dei Nebrodi.
I dati sinora pubblicati per i licheni (v. bibliografia), sono stati riuniti in una banca dati. Le stazioni più ricche di specie epifite sono: Valle del Cerro sul versante NE; M. Gallo e M. Intraleo, M. Nespole, bosco Filiciusa-Milia sul versante O; Pineta di Biancavilla sul versante SO; zone di Nicolosi e di Pedara-Tarderia sul versante SE (Grillo & Falco Scampatelli, 2003).

Bibliografia

Caniglia G.M., Grillo M. - 2001 - Studio di licheni epifiti in centri urbani circumetnei. Arch. Bot. Ital., 7 (2): 3-10.
Caniglia G.M., Grillo M. - 2002 - Licheni nuovi o rari in Sicilia. Inf. Bot. It. 2002, 2: 57-60.
Caruso S. - 1900 - Primo contributo alla lichenologia della Sicilia. Atti Acc. Gioenia Sc. Nat. Catania, ser. 4, 13: 2-25.
Clochiatti R., Carrot F., Michel A., Grasso M.F., Grillo M. - 2002 - Les lichens de l’Etna e d’Auguste enregistrateurs potentiels de la pollution atmospherique liée aux activitès volcaniques et anthropogeniques. Ecologia Mediterranea, 28 (2): 65-73.
Grillo M. - 1988 - A study on the lichen flora and vegetation of the Nuova Gussonea Botanic Garden (Mount Etna, Sicily). Giornale Botanico Italiano, 122, 5-6: 267-273.
Grillo M., Caniglia G. - 1988 - Florula lichenica del versante sud-occidentale del’Etna. 1°. Arch. Bot. Ital., 64 (3-4): 142-169.
Grillo M., Caniglia G. - 1989 - The lichens of Mount Etna (Sicily, Italy) 6th OPTIMA meeting, Delphi, 10-16 Sept. 1989. Botanika Chronica, 10: 127-129.
Grillo M., Cataldo D. - 2008 - Licheni come bioindicatori nei SIC Bosco di S. Maria La Stella e Bosco di Linera (Catania, Sicilia). (Messina, Sicilia nord-orientale). Quad. Bot. Ambient. Appl., 19: 121-124.
Grillo M., Cristaudo A. – 1992 - Vegetazione lichenica epifita dei Noccioleti nella Sicilia orientale. Giornale Botanico Italiano, 126, 2: 450
Grillo M., Cristaudo A. - 1995 - Flora e vegetazione lichenica epifita su Corylus avellana L. in colture della Sicilia. Allionia: 131-151.
Grillo M., Falco Scampatelli M. - 2003 - I licheni epifiti dell’Etna. Soc. Bot. Ital., 98° Congresso, Catania, settembre 2003: 243
Poli Marchese E., Razzara S., Grillo M., Galesi R. - 1998 - Indagine floristica e restauro conservativo dell’Abbazia S. Nicolò l’Arena di Nicolosi (Etna). Acc. Gioenia Sc. Nat. Catania, 23 (335): 707-720.
Tornabene F. - 1848-1849 - Lichenographia Sicula. Atti Acc. Gioenia Sc. Nat. Catania, ser. 2, 5: 1-63, ser 2, 6: 63-152.
Tornabene F. - 1889-1892 - Flora Aetnea. Catania.
V.D. Boom P.P.G. - 1992 - Contribution to the lichen flora of Sicily (Italy). Cryptogamie, Bryol. Lichénol., 13 (2): 93-103.
Von Brackel W. - 2008 - Phoma ficuzzae sp. nov. and some other lichenicolous fungi from Sicily, Italy. Sauteria, 15: 103-120.


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free access Guida all'identificazione delle farfalle diurne dell'Italia nord-orientale
A guide to the butterflies of North-Eastern Italy
Guida all'identificazione delle farfalle diurne dell'Italia nord-orientale

Bertollo S. & Bonato L.

Foto di AA.VV.

La chiave è applicabile in un'ampia parte dell'Italia nord-orientale, includendo le regioni Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, parte della Lombardia e dell’Emilia-Romagna (vedi “Area greografica”). Comprende tutte le specie di Ropaloceri (Papilionoidea, Hesperioidea) per le quali è nota almeno una segnalazione in quest’area (vedi “Lista delle specie”).

I caratteri scelti permettono l’identificazione anche di individui non raccolti ma solamente osservati o fotografati in natura. Sono stati quindi utilizzati caratteri riguardanti le ali (colore, forma, dimensione) e le antenne (colore e posizione).

Con i soli caratteri considerati dalla chiave alcune specie non sono distinguibili, poiché è necessario esaminare accuratamente esemplari raccolti, spesso tramite dissezione anatomica. Per questi gruppi di specie simili (vedi “Lista delle specie”) sono comunque indicate nella bibliografia (vedi “Bibliografia”) le pubblicazioni utili per la loro identificazione.

La chiave si struttura in 3 percorsi fin dalla prima dicotomia, sulla base della possibilità di osservare e valutare i caratteri solo della faccia superiore delle ali, solo di quella inferiore o di entrambe le facce. Quando si possono valutare solo la faccia superiore o solo quella inferiore non è sempre possibile identificare le specie, in questi casi si giunge ad un gruppo di specie non distinguibili.

La chiave considera anche le varianti di colore più comuni delle specie e la possibilità di errore o valutazione soggettiva da parte dell'utente.

Per ogni specie, quando si giunge all’identificazione, sono visualizzabili informazioni sintetiche sulla biologia, ecologia, distribuzione e frequenza nell’Italia nord-orientale.
I vocaboli tecnici utilizzati sono descritti nel Glossario illustrato (vedi “Glossario”).
La metodologia adottata nella costruzione della chiave è descritta in modo dettagliato in Bertollo & Bonato (in stampa).

Gli autori ringraziano: Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos e Antonella Miola per aver sostenuto la realizzazione della chiave; i Musei di Storia Naturale di Venezia, di Verona e di Lubiana per aver messo a disposizione le collezioni per l’illustrazione di alcune specie; tutti coloro che hanno concesso l'utilizzo di fotografie (Katia Bettiol, Renato Bonato, Luca Boscain, Vito Buono, Giuseppe Cagnetta-https://sites.google.com/site/lefarfalledellapuglia, Ernesto Cavallini, Tatjana Čelik, Aldo de Bastiani, Imaire de Poli, Darko Fekonja, Mauro Fioretto, Robin Fox, Silvia Fusaro, Simon Kovačič, Borut Kumar, Alessandro Maculan, Corinna Marcolin, Alessandro Margnetti, Fabio Moretto, Pino Perino-www.actaplantarum.org, Slavko Polak, Elisabetta Rossi di Schio, Luca Sattin, Ignac Sivec, Tomi Trilar, Marco Uliana, Enzo Valmassoi, Elena Zamprogno); tutti coloro che hanno contribuito in altro modo (Sebastiano Andreatta, Stefano Beretta, Elisa Cenci, Flavia Gallo, Giuseppe Ganeo, Sara Lefosse, Veronica Pedron, Camilla Spagnol, Sara Tellatin).


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free access Guida alla Flora del Friuli Venezia Giulia
A guide to the flora of the Friuli Venezia Giulia region (NE Italy)
Guida alla Flora del Friuli Venezia Giulia

Pier Luigi Nimis, Andrea Moro, Stefano Martellos
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Foto di Andrea Moro

Questa è una guida interattiva all'intera flora della Regione Friuli Venezia Giulia, che comprende più di 3300 taxa infragenerici. La guida è stata preparata in primo luogo per gli studenti del Corso di Botanica Sistematica dell'Università di Trieste, ed è ancora i fase di test e correzione. Il suo completamento è previsto per la fine del 2017. Chi volesse suggerire miglioramenti o correzioni è pregato di scrivere al Prof. Nimis (nimis@units.it).


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free access Guida alla flora alofila dei litorali del Friuli Venezia Giulia
A guide to the halolphytic flora of the Northern Adriatic coast
Guida alla flora alofila dei litorali del Friuli Venezia Giulia

Pier Luigi Nimis, Elena Pittao, Alessandro Moret
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Foto di Andrea Moro

Questa è una guida interattiva all’identificazione delle principali piante alofile dei litorali del Friuli-Venezia Giulia, con particolare riguardo a quelli sedimentari della Laguna di Grado e di Marano. La guida comprende 107 specie, ed è stata preparata come ausilio per le escursioni dei corsi di Botanica dell’Università di Trieste e per i numerosi turisti interessati a scoprire autonomamente la biodiversità degli ambienti lagunari. La guida include sia piante strettamente alofile, che le più comuni piante in grado di tollerare terreni subsalsi e che a volte si rinvengono assieme alle prime in ambienti disturbati. La distribuzione regionale delle specie è ricavabile da Poldini (2002), la descrizione dettagliata delle associazioni vegetali è in Pignatti (1966) e Poldini et al. (1999).
La guida è stata realizzata nell'ambito del progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera), finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.

Bibliografia

Pignatti S. - La vegetazione alofila della Laguna Veneta. - Memorie dell´Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti 33, 1: 1-174, 1966.
Poldini L. – Nuovo Atlante corologico delle piante vascolari nel Friuli Venezia Giulia. – Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Udine, 529 pp., 2002.
Poldini L., Vidali M., Fabiani M.L. - La vegetazione del litorale sedimentario dell´Alto Adriatico con particolare riguardo al Friuli-Venezia Giulia (NE Italia) - Studia Geobotanica 17: 3-68, 1999.


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free access Guida alla flora alofila e psammofila dei litorali nordadriatici
A guide to the flora of sand dunes and salt marshes of the N-Adriatic coasts
Guida alla flora alofila e psammofila dei litorali nordadriatici

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
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Foto di Andrea Moro

Questa guida alla flora delle dune sabbiose e della vegetazione alofila dei litorali nordadriatici (dalla Slovenia alla Romagna), è stata creata per un'escursione degli studenti del Corso di Botanica Sistematica di Scienze Biologiche dell'Università di Trieste al Lido di Venezia nell'estate del 2009. Comprende 229 specie e si limita alle piante che crescono sulle dune e sulle barene. La lista di specie è stata tratta dalla sintesi vegetazionale di Poldini et al. (1999), con poche aggiunte.
E' una guida fatta in fretta per l'escursione. Chi volesse migliorarla segnalando errori è benvenuto: scriva a nimis@units.it
Bibliografia
Poldini L., Vidali M., Fabiani M.L. - La vegetazione del litorale sedimentario dell´Alto Adriatico con particolare riguardo al Friuli-Venezia Giulia (NE Italia) - Studia Geobotanica 17: 3-68, 1999.


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free access Guida alla flora degli stagni temporanei della Sardegna
A guide to the vascular plants of the temporary ponds of Sardinia (Italy)

Guida alla flora degli stagni temporanei della Sardegna

Pier Luigi Nimis, Simonetta Bagella, Maria Carmela Caria, Rossella Filigheddu, Andrea Moro, Elena Pittao, Stefano Martellos
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Foto di Andrea Moro

Gli stagni temporanei mediterranei sono piccoli corpi idrici di acqua dolce alimentati quasi esclusivamente da acqua piovana per cui hanno carattere effimero e strettamente dipendente dal regime pluviometrico annuale e ospitano una flora peculiare. In queste condizioni instabili e imprevedibili si sviluppa una flora esclusiva e altamente specializzata che include numerose specie rare e di interesse per la conservazione, indicata come 'flora nana' per enfatizzare le piccole dimensioni delle specie. Le specie dominanti, quelle annuali, presentano un ciclo vitale breve e la capacità di fiorire con apparati vegetativi ridotti e fruttificare anche entro poche settimane dopo la germinazione. Producono inoltre molti semi che germinano in maniera opportunistica assicurando la sopravvivenza della specie anche durante le annate particolarmente sfavorevoli. Caratteristiche sono anche le piccole geofite a crescita lenta e stress tolleranti (es. Isoëtes sp. pl.). Assieme a questa flora altamente specializzata gli stagni temporanei ospitano anche specie igrofile e acquatiche più generaliste e specie opportunistiche terrestri che compaiono soprattutto nelle aree periferiche e si diffondono verso l’area centrale durante i periodi di secca.
Nel bacino del Mediterraneo gli stagni temporanei sono indicati tra gli habitat di maggiore interesse biologico e biogeografico. La Direttiva Habitat li riconosce come habitat di interesse comunitario, includendoli nel gruppo delle acque dolci stagnanti con i codici 3120, 3130 e 3170*.
In Sardegna gli stagni temporanei mediterranei, localmente indicati come paulis o pischinas, sono localizzati principalmente nei tavolati e nelle aree pianeggianti a quote comprese tra 10 e 1200 m, in condizioni bioclimatiche da meso-mediterranee (temperatura media annuale: 15 °C, precipitazione annuale: 946 mm) a temperato-submediterranee (temperatura media annuale: 10 °C, precipitazione annuale: 1000 mm). Occupano piccole depressioni su suoli idromorfi e su substrati rocciosi impermeabili e poco drenanti (es. granito). La profondità massima dell’acqua varia in rapporto alla morfologia del substrato e spesso, nonostante le dimensioni ridotte, è possibile riconoscere una zonazione della vegetazione in tre fasce: una esterna, una intermedia e una centrale.
Il paesaggio vegetale circostante è diversificato in relazione alla quota e al tipo di substrato: boschi neutro-acidofili a quercia da sughero (Quercus suber), in molti casi convertiti in pascoli arborati, sui tavolati; boschi di querce caducifoglie dominati da quercia di Sardegna (Q. ichnusae) sui substrati non carbonatici della Sardegna centro-settentrionale; boschi edafo-mesofili sempreverdi misti (Q. ilex, Q. suber) nelle aree pianeggianti. L’uso del territorio è caratterizzato da attività agro-pastorali estensive che contribuiscono alla conservazione degli stagni temporanei controllando i processi di colonizzazione della vegetazione arborea e arbustiva.
L’elenco floristico utilizzato come base per la realizzazione di questo strumento di identificazione è stato creato nell’ambito del progetto 'Piante vascolari, briofite e fauna acquatica degli stagni temporanei mediterranei della Sardegna: biodiversità, ecologia e conservazione' (Acronimo: 'Paulis'), finanziato dalla Regione della Sardegna - Legge Regionale 7 agosto 2007, n. 7: 'promozione della Ricerca Scientifica e dell’innovazione tecnologica in Sardegna'.
I rilievi di campo sono stati integrati con dati bibliografici e informazioni derivate da campioni d’erbario delle Università di Cagliari (CAG), Firenze (FI), Sassari (SS e SASSA) e Torino (TO). Nell’elenco sono state incluse tutte le entità fino ad oggi rinvenute negli stagni temporanei della Sardegna, comprese alcune entità arbustive e arboree che colonizzano questi habitat specialmente nelle aree non più utilizzate per attività agro-pastorali estensive.


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free access Guida alla flora dei Colli Euganei
A guide to the flora of the Euganean Hills (NE Italy)
Guida alla flora dei Colli Euganei

Pier Luigi Nimis, Rizzieri Masin, Corrado Tietto, Sebastiano Andreatta,
Antonella Miola, Mariacristina Villani, Stefano Martellos

Foto di Andrea Moro

I Colli Euganei ospitano una flora notoriamente ricca e interessante, che ha attirato l’attenzione dei botanici sin dagli albori di questa disciplina. Questa è una guida all’identificazione di tutte le specie sinora note per il comprensorio dei Colli Euganei allo stato spontaneo, sia quelle autoctone sia quelle a carattere avventizio. La lista delle piante incluse nella guida si basa sulla prima checklist moderna delle piante vascolari dei Colli Euganei (Masin & Tietto 2005) e sulle successive integrazioni (Masin & Tietto 2005; Antonucci & al. 2007; Guiggi & al. 2007; Banzato & al. 2011; Masin & Scortegagna 2011). Si ringrazia il Dr. Alex Guiggi per la revisione della parte dedicata al genere Opuntia (v. anche Guiggi 2008, 2010).
La guida, che sarà presto disponibile anche per strumenti mobile, è stata concepita come un aiuto per i visitatori del Parco dei Colli Euganei e come strumento didattico per le scuole del territorio euganeo. Essa fa seguito a quella alle piante legnose di recente pubblicazione (Nimis & al. 2012).
Questa versione della guida è ancora in corso di correzione ed elaborazione: saremmo grati a tutti quelli che volessero segnalarci errori, omissioni o qualsiasi suggerimento per migliorarla ulteriormente (scrivere a nimis@units.it).
La guida è stata creata attraverso una collaborazione tra il Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste e il Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova nell’ambito del progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera), finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e dai fondi nazionali.

Bibliografia

Banzato M., Bettella G., Bertani G., Camuffo A., Casarotto N., Dal Lago A., Favaro G., Gruppo di ricerche storico ambientali Il Basilisco, Lasen C., Masin R., Pellegrini B., Pompei S., Scanferla F., Scortegagna S., Tasinazzo S., Tomasi D., Trombin D., Vigato L., Zampieri A., (2010) 2011 – Segnalazioni floristiche venete: 395-460. - Natura Vicentina, 14: 57-87.
Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C., 2005 - An annotated checklist of the Italian Vascular Flora. - Palombi ed., Roma, pp. 420
Antonucci S., Bellio M., Benetti G., Franchin F., Bertani G., Cassanego L., Fantini A., Masin E., Masin M., Masin R., Mazzetti G., Pellegrini B., Ponchia R., Rossi di Schio E., Scortegagna S., Tietto C., Tomasi D., Villani M., Zampieri A., Zilio M., 2007 – Segnalazioni floristiche venete: 263-345. - Natura Vicentina, 11: 159-196.
Guiggi A., 2008 - Catalogo delle Cactaceae naturalizzate in Italia con osservazioni tassonomiche, nomenclaturali e corologiche. - Riv. Piem. St. Nat., 29: 103-140.
Guiggi A., 2010 - Addenda et corrigenda al catalogo delle Cactaceae naturalizzate in Italia. - Riv. Piem. St. Nat., 31: 35-54.
Guiggi A., Tietto C., Masin R., 2007 – Notulae alla checklist della Flora Vascolare Italiana 3(1267-1310): 1283. - Informatore Botanico Italiano, 39(1): 242.
Masin R., Tietto C., 2005 - Flora vascolare della provincia di Padova (Italia nord-orientale) - Natura Vicentina, 9: 7-103.
Masin R., Tietto C., 2005 - Flora dei Colli Euganei e della pianura limitrofa. - SAPI ed., Padova, 120 pp.
Masin R., Scortegagna S., (2011) 2012 - Flora alloctona del Veneto centro-meridionale (province di Padova, Rovigo, Venezia e Vicenza – Veneto- NE Italia). - Natura Vicentina 15: 5-54.
Nimis P.L., Masin R., Tietto C., Andreatta S., Miola A., Villani M., Martellos S., Moro A. (2012) - Guida alle piante legnose dei Colli Euganei - EUT, Edizioni Università di Trieste, ISBN 978-88-8303-485-5, 158 pp.


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free access Guida alla flora dei pascoli arborati di Berchidda-Monti (Sardegna, Prov. di Olbia-Tempio)
A guide to the flora of the meadows of Berchidda-Monti (N Sardinia, Italy)
Guida alla flora dei pascoli arborati di Berchidda-Monti (Sardegna, Prov. di Olbia-Tempio)

Pier Luigi Nimis, Simonetta Bagella, Maria Carmela Caria, Rossella Filigheddu, Ivo Rossetti, Andrea Moro, Stefano Martellos
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Foto di Andrea Moro

I pascoli arborati sono formazioni erbacee seminaturali o coltivate caratterizzate dalla presenza di alberi isolati o riuniti in piccoli gruppi. Nel territorio di Monti-Berchidda la componente arborea è rappresentata principalmente da Quercus suber L. Queste formazioni, che rappresentano uno dei più estesi sistema agro-forestali del Mediterraneo, sono considerate un habitat di interesse comunitario (Habitat 6310 - Dehesas con Quercus spp. sempreverdi). La componente erbacea è molto ricca e diversificata e include numerose specie di interesse foraggero. L’analisi della flora vascolare dei pascoli arborati di Monti-Berchidda ha consentito di creare, nell’ambito del progetto ‘Ichnusa Bubula’, un elenco floristico che è stato utilizzato come base per la realizzazione di questa guida. Il progetto è finanziato dalla Regione Autonoma della Sardegna nell’ambito della misura 124 del PSR.
Questa guida, ancora del tutto preliminare, è stata predisposta per essere saggiata durante una campagna di rilevamento nella primavera-estate del 2014 da parte di docenti e studenti dell’Università di Sassari. La versione definitiva è prevista per l’autunno 2014.


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free access Guida alla flora dei vigneti del territorio DOCG Conegliano-Valdobbiadene
A guide to the flora of the wineyards of the Conegliano-Valdobbiadene area (Veneto, NE Italy)
Guida alla flora dei vigneti del territorio DOCG Conegliano-Valdobbiadene

Pier Luigi Nimis, Juri Nascimbene, Diego Ivan, Valentina Casagrande, Michela Zottini
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Foto di Andrea Moro

Negli ultimi decenni le aree sottoposte a pratiche agricole intensive hanno subito una forte perdita di biodiversità. La conservazione della biodiversità nei sistemi agrari è tra i fattori di primaria importanza per migliorare la qualità della vita attraverso i molteplici servizi forniti dagli ecosistemi. Questo principio si sta affermando anche nel settore vitivinicolo del Veneto in cui sempre più si sente l’esigenza di coniugare la produzione del vino con la qualità dell’ambiente di coltivazione. In questo quadro, la biodiversità vegetale è un fattore determinante per la funzionalità del paesaggio agrario, dal momento che fornisce rifugio e fonte alimentare a molti organismi, tra cui anche alcuni utili per la difesa dei vigneti dai patogeni.
Le dinamiche influenzate dall’intensificazione della viticoltura hanno contribuito a modellare il paesaggio del Conegliano-Valdobbiadene DOCG dando origine ad un mosaico composto di terreni coltivati e habitat semi-naturali che tuttavia, nel corso dei decenni, ha subito un pattern di progressiva semplificazione. Recenti ricerche sulle piante erbacee spontanee dei vigneti (Nascimbene et al., 2013) hanno messo in evidenza che sia le condizioni topografiche sia l’intensità della gestione influenzano la biodiversità vegetale. Nel complesso, i risultati di queste esperienze supportano l’idea che i vigneti possano non solo essere importanti elementi funzionali per la produzione agricola, ma possano rappresentare anche delle vere e proprie infrastrutture verdi utili a perseguire finalità conservazionistiche in linea con le indicazioni di Natura 2000 e con la Biodiversity Strategy.
La presente guida è stata realizzata nell’ambito del progetto Endoflorvit 'Flora spontanea e microorganismi endofiti nel vigneto: sviluppo di un sistema agricolo che valorizzi e salvaguardi la biodiversità all’interno del territorio del Conegliano-Valdobbiadene ' finanziato dal PSR 2007-2013 del Veneto, Misura 124. La checklist floristica su cui si basa la guida deriva da ricerche di tipo ecologico-applicativo che hanno riguardato sia l’ambiente di vigneto sia gli habitat semi-naturali (margine di bosco e prati aridi) attigui ai vigneti. Non si tratta quindi di una checklist esaustiva dell’area del Conegliano-Valdobbiadene DOCG, ma di una base rappresentativa delle principali specie vegetali che si possono incontrare nei vigneti e negli habitat semi-naturali ad essi attigui. Lo scopo della guida è quello di fornire uno strumento utile a conoscere e valorizzare il patrimonio di biodiversità vegetale dell’area del Conegliano-Valdobbiadene DOCG, utilizzabile per attività tecniche, didattiche e amatoriali.

Bibliografia

Nascimbene J., Marini L., Ivan D., Zottini M. 2013. Management intensity and topography determined plant diversity in vineyards. PloSONE. 8(10): e76167.


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free access Guida alla flora del Parco Nazionale del Triglav (Slovenia)
A guide to the flora of the Triglav National Park (Slovenia)

Guida alla flora del Parco Nazionale del Triglav (Slovenia)

Pier Luigi Nimis, Nejc Jogan, Jana Laganis, Špela Novak,Andrea Moro, Alenka Petrinjak, Stefano Martellos
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Foto di Andrea Moro

Il Parco Nazionale del M. Tricorno (Triglav) si trova nelle Alpi Orientali (Slovenia nordoccidentale) e comprende buona parte delle Alpi Giulie. Il territorio è compreso tra 200 e 2863 m (la vetta del M. Triglav/Tricorno) e la diversità geomorfologica è ricca: le valli fluviali alpine sono per lo più abitate e occupate da seminativi e da alcuni ben conservati lembi di foreste planiziali e di aree umide. Le pendici dei monti esposte a sud sono coperte da vegetazione submediterranea, quelle esposte a nord fanno sì che frammenti di vegetazione subalpina possano prosperare anche 1000 m al di sotto della loro zona naturale. I massicci principali sono di natura calcarea e ospitano una grande diversità floristica, anche se mancano o sono molto rari alcuni taxa comuni su substrati silicei. Vi sono infatti pochissimi luoghi con substrati silicei acidi veri e propri, come presso la fascia subalpina del M Mangart. I boschi termofili di quote basse sono dominati dal carpino nero, mentre la fascia montana è dominata da boschi di faggio, che verso l’alto si trasformano in peccete; la fascia subalpina è dominata da larice e pino mugo. Ricchissime di specie sono le praterie alpine al di sopra dei 2000 m, dove si possono ricontrare anche più di 100 specie in un singolo prato. Anche la vegetazione delle zone umide è ricca e variegata intorno ad alcuni laghi glaciali, negli alvei e sulle sponde ghiaiose dei fiumi (soprattutto dell’Isonzo), in diverse paludi sparse, nelle torbiere basse e in una dozzina di antiche torbiere alte. Le parti meridionali e occidentali del Parco mostrano chiaramente gli effetti dell’impatto climatico proveniente dal Mediterraneo, con precipitazioni annue che nella porzione occidentale possono superare di molto i 3000 mm, circa il doppio rispetto alle parti orientali del territorio.
La flora del Parco è molto ricca, con circa 1400 taxa infragenerici registrati sinora (oltre il 40% dell’intera flora slovena). Alcune specie sono estremamente rare o sono state osservate solo poche volte come avventizie casuali, e d'altra parte vi sono anche taxa appartenenti a gruppi tassonomicamente molto difficili che solo pochi specialisti sono in grado di riconoscere. Questa chiave include più del 90% dell’intera flora del Parco, tra cui tutte le specie più comuni e diffuse, più molti taxa meno comuni ma facilmente riconoscibili. Chi volesse cimentarsi con l’esplorazione dei gruppi più difficili, non inclusi in questo portale, può utilizzare opere come ‘Mala flora Slovenije’ (Martinčič & al. 2007), Gradivo za Atlas flore Slovenije (mappe di distribuzione per 3200 taxa, Jogan & al. 2001) e Flora Alpina (Aeschimann & al. 2004).
Questa quida è stata creata in collaborazione tra il Dipartimento di Scienze della Vita dell'Università di Trieste (Italia) ed il Parco Nazionale del Triglav (Slovenia), nell’ambito del Progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera), finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.

Bibliografia

Aeschimann, D. & al., 2005: Flora Alpina 2. Haupt Verlag, Bern, Stuttgart, Wien. 1188 pp.
Jogan, N. (ed.), T. Bačič, B. Frajman, I. Leskovar, D. Naglič, A. Podobnik, B. Rozman, S. Strgulc Krajšek & B. Trčak, 2001: Gradivo za Atlas flore Slovenije. Center za kartografijo favne in flore, Miklavž na Dravskem polju. 443 pp.
Martinčič, A., T. Wraber, N. Jogan, A. Podobnik, B. Turk, B. Vreš, V. Ravnik, B. Frajman, S. Strgulc Krajšek, B. Trčak, T. Bačič. M. A. Fischer, K. Eler & B. Surina, 2007: Mala flora Slovenije. 4. izd. Tehniška založba Slovenije, Ljubljana. 845 pp.


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free access Guida alla flora del Parco Nazionale dell'Asinara (Sardegna, SS)
A guide to the flora of the Asinara National Park (Sardinia, Province of Sassari)

Guida alla flora del Parco Nazionale dell'Asinara (Sardegna, SS)

Pier Luigi Nimis, Simonetta Bagella, Emmanuele Bocchieri, Tiziano Idini, Stefano Martellos, Andrea Moro, Stefania Pisanu, Elena Pittao, Rossella Filigheddu
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Foto di Andrea Moro

Questa è una guida interattiva alla flora dell’Isola dell'Asinara, nell'estrema parte nord-occidentale della Sardegna. L'Isola ha forma allungata in direzione sud-ovest/nord-est con costa a falesia nella parte occidentale e coste basse con piccole insenature sabbiose nella parte orientale, con uno sviluppo costiero di circa 100 km, una superficie di 51,92 km2, una lunghezza massimadi 17,5 km, un’ampiezza massima di 6,5 km e un’ampiezza minima di circa 250 m. Dal punto di vista amministrativo ricade nel Comune di Porto Torres (SS).
Il substrato geologico prevalente è di natura metamorfica di origine paleozoica, ma sono presenti degli affioramenti granitici nel settore centro-meridionale e nell'estremo settore nord-orientale e formazioni alluvionali e sedimentarie confinate in piccole aree. I rilievi principali sono Punta della Scomunica (408 m), Punta Maestra Serre (391 m) Punta Maestra di Fornelli (265 m); il reticolo idrografico è molto scarso e a regime torrentizio: è presente un unico ruscello perenne chiamato Rio di Baddi Longa. Il bioclima è di tipo Oceanico Pluvistagionale Mediterraneaneo e corrisponde alla fascia fitoclimatica superiore termo-Mediterraneanea.
La vegetazione dell'Asinara è drasticamente degradata come conseguenza dell'intensiva attività umana: fuoco, sovrapascolamento, attività agricole intensive ed estensive portate avanti durante 112 anni di presenza della colonia penale e il successivo impatto del bestiame inselvatichito come conseguenza della chiusura della colonia penale hanno determinato la scomparsa di alcune comunità vegetali e compromesso lo stato di quelle presenti.
La lista floristica, che comprende 701 taxa infragenerici, si basa su quella di Bocchieri (1988), integrata da alcune segnalazioni più recenti. Questa guida nasce grazie alla collaborazione tra il Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste (progetto Dryades), il Parco Nazionale dell'Asinara e il Dipartimento di Scienze della Natura e del Territorio dell'Università di Sassari. E’ stato finanziato dal Parco Nazionale dell'Asinara. Nella sua realizzazione sono stati coinvolti gli studenti dei Corsi di Laurea in Scienze e Tecnologie dell'Ambiente (Scienze Naturali e Gestione dell'Ambiente e del Territorio) dell'Università di Sassari.

Bibliografia essenziale

Bocchieri E., 1988 - L’isola Asinara (Sardegna nord- occidentale) e la sua flora. - Webbia, 42: 227-268.
Angius V., 1833 - Asinara. In: Casalis G.: Dizionario geogr. degli Stati di S.M. il Re di Sardegna. 3: 414-415, Torino.
Arrigoni P.V et al., 1976-1991 - Le piante endemiche della Sardegna 1-202. Boll. Soc. Sarda Sci. Nat., 16-28.
Barbey W., 1884 – Florae Sardoae Compendium. G. Bridel, Lausanne.
Biondi E., Farris E. & Filigheddu R., 2001 – Il paesaggio vegetale della Nurra. – Fitosoc., 38 (2) – Suppl. 2.
Bocchieri E., 1988 - L’isola Asinara (Sardegna nord- occidentale) e la sua flora. - Webbia, 42: 227-268.
Bocchieri E., 1993 - Aspetti floristici e vegetazionali in Asinara. - Storia, natura, mare e tutela dell’ambiente., pp. 151-174, Sassari.
Bocchieri E. & Filigheddu R., 2008 - Aspetti floristici e vegetazionali. In: Forteleoni C., Gazale V.: Asinara. Parco Nazionale - Area Marina Protetta: pp. 129-151. C. Delfino Ed. Sassari.
Giglio N., 1970 - L’Asinara. - Arti Grafiche Editoriali Chiarella.
Moris J.J., 1837-1859 - Flora sardoa (1-3). - Regio Typographeo. Taurini.
Nicotra L., 1906 - Una visita botanica all’Asinara. - Malpighia, 20: 284-289.
Negodi G., 1926-1927 - La flora dell’isola Asinara. – Arch. Bot., 2: 35-44 e 107-119, 3: 71-82.
Pignatti S., 1982 - Flora d’ Italia, 3 voll. - Edagricole, Bologna.
Pisanu S., Farris E., Caria M.C., Filigheddu R., Urbani M., Bagella S., 2014 - Vegetation and plant landscape of Asinara National Park (Italy). - Plant Sociol,, 51(1): 31-57.


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free access Guida alla flora del Parco Regionale delle Dolomiti Friulane
A guide to the flora of the Dolomiti Friulane Regional Park
Guida alla flora del Parco Regionale delle Dolomiti Friulane

Pier Luigi Nimis, Andrea Moro, Eugenio Granziera, Stefano Martellos
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Foto di Andrea Moro

Il Parco Naturale Dolomiti Friulane, estensio su quasi 37.000 ettari, è inserito nel settore occidentale del comprensorio montuoso che sovrasta l'alta pianura friulana, racchiuso tra i corsi dei Fiumi Tagliamento e Piave. Il territorio, incluso nelle Province di Udine e Pordenone, interessa tre vallate principali: le alte valli del Tagliamento e dei torrenti Cellina e Meduna. I comuni su cui insiste il territorio del Parco sono otto: Andreis, Cimolais, Claut, Erto e Casso, Frisanco, Forni di Sopra, Forni di Sotto, Tramonti di Sopra. Il territorio del Parco è caratterizzato dalla presenza di un ambiente molto variegato, dovuto principalmente all’esposizione dei versanti, all’escursione altitudinale, alle varietà di forme geologiche, adatto ad ospitare una gran varietà di tipologie vegetazionali. Elevato è il grado di ‘wilderness’ delle estese vallate che, prive di viabilità principale e di centri abitati, si addentrano tra vette e torrioni dolomitici. Di notevole importanza è la biodiversità (presenze floristiche e faunistiche estremamente varie), favorita dai notevoli dislivelli, dalla particolare posizione geografica e dal clima.
Il territorio del Parco si contraddistingue per la presenza di numerose specie vegetali endemiche, sia a gravitazione più occidentale sia a distribuzione orientale, strettamente correlata alle glaciazioni pleistoceniche e in particolare a quella Würmiana conclusasi circa 10.000 anni fa. La notevole ricchezza floristica di tutto il comprensorio del Parco (più di 1200 specie) dipende soprattutto dall’occasione di rifugio e di sopravvivenza che è stata data da questi territori a numerose specie durante il periodo di espansione dei ghiacciai.
Questa è una guida interattiva alla ricca flora del Parco. La suddivisione in Famiglie segue il sistema dell’Angiosperm Phylogeny Group III (2009). La guida è stata preparata nell’ambito del Progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera), finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.


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free access Guida alla flora della Slovenia occidentale
A guide to the flora of W Slovenia
Guida alla flora della Slovenia occidentale

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Foto di Andrea Moro

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free access Guida alla flora di rupi e ghiaioni calcarei di altitudine dell'Appennino Centrale
A guide to the flora of high-altitude calcareous rocks and scree slopes of Central Italy
Guida alla flora di rupi e ghiaioni calcarei di altitudine dell'Italia Centrale

Pier Luigi Nimis, Fabio Conti, Giovanni Galetti
- Curatore dell'apparato di immagini: Andrea Moro

Foto di AA.VV.

Questa è la versione ancora provvisoria di una guida interattiva alla flora dei ghiaioni e rupi calcarei di altitudine dell'Appennino Centrale. La versione definitiva dovrebbe essere pronta per il mese di Aprile 2011.


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free access Guida alla flora urbana di Cividale del Friuli (UD)
A guide to the urban flora of Cividale del Friuli (NE Italy)
Guida alla flora urbana di Cividale del Friuli (UD)

Pier Luigi Nimis, Francesco Boscutti, Fabrizio Martini, Andrea Moro, Gualtiero Simonetti, Marta Watschinger, Stefano Martellos
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Foto di Andrea Moro

Questa guida interattiva alla flora urbana di Cividale del Friuli (UD) si aggiunge a quelle delle città di Trieste, Udine e Pordenone, create dal Progetto Dryades dell’Università di Trieste allo scopo di fornire ai cittadini e alle scuole uno strumento relativamente facile per avvicinarsi alla biodiversità vegetale dei principali centri urbani del Friuli Venezia Giulia. La lista floristica comprende 613 taxa infragenerici, di cui 507 derivano dal censimento della flora spontanea di Boscutti & al. (2010). Allo scopo di rendere più completa la guida, soprattutto per le scuole, sono state aggiunte ulteriori 106 specie di piante legnose non spontanee, coltivate nei parchi e nei giardini di Cividale, censite da P.L. Nimis nel settembre 2015, che fanno parte integrante della foresta urbana della cittadina friulana.
Il censimento floristico di Boscutti & al. (2010) fu effettuato nel 2003 e 2004 su un’area di 2,3 kmq, suddivisa nelle seguenti unità Geografiche Operazionali: 1) Centro storico, che include l’area delimitata dalle mura venete del XIV secolo (un ambiente particolarmente ricco di specie interessanti) più i borghi Brossana, S. Domenico e S. Pietro; 2) Periferia, comprendente insediamenti esterni alle mura e alcune frazioni integralmente inglobate nel tessuto urbano, con limite meridionale a valle della frazione di Rualis; 3) Parco Urbano del Natisone: forra, nel tratto tra l’Ospedale e il Ponte Nuovo; 4) Parco urbano del Natisone: alluvioni, nello stesso tratto. Per ulteriori informazioni sull’area di studio si rimanda al lavoro di Boscutti et al. (2010).
La suddivisione in famiglie segue il sistema APG III (APG 2009), la nomenclatura è stata aggiornata ad una versione provvisoria della checklist della flora italiana fornitaci dal Dr. Fabio Conti (Università di Camerino) nell’estate 2012.
La chiave dicotomica è incorporata nel portale alla flora urbana di Cividale - consultabile all’indirizzo http:// dryades.units.it/cividale/ - che permette un’ancora più facile identificazione tramite un’interfaccia di interrogazione a scelta multipla (Nimis & Martellos 2015). La chiave è anche scaricabile su telefonini con i sistemi iOS e Android, tramite l’applicazione gratuita KeyToNature.
Il progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera), nel cui ambito è stata creata questa guida, è stato finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.

Bibliografia

APG (2009) An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the orders and families of flowering plants: APG III. - Bot. J. Linn. Soc. 161(2): 105-121.
Boscutti F., Martini F., Simonetti G., Watschinger M (2010). Flora vascolare spontanea di Cividale del Friuli (NE Italia). - Gortania 31 (2009): 37-52.
Nimis P.L., Martellos S. (2015). From Local Checklists to Online Identification Portals: A Case Study on Vascular Plants. - PLoS ONE 10(3): e0120970. doi:10.1371/journal.pone.0120970


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free access Guida alla flora urbana di Trieste
A guide to the urban flora of Trieste (NE Italy)
Guida alla flora urbana di Trieste

Pier Luigi Nimis, Fabrizio Martini, Andrea Moro, Elena Pittao, Valentina Rizzi, Stefano Martellos
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Foto di Andrea Moro

La città di Trieste è una delle meglio note dal punto di vista botanico a livello internazionale. La flora urbana, oggetto di studio a partire dalla seconda metà del XIX secolo (Marchesetti, 1882, 1896-1897; Pospichal 1897-1899), è stata oggetto di diversi studi da parte di L. Poldini a partire dal 1965 e di un'analisi approfondita da parte di Martini (2009), che ha censito e mappato ben 1024 taxa infragenerici. La notevole ricchezza floristica è dovuta a diversi fattori, tra cui i principali sono: 1) La penetrazione nel tessuto urbano di aree con vegetazione naturale o prossimo-naturale, come ad esempio il Bosco del Farneto o il Parco di Villa Giulia, 2) Le caratteristiche transizionali del territorio cittadino dal punto di vista climatico, con un gradiente di temperatura e precipitazioni dalla costa verso l'altopiano carsico, 3) La compresenza nel territorio cittadino di substrati arenacei e calcarei, 4) La presenza di importanti aree commerciali, industriali e portuali che favoriscono la presenza di neofite.
L'area di studio è quella delimitata da Martini (2009) da cui deriva anche la lista floristica utilizzata per questa guida. Il territorio urbano comprende a settentrione la parte del rione di Barcola più prossima al centro fino alle propaggini del declivio carsico delimitate dalla Strada del Friuli, mentre a oriente il limite corre lungo il confine dell'abitato dei rioni di Gretta, Roiano, Scorcola, Cologna, S. Giovanni, Guardiella, Chiadino-Rozzol, Melara, Cattinara, S. Maria Maddalena e Altura; verso mezzogiorno l'area urbana include Borgo S.Sergio fino al confine con l'abitato di Puglie di Domio e al canale navigabile che attraversa la Piana di Zaule; ad ovest infine il territorio urbano segue la linea di costa, quasi totalmente occupata da moli e banchine portuali.
Questa è una guida a tutte le piante vascolari sinora note allo stato spontaneo nella città di Trieste, realizzata nell'ambito del Progetto SiiT, coordinato dal Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste, uno dei cui scopi è quello di valorizzare le aree verdi comunali creando strumenti interattivi di facile consultazione per avvicinare i cittadini alla conoscenza della ‘foresta urbana’ e soprattutto per fornire alle scuole uno strumento che permetta loro di utilizzare le aree verdi comunali come veri e propri ‘laboratori all’aperto’ in cui svolgere attività didattiche centrate sull’identificazione delle piante.
Il progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera) è finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.

Bibliografia

Marchesetti C. (1882) - La florula del Campo Marzio. - Boll. Soc. Adr. Sc. Nat. Trieste, 7:154-167. Marchesetti C. (1896-1897) - Flora di Trieste e de' suoi dintorni. - Trieste.
Martini F. (2009) - Flora Vascolare spontanea di Trieste. - Ed. Lint, Trieste, 338 pp.
Poldini L. (1965) - Nuove segnalazioni per la flora advena di Trieste - Pubbl. Ist. Bot. univ. Trieste, 13: 1-16.
Pospichal E. (1897-1899) - Flora des österreichisches Küstenlandes. 3 voll., Leipzig-Wien.


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free access Guida alla flora urbana spontanea della città di Pordenone
A guide to the urban flora of Pordenone (NE Italy)
Guida alla flora urbana spontanea della città di Pordenone

Pier Luigi Nimis, Fabrizio Martini, Roberto Pavan, Carlo Bregant, Andrea Moro, Stefano Martellos
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Foto di Andrea Moro

La città di Pordenone sorge su sedimenti quaternari tra l’alta e la bassa pianura friulana, al confine tra i grandi conoidi pedemontani del sistema Cellina- Meduna e la fascia delle risorgive che da origine presso Cordenons al corso d’acqua principale della città: il fiume Noncello.
Per la relativa lontananza dal mare, il clima presenta una debole continentalità e per la vicinanza alle Prealpi Carniche una piovosità elevata che cresce rapidamente da sud a nord. Le medie di riferimento 1959-1988 per Pordenone indicano 1317mm di precipitazione annua e una temperatura media di 13.2°C con un minimo a febbraio(+2.9°C) e un massimo nel mese di luglio(+23.3°C).
L’insieme di questi fattori si riflette sulla ricca biodiversità vegetale che caratterizza l’area di interesse. Lo studio approfondito della flora urbana di Pordenone effettuato da Martini & Pavan (2008) ha rivelato la presenza di 779 tra specie e sottospecie.
L’area di studio, divisa in 32 Unità Geografiche Operazionali da Martini & Pavan (2008), comprende l’intero centro abitato, più le estreme periferie e la frazione di Torre, un lungo tratto del fiume Noncello e buona parte del lago artificiale della Burida.
La ricchezza e uniformità floristica dell’area sono causate dalla diffusa presenza di spazi verdi e dalla minore estensione delle aree più intensamente urbanizzate, dall’esistenza di una diffusa rete idrica superficiale e dalla ricchezza di habitat. Pordenone è tra le città italiane capoluogo di provincia che ha a disposizione sul suo territorio più verde per abitante (oltre 100mq/abitante).
I luoghi più significativi dal punto di vista floristico sono il complesso del lago della Burida, il corso del fiume Noncello, il Parco San Valentino e l’area archeologica di Torre.
All’interno dell’area di studio gli ambienti prossimo-naturali sono costituiti dalla vegetazione della rete idrica superficiale, da alcune aree prative e da piccoli lembi di magredi (i tipici praQuesta è una guida interattiva a tutte le piante vascolari sinora note allo stato spontaneo nella città di Pordenone, realizzata nell'ambito del Progetto SiiT, coordinato dal Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste, uno dei cui scopi è quello di valorizzare le aree verdi comunali creando strumenti interattivi di facile consultazione per avvicinare i cittadini alla conoscenza della ‘foresta urbana’ e soprattutto per fornire alle scuole uno strumento che permetta loro di utilizzare le aree verdi comunali come veri e propri ‘laboratori all’aperto’ in cui svolgere attività didattiche centrate sull’identificazione delle piante.
Il progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera) è finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.

Bibliografia
Martini F. & Pavan R. (2008) – La flora vascolare spontanea di Pordenone: caratteri generali e distribuzione - Comune di Pordenone, Museo civico di storia naturale
Martini F. & Filippini L. (2012) – Uno sguardo di sintesi sulle flore vascolari urbane di alcune città del Friuli Venezia Giulia(NE Italia). Gortania, 33: 21-30.


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free access Guida alla identificazione degli organismi marini del golfo di Trieste
Interactive Identification Key for Marine Organisms of the Gulf of Trieste

Guida interattiva alla identificazione degli organismi marini del Golfo di Trieste

Nataša Dolenc Orbanić, Claudio Battelli, Janja Plazar, Petra Furlan, Nastja Cotič

Foto di AA.VV.

Il Golfo di Trieste, nella parte più settentrionale del Mare Adriatico, occupa una superficie di circa 550 km quadrati. Il golfo ha una profondità media di 16,4 m, con il punto più profondo che raggiunge solo 37 m. La temperatura del mare varia da 6 ° C in inverno a 28 ° C in estate. Il Golfo di Trieste presenta le maggiori escursioni di marea del Mare Adriatico, che possono raggiungere anche 180 cm. La salinità media è di 37-38 ‰. Diverse specie animali e vegetali vivono lungo le coste. Per iniziare ad esplorare la biodiversità del Golfo di Trieste è possibile utilizzare questa piccola guida interattiva, che comprende 100 tra gli organismi marini costieri più comuni o caratteristici. La guida, progettata per amatori, principianti e turisti che vogliono iniziare a scoprire la vita marina del Golfo di Trieste, permette di conoscere molti adattamenti degli organismi costieri alla vita nel mare e di scoprire fatti interessanti su ogni specie.
Questo strumento di identificazione è stato creato in collaborazione tra il Dipartimento di Scienze della Vita dell'Università di Trieste (Italia), l'Università del Litorale di Koper/Capodistria, Facoltà di Educazione e l'Istituto dell'Educazione Nazionale (Slovenia), nell'ambito del Progetto SiiT, nell'ambito del programma di cooperazione transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, co-finanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.


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free access Guida alle Orchidee dei Monti Prenestini (Lazio)
A guide to the Orchids of the Prenestini Mountains (Latium, C-Italy)
Guida alle Orchidee dei Monti Prenestini (Lazio)

Museo Civico Naturalistico dei Monti Prenestini - Capranica Prenestina (RM)
Sistema museale naturalistico Regione Lazio RE.SI.NA.

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
Marco Di Domenico, Rosaria Olevano, Gianluca Forti

Foto di Andrea Moro

Il Museo Civico Naturalistico dei Monti Prenestini si trova a Capranica Prenestina (Roma), a 915 m, nel cuore della piccola catena preappenninica che culmina con i 1218 m di Monte Guadagnolo. Il Museo, oggi polo del Sistema Museale Regionale Naturalistico (RE.SI.NA.), è dotato di sistemi espositivi innovativi fortemente didattici, offrendo una visione completa dei Monti Prenestini e proponendosi come centro ideale per le escursioni nel territorio, attraverso una sentieristica specializzata. Le sale ospitano fedeli ricostruzioni (diorami) dei più caratteristici ambienti dei nostri monti, quali: il pascolo, il prato, il bosco misto, l’acqua dolce, la grotta carsica; inoltre, sono presenti pannelli esplicativi su temi legati alla biologia, geologia e paleontologia del territorio. Per ‘uscire dalle proprie mura’ e aprirsi al proprio territorio, il Museo ha iniziato a produrre materiale scientifico e divulgativo: la ‘Carta degli Antichi Sentieri dei Monti Prenestini’, i libri ‘Piante Officinali dei Monti Prenestini’ e ‘Orchidee Spontanee dei Monti Prenestini’. Con lo stesso spirito di ‘apertura’, nell’aprile del 2007 è stato inaugurato il Giardino Didattico, presso il Parco Comunale, che ospita, all’interno di un bellissimo parco, le specie arboree e arbustive più rappresentative della montagna prenestina, oltre a un laghetto, pannelli che illustrano le più significative specie di farfalle e nidi artificiali per uccelli. Durante tutto l’anno, su richiesta o propria iniziativa, il Museo organizza escursioni guidate alla scoperta della natura dei Prenestini come le orchidee spontanee, le farfalle e i canti degli uccelli. Nell’anno scolastico 2007/2008 è stato avviato il progetto “Naturalia” è un insieme di Percorsi Museali, la cui finalità è di raccordare la Scuola e l’Istituzione Museale, facendo nascere nei ragazzi la consapevolezza del proprio territorio per garantirne il rispetto e la salvaguardia. In questi percorsi sperimentali si intende applicare un innovativo approccio didattico che induce il soggetto ad agire, osservare e scoprire da solo i fenomeni naturali, per passare solo in un secondo momento alla loro concettualizzazione, in questo modo si esplorano tutti i settori delle Scienze Naturali applicati al contesto prenestino.

Questa guida alle orchidee dei Monti Prenestini è stata realizzata in collaborazione con il Progetto Europeo CSMON-LIFE (LIFE13 ENV/IT/842). Trattandandosi di una guida centrata sul fiore, per determinare al meglio le orchidee può essere preferibile osservarle fiorite. Sono state prese in esame tutte le orchidee attualmente censite nell’area. La offriamo a tutti i visitatori della nostra cittadina e alle scolaresche (elementari e medie) per scoprire elementi affascinanti e preziosi del nostro territorio.


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free access Guida alle farfalle del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna
A guide to the butterflies of the National Park of Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna (N Apennines, Italy)
Guida alle farfalle del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna

Enrico Bonivento, Nevio Agostini, Sandro Piazzini
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Foto di AA.VV. dall'archivio fotografico del Progetto Dryades

Le farfalle (Lepidoptera, Rhopalocera) del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi sono state studiate da parte di numerosi ricercatori. I contributi più importanti sono quelli del grande naturalista forlivese Pietro Zangheri (1969), il volume sui Macrolepidotteri della Romagna di Fiumi & Camporesi (1988) ed il più recente lavoro di Dapporto et al. (2005). Negli ultimissimi anni la già nutrita lista di specie si è arricchita con la scoperta di due nuove farfalle: Euphydryas provincialis (nel 2007) e Melitaea aurelia (nel 2012), portando a 107 le specie conosciute per il Parco.
Il Parco non poteva perdere l’occasione di trasformare una conoscenza prettamente scientifica in un potente strumento di divulgazione che avvicinasse più persone allo straordinario mondo delle farfalle. La ormai consolidata collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste (Progetto Dryades) ha consentito la creazione di questa guida interattiva che si aggiunge a quelle dedicate alla flora, agli alberi ed ai licheni del Parco.
La guida si rivolge agli appassionati di natura e soprattutto alle scuole che possono partire dalla conoscenza del mondo delle farfalle, ottimi indicatori ecologici, per conoscere il mondo che ci circonda e applicare piccole e grandi strategie per salvaguardare la natura.
Il sistema di riconoscimento parte da caratteri molto semplici, come il colore di fondo delle ali, ed attraverso caratteri via via più complessi, giunge al riconoscimento della singola specie, corredata da una foto e da una scheda che ne descrive le principali caratteristiche e la distribuzione nel territorio del Parco.
Gli autori ringraziano i Proff. Gabriele Fiumi e Pier Luigi Nimis per gli utili consigli, i Musei di Storia Naturale di Lubiana e di Venezia per la collaborazione nell'allestimento dell'archivio di immagini, il Prof. V. Sbordoni (Università di Roma 'la Sapienza') per la revisione nomenclaturale.

Bibliografia

Dapporto L., Fiorini G., Fiumi G. & Govi G., 2005 - Farfalle e Falene. In Agostini N. N., Senni L., Benvenuto C., (eds.) Atlante della Biodiversità del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Volume I, Ente Parco delle Foreste Casentinesi.
Dapporto L., Fiorini G., Fiumi G. & Flamini C., 2005 - I Macrolepidotteri del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi del Monte Falterona e di Campigna. Memorie della Società Entomologica Italiana, 83: 179-248.
Ruffo S. & Stoch F. (eds.), 2007 - Ckmap: Checklist and distribution of the Italian fauna. Ministero dell’Ambiente, Servizio di Conservazione della Natura. CD Rom.
Tellini Florenzano G., Favilli L., Piazzini S., Manganelli G., 2008 - Segnalazioni Faunistiche Italiane 474 – Euphydryas provincialis (Boisduval, 1828) (Lepidoptera Nymphalidae). Bollettino della Società Entomologica Italiana, 140: 122-123.
Piazzini S., 2012 - Due nuove specie di farfalle nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Crinali autunno-inverno 2012. Anno XIX n.39. Parco Nazionale Foreste Casentinesi.


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free access Guida alle farfalle della Slovenia
A guide to the butterflies of Slovenia
Guida alle farfalle della Slovenia

Enrico Bonivento, Rudi Verovnik. Tomi Trilar, Ignac Sivec
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Foto di AA.VV.

Questa è una chiave ancora preliminare alle farfalle della Slovenia. Gli autori ringraziano il Museo di Storia Naturale di Lubiana per aver concesso l'uso del loro archivio di immagini. La versione in Sloveno sarà pronta entro i primi mesi del 2015.
Questa guida è stata creata nell’ambito del Progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera), finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.


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free access Guida alle macroalghe dell'Alto Adriatico
A guide to the macroalgae of the Northern Adriatic Sea
Guida alle macroalghe dell'Alto Adriatico

Marion Adelheid Wolf & Isabella Moro (Dipartimento di Biologia, Università di Padova)
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Foto di Bárbara I., Coppejans E., Cormaci M., Curiel D., Falace A., Frijsinger A., Guiry M., Henry E., La Rocca B., Oliveira E., Poloniato D., Rindi F., Sfriso A., Stegenga H., Tsiamis K., Vestjens M., Wolf M.A.

Questa è una chiave interattiva per l’identificazione della maggior parte delle specie di macroalghe presenti nell’Alto Adriatico. Include rappresentanti dei tre phyla algali: Chlorophyta, Rhodophyta, Ochrophyta, per un totale di 280 specie. La guida è stata creata per le lezioni pratiche degli studenti universitari della Laurea Magistrale in Biologia Marina (Università di Padova) ma può essere utilizzata anche da un pubblico più ampio. Infatti durante l’utilizzo della chiave si può scegliere tra due percorsi di identificazione: uno per esperti, in cui può essere necessaria l’osservazione di caratteri microscopici come le strutture riproduttive, e uno per non esperti basato su caratteri macroscopici, quali la forma del tallo o il colore. Questa sottochiave più semplice ci permette di individuare il genere o il gruppo a cui appartiene l’alga che stiamo esaminando. Inoltre, allegato alla chiave, è disponibile un glossario che include immagini e descrizioni di tutti i caratteri e le definizioni dei termini scientifici usati nella guida per l’identificazione delle varie specie o generi.
La guida è stata predisposta nell'ambito del Progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera), finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.


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free access Guida alle macrofite acquatiche del Friuli Venezia Giulia. I - Piante vascolari
Guides to aquatic macrophytes of the Friuli Venezia Giulia Region (NE Italy). I - Vascular Plants
Guida alle macrofite acquatiche del Friuli Venezia Giulia I - Piante vascolari

ARPA Friuli Venezia Giulia - Dipartimento di Scienze della Vita, Università di Trieste

Pier Luigi Nimis
Anna Dal Borgo, Arianna Macor, Andrea Moro, Alessandro Pavan, Elena Pittao, Alessandra Sinesi, Damiano Virgilio, Elisa Zanut

Foto di Andrea Moro

La Direttiva Quadro sulle Acque (2000/60/CE), recepita in Italia dal DL. 152/2006, ha introdotto lo studio delle macrofite acquatiche nella valutazione dello stato ecologico delle acque interne, basato sui criteri tecnici del DM 260/2011. Per i corsi d’acqua è previsto l’uso dell’Indice Biologique Macrophytique en Rivière IBMR (AFNOR, 2003), per i laghi degli indici MTIspecies e MacroIMMI (CNR-ISE, 2009). La certificazione di qualità delle analisi biologiche richiede strumenti conoscitivi adeguati: la creazione di chiavi informatizzate è una tappa fondamentale.
Questa guida è stata sviluppata dal Dipartimento di Scienze della Vita dell'Università di Trieste e da ARPA Friuli Venezia Giulia come supporto all’identificazione della flora acquatica regionale. Risulta dalla condivisione delle conoscenze dell’ateneo giuliano con l’esperienza dei tecnici ARPA FVG nell’ambito delle attività di biomonitoraggio per il Piano Regionale di Tutela delle Acque.
Le macrofite acquatiche comprendono vegetali molto diversi: alghe macroscopicamente visibili, muschi, epatiche e piante vascolari, a cui è dedicata questa guida.
L’elenco floristico comprende taxa tipici di ambienti lotici e lentici, creato in fasi successive. Una prima lista deriva dal confronto tra la quella utilizzata per il calcolo dell’IBMR e la lista delle macrofite acquatiche dei corsi d’acqua italiani pubblicata da ENEA (RT/2009/23/ENEA). La successiva comparazione tra i dati dell' Atlante Corologico del Friuli Venezia Giulia (Poldini 2002) ed una lista risultante da rilievi condotti nel 2009-2010 da ARPA FVG, hanno portato all’elenco di 244 taxa inclusi in questa guida. La suddivisione in Famiglie segue Angiosperm Phylogeny Group III (2009).

La guida è stata sviluppata nell’ambito del progetto interreg SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera), finanziato nell'ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.

Bibliografia

AFNOR, 2003. Norme NF T90-395, Octobre 2003. Qualité de l’eau: détermination de l’Indice Biologique Macrophytique en Rivière (IBMR). Association Française de Normalisation (AFNOR) : 28 pp.
ANGIOSPERM PHYLOGENY GROUP (2009). An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the orders and families of flowering plants: APG III. Botanical Journal of the Linnean Society 161(2): 105-121.
APPA TRENTO, ARPA TOSCANA, ARPA LOMBARDIA, ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ & ENEA, 2004. Metodologie analitiche della componente vegetazionale negli ambienti di acque correnti (Macrofite). TK 04.04.04a. Centro Tematico Acque Interne e Marino Costiere, Firenze: 57 pp.
DIRETTIVA 2000/60/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23/10/2000. G.U. Comunità Europee n.327, 22/12/2000.
DECRETO LEGISLATIVO N.152 3/04/2006. Norme in materia ambientale. G.U. n.88 del 14/04/2006, S.O. n.96.
MARCHETTO A., LUGLIÈ A., PADEDDA B.M., MARIANI M.A., SECHI N., SALMASO N., MORABITO G., BUZZI F., SIMONA M., GARIBALDI L., OGGIONI A., BOLPAGNI R., ROSSARO B., BOGGERO A., LENCIONI V., MARZIALI L., VOLTA P. & CIAMPITELLO M., 2011. Indici per la valutazione della qualità ecologica dei laghi. Report CNR-ISE, 03.11. CNR, Istituto per lo Studio degli Ecosistemi, Verbania Pallanza: 164 pp.
MINCIARDI M.R., SPADA C.D., ROSSI G.L., ANGIUS R., ORRÚ G., MANCINI L., PACE G., MARCHEGGIANI S. & PUCCINELLI C., 2009. Metodo per la valutazione e la classificazione dei corsi d’acqua utilizzando la comunità delle macrofite acquatiche. RT/2009/23/ENEA. ENEA – Sezione Biol. Amb. e Cons. Nat., Saluggia Vercelli, Istit. Sup. Sanità – Dip. di ambiente e connessa prevenzione primaria, Roma: 37 pp.
POLDINI L., 2002 - Nuovo Atlante Corologico delle piante vascolari nel Friuli Venezia Giulia. – Trieste 2002.


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Sviluppata per palmari con sistema operativo Windows.
Scaricare il file compresso, decomprimerlo in una nuova cartella ed iniziare aprendo il file "home.html".

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free access Guida alle piante alofile delle Saline di Sicciole (Pirano, Slovenia)
A guide to the halophytic plants of the 'Saline di Sicciole ' (Piran, Slovenia)

Guida alle piante alofile delle Saline di Sicciole (Pirano, Slovenia)

Pier Luigi Nimis, Nataša Dolenc Orbanić, Nastja Cotič, Danijel Pokleka, Claudio Battelli
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Foto di Andrea Moro

Lungo la breve costa slovena esistono pochissimi ambienti umidi e paludosi accanto alle foci dei brevi corsi d'acqua istriani. Un tempo ne esistevano in numero maggiore, in quanto le foci venivano trasformate in saline, che si trovavano ai margini delle citta' costiere (le saline di Capodistria, di Isola, di Strugnano, di Lucia e di Sicciole).

Oggi le saline si sono conservate solamente a Strugnano ed a Sicciole, ed oltre a queste si possono annoverare quali ambienti umidi le lagune di Strugnano, entrambi i laghi di Fiesso, la laguna di San Canziano presso Capodistria e la foce del Risanp. Tutti questi ambienti sono quindi frutto del lavoro dell'uomo, ma consoni alla natura.

Le saline di Sicciole (in sloveno Sečoveljske soline) sono oggi l'ambiente umido di maggiore estensione della Slovenia (650 ha) ed al contempo la località slovena piu' importante dal punto di vista ornitologico. La diversità delle specie di volatili che nidificano e svernano in questo ambiente e' decisamente maggiore rispetto ad altre aree. Sono state evidenziate ad oggi 288 specie, delle quali nel circondario ne nidificano 90.

Nel 2001 il Governo della Repubblica Slovena ha creato il Parco delle Saline, proclamato monumento culturale d'importanza nazionale. Nel 1993 le Saline di Sicciole, quale prima zona umida della Slovenia, sono state incluse nell'elenco delle localita tutelate dalla convenzione di Ramsar. Al contempo le saline sono importanti quale eccezionale intreccio di ecosistemi, che unisce le forme di transizione tra gli ecosistemi marini, quelli d'acqua dolce e quelli della terraferma.

Questa guida interattiva include le piante alofile più comuni delle saline di Sicciole, più alcune specie non strettamente alofile ma molto diffuse. Essa verrà utilizzata dagli operatori del Parco delle Saline per esperienze didattiche con le scuole e con i visitatori.

La guida è stata preparata in collaborazione tra l' Università del Litorale di Capodistria ed il Dipartimento di Scienze della Vita dell'Università di Trieste nell'ambito del Progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera), finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.


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free access Guida alle piante dei prati per una scuola della Valle del Vipacco (Slovenia)
A guide to grassland plants for a Slovenian elementary school
Travniške rastline na travniku ob OŠ Budanje

OŠ Budanje

P.L.Nimis & S. Martellos, I. Kodele Krašna
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Fotografije A. Moro

Določevalni ključ zajema 41 vrst, ki se pojavljajo na travniku ob OŠ Budanje v Vipavski dolini.


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free access Guida alle piante dei terreni arati della Germania
German field plants (crops and wild plants)
German field plants (crops and wild plants)

Pier Luigi Nimis, Gregor Hagedorn
et al.

Images by Andrea Moro

This is a preliminary version of a key to plants which - in Germany - grow on arable land (i.e. fields which are more or less regularly ploughed), excluding plants of meadows and pastures. The list, focusing on typical crops and frequently occurring wild plants, is largely based on the book by Hofmeister and Garve (2006) 'Lebensraum Acker' (see http://offene-naturfuehrer.de/wiki/Pflanzen_der_Äcker).
Several ruderal plants (those occurring in disturbed sites such as road or railway sides) may be occasionally found on arable land, and are not keyed out here. If the identification with this key remains unsatisfactory, a key including all species in Germany must be consulted.


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free access Guida alle piante del Bosco Faggeto di Allumiere (Roma)
A guide to the plants of the beech wood of Allumiere (Rome, C Italy)
Guida alle piante del Bosco Faggeto di Allumiere (Roma)

Museo Civico Archeologico Naturalistico A. Klitsche De La Grange, Allumiere (Roma)
Sistema museale naturalistico Regione Lazio RE.SI.NA.

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
Violetta Menichini, Sabrina Apetecchi, Marina Bentivoglio, Massimo Tufano, Gianluca Forti

Foto di Andrea Moro

Il Museo Civico Archeologico Naturalistico 'A. Klitsche De La Grange' è situato nell'antico Palazzo della Camera Apostolica, nel centro storico di Allumiere e racconta le trasformazioni del territorio della Tolfa e la storia dei suoi abitanti, dalla preistoria fino allo sfruttamento delle miniere di alunite nel XIX secolo. Il percorso, centrato sull'esposizione di materiali originali, modelli e ricostruzioni in scala, è organizzato in quattro sezioni: paleontologica, archeologica, geo-mineraria e naturalistica. Particolarmente ricca è la documentazione sull'estrazione e la produzione dell'allume cui è legata la storia locale; una sostanza di così vasto impiego nel passato - dalla concia delle pelli al fissaggio dei colori sulle stoffe, alla fabbricazione della carta, o ancora per usi medici - da giustificare lo stesso nome di 'Allumiere'.

Allumiere è situata nei Monti della Tolfa, da sempre una delle aree di maggior interesse naturalistico nonché ancora tra i pochi territori semi-selvaggi del Lazio, caratterizzati da ripide colline vulcaniche ricoperte da boschi misti o da pascoli bradi di mucche e cavalli maremmani, solcate da torrenti di acqua pulitissima, sorvolate da rapaci rari e maestosi.

L’area prescelta per il campo d’azione di questa guida corrisponde al Bosco del Faggeto, non molto distante da Allumiere e dal museo, area utilizata per le escursioni didattiche esterne e caratterizzata da una faggeta a bassa quota con presenza di agrifoglio e altre essenze.

Questa guida alle più comuni piante presenti nel bosco Faggeto è stata realizzata in collaborazione con il Progetto Europeo CSMON-LIFE (LIFE13 ENV/IT/842). Trattandandosi di una guida centrata sul fiore, per determinare al meglio alcune piante può essere preferibile osservarle fiorite. Sono state prese in esame solo le piante più abbondanti ed appariscenti e senza la pretesa di essere esaustivi. La offriamo a tutti i visitatori e alle scolaresche (elementari e medie) come supporto per riconoscere il mondo delle piante e dei fiori e la sua notevole diversità.


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free access Guida alle piante del Bosco di Alvisopoli (Fossalta di Portogruaro, VE)
A guide to the plants of the woodland of Alvisopoli (NE Italy, Province of Venice)
Guida alle piante del Bosco di Alvisopoli (Fossalta di Portogruaro, VE)

Pier Luigi Nimis
-

Foto di Andrea Moro

Questa è una guida multimediale alle più comuni piante che crescono nel Bosco di Alvisopoli, sito della rete Natura 2000 che si trova nel Comune di Fossalta di Portogruaro (VE). Il Bosco fu probabilmente creato alla fine del 1700 e sino al 1940 ha svolto il ruolo di parco della annessa Villa Mocenigo, proprietà allora dell'omonima famiglia veneziana. Probabilmente si era intervenuti su una preesistente formazione boscata inserendo specie esotiche, che oggi sono solo il 6% del totale, scavando canali e realizzando collinette. Abbandonato dopo la seconda guerra mondiale, ha riacquistato spontaneamente le caratteristiche tipiche del bosco planiziale.
Questa guida multimediale è stata realizzata in collaborazione tra il Comune di Fossalta di Portogruaro (VE) ed il Progetto SiiT, coordinato dal Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste, nell’ambito dell’iniziativa ‘Verde Pubblico’, che mira a valorizzare le aree verdi comunali creando strumenti interattivi di facile consultazione per avvicinare i cittadini alla conoscenza della biodiversità e soprattutto per fornire alle scuole uno strumento che permetta loro di utilizzare le aree verdi comunali come veri e propri ‘laboratori all’aperto’ centrati sull’identificazione delle piante.
Il progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera) è finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali


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free access Guida alle piante del tratto di Nazzano del fiume Tevere (Roma, Lazio)
A guide to the plants of the river Tiber near Nazzano (Rome, Latium, C-Italy)
Guida alle piante del tratto di Nazzano del fiume Tevere

Museo del fiume – Nazzano (VT)
Sistema museale naturalistico Regione Lazio RE.SI.NA.

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
Umberto Pessolano, Gianluca Forti

Foto di Andrea Moro

Il Polo Scientifico Museale 'Museo del Fiume' di Nazzano, inserito nel Sistema Museale Regionale Naturalistico (RE.SI.NA.), è situato ai piedi del Castello Savelli, nel centro del borgo storico del paese che domina il fiume Tevere e il lago artificiale della Meanella o di Nazzano. Il Museo è un piccolo gioiello dedicato alla scoperta dei segreti del Tevere, dagli aspetti geologici legati al rapporto tra il fiume e il territorio, alle piante e agli animali che lo popolano, fino ai problemi dell'inquinamento e ai legami storici tra il Tevere e le comunità. Microscopi che ingrandiscono sabbie colorate, gocce d'acqua in cui vivono minuscoli abitanti, ricostruzioni di habitat fluviali, splendide immagini e persino un percorso all'interno di una grotta garantiscono una visita ricca di suggestioni e indizi per esplorare la riserva da veri naturalisti.

Con questa guida il Museo vuole offrire uno strumento per il riconoscimento delle principali piante erbacee e arboree che caratterizzano la Riserva Naturale Regionale di Nazzano Tevere-Farfa. La Riserva è stata la prima area protetta regionale del Lazio e d'Italia e protegge, con un territorio di circa 700 ettari, una zona umida d'interesse internazionale per la tutela dell'avifauna migratrice. Il bacino artificiale, creatasi dopo l'entrata in funzione della diga di Meana negli anni sessanta, si caratterizza per la presenza di estesi lembi di palude e di boschi igrofili facilmente fruibili attraverso i sentieri e i capanni per il birdwatching.

L'area prescelta per questa guida corrisponde all'intera area del Riserva Naturale Regionale di Nazzano Tevere-Farfa, per i percorsi e sentieri proposti di cui avere informazioni presso il Museo o la sede della Riserva.

Questa guida è stata realizzata in collaborazione con il Progetto Europeo CSMON-LIFE (LIFE13 ENV/IT/842). Trattandandosi di una guida centrata sul fiore, per determinare al meglio alcune piante può essere preferibile osservarle fiorite. Sono state prese in esame principalmente le piante più abbondanti e appariscenti e senza la pretesa di essere esaustivi. La offriamo a tutti i visitatori del Museo e della Riserva ed in modo particolare alle giovani scolaresche affinché possano scoprire e conoscere sempre più l'affascinante e prezioso mondo delle piante.


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free access Guida alle piante della Palude di Torre Flavia - Cerveteri e Ladispoli (RM)
A guide to the plants of the humid area of Torre Flavia (Cerveteri-Ladispoli, Latium, C-Italy)
Guida alle piante della Palude di Torre Flavia - Cerveteri e Ladispoli (RM)

Sistema museale naturalistico Regione Lazio RE.SI.NA. Provincia di Roma - Servizio Informativo Geografico

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
Anna Guidi, Corrado Battisti, Gianluca Forti

Foto di Andrea Moro

Il Sistema Museale Regionale Naturalistico (RE.SI.NA.) estende la sua attività alla promozione e divulgazione di conoscenze anche in supporto alle aree di pregio naturalistico prossime ai centri tradizionalmente visitati per il loro valore artistico e archeologico, e ancora non dotate di un museo naturalistico.

Questo il caso del Monumento Naturale “Palude di Torre Flavia” una zona umida salmastra posta sul litorale a Nord di Roma al confine fra Cerveteri e Ladispoli, classificata come Zona di Protezione Speciale della Comunità europea per la tutela della fauna ornitica, gestita dalla Provincia di Roma. .

Con questa guida gli autori vogliono offrire uno strumento per il riconoscimento delle principali specie della flora che possiamo osservare lungo i percorsi di visita del Monumento Naturale, con particolare riguardo alle specie tipiche degli ambienti costieri umidi, normalmente poco conosciute, dato che gli ambienti umidi litoranei nel nord del Lazio sono stati drammaticamente ridotti a pochi lembi residui dall’urbanizzazione e dalle attività umane in genere. Questi rari ambienti sono anche considerati “habitat di importanza comunitaria” dalle direttive della Comunità Europea: praterie perenni su terreni salsi con giunchi e graminacee, vegetazione di cespuglieti su fanghi salmastri con salicornie, diverse forme della vegetazione delle spiagge e delle dune, e altre.

Questa guida è stata realizzata in collaborazione con il Progetto Europeo CSMON-LIFE (LIFE13 ENV/IT/842). Trattandandosi di una guida centrata sul fiore, per determinare al meglio alcune piante può essere preferibile osservarle fiorite.

Sono state prese in esame soprattutto le piante che è più facile incontrare lungo i percorsi di visita nei periodi di maggiore afflusso, soprattutto da parte delle scuole, senza la pretesa di essere esaustivi. Offriamo la guida a tutti i visitatori di Cerveteri e Ladispoli e alle scolaresche (elementari e medie) per scoprire elementi affascinanti e preziosi del nostro territorio.

Riferimento bibliografico

A. GUIDI (2006) – Introduzione alla flora e alle comunità vegetali. In: BATTISTI C. (Ed.), Biodiversità, gestione, conservazione di un’area umida del Litorale Tirrenico: la Palude di Torre Flavia: pp. 169-188. Provincia di Roma, Cangemi, Roma.
G. BUCCOMINO & M.L. LEPORATTI (2009) - Contributo alla conoscenza della flora vascolare del Monumento naturale Palude di Torre Flavia (Lazio). – Inf. Bot. Ital. 41, 2: 325-341.


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free access Guida alle piante della spiaggia di Sabaudia (LT)
A guide to the plants of the beach of Sabaudia (Latium, C-Italy)
Guida alle piante della spiaggia di Sabaudia (LT)

Museo del Mare e della Costa

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
Bruno Fumanti, Mauro Iberite, Gianluca Forti

Foto di Andrea Moro

Il Museo del Mare e della Costa 'Marcello Zei' di Sabaudia, polo del Sistema Museale Regionale Naturalistico (RE.SI.NA.), ha come missione è promuovere la conoscenza della costa e del mare pontino e il percorso naturalistico annovera conchiglie provenienti da diverse parti del mondo, immagini di fitoplancton, spugne, crostacei, ricci di mare e un grande acquario mediterraneo e l'esposizione di fossili del territorio e immagini virtuali che consentono di immaginare la vita del Quaternario, nonché un'importante sezione di archeologia classica.

Con questa guida il museo vuole offrire uno strumento per riconoscere le piante che caratterizzano la spiaggia e la lunga duna costiera che caratterizza il litorale di Sabaudia e del Parco Nazionale del Circeo con il suo omonimo promontorio calcareo.

L’area prescelta corrisponde quindi al tratto di spiaggia caratterizzato dalla lunga duna costiera che separa il litorale da quattro laghi salmastri e dove poter fare passeggiate o frequentare una spiaggia anche affollata con occhi diversi.
Questa guida alle più comuni piante presenti sulla spiaggia e sulla duna è stata realizzata in collaborazione con il Progetto Europeo CSMON-LIFE (LIFE13 ENV/IT/642). Trattandandosi di una guida centrata sul fiore, per determinare al meglio alcune piante può essere preferibile osservarle fiorite. Sono state prese in esame principalmente le piante più abbondanti e appariscenti e senza la pretesa di essere esaustivi. La offriamo a tutti i visitatori della cittadina di Sabaudia e alle scolaresche (elementari e medie) come supporto per riconoscere il mondo delle piante e dei fiori e la sua notevole diversificazione anche in un ambiente apparentemente semplificato.


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free access Guida alle piante delle risorgive di Flambro (UD)
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Guida alle piante delle risorgive di Flambro (UD)

Pier Luigi Nimis
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Foto di Adrea Moro

questa e' una versione preliminare, non ancora corretta e saggiata, di una guida alle piante delle Risorgive di Flambro (UD), pubblicata in rete per essere utilizzata da Mary Scar, studentessa del Corso di Botanica Sistematica dell'Universita'di Trieste.


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free access Guida alle piante dello stagno del CEA 'La Còcla' di Forlì
The plants of the CEA Educational Pond (Forlì, N Italy)
Guida alle piante dello stagno del CEA 'La Còcla' di Forlì

P.L. NIMIS, S. MARTELLOS
G. ZOLI

Foto di A. MORO

La rete CEA (Centri di Educazione Ambientale) comprende strutture di provata esperienza nel settore dell'informazione e dell'educazione ambientale operanti in Emilia-Romagna. Obiettivi e compiti dei CEA sono:
  • organizzare percorsi didattici attraverso itinerari formativi,
  • attuare progetti di educazione ambientale per le scuole,
  • fornire ai cittadini informazioni sullo stato dell'ambiente.

  • Nella provincia di Forlì-Cesena sono presenti 8 Centri di Educazione Ambientale e 10 sentieri didattici. Questa chiave è stata costruita come supporto didattico per lo stagno "La Còcla" di Forlì.


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    free access Guida alle piante di El Mesto (Pedrezuela-S. Augustin del Guadalix, Madrid, Spagna)
    A guide to the plants of El Mesto (Pedrezuela-S. Augustin del Guadalix, Madrid, Spain)
    Clave de identificación de las plantas de El Mesto, Pedrezuela-S. Agustín del Guadalix, (Madrid)

    IES San Augustin del Guadalix (Madrid)

    Pier Luigi Nimis, Luis M. Ferrero Lomas, Stefano Martellos, Marina Ferrer Canal
    -

    Foto de Andrea Moro y Luis M. Ferrero Lomas

    Al que recorre por primera vez la senda de El Mesto le sorprende que un lugar como este, con un paisaje agreste y un arbolado denso, se encuentre escondido a tan pocos kilómetros de Madrid capital. El camino discurre sobre una antigua canalización de agua, a lo largo de la hoz labrada por el río Guadalix a su paso por las estribaciones del Cerro de S. Pedro. El camino está muy resguardado y la vegetación del entorno razonablemente conservada. Se trata de un bosque típicamente mediterráneo continental, un encinar en el que abundan plantas termófilas, como el romero y la jara blanca. Cuando nos acercamos al azud, en el final de la senda se pueden ver algunos retazos de bosque de galería, con alisedas y saucedas. Es de resaltar que a pesar de no haber desnivel en la ruta, y situarse toda en el mismo piso bioclimático, la diversidad florística es relativamente elevada al aparecer a lo largo del trayecto afloramientos rocosos, tanto calizos como silíceos.
    El proyecto de esta clave nació con el propósito de disponer de una herramienta didáctica, que permita el acercamiento de los alumnos del IES San Agustín del Guadalix al entorno natural que les rodea, a través, en este caso, de la flora más común que pueden encontrarse en sus proximidades. El uso de las nuevas tecnologías tiene por sí mismo un atractivo especial para los alumnos y, en este caso, hace posible acercar la biodiversidad a estudiantes que, con claves convencionales, les sería una tarea imposible.
    El listado de plantas incluidas en la clave no es completo, ya que especies raras o de difícil determinación (p.e. gramíneas) han sido mayoritariamente excluidas. Además algunos grupos como compuestas y anuales no han sido todavía estudiados en profundidad en la senda, donde quedan aún especies por colectar. Esto no debería restarle valor a las claves, ya que recogen las especies más conspicuas y de fácil determinación que son, al fin y al cabo, las más apropiadas para el trabajo con alumnos adolescentes que carecen de formación taxonómica.


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    free access Guida alle piante legnose dei Colli Euganei
    A guide to the woody plants of the Euganen Hills (NE Italy)
    Guida alle piante legnose dei Colli Euganei

    Pier Luigi Nimis, Rizzieri Masin, Corrado Tietto, Sebastiano Andreatta, Antonella Miola, Mariacristina Villani, Stefano Martellos
    -

    Foto di Andrea Moro

    I Colli Euganei ospitano una flora notoriamente ricca e interessante, che ha attirato l’attenzione dei botanici sin dagli albori di questa disciplina. Questa è una guida all’identificazione delle specie legnose (alberi, arbusti e liane) presenti nel comprensorio dei Colli Euganei allo stato spontaneo, sia quelle autoctone sia quelle a carattere avventizio, per un totale di 214 entità. La lista delle piante incluse nella guida si basa sulla prima checklist moderna delle piante vascolari dei Colli Euganei (Masin & Tietto 2005) e sulle sue successive integrazioni (Masin & Tietto 2005; Antonucci & al. 2007; Guiggi & al. 2007; Banzato & al. 2011; Masin & Scortegagna 2011). Si ringrazia il Dr. Alex Guiggi per la revisione della parte dedicata al genere Opuntia (v. anche Guiggi 2008, 2010).
    La guida, disponibile anche per strumenti mobile, è stata concepita come un aiuto per i visitatori del Parco dei Colli Euganei e soprattutto come strumento didattico per le scuole del territorio euganeo.
    Essa è stata creata in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste e il Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova nell’ambito del progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera), finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e dai fondi nazionali.

    Bibliografia

    Banzato M., Bettella G., Bertani G., Camuffo A., Casarotto N., Dal Lago A., Favaro G., Gruppo di ricerche storico ambientali Il Basilisco, Lasen C., Masin R., Pellegrini B., Pompei S., Scanferla F., Scortegagna S., Tasinazzo S., Tomasi D., Trombin D., Vigato L., Zampieri A., (2010) 2011 – Segnalazioni floristiche venete: 395-460. - Natura Vicentina, 14: 57-87.
    Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C., 2005 - An annotated checklist of the Italian Vascular Flora. - Palombi ed., Roma, pp. 420
    Antonucci S., Bellio M., Benetti G., Franchin F., Bertani G., Cassanego L., Fantini A., Masin E., Masin M., Masin R., Mazzetti G., Pellegrini B., Ponchia R., Rossi di Schio E., Scortegagna S., Tietto C., Tomasi D., Villani M., Zampieri A., Zilio M., 2007 – Segnalazioni floristiche venete: 263-345. - Natura Vicentina, 11: 159-196.
    Guiggi A., 2008 - Catalogo delle Cactaceae naturalizzate in Italia con osservazioni tassonomiche, nomenclaturali e corologiche. - Riv. Piem. St. Nat., 29: 103-140.
    Guiggi A., 2010 - Addenda et corrigenda al catalogo delle Cactaceae naturalizzate in Italia. - Riv. Piem. St. Nat., 31: 35-54.
    Guiggi A., Tietto C., Masin R., 2007 – Notulae alla checklist della Flora Vascolare Italiana 3(1267-1310): 1283. - Informatore Botanico Italiano, 39(1): 242.
    Masin R., Tietto C., 2005 - Flora vascolare della provincia di Padova (Italia nord-orientale) - Natura Vicentina, 9: 7-103.
    Masin R., Tietto C., 2005 - Flora dei Colli Euganei e della pianura limitrofa. - SAPI ed., Padova, 120 pp.
    Masin R., Scortegagna S., (2011) 2012 - Flora alloctona del Veneto centro-meridionale (province di Padova, Rovigo, Venezia e Vicenza – Veneto- NE Italia). - Natura Vicentina 15: 5-54.


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    free access Guida alle piante legnose dei giardini di Ostiglia (MN)
    The woody plants of the gardens of Ostiglia (N Italy, Prov. Mantova): an interactive guide
    Guida alle piante legnose dei giardini di Ostiglia (MN)

    Liceo Scientifico ind. Scienze Applicate di Ostiglia

    Pier Luigi Nimis, Giorgio Grossi, Claudio Malavasi
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    Foto di Andrea Moro

    I Giardini pubblici di Ostiglia già vincolati da tutela paesistica con decreto ministeriale del 3 gennaio 1952 sono stati recentemente risistemati. Essi comprendono il Giardino Storico Bonazzi di 6000 mq (annesso al Palazzo Comunale costruito nel 1783) ed il Giardino Pubblico adiacente di 7800 mq. Al fine di valorizzare la fruizione non solo ricreativa ma anche didattica di questa ampia area verde ormai inclusa nel tessuto urbano di Ostiglia, si propone che negli anni scolastici 2012/2013 gli studenti di alcune classi del Liceo Scientifico ind. Scienze Applicate durante le ore curricolari di scienze approfondiscano la conoscenza e il riconoscimento delle essenze arboree e arbustive presenti nei giardini. Numerose sono infatti le piante legnose presenti: 145 quelle censite nel corso della riqualificazione, e di queste alcune di notevole pregio storico e monumentale. Il progetto prevede che gli studenti effettuino uscite periodiche per l’identificazione delle piante attraverso chiavi di lettura non solo cartacee ma anche utilizzabili su supporti digitali quali palmari, tablet, e telefonini di ultima generazione. E' prevista inoltre la realizzazione di un archivio fotografico utilizzabile per la costruzione di mappe e/o visite virtuali. Infine si cercherà di individuare dei percorsi guidati con etichette identificative per gli alberi più antichi, al fine di rendere più consapevole ed istruttiva la visita ai giardini pubblici. Questa guida, creata in collaborazione con il progetto Dryades, coordinato dal Dipartimento di Scienze della Vita dell'Università di Trieste, è ancora priva di note alle specie, che verranno progressivamente aggiunte durante il lavoro in classe.


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    free access Guida alle piante legnose del 'Bosco dei Bricconi' (BZ)
    A guide to the woody plants of the 'Bosco dei Bricconi' (Bolzano/Bozen, N Italy)

    Guida alle piante legnose del 'Bosco dei bricconi' (BZ)

    Pier Luigi Nimis, Alessandro Andriolo, Paul Zipperle, Klaus Oberlechner, Paolo Giacomoni
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    Foto di Andrea Moro

    Il ‘Bosco dei bricconi‘ è un sentiero didattico alle pendici del Colle di Bolzano.
    E’ stato costruito dalla Stazione Forestale di Bolzano in collaborazione con il laboratorio riabilitativo ‘ Colle ‘ dei Servizi sociali utilizzando solo materiali presenti sul posto tanto che talvolta è difficile distinguere le strutture ‘artificiali‘ dal contesto boschivo circostante.

    Il profano che si avventura per la prima volta nel Bosco dei Bricconi ne rimane perplesso. Nella nostra terra per bosco si intende comunemente la pecceta, dove gli abeti rossi, soldati impettiti sempre sull’attenti, compongono un singolare picchetto d’onore e mettono – a volte – un po’ di soggezione. Qui invece di tanta maestà non c’é traccia. Ci inoltriamo in un bosco arruffato, disordinato. I nostri piedi calpestano piú spesso il porfido, qui presente in abbondanza, che il terreno. Siamo circondati da carpini, querce, sporadici castagni; la nuova (si fa per dire) arrivata é la robinia, che, importata qualche secolo fa, si é trovata bene e ha preso piede in modo a volte preoccupante. Va citato anche, unico rappresentante tra le conifere, il pino silvestre, pianta frugale e amante del sole, che, consociata alle sue cugine latifoglie, ha risposto nel corso dei secoli ad un bisogno umano: le latifoglie fornivano legna da ardere per scaldarsi e cuocere i cibi, il pino assortimenti piú lunghi e dritti per il legname da opera. Le piante sono generalmente basse, crescono come possono, sono abituate ad una dieta frugale, soprattutto a prolungati periodi senza acqua. Alcune, giá vecchie, perdono qualche ramo o decidono di mettersi di traverso sul sentiero. L’effetto finale é, naturalmente, disordinato, ma la natura, occorre ricordarlo, ha un concetto di ordine che poco ha a che fare con quello umano. E nel succedersi delle stagioni questo posto rivela tutto il suo fascino, la sua magia. Possiamo immaginare quanto un bosco composto quasi completamente di latifoglie cambi dall’estate all’inverno. Si trasforma lentamente nel corso dell’autunno, regalandoci una mirabile esplosione di colori cangianti, infine abbandona le sue vesti e si prende un periodo di quiete. In inverno i nostri piedi calpestano uno scricchiolante tappeto di foglie di ogni forma e colore. Osservarle con attenzione diventa spesso un piacevole passatempo.
    Con i primi tepori, non visto, il bosco ricomincia a muoversi. La linfa torna a fluire, le gemme si ingrossano e il bosco rinverdisce. Dal basso, però. Gli alberi rimangono rispettosamente senza foglie, aspettando che piante erbacee e arbustive approfittino per prime della luce del sole. Per trovare i primi segni della primavera dobbiamo dunque guardare per terra, e la nostra ricerca viene puntualmente premiata. La fioritura di primule e epatiche, che spuntano inaspettate tra le felci dolci e i sassi, é, dopo l’inverno, una vista particolarmente grata. Passata questa fioritura, tocca a pruni e rovi, e infine agli alberi, non tutti insieme, ma obbedendo a un’esigenza d’ordine, questo sí, naturale.
    Lasciando questo luogo, percepiamo netto il suo invito. Torna a trovarmi, ho ancora molto da raccontarti.

    Questa guida interattiva, creata in collaborazione con il prof. P.L. Nimis nell’ambito del Progetto Dryades dell’Università di Trieste, consente di dare un nome alle piante legnose presenti nel ‘Bosco dei bricconi‘ e siamo certi che contribuirà a rendere ancora più interessante una sua visita.


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    free access Guida alle piante legnose del 'Bosco dei Bricconi' (BZ)
    A guide to the woody plants of the 'Bosco dei bricconi' (Bolzano/Bozen, N Italy)
    Der 'Schelm Wald': ein Bestimmungsschlüssel für die Gehölze

    Pier Luigi Nimis, Alessandro Andriolo, Paul Zipperle, Klaus Oberlechner, Paolo Giacomoni
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    Bilder von Andrea Moro

    Der ‘Schelm Wald’ ist ein Lehrpfad an den Hängen von Kohlern bei Bozen.
    Er wurde von der Forststation Bozen in Zusammenarbeit mit der Rehabilitationswerkstätte Kohlern des Sozialen Dienstes errichtet, wobei nur Materialien verwendet wurden, die an Ort und Stelle gefunden wurden. Deshalb kann es oft schwierig sein, die „künstlich’ errichteten Strukturen vom umgebenden Wald zu unterscheiden.

    Der Laie, der sich zum ersten Male in den „Schelm Wald’ wagt wird erstaunt sein.
    In unseren Breiten denkt man beim Begriff „Wald’ meist an einen Fichtenwald, wo die Fichten Habt Acht in Reih und Glied stehend nicht selten eine imposante Ehrenformation darstellen. Hier jedoch ist von einem majestätischen Glanz keine Spur. Wir tauchen in einen ruppigen und scheinbar ungeordneten Wald ein. Unsere Füße stoßen sich mehr am Porphyr, der ausreichend vorhanden ist, als dass sie auf weichen Waldboden treten. Wir sind von Hopfenbuchen, Eichen und vereinzelten Kastanien umgeben. Wir treffen die so genannte „neue’ Robinie an, welche vor einigen Jahrhunderten eingeführt wurde und sich oftmals in einem fast besorgniserregendem Maße wohl fühlt. Platz findet auch ein Vertreter der Koniferen: die genügsame und sonnenliebende Rotkiefer. Diese musste zusammen mit den Laubhölzern im Laufe der Jahrhunderte den verschiedensten Ansprüchen der Menschen gerecht werden; so musste der Wald neben dem Brennholz auch Bauholz liefern. Grundsätzlich sind die Pflanzen jedoch kleinwüchsig, dürfen wachsen wie sie wollen und sind an eine karge Diät angepasst, besonders an längere Trockenperioden. Die älteren unter ihnen verlieren gelegentlich den einen oder anderen Ast, oder legen sich bisweilen quer auf dem Pfad zur letzten Ruhe. Schließlich erscheint alles unordentlich, aber die Natur hat sehr wohl einen Ordnungssinn, wenngleich dieser nicht dem menschlichen entspricht. Im Wandel der Jahreszeiten offenbart dieser Ort letztendlich seinen ganzen Glanz und Zauber. Wir können uns vorstellen, wie sich das Laub der Bäume zwischen Sommer und Winter verändert. Langsam verändert es sich im Laufe des Herbstes, und schenkt uns eine immense Farbenpracht bis die Bäume im Winter das Kleid ablegen und eine Zeit der Ruhe und Stille eintritt. Im Winter betreten unsere Füße einen raschelnden Teppich an Blättern verschiedenster Formen und Farben. Sie aufmerksam zu beobachten ist oft ein angenehmer Zeitvertreib.
    Mit der ersten Wärme beginnt der Wald erneut, unbemerkt, zu erwachen. Die Lymphe beginnt wieder zu fließen, die Knospen schwellen an und der Wald wird wieder grün - von unten nach oben! Die Bäume bleiben rücksichtsvoll ohne Blätter, sodass die Bodenpflanzen und Sträucher die ersten Sonnenstrahlen nutzen können. Um die ersten Zeichen des Frühlings wahrnehmen zu können müssen wir den Boden beobachten und unsere Suche wird punktuell belohnt. Die blühenden Schlüsselblumen und Leberblümchen welche unerwartet zwischen Tüpfelfarn (Engelsüß) und den Steinen hervor sprießen sind nach dem Winter ein lohnender Anblick. Anschließend an diese Blühte sind der Schlehdorn sowie Himbeere und Brombeere an der Reihe und schließlich die Bäume, nicht gleichzeitig, sondern einer natürlichen Ordnung gehorchend.
    Wenn wir am Ende diesen Ort dann verlassen, vernehmen wir zum Abschied die Einladung: „Komm wieder und besuche mich, ich habe dir noch viel zu erzählen.’

    Diese interaktive Führung, welche in Zusammenarbeit mit Prof. Nimis im Rahmen des Projektes „Dryades’ der „Università di Trieste’ eingerichet wurde, erlaubt es den Holzgewächsen des „Schelm Waldes’ einen Namen zu geben und wir sind sicher, dass dies einen Besuch noch interessanter gestaltet.


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    free access Guida alle piante legnose del Bosco ex Aeroporto di Castiglione del Lago (Lago Trasimeno, PG)
    A guide to the woody plants of the Airport-wood of Castiglione del Lago (Trasimeno Lake, Prov. Perugia, C-Italy)
    Guida alle piante legnose del Bosco ex Aeroporto di Castiglione del Lago (Lago Trasimeno, PG)

    Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
    Mariella Morbidelli, Mario Morellini

    Foto di Andrea Moro

    Il "Laboratorio del Cittadino" Onlus è un’Associazione fondata nel 1994, che fa parte della rete di CEA dell’Umbria riconosciuti dal Progetto INFEA (MIUR e Ministero dell’ Ambiente). Esso nasce dall’esigenza di tutelare e valorizzare l’ambiente ed il paesaggio, di promuovere una conoscenza a tutto tondo degli spazi di vita, di educare ad un rapporto equilibrato tra l’attività umana e la natura promuovendo scelte di consumo consapevoli per diffondere iniziative sostenibili da parte dei cittadini e rendere al meglio la vivibilità del territorio. Per realizzare le proprie finalità sociali l’Associazione svolge le seguenti attività per la tutela e la valorizzazione della natura e dell’ambiente:
    1) promuove la creazione di percorsi didattici tematici ed interdisciplinari in parchi naturali, riserve naturali regionali e/o statali, orti e giardini botanici
    2) attiva, sviluppa e gestisce programmi di educazione ambientale nelle scuole di ogni ordine e grado;
    3) ) promuove la conoscenza del paesaggio, con il suo ricco patrimonio di beni naturali e culturali, come mezzo di diffusione del rispetto e dell’apprezzamento per l’ambiente, contribuendo alla diffusione nella comunità di un sentimento di appartenenza ad una stessa “casa” e favorendo così il dialogo interculturale contro ogni tipo di ripieghi identitari.
    Una delle aree di attività del Laboratorio del Cittadino è l’area del Parco regionale del Lago Trasimeno, il più grande dei parchi regionali umbri. L'aspetto naturalistico del Parco è quello di una zona umida di grandissima importanza. Il lago, incastonato tra le colline umbre ha, da sempre, rappresentato per l'avifauna acquatica un'importante area di svernamento, sosta e riproduzione, e per le specie ittiche un habitat perfetto per vivere e riprodursi. In particolare vengono svolte molte attività didattiche nell’area del bosco dell’ex aeroporto di Castiglione del Lago, area di interesse comunitario. Tali attività hanno lo scopo di contribuire a far conoscere a adulti e bambini la biodiversità mediante lo studio, l’osservazione di tale habitat naturale, nonché della flora e della fauna selvatiche.
    Questa guida – creata in collaborazione con il progetto europeo KeyToNature, coordinato dall’Università di Trieste, include le più comuni piante legnose presenti nel bosco. Verrà utilizzata per esercitazioni didattiche in campo centrate sul riconoscimento delle specie vegetali.


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    free access Guida alle piante legnose del Carmen de los Mártires (Granada)
    A guide to the woody plants of the Carmen de los Mártires (Granada)

    Guida alle piante legnose del Carmen de los Mártires (Granada)

    Manuel Casares Porcel, Pier Luigi Nimis, José Tito Rojo
    -

    Foto di Andrea Moro

    Il Carmen de los Mártires è un giardino romantico situato nelle vicinanze dell'Alhambra di Granada, sul terreno di quella che doveva essere stata una vecchia tenuta dei nobili Nazari. Lo spazio, con una superficie di 7 ettari, ha una storia interessante di cui ci sono numerose vestigia. Prima di acquisire la sua attuale configurazione, il giardino fu sede di un importante monastero carmelitano, convertito intorno al 1858 in una tenuta ricreativa privata. Nella sua configurazione attuale è stato concepito come una collezione di giardini realizzati secondo le diverse tipologie che erano tradizionalmente considerate in quel momento (giardino francese, inglese, andaluso). Il suo stile sontuoso combinava aiuole con spazi a frutteti e boschetti di tipo paesaggistico. Grazie alla sua unicità, nel 1943 è stato dichiarato giardino artistico-storico e nel 1957 divenne il principale parco pubblico della città di Granada. Il giardino è uno dei meglio conservati del XIX secolo spagnolo, pur avendo subito un assalto importante nel 1974 a seguito di un progetto di sviluppo fallito che ha distrutto una parte importante del paesaggio forestale. Dal 1986, lo spazio è stato modificato in diverse occasioni che hanno restituito parte dello splendore ai giardini. Oggi conserva una significativa diversità vegetale con alcuni degli alberi più antichi della città di Granada, tra cui un magnifico cipresso lusitano (Hesperocyparis lusitanica, e i più antichi esemplari in Europa di Phoenix canariensis.
    Questa guida botanica è stata concepita per far conoscere la flora del giardino e per poter svolgere in esso diverse attività ricreative ed educative. Lo strumento può essere utilizzato come mezzo di identificazione che consente di riconoscere intuitivamente gli alberi e gli arbusti del giardino anche senza conoscenze specialistiche di Botanica. Esso consente anche attività interessanti che possono essere integrate come strumenti di formazione a diversi livelli di istruzione.
    La creazione di una chiave di questo tipo non è semplice: ha richiesto un'attenta selezione della terminologia e dei caratteri utilizzati per l'identificazione. Abbiamo cercato di usare la terminologia più semplice possibile e il testo di ogni dicotomia cerca di essere il più breve possibile. I caratteri distintivi sono stati adeguatamente illustrati in modo che il significato dei testi sia comprensibile in maniera intuitiva.
    Questa guida può essere utilizzata direttamente in rete, oppure in una versione statica per tablet e telefonini, che funziona anche senza connessione ad internet. Quest’ultima è scaricabile attraverso l'applicazione gratuita 'KeyToNature' (Android e iOS).


    Posizione geografica / Geographic position


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    free access Guida alle piante legnose del Parco Baden Powell di Cavallino-Treporti (Venezia)
    A guide to the woody plants of the Baden Powell Park of Cavallino-Treporti (Province of Venice, NE Italy)
    Guida alle piante legnose del Parco Baden Powell di Cavallino-Treporti (Venezia)

    Pier Luigi Nimis, Marco Fabbri
    -

    Foto di Andrea Moro

    Il territorio comunale di Cavallino Treporti (VE) si sviluppa lungo una penisola che separa il mare Adriatico dalla laguna nord di Venezia caratterizzata dalla presenza dell’ambiente lagunare e vallivo da una parte e l’ambiente litoraneo, con un ampio sistema di dune sabbiose, dall’altro. Nel mezzo si sviluppa un territorio ricco di pinete, ma anche di coltivazioni agricole. Il Parco Baden Powell, che si situa presso il centro di Ca’ Savio, è frutto di un recente intervento di ristrutturazione e rivisitazione paesaggistica progettato da un gruppo di agronomi, architetti e biologi guidati dal Dott. Marco Fabbri. Il parco, inaugurato nel 2009, è l’area attrezzata principale per tipologia di intervento e posizione nel territorio comunale. L’intervento nasce dall’esigenza di ristrutturare un parco cittadino con l’obiettivo di renderlo maggiormente fruibile ai cittadini e soprattutto di organizzare in maniera organica, in un’area comunque limitata, diverse funzioni e cioè quella di area per il gioco dei bambini, per attività sportiva, per il cinema all’aperto, di sosta ricreativa per ragazzi e adulti e per passeggiate su sentieri lastricati e sterrati tra dune piante fiorite. Si è scelto un disegno di tipo contemporaneo, idealmente ispirato all’insegnamento del paesaggista Roberto Burle Marx, con disegni coloratissimi e a onde, che richiamano il paesaggio marino, con i colori e le tranlucenze dei vetri di Murano. Nella scelta delle piante sono stati evocati i momenti principali del contesto ambientale di Cavallino Treporti e in particolare il richiamo all’ambiente litoraneo e lagunare con la creazione di un ambiente di dune sabbiose e di dune piantate con specie arboree. Il parco si sviluppa su una superficie totale di 8.842 m² di cui 4.000 m² di prato, 1.028 m² di cemento colorato, 190 m² di parco giochi per bambini, 59 alberi, 270 arbusti e circa 3000 bulbose e perenni.
    Questa guida interattiva alle piante legnose del Parco è stata realizzata dal Progetto SiiT, coordinato dal Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste, nell’ambito dell’iniziativa ‘Verde Pubblico’, che mira a valorizzare le aree verdi comunali creando strumenti interattivi di facile consultazione per avvicinare i cittadini alla conoscenza della ‘foresta urbana’ e soprattutto per fornire aalle scuole uno strumento che permetta loro di utilizzare le aree verdi comunali come veri e propri ‘laboratori all’aperto’ in cui svolgere attività didattiche centrate sull’identificazione delle piante. In particolare, la guida si presta pr l’organizzazione di ‘Cacce al Tesoro Botaniche’, in gruppi di studenti competono nell’identificazione delle piante del Parco.
    Il progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera) è finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.


    Posizione geografica / Geographic position


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    free access Guida alle piante legnose del Parco Nazionale del Triglav (Slovenia)
    A guide to the woody plants of the Triglav National Park (Slovenia)


    Guida alle piante legnose del Parco Nazionale del Triglav (Slovenia)

    Pier Luigi Nimis, Alenka Petrinjak, Nejc Jogan
    -

    Foto di Andrea Moro

    Il Parco Nazionale del Triglav, l'unico parco nazionale sloveno, prende il nome dal Monte Triglav, la montagna più alta della Slovenia (2864 m). Si estende lungo il confine italiano e vicino al confine con l'Austria nella parte nord-occidentale della Slovenia per 880 chilometri quadrati, un’area pari al 4% del territorio della Slovenia. Il Parco è orgoglioso delle sue acque pure, delle profonde gole, dei resti di foreste vergini, della ricchezza in biodiversità, un Eldorado di fiori di montagna, tra cui diverse piante endemiche.
    Questa guida interattiva permette l'identificazione delle piante legnose del Parco (159 taxa). Per generi difficili come Rubus, Rosa e Salix solo le specie più comuni sono trattate.
    La chiave è stato progettata per aiutare i cittadini ed i turisti a conoscere la natura nella natura, e come strumento educativo per insegnanti e studenti per l'insegnamento della biologia. E’ stata creata in collaborazione tra il Dipartimento di Scienze della Vita dell'Università di Trieste (Italia) ed il Parco Nazionale del Triglav (Slovenia), nell’ambito del Progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera), finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.


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    free access Guida alle piante legnose del Parco Villa Ghigi (Bologna)
    A guide to woody plants of the Villa Ghigi Park (Bologna, N Italy)
    Guida alle piante legnose del Parco Villa Ghigi (Bologna)

    Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
    Paolo Donati

    Foto di Andrea Moro

    Il parco Villa Ghigi è uno dei più ampi e gradevoli spazi verdi pubblici della città di Bologna. Si estende per una trentina di ettari fuori Porta San Mamolo, in un’appartata valletta non lontana dal centro ma già inserita in un ambiente collinare di grande suggestione, a breve distanza da edifici di notevolissimo interesse storico come l’Eremo di Ronzano, il Convento dell’Osservanza e Villa Aldini. Nel nome ricorda gli ultimi proprietari privati e in particolare lo zoologo Alessandro Ghigi (1875-1970), personaggio di spicco del mondo accademico bolognese e antesignano della protezione della natura in Italia. Nel parco, aperto al pubblico nel 1975, sono ancora ben riconoscibili i vecchi appezzamenti della tenuta, segnati da filari di alberi da frutto, ai quali fanno da cornice lembi di querceto, pioppi e ontani lungo il rio e un boschetto ornamentale nei pressi della villa, un edificio di aspetto ottocentesco ma di origine quasi certamente cinquecentesca oggi purtroppo in abbandono. Nel notevole patrimonio botanico, che offre una bella rassegna delle specie spontanee della collina, risaltano diverse monumentali roverelle, alcuni grandi esemplari arborei esotici e un gruppo di faggi piantato a fine Ottocento. In uno degli edifici colonici del parco ha sede la Fondazione Villa Ghigi, un Centro di Educazione Ambientale che da trent’anni svolge un’intensa attività educativa, divulgativa, culturale e tecnica rivolta a scuole, cittadini e amministrazioni.
    Questa guida alle piante legnose del parco Villa Ghigi è stata realizzata in collaborazione con il Progetto Europeo KeyToNature, coordinato dall’Università di Trieste. La lista delle piante arboree, arbustive e lianose presenti nell’area verde deriva da un censimento svolto dalla Fondazione alcuni anni fa e tenuto regolarmente aggiornato.


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    free access Guida alle piante legnose del Parco della Chiusa (Casalecchio di Reno, BO)
    A guide to the woody plants of of the Parco della Chiusa (Casalecchio di Reno, Bologna)
    Guida alle piante legnose del Parco della Chiusa (Casalecchio di Reno, BO)

    Pier Luigi Nimis, Alessandro Chiarucci, Elena Dalla Dea, Chiara Lelli, Stefano Martellos, Andrea Moro, Elena Pittao, Chiara Suanno
    -

    Foto di Andrea Moro

    Il Parco della Chiusa, con un’estensione di circa 100 ettari, si colloca nel Comune di Casalecchio di Reno, alle porte della città di Bologna. A partire dalla riva destra del fiume Reno (60 m), il parco risale fin quasi al crinale delle prime colline bolognesi (175 m), attraversando formazioni ripariali con pioppi e salici, boschi misti a prevalenza di querce, carpini e ornielli, boschi di neoformazione, residui coltivi, lembi di praterie, arbusteti, e diversi altri ambienti esemplificativi di un più ampio contesto appenninico.
    Il parco è compreso all’interno del SIC-ZPS 'Boschi di San Luca e Destra Reno' e fa parte del del Paesaggio Protetto 'Colline di San Luca'; in molte aree è in atto una progressiva rinaturalizzazione, con aree un tempo coltivate o boschi in passato soggetti a ceduazione e oggi non più regimentati. L’anima del parco cittadino si lega quindi ad un’importante funzione di bacino di biodiversità, sia dal punto di vista faunistico che floristico, che merita di essere valorizzata e tutelata. Completano il quadro di questo mosaico ambientale le specie ornamentali e coltivate introdotte nei secoli nell’area storica del parco. Numerosi sono, quindi, gli elementi di rilevanza storica e naturalistica contenuti in quest’area verde di facile accessibilità, che nasce e si sviluppa inizialmente come possedimento della nobile famiglia Sampieri Talon nel corso del XVI secolo, ma che è oggi un punto di ritrovo frequentatissimo dalla cittadinanza per lo svago, lo sport e il tempo libero.
    Il parco è attraversato da vari percorsi escursionistici, tra cui la rinomata ‘Via degli Dei’ che collega Bologna a Firenze, e offre attività per tutti i gusti: dai più avventurosi sentieri per mountain bike, alla corsa lungo i viali alberati, fino alla più tranquilla passeggiata domenicale. Per la sua facile accessibilità, la ricchezza di percorsi pedonali e ciclabili e la varietà di ambienti, questo Parco si presta a costituire un laboratorio a cielo aperto, per avvicinarsi con più consapevolezza all’ambiente che ci circonda. Proprio a questo scopo nasce l’idea di una chiave di riconoscimento delle piante legnose del Parco della Chiusa, in modo da consentire, a chi vorrà mettersi in gioco, di sperimentare e approfondire la biodiversità vegetale dell’area, a partire dagli alberi e dagli arbusti. Attraverso la risposta a semplici quesiti, tutti gli utenti del parco possono essere stimolati all’osservazione dei dettagli fino ad arrivare a scoprire, passo dopo passo, le piante che incontrano. Grazie a questa guida, chi frequenta il Parco della Chiusa avrà la possibilità di vivere in modo più interattivo l’apprendimento: ognuno con una semplice app diventa partecipe dell’identificazione.
    Questa guida interattiva alle piante legnose del Parco, disponibile anche per tablet e telefonini tramite l’applicazione gratuita KeyToNature, è stata creata in collaborazione tra il Progetto Dryades dell’Università di Trieste, il Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Bologna, e il Comune di Casalecchio di Reno. Il suo scopo è quello di contribuire alla conoscenza della biodiversità vegetale del Parco da parte dei visitatori e delle scuole, per favorire la crescita di sguardi sempre più attenti e biodiversi.


    Posizione geografica / Geographic position


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    free access Guida alle piante legnose del S.I.C. Media Valle del Tirso - Altopiano di Abbasanta - Rio Siddo (Oristano, Sardegna)
    Key to the woody plants of the protected area Media Valle del Tirso - Altopiano di Abbasanta - Rio Siddo (Oristano, Sardinia)
    Guida alle piante legnose del S.I.C. Media Valle del Tirso - Altopiano di Abbasanta - Rio Siddo (Oristano, Sardegna)

    Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
    Alessandra Manca

    Foto di Andrea Moro

    Nella Sardegna centrale, nel Sito di Importanza Comunitaria “Media Valle del Tirso - Altopiano di Abbasanta - Rio Siddo”, nasce “Centro” un Centro di Educazione e Documentazione Ambientale, con l’obiettivo di far conoscere e far vivere la natura e l’ambiente in modo consapevole ed in maniera partecipata.
    Centro organizza: passeggiate alla scoperta dell’ambiente del SIC, della sua flora, della sua fauna e dei suoi panorami; giornate di attività didattiche e ricreative all’aperto per gruppi di scolari: il territorio diventa libro di testo; corsi di fotografia naturalistica, micologia, acquarello botanico ed erboristeria; seminari e giornate di approfondimento sulle diverse problematiche ambientali e culturali del S.I.C.; attività di orienteering.
    Questa guida alle piante legnose del S.I.C., preparata in collaborazione con il progetto europeo KeyToNature, servirà ad organizzare attività ludico-didattiche con le scuole.
    Ringraziammo il Prof. Ignazio Camarda (Università di Sassari) per le integrazioni alla lista floristica.


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    free access Guida alle piante legnose del parco La Polveriera di Ivrea (TO)
    A guide to woody plants of the La Polveriera Park (Ivrea, Piedmont, N Italy)
    Guida alle piante legnose del parco La Polveriera di Ivrea (TO)

    Laboratorio Permanente di Educazione Ambientale CIRDA di Ivrea

    Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
    Alessio Ferrarese, Lino Judica, Adriana Bovio, Antonella Sorrentino, Diego Marra

    Foto di Andrea Moro

    Una chiave interattiva per la conoscenza delle piante legnose del territorio eporediese. Il sussidio didattico è offerto alle classi degli istituti scolastici di ogni ordine e grado; partendo dalla flora del suggestivo parco ‘La Polveriera’ si estende alle essenze più comuni presenti nelle aree verdi cittadine. Una risorsa preziosa per conoscere e valorizzare le bellezze ed il patrimonio naturalistico del verde Canavese, inserito nel paesaggio dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea.


    Posizione geografica / Geographic position


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    free access Guida alle piante legnose dell'Austria
    A guide to the woody plants of Austria

    A guide to the woody plants of Austria

    Anton Drescher, Pier Luigi Nimis, Felix Schlatti
    -

    Images by Andrea Moro

    This key to the woody plants occurring in Austria includes both native species and the most common alien species planted in garden and parks. The list of native species was easily obtained from FISCHER et al. (2008), while for alien species we had to rely on our experience in Eastern and Southwestern Austria and on works centered on cultivated species in the temperate zone of Central Europe (MEYER et al. 1994, ROHLOFF & BÄRTELS 1996, C. SCHNEIDER 1904-06). In order to assess the commoness/rarity of alien species in cultivation, we also consulted the online catalogues of important commercial companies in Austria (e.g. Praskac, Ecker-Eckhofen, Loidl). The result was a list of 595 infrageneric taxa , including both low shrubs and tall trees. A first version of the key was produced in the early spring of 2011, using the software FRIDA (MARTELLOS 2010, NIMIS & VIGNES LEBBE 2010) and the corresponding database of Project Dryades (University of Trieste). That key was thoroughly tested both on living material in the Botanical Garden of the University of Graz and on specimens of the GZU Herbarium, which resulted in several proposals of modifications, sent back to Trieste and implemented there. For cultivated alien plants the we consulted recent floras of the temperate part of the Northern Hemisphere (Flora of China, Flora of North America), sometimes even floras of narrow areas (e.g. RHOADS & BLOCK 2000). The present key does not include the myriad of cultivars in genera such as Chamaecyparis, Cupressus, Thuja, Juniperus, Taxus. In most cases it brings to a species, but in form-rich and difficult genera it stops at the genus level (e.g. alien Rhododendron, Cotoneaster, Malus, Rosa, Rubus). We would be grateful for any feedback concerning errors or other problems in the key.

    Referencesr
    FISCHER M.A., OSWALD K. & ADLER W. 2008 - Exkursionsflora für Österreich, Liechtenstein, und Südtirol. 3. Aufl.- Linz: Land Oberösterreich, Biologiezentrum der Oberösterr. Landesmuseen.
    Flora of China Editorial Committee, eds. 1999+ - Flora of China. – Missouri Botanical Garden.
    Flora of North America Editorial Committee, eds. 1993+ - Flora of North America North of Mexico. 16+ vols. New York and Oxford.
    MEYER F.H., HECKER U., HÖSTER H.R & SCHROEDER F.-G. 1994 - Jost Fitschen. Gehölzflora: ein Buch zum Bestimmen der in Mitteleuropa wachsenden und angepflanzten Bäume und Sträucher. 10. Überarb. Aufl. – Quelle & Meyer. Heidelberg, Wiesbaden.
    MARTELLOS S. 2010 - Multi-authored interactive identification keys: The FRIDA (FRiendly IDentificAtion) package. Taxon, 59, 3: 922-929.
    NIMIS P.L. & VIGNES LEBBE R. (eds.) 2010 - Tools for Identifying Biodiversity: Progress and Problems – ISBN 978-88-8303-295-0. EUT, 455 pp.
    RHOADS A.F. & BLOCK T.A. 2000 - The plants of Pennsylvania: an illustrated manual. (with illustrations by A. Anisko. – University of Pennsylvania Press. Philadelphia.
    ROLOFF A. & BÄRTELS A. 1996 - Gartenflora Band 1 - Gehölze. – E. Ulmer, Stuttgart.
    SCHNEIDER C. K. 1904-06 - Illustriertes Handbuch der Laubholzkunde. Charakteristik der in Mitteleuropa heimischen im Freien angepflanzten angiospermen Gehölz-Arten und Formen mit Ausschluss der Bambuseen und Kakteen. – G. Fischer, Jena.


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    free access Guida alle piante legnose dell'itinerario Percorso della Memoria (Portegrandi-Trepalade, Quarto d'Altino- VE)
    A guide to the woody plants of the nature trail Percorso della Memoria (NE Italy, Prov. Venice)
    Guida alle piante legnose dell’itinerario Percorso della Memoria (Portegrandi-Trepalade, Quarto d’Altino- VE)

    Pier Luigi Nimis
    -

    Foto di Andrea Moro

    Il Percorso della Memoria si snoda in un paesaggio planiziale dove acqua, vegetazione e storia s’intersecano tra loro. Partendo da Portegrandi si risale lungo l’argine del Sile passando per Trepalade, con la sua Oasi naturalistica, per raggiungere i due ponti sul Sile a Quarto d’Altino. Da Quarto, scendendo sull’argine del fiume Zero, si arriva alla città archeologica di Altino. Da questa si ritorna a Trepalade-Portegrandi, risalendo il canale Siloncello.
    Partendo dalla Conca di Portegrandi gran parte del percorso si snoda lungo la restera delle rive sia del Sile che dello Zero in un ambiente composito con prospettive naturalistiche e testimonianze importanti e significative. Un territorio che ha ricevuto impronte tangibili del passaggio del Genio romano con le prime bonifiche, la fondazione e il fulgore di Altino, della Repubblica veneta, della realizzazione delle vie fluviali che collegavano Treviso con la Laguna, del taglio del Sile, le idrovore, la salvaguardia dei territori bonificati, i ricordi della Grande Guerra con l’ospedale e l’infermeria dove un giovane Ernest Hemingway prestò la sua opera di volontario della croce rossa.
    I primi alberi di una certa imponenza, non sempre spontanei, che si incontrano iniziando il percorso sono prevalentemente il salice piangente, il platano ibrido e il pioppo nero, mentre nel successivo percorso che porta a Trepalade troviamo il salice bianco, l’ontano comune, la farnia, il gelso a ricordo dell’allevamento dei bachi da seta (chiamati cavaleri) e la robinia. Dopo Trepalade troviamo un abbondante sottobosco con specie tipiche di questi habitat, tra cui il salice cenerino, la sanguinella, il sambuco e altre piante erbacee igrofile, soprattutto a monte dell’Oasi naturalizzata di Trepalade, poiché il suolo presenta frequenti ristagni dell’acqua. Le specie più appariscenti per le grandi dimensioni sono i pioppi: nero e cipressino, la robinia e il salice bianco frequentemente, come in passato, potato a capitozza, dove non di raro è possibile osservare il nido del pendolino. A margine di quest’area umida sono stati introdotti l’acero campestre, l’ontano, il carpino e la farnia. Il rimanente tratto di restera, fino a Quarto d’Altino, è occupato dalla cannuccia palustre intercalata da salice bianco, sanguinella, rosa canina e qualche raro sambuco.
    Prima del ponte ferroviario di Quarto d’Altino, il percorso può proseguire verso Treviso (percorso ciclopedonale per ora ancora incompleto ma percorribile a piedi con parecchia difficoltà), oppure attraverso il sentiero ciclopedonale del ‘Percorso della memoria’ che inizia dalla via Claudia Augusta. Percorrendo la via Claudia Augusta, dopo le abitazioni presenti sulla sinistra, è presente un’area a bosco naturalizzato, nel fossato al confine con la strada a primavera fiorisce il campanellino (Leucojum vernum), pianta abbastanza rara in queste zone di pianura, residuo di resti alluvionali montani. Proseguendo si raggiunge l’idrovora Carmason, che sversa nel fiume Zero, le acque piovane e di scolo dal terminale del canale consorziale (Carmason). Costeggiando poi l’argine del fiume Zero, verso valle, si raggiunge Altino e da qui dirigendosi verso a Trepalade-Portegrandi, si completa l’itinerario.
    Questa guida alle piante legnose del percorso vuole essere un aiuto per il visitatore che intenda iniziare a scoprire la sua ricca biodiversità vegetale. La guida è stata creata in collaborazione tra il Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste e l’associazione Astea Cidrea (http://www.astea-cidrea.it) nell’ambito del progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera), finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e dai fondi nazionali.


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    free access Guida alle piante legnose della Provincia di Biella
    An interactive guide to the woody plants of the Biella Province (Piedmont, N Italy)

    Una guida interattiva alle piante legnose della provincia di Biella (Piemonte, N Italia)

    Giardino Botanico di Oropa

    Pier Luigi Nimis, Fabrizio Bottelli, Maria Luisa Pedullà, Deborah Isocrono, Stefano Martellos

    Foto di Andrea Moro

    Una guida interattiva delle più comuni piante legnose spontanee delle provincia di Biella. Questa guida è prodotta dal Giardino Botanico di Oropa in collaborazione con il progetto Europeo CSMON-LIFE (LIFE13 ENV/IT/842) del Dipartimento di Scienze della Vita dell'Università di Trieste e con l'Università di Torino.


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    free access Guida alle piante legnose della pineta di Eraclea Mare (VE)
    A guite to the woody plants of the pine forest of Eraclea Mare (Province of Venice, NE Italy)
    Guida alle piante legnose della pineta di Eraclea Mare (VE)

    Pier Luigi Nimis
    -

    Foto di Andrea Moro

    Chi frequenta il territorio di Eraclea Mare non potrà fare a meno di inoltrarsi alla scoperta di un paesaggio che è definito e identificato da alcune aree protette dal punto di vista ambientale. Queste aree, complete di percorsi vita, aree di sosta e punti di osservazione per la flora e la fauna, sono comprese nella Pineta. Con questo termine vengono identificate quelle aree boschive, site vicino al mare e prevalentemente composte da specie di pini e da altri alberi, in particolare di querce. Le prime pinete comparvero sulle coste dell’Adriatico in epoca romana, ma fu nel periodo della Bonifica, avvenuta tra il 1920 e 1940, che a Eraclea Mare furono piantati i primi semi di Pinus pinea lungo tutto il litorale, creando in tal modo la Pineta. Considerato che la prima guida interattiva creata sal Progetto SiiT per il parco urbano ‘IV Novembre’ sito in Eraclea Capoluogo ha riscontrato grande interesse e si è rivelata di grande utilità nell’avvicinare le nuove generazioni alla scoperta di quanto ci circonda e far si che si sviluppi in loro una profonda coscienza rispettosa dell’ambiente, il Comune di Eraclea ha chiesto a SiiT di produrre una seconda guida interattiva per la Pineta. Vista la grande estensione della pineta lungo tutto il litorale veneto, è stata scelta una piccola porzione di quella presente in Eraclea Mare e più precisamente quella sita nelle vicinanze del Centro Ambientale denominato Ex Fornace, questo perché si presta a un ormai consolidato utilizzo da parte sia di scolaresche che di amanti della natura in genere e per sua la posizione di facile accesso ai residenti e ai turisti.
    Questa guida alle specie legnose più frequenti e rappresentative è stata è stata realizzata in collaborazione tra il Comune di Eraclea, VeGal, e il Progetto SiiT, coordinato dal Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste, nell’ambito dell’iniziativa ‘Verde Pubblico’, che mira a valorizzare le aree verdi comunali creando strumenti interattivi di facile consultazione per avvicinare i cittadini alla conoscenza della ‘foresta urbana’ e soprattutto per fornire alle scuole uno strumento che permetta loro di utilizzare le aree verdi comunali come veri e propri ‘laboratori all’aperto’ in cui svolgere attività didattiche centrate sull’identificazione delle piante.
    Il progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera) è finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.


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    free access Guida alle piante legnose della provincia di Brescia
    A guide to the woody plants of the Brescia Province (N Italy)
    Guida alle piante legnose della Provincia di Brescia

    Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos, Cinzio De Carli, Filippo Tagliaferri, Enzo Bona, Stefano Armiraglio
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    Foto di Andrea Moro

    Le piante legnose, in particolare alcuni alberi, determinano l’assetto forestale del paesaggio vegetale. Gli alberi, insieme agli arbusti, costituiscono inoltre la struttura verticale delle comunità forestali, per cui il loro riconoscimento è indispensabile per approfondire qualsiasi indagine di tipo ambientale. Alberi e arbusti immagazzinano nel legno significative quantità di biomassa e hanno un ruolo importante nello stoccaggio del carbonio. Inoltre, le piante legnose, rispetto a quelle erbacee, muschi, licheni e alghe, sono più facilmente ‘riconoscibili’ per chi desidera ad iniziare a riconoscere le piante.
    Per questi motivi, in collaborazione con il Progetto Dryades del Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste, si è deciso di mettere a punto una guida al riconoscimento alle piante legnose della provincia di Brescia, in cui le specie sono le stesse considerate nell’Atlante corologico delle Provincia di Brescia, e più precisamente: fanerofite, nanofanerofite e alcune camefite o stenoendemiche o caratterizzanti aspetti peculiari della vegetazione subalpina e alpina (De Carli et al., 1999).
    Nella guida sono state inserite anche le mappe di distribuzione di ciascuna specie tratte da De Carli et al., (1999), il cui contenuto è stato recentemente rielaborato con i dati della provincia di Bergamo per la stesura della flora vascolare della Lombardia nord-orientale (Martini et al., 2012).

    Bibliografia

    DE CARLI C., TAGLIAFERRI F. E BONA E., 1999. Atlante corologico degli alberi e degli arbusti del territorio bresciano (Lombardia orientale). Museo Civico di Scienze Naturali, Brescia, Monografie di Natura Bresciana, 23: 1-255.
    MARTINI F. (ED.), BONA E., FEDERICI G., FENAROLI F., PERICO G., 2012. Flora Vascolare della Lombardia centro-orientale, Vol.1: 1-602, Vol 2: 1-326.


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    free access Guida alle piante legnose della zona umida di San Michele Vecchio (Quarto d'Altino, VE)
    A guide to the woody plants of the wetland of San Michele Vecchio (NE Italy, Prov. of Venice)
    Guida alle piante legnose della zona umida di San Michele Vecchio (Quarto d’Altino, VE)

    Pier Luigi Nimis
    -

    Foto di Andrea Moro

    Il territorio circostante il basso corso del Sile è oggi fortemente antropizzato, ma esistono ancora alcune realtà naturali molto importanti che, pur aggredite in passato dalle attività umane, hanno fortunosamente conservato la classica ecologia di un fiume di risorgiva.
    Il meandro del fiume Sile situato in località San Michele Vecchio, poco a ovest di Quarto d’Altino, è un esempio altamente significativo di zona umida e bosco ripariale. Qui hanno trovato rifugio piante e animali che altrove sono scomparsi e l’area assume caratteristiche di alta naturalità e un ruolo di vera e propria ‘riserva biogenetica’ fluviale. Il meandro di San Michele Vecchio è parte integrante del Parco del fiume Sile ed è situato all'interno del suo Basso Corso.
    Il percorso di visita parte dall’argine destro del Sile, dove esiste un approdo attrezzato per le visite in battello; sulla riva opposta è visibile lo storico castello dei Collalto e la chiesa del Borgo di Musestre, tra loro separati dall’affluente del Sile che porta lo stesso nome (Musestre). Il sentiero che conduce alla Zona umida segue la restera ed è costellato delle piante erbacee caratteristiche del prato di pianura le cui fioriture si alternano ai cambi di stagione. Proseguendo lungo la restera e risalendo il fiume si entra nell’ambito della zona umida; il percorso è accompagnato da una chiara cartellonistica riportante le indicazioni didattico-naturalistiche. All’interno esiste una vegetazione formata dalla flora caratteristica della palude igrofila planiziale e dalla relativa fauna. A San Michele Vecchio l’area si estende lungo l’ansa del fiume ed è chiusa a ovest dalla campagna a coltura annuale cinto da un’alta siepe.
    Questa guida alle piante legnose della zona umida vuole essere un aiuto per il visitatore che intenda iniziare a scoprire la sua ricca biodiversità vegetale. La guida è stata creata in collaborazione tra il Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste e l’associazione Astea Cidrea (http://www.astea-cidrea.it) nell’ambito del progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera), finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e dai fondi nazionali.


    Posizione geografica / Geographic position


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    free access Guida alle piante legnose delle aree verdi circostanti l'Istituto Salesiano G. Bearzi di Udine
    A guide to the woody plants of the green areas surrounding the Salesian Institute G. Bearzi (NE-Italy, Udine)
    Guida alle piante legnose delle aree verdi circostanti l’Istituto Salesiano G. Bearzi di Udine

    Pier Luigi Nimis, Licia Biasi
    -

    Foto di Andrea Moro

    L’Istituto Salesiano ‘G. Bearzi’ di Udine ha una lunga storia nel campo dell’educazione e della formazione professionale dei giovani. Attualmente comprende il Centro di Formazione Professionale, la Scuola Primaria, la Scuola Secondaria di Primo Grado e l’Istituto Tecnico Industriale Meccatronico e Informatico.
    La botanica viene proposta agli alunni ormai da parecchi anni, sia come materia curricolare, sia con l’offerta di corsi extracurricolari di approfondimento, approfittando delle aree verdi comprese nell’Istituto. Tra queste la più interessante è senz’altro un parco, piccolo ma ospitante alcune essenze arboree di un certo valore e di dimensioni ragguardevoli, che rappresenta una piccola oasi di tranquillità per gli ospiti dell’istituto e contemporaneamente permette agli alunni di fare esperienza di conoscenza delle piante. Altri spazi verdi si trovano nel giardino della scuola primaria, nell’area adiacente ai nuovi impianti sportivi, che purtroppo hanno causato la rimozione di alcuni alberi di un certo valore, e nel giardino antistante l’ingresso al Centro di Formazione Professionale, dove si trovano essenze di più recente impianto. La chiave di riconoscimento degli alberi e arbusti dell’Istituto rappresenterà uno strumento prezioso per l’approfondimento della botanica. Nella Scuola Primaria permetterà un approccio di tipo giocoso alla conoscenza delle piante, con l’organizzazione di piccole competizioni di ‘caccia alla pianta’. Nella scuola secondaria di primo grado si pensa di usarla sia durante la parte curricolare, per permettere agli alunni di mettere in pratica le conoscenze apprese sul libro di testo, sia durante il corso di botanica, che potrà così svolgersi in modo più coinvolgente e meno noioso. Per quel che riguarda l’Istituto Tecnico Industriale Meccatronico e Informatico, in cui la botanica si studia nel secondo anno del primo biennio, la chiave sarà anche un esempio di tecnologia informatica applicata a un campo che probabilmente gli studenti non avrebbero immaginato e potrebbe così servire ad essi come spunto per una eventuale professione futura. La guida è stata realizzata nell’ambito del Progetto SiiT, coordinato dal Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste, che mira a valorizzare le aree verdi comunali ed i n giardini scolastici creando strumenti interattivi di facile consultazione per avvicinare i cittadini alla conoscenza della ‘foresta urbana’ e soprattutto per fornire alle scuole uno strumento che permetta loro di utilizzare le aree verdi come veri e propri ‘laboratori all’aperto’ in cui svolgere attività didattiche centrate sull’identificazione delle piante.
    Il progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera) è finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.


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    free access Guida alle piante legnose di Bavšica (Slovenia, Parco Nazionale del Triglav)
    A guide to the woody plants of Bavšica (Slovenia, Triglav National Park)


    Guida alle piante legnose di Bavšica ( Slovenia, Parco Nazionale del Triglav)

    Pier Luigi Nimis, Alenka Petrinjak
    -

    Foto di Andrea Moro

    Questa guida interattiva permette l'identificazione delle piante legnose (alberi, arbusti e liane) che si possono incontrare lungo il percorso di arrampicata protetta (ferrata) di Bavšica ed intorno al centro di apprendimento PUS Bavšica nella valle Bavšica (Slovenia, Parco Nazionale del Triglav).
    La chiave, progettata per aiutare le scuole ed i visitatori a riconoscere la biodiversità del Parco (40 specie) è 'stata creata nel quadro del progetto Interreg SiiT, in collaborazione tra il Dipartimento di Scienze della Vita dell'Università di Trieste (Italia) ed il Parco Nazionale del Triglav (Slovenia).
    SiiT è finanziato nell'ambito del programma Interreg Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e da fondi nazionali.


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    free access Guida alle piante legnose di Bushy Park e Hampton Court Park, UK
    Key to Trees and Large Shrubs of Bushy Park and Hampton Court Park, UK
    Key to Trees and Large Shrubs of Bushy Park and Hampton Court Park, UK

    Kingston College, Surrey

    Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
    Bob Press, Sam Rae

    Images by Andrea Moro

    This key has been produced at the request of teachers at Kingston College, Surrey, for use during field work in Bushy Park and Hampton Court Park. It covers all tree and large shrub species known in those areas.


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    free access Guida alle piante legnose presso Burja (Seča, Slovenia)
    Guide to woody plants near Burja (Seča, Slovenia)
    Lesnate rastline parka v okolici doma Burja

    Dom CŠOD Burja

    Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos,
    Irena Kodele Krašna

    Fotografije Andrea Moro

    Ključ zajema 52 lesnatih vrst v okolici doma Burja v Seči.


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    free access Guida alle piante palustri del Parco delle Alpi Apuane
    A guide to the plants of wet sites in the Park of the Apuan Alps (Tuscany, Italy)
    Guida alle piante palustri del Parco delle Alpi Apuane

    Parco Regionale delle Alpi Apuane

    Pier Luigi Nimis, Antonio Bartelletti, Emanuele Guazzi
    -

    Foto di Andrea Moro

    Con il termine di ‘zone umide’ la convenzione di Ramsar indica: ‘paludi, torbiere, acquitrini o comunque specchi d'acqua naturali o artificiali, permanenti e no, con acqua dolce, salmastra o salata, ferma o corrente’. Questi ecosistemi ospitano una flora specializzata di grande interesse ecologico o fitogeografico.
    La Toscana conserva ancora diverse aree palustri anche se piccole, nonostante i massicci interventi di bonifica.
    Nelle Alpi Apuane esse sono poco frequenti, a causa della prevalenza di substrati calcarei molto permeabili che non consentono ristagni significativi di acqua; non mancano però alcuni esempi di aree umide, oggi divenute delicatissime, che conservano piante divenute rare, vunerabili o minacciate.

    Il Padule di Fociomboli è la zona umida più conosciuta ed estesa, occupando per circa un ettaro un ripiano ellittico che era il letto di una conca würmiana ben conservata nelle tipiche forme; la flora è ricca di specie, tra cui tre rare orchidee, Dactylorhiza incarnata, Epipactis palustris ed il relitto glaciale Herminium monorchis, presente in Appennino nella sola stazione di Fociomboli.
    Nei pressi del Monte Tontorone, una piccola area umida ospita l’unica stazione apuana di Menyanthes trifoliata; la piccola zona umida di Gorfigliano in Garfagnana ospita una cospicua popolazione della rara Epipactis palustris; vanno ricodate anche le aree di Puntato e di Foce di Mosceta, nel Retrocorchia, e due aree palustri ormai allo stato quasi residuale nel M. Palodina.
    Nel Parco si possono osservare specie palustri anche in altre piccole aree, legate a sorgenti, stillicidi, fossi, ecc., come l’esile Anagallis tenella, Osmunda regalis, e briofite del genere Sphagnum, presenti in quasi 20 stazioni.

    Sulla base di dati bibliografici e rilevamenti diretti sono state selezionate 123 specie legate a luoghi umidi presenti nel Parco. La guida vuole avvicinare l’escursionista e l’appassionato ad una maggiore conoscenza delle piante palustri e renderlo sempre più consapevole del loro valore e della necessità della loro conservazione.
    La guida è stata realizzata in collaborazione con il Progetto Dryades, coordinato dal Dipartimento di Scienze della Vita dell'Università di Trieste, nell’ambito del Progetto di conservazione e valorizzazione della biodiversità nelle aree umide dei tre parchi regionali della Toscana, finanziato dal Ministero dell’Ambiente (Progettualità CIPE 19/2004).

    BIBLIOGRAFIA

    Bartelletti A., Guazzi E. (2002) – Il genere Eriophorum L. nelle Alpi Apuane. Mus. Reg. Sc. Nat. Torino (2003), 197-206.
    Bartelletti A., Guazzi E., Amorfini A. (2002) – Aspetti geomorfologici, floristici e vegetazionali di un’area umida nel Piano di Gorfigliano (Minucciano – Garfagnana), Acta Apuana, I, 35-42.
    Del Prete C., Tomaselli M. (1981) – Note sulla flora e vegetazione della torbiera 'I Paduli' presso Fociomboli (Alpi Apuane), Atti Soc. Toscana Sc. Nat., Mem., ser. B, 87, 343-358.
    Ferrarini E. (2000) – Prodromo alla flora della regione apuana, parte terza (Compositae-Orchidaceae). Studi e documenti di Lunigiana, XIII, Acc. Lunig. Sc., pp. 275-406.
    Gerdol R., Tomaselli M. (1987) – Mire vegetation in the Apuanian Alps, Folia Geobot. Phytotaxon., 22, 25-33.
    Pacifico G., Bertozzi G., De Angeli E. (1996) – Orchidaceae nuove o rare per la regione apuana (Toscana), Atti del Convegno 'Orto Botanico laboratorio di natura e cultura ambientale', Massa, 8-9 giugno 1996, Atti della Soc. Tosc. Sc. Nat., Mem., ser. B, 103, 43-47.
    Tomei P.E., Guazzi E. (1993) – Le zone umide della Toscana. Lista generale delle entità vegetali, Atti Mus. Civ. St. Nat. Grosseto, 40, 107-152.
    Tomei P. E., Guazzi E., Kugler P. C. (2001) – Le zone umide della Toscana. Indagini sulle componenti floristiche e vegetazionali, Reg. Toscana, Firenze, 1-167.


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    free access Guida alle più comuni piante dei terreni arati in Romania
    A guide of common weeds of arable land in Romania

    A guide to common weeds of cultivated fields in Romania

    Pier Luigi Nimis
    Felicia Boar, Doina Stana

    Images by Andrea Moro

    This is a key to the most common vascular plants which in Romania grow on arable ground. Several species behave like pests and may cause considerable economic losses. Other species were much more common in the past and are presently disappearing as a consequence of the new agricultural techniques. The subdivision into families follows the Angiosperm Phylogeny Group system (2009).

    Angiosperm Phylogeny Group (2009). An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the orders and families of flowering plants: APG III. Botanical Journal of the Linnean Society 161(2): 105-121.


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    free access Guida didattica alle piante - Centro Medioambiental Villaviciosa de Odón
    Didactic guide to plants - Centro Medioambiental Villaviciosa de Odón

    Guida didattica alle piante Centro Medioambiental Villaviciosa de Odón

    Centro Medioambiental Villaviciosa de Odón

    Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
    María José Ruiz Alonso, Marina Ferrer Canal

    Foto di Andrea Moro

    Questa è la versione italiana preliminare di una guida interattiva alle piante sviluppata per il Centro Medioambiental Villaviciosa de Odón (Spagna) in collaborazione tra il Reale Jardin Botanico de Madrid e l'Università di Trieste, nell'ambito del Progetto KeyToNature.


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    free access Guida elementare ad alberi ed arbusti della Catalogna
    Elementary guide to some woody plants of Catalonia
    Guía básica interactiva de árboles, arbustos y lianas de Catalunya

    Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos, Marina Ferrer Canal
    Mariona Domènech Girbau , Silvia Lope Pastor

    Foto de Andrea Moro

    Guía básica interactiva de árboles, arbustos y lianas de Catalunya. Incluye una selección de especies espontáneas y cultivadas en parques y jardines. Ha sido creada en colaboración con la Universidad de Trieste y el Real Jardín Botánico de Madrid. La finalidad de esta guía es proporcionar una herramienta sencilla para la identificación de especies que pueden encontrarse en muchas de las salidas de campo que acostumbran a realizarse desde los centros de enseñanza. Gracias a un facilísimo instrumento facilitado en la red de KeyToNature existe la posibilidad de crear automáticamente guías más pequeñas, adaptadas a las exigencias y necesidades de cada centro (Ej. Árboles y arbustos del jardín escolar), permitiendo después a alumnos y profesores añadir contenidos nuevos y originales a “su” guía.


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    free access Guida facile alla flora dei magredi
    An easy guide to the flora of the magredi-grasslands
    Guida facile alla flora dei magredi

    Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos, Livio Poldini
    -

    Foto di Andrea Moro

    Questa è una guida semplificata alle piante che crescono nei magredi propriamente detti, e cioè le praterie che si sviluppano sulle ghiaie dei torrenti Cellina e Meduna. E’ stata preparata per il grande interesse delle scuole locali alla guida di tutte le piante del quadrante centrato su Vivaro, che - contenendo diverse centinaia di specie - è però spesso inadatta all’uso nelle scuole, soprattutto elementari. La guida include le specie citate da Feoli Chiapella e Poldini (1993) nelle tabelle del Centaureo-Globularietum cordifoliae e dello Schoeno-Chrysopogonetum, le due principali associazioni in cui si articola la vegetazione magredile. Include anche le specie riportate da Nimis e Fonda (1997) nella tabella allegata all’analisi biogeografica dei magredi. - Feoli Chiapella L., Poldini L. - Prati e pascoli del Friuli (NE Italia) su substrati basici - Studia Geobotanica, 13: 3-140 – 1993. - Nimis P.L., Fonda G. - Phytogeography of parasteppic vegetation in the high Friulian Plain (NE Italy) - Plant Ecology, 132: 15-28 – 1997.


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    free access Guida interativa alle piante legnose della Scozia settentrionale
    Interactive guide to common woody plants of Northern Scotland
    Interactive guide to common woody plants of Northern Scotland

    Pier Luigi Nimis, Bob Press
    Stefano Martellos

    Images by Andrea Moro

    The key provided here identifies the trees, shrubs and woody climbers found in the wild in Northern Scotland, whether native or introduced (213 taxa).
    The UK has a long tradition of introducing plants from all over the world into parks and gardens. A key including all of these would be very long indeed!
    The distribution data utilized for the species list is taken from two sources 1) The New Atlas of the British and Irish Flora CD-ROM published by the Botanical Society of the British Isles, and, 2) the Post Code Plants database held at the Natural History Museum, London.
    Wherever possible, the key concentrates on characters of the leaves, since these are the easiest parts of the plant to obtain. Although useful, flowers and fruits are only available for short periods. They often occur on the higher branches where they are out of reach. If using fruits that have fallen from the tree make sure they come from that plant you are studying and not from a different individual nearby.
    An identification key is a tool to help people identify plants. Identifying plants in the summer is quite fun and isn’t too hard, but it takes practice. Using this key takes practice too.


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    free access Guida interattiva a piante legnose della Romania
    An interactive guide to woody plants of Romania
    Materiale educationale pentru un ghid interactiv de identificare a plantelor lemnoase din Romania

    Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos, Mircea Giurgiu
    Traducere in limba romana: Alexandra Suteu

    Fotografii furnizate de Andrea Moro

    Aceasta este o prima versiune a ghidului de identificare a plantelor lemnoase din Romania. Ea contine o ampla selectie de specii spontane sau cultivate.
    FOARTE IMPORTANT! In acest ghid nu sunt incluse toate speciile de plante lemnoase din Romania, deoarece el este creat cu scopul de a fi doar un punct de plecare pentru imbunatatiri ulterioare si pentru crearea unor instrumente de identificare cu numar de specii mai redus, adaptate nevoilor scolilor si care il vor utiliza spre testare in proiectul Key To Nature. Prin urmare, institutiile sau membrii afiliati proiectului Key To Nature au marea sansa de a contribui la aceasta versiune, prin imbunatatirea ei, prin adaugarea sau stergerea unor specii, prin adaptarea terminologiei sau chiar prin adaugarea de noi imagini referitoare la speciile adaugate. Astfel, cel mai important rezultat al acestor adaptari si modificari va fi obtinerea unor chei mai mici, individualizate pentru o situatie educationala anume (de exemplu: “arbori si arbusti din gradina scolii noastre”) si in care utilizatorii (profesori sau elevi) vor crea “propria lor cheie” pornind de la instrumente specifice din proiectul KeyToNature.


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    free access Guida interattiva ad alberi, arbusti e liane del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
    An interactive guide to the woody plants of the Gran Sasso National park (C Italy)
    Guida interattiva ad alberi, arbusti e liane del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

    Pier Luigi Nimis, Fabio Conti, Fabrizio Bartolucci
    Daniela Tinti, Nicola Ranalli, Aurelio Manzi

    Foto di Andrea Moro et al.

    Il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, alla luce dei censimenti effettuati dal Centro Ricerche Floristiche dell’Appennino, è l’Area Protetta europea con il maggior numero di piante sul proprio territorio: 2642 tra specie e sottospecie (Conti & Bartolucci 2016).
    Delle specie censite, 237 sono piante legnose, arboree o arbustive, di cui 1 endemica del Parco (Genista pulchella subsp. aquilana), 33 alloctone (21 casuali, 10 naturalizzate, 2 invasive), 2 alloctone dubbie (Periploca graeca, Lavandula angustifolia) e 4 introdotte per rimboschimentio o a scopo ornamentale ma che non presentano segni di spontaneizzazione (Thuja occidentalis, Abies cephalonica, Cedrus deodara, C. libani).
    Le piante legnose sono quelle che più attraggono la nostra attenzione, per la loro mole e anche perché, più delle altre, concorrono alla fisionomia di una formazione vegetale o addirittura di un paesaggio. E’ a queste piante che sono legate le economie montane e rurali del Parco, è a queste che sono legate anche usanze, rituali, tradizioni. Ed è ancora a loro che chi si avvicina per la prima volta alla conoscenza del mondo vegetale spesso rivolge la propria attenzione, cercando per prima cosa di identificarle, cioè di attribuire loro il nome corretto.
    E’ per questo che l’Ente Parco, nell’intento di avvicinare il maggior numero di utenti possibile alla conoscenza del territorio e della sua biodiversità, ha pensato di mettere a disposizione dei tanti appassionati, ma anche degli studenti, degli escursionisti, dei turisti o di chiunque voglia cimentarsi in questa affascinante disciplina, uno strumento rigorosamente scientifico, ma anche facile ed intuitivo da usare, che permette di identificare, attraverso l’osservazione di caratteri facilmente osservabili, tutte le specie legnose che vivono nel Parco.
    Utilizzando questa guida, creata in collaborazione con il Progetto Dryades dell'Università di Trieste, chiunque potrà divertirsi raccogliendo una specie sconosciuta e seguire il percorso proposto dalla chiave rispondendo alle domande.
    L’Ente Parco ha anche predisposto 2 percorsi didattici in cui si può ‘giocare al botanico’ identificando schede realizzate con veri campioni d’erbario, uno per ciascuna specie legnosa presente nel Parco. Presso il Centro Visite del Parco situato ad Accumoli (RI) e presso il Centro Ricerche Floristiche dell’Appennino a Barisciano si può quindi consultare la chiave interattiva anche con l’aiuto di moderni stereoscopi che permetteranno l’osservazione dei caratteri microscopici. Si potrà ‘giocare’ sia con campioni raccolti dal visitatore (purché di specie legnose del Parco), sia utilizzando le schede didattiche.
    Non è da escludere che chi si cimenti nel riconoscimento di reperti raccolti autonomamente, possa contribuire al miglioramento delle conoscenze della flora del Parco trovando specie finora non censite o comunque poco conosciute.

    Citazione bibliografica
    CONTI F., BARTOLUCCI F. (2016) The vascular flora of Gran Sasso and Monti della Laga National Park (Central Italy). Phytotaxa 256(1): 1-119.


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    free access Guida interattiva agli alberi e arbusti del Bosco Abbado (Ferrara)
    An interactive guide to the woody plants of Bosco Abbado (ferrara, NE Italy)
    Guida interattiva agli alberi e arbusti del Bosco Abbado (Ferrara)

    Pier Luigi Nimis, Lisa Brancaleoni, Fabrizio Negrini, Filippo Piccoli
    -

    Foto di Andrea Moro

    Nel quartiere Barco di Ferrara, dove la zona residenziale confina con la grande area industriale a Nord Ovest della città, nasce nel dicembre 2015 il piccolo bosco dedicato a Claudio Abbado, il quale si definiva un giardiniere prestato alla musica . Inserito tra la città e la campagna il Bosco Abbado, lungo 80 m e largo 26 m, è composto da due moduli lineari identici, proponendosi come libera interpretazione del paesaggio del margine boschivo: una ricca fascia di vegetazione capace di tradurre in ambito urbano la qualità ambientale di un bosco con la finalità di garantire in uno spazio ridotto il massimo grado di biodiversità. Il progetto tende a sfruttare al massimo la densità di piantumazione per inserire più specie possibili. La presenza di alberi da frutto insieme ad alberi tradizionali e arbusti consente di creare un’associazione complessa di specie che coniuga la valenza di mitigazione ambientale alla vocazione di parco pubblico.
    Questa guida agli alberi e arbusti del Bosco Abbado, creata in collaborazione con il progetto Dryades del Dipartimento di Scienze della vita dell’Università di Trieste, mira a valorizzare il Bosco creando strumenti di facile consultazione per avvicinare i cittadini alla conoscenza della foresta urbana e soprattutto per fornire alle scuole uno strumento che permetta loro di utilizzare le aree verdi comunali come veri e propri laboratori all’aperto, in cui svolgere attività didattiche centrate sull’identificazione delle piante.
    Il progetto del Bosco Abbado è stato realizzato dal paesaggista Manfredi Patitucci con la collaborazione degli Assessorati comunali all’Urbanistica e ai Lavori Pubblici e al Verde, con la sovrintendenza dell’Ufficio Verde del Comune di Ferrara. L’impianto è stato seguito dai tecnici di Ferrara Tua s.r.l. Glui alberi sono stati offerti dal Garden Club, che ha seguito la creazione del Bosco dai suoi inizi, dal Soroptimist Club, dal Rotary Club di Ferrara e dagli amici di Maria Teresa Mayr Giovannini.


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    free access Guida interattiva agli alberi ed arbusti del giardino. Istituto Comprensivo Altipiano - Banne (TS)
    Trees and Shrubs of the school garden (Istituto Altipiano, Banne (Trieste, NE Italy)
    Guida interattiva Agli alberi ed arbusti del nostro giardino. Istituto Comprensivo Altipiano - Banne (TS)

    Istituto Comprensivo Altipiano - Banne (TS)

    Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos, Valentina Cassinari

    Foto di Andrea Moro


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    free access Guida interattiva agli alberi ed arbusti del nostro parco. Istituto Comprensivo D.Alighieri di Staranzano (GO)
    Trees and shrubs of the school garden. Elementary School D. Alighieri, Staranzano (Gorizia, NE Italy)

    Guida interattiva agli alberi ed arbusti del nostro parco

    Istituto Comprensivo D.Alighieri di Staranzano (GO)

    P.L. Nimis, S. Martellos. M. I. Bellavite
    R. Aricò, M.Cuzzi, B. Della Pietra, T. Fedel, M. Greco, E. Lenardon, G. Solimene, F. Zanolla

    Foto di A. Moro

    Questa è una guida agli alberi ed arbusti presenti nel parco dell'Istituto Comprensivo Dante Alighieri di Staranzano (GO). Le note a ciascuna specie sono a cura di M.I. Bellavite.


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    free access Guida interattiva agli alberi ed arbusti spontanei e coltivati della Slovenia
    Interactive guide to spontaneous and cultivated trees and shrubs of Slovenia

    Guida interattiva agli alberi ed arbusti spontanei e coltivati della Slovenia

    Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
    Irena Kodele Krašna

    Foto di Andrea Moro

    Questa è la versione italiana di una guida all’identificazione di alberi, arbusti e liane della Slovenia. La guida include la maggior parte delle specie spontanee (salvo che in gruppi critici come Rubus, Rosa, Sorbus etc.) ed un’ampia selezione delle più comuni specie coltivate in parchi e giardini, per un totale di 408 taxa infragenerici. Si tratta di una chiave “primaverile”, che attribuisce maggior peso a caratteri relativi alle foglie ed ai fiori. La guida è stata creata per un suo utilizzo nelle scuole, nel’ambito del Progetto europeo KeyToNature, in collaborazione tra Il Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste ed il Museo Sloveno di Storia Naturale di Lubiana.


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    free access Guida interattiva agli alberi ed arbusti. Uno strumento didattico per il Jardin des Plantes di Parigi
    Interactive guide to trees and shrubs. A didactic tool for the Jarden des Plantes of Paris

    Guida interattiva agli alberi ed arbusti Uno strumento didattico per il Jardin des Plantes di Parigi

    Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
    Elise Kuntzelmann, Regine Vignes-Lebbe

    Foto di Andrea Moro

    Questa guida ad alcuni tra i più comuni alberi ed arbusti spontanei o coltivati presso Parigi è stata creata in collaborazione tra i progetti europei KeyToNature ed EDIT. Verrà utilizzata come strumento didattico per le scuole al Jardin des Plantes. La guida, che include solo 86 specie, va ovviamente usata solo nell’ambito delle esercitazioni che si svolgono presso il Jardin, ed è stata concepita come un’introduzione alla identificazione per allievi di 8-15 anni.


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    free access Guida interattiva ai licheni epifiti del Comune di Foiano della Chiana (AR)
    Interactive guide to the epiphytic lichens of Foiano della Chiana (Tuscany, Italy)
    Guida interattiva ai licheni epifiti del Comune di Foiano della Chiana (AR)

    Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
    Stefano Loppi, Sonia Ravera - Curatore dell'apparato iconografico: Andrea Moro

    Foto di AA.VV., tratte dall'archivio di ITALIC

    Il Comune di Foiano della Chiana (AR) - il primo Comune d’Italia divenuto Membro Associato del progetto europeo KeyToNature - ha commissionato questa chiave ai più comuni licheni epifiti del suo territorio per poter dotare le scuole di uno strumento che permetta loro di sviluppare progetti basati sull’uso dei licheni come indicatori della qualità dell’aria. La lista di specie è stata redatta da S. Loppi (Università di Siena) e S. Ravera (Università del Molise). La chiave presenta difficoltà diversa a seconda dei tipi di licheni. Quella ai licheni fruticosi, fogliosi e squamulosi non richiede l’utilizzo di un microscopio, ed è alla portata di utenti meno esperti. Al contrario, per l’identificazione dei licheni crostosi è indispensabile l’osservazione delle spore, e quindi la disponibilità di un buon microscopio.


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    free access Guida interattiva ai pesci ossei dei fiumi Reno e Lamone
    A guide to freswhater fishes of the Reno and Lamone river basin (N-Italy)
    Guida interattiva ai pesci ossei dei fiumi Reno e Lamone

    GeoLab onlus

    Elisabetta Pizzul, Gabriele Giani, Gabriele Piazza
    Sergio Paradisi, Stefano Martellos

    Foto di AA.VV.

    Questa è la prima versione, ancora incompleta e provvisoria, di una guida interattiva per l’identificazione dei pesci ossei del bacino del fiume Reno e del fiume Lamone, basata su una lista fornita dal Dr. Gabriele Giani. La guida è stata prodotta dal programma FRIDA di S. Martellos, nell'ambito dei progetti KeyToNature e SiiT, utilizzando la banca dati sui pesci ossei delle acque interne italiane della Dott.ssa E. Pizzul (Dipartimento di Scienze della Vita, Università di Trieste). I disegni in bianco e nero sono stati realizzati da Eleonora Fain (proprietà di E. Pizzul), quelli a colori sono stati realizzati da Andrea Toselli (in parte di proprietà dello StudioLanza di VE, il resto di proprietà dell'Ente Tutela Pesca del Friuli Venezia Giulia) e da Gabriele Giani.


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    free access Guida interattiva alla flora alofila. Lido di Staranzano-Quarantia (GO).
    The halophytic flora near Staranzano (Gorizia, NE Italy)
    Guida interattiva alla flora alofila Lido di Staranzano-Quarantia (GO)

    Istituto Comprensivo D.Alighieri di Staranzano (GO)

    P.L. Nimis, S. Martellos. M. I. Bellavite
    R. Aricò, M.Cuzzi, B. Della Pietra, T. Fedel, M. Greco, E. Lenardon, G. Solimene, F. Zanolla

    Foto di A. Moro

    La guida comprende le piante presenti in due siti visitati dagli allievi della scuola, lungo il litorale del Comune di Staranzano (Gorizia). Si basa su una lista preliminare elaborata dalla Prof. M.I. Bellavite. - Questa è una versione provvisoria aggiornata al 2.11.2007, saggiata per la prima volta dai ragazzi delle classi IV A, B, C e D della scuola.


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    free access Guida interattiva alla flora del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi
    An interactive guide to the flora of the Dolomiti Bellunesi National Park (NE Italy)
    Guida interattiva alla flora del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi

    P. L. Nimis, C. Lasen, A. Moro, G. Poloniato, E. Vettorazzo, S. Martellos
    -

    Foto di AA.VV. – Curatore dell’apparato di immagini: A. Moro

    Questa è una guida interattiva all’identificazione di tutte le specie di piante vascolari sinora note per il territorio del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi e per le zone limitrofe: include complessivamente 1761 specie, pari a quasi un terzo dell’intera flora italiana. L’area dell’attuale Parco Nazionale è nota da secoli per la ricchezza e varietà della flora, essendo stata oggetto di studi botanici fin dal 1400. La lista di specie è basata sulla prima checklist delle piante vascolari realizzata nel 2000 (Argenti & Lasen 2000), integrata da successivi contributi floristici (ad esempio Fröhner 2005, Lasen & Argenti 2013, Perazza et al. 2012, Festi et al. 2015).
    La guida, concepita come un aiuto per i visitatori del Parco e per gli appassionati, potrà anche essere un utile strumento didattico per le scuole. Essa è consultabile (nella versione dicotomica) anche da tablet e telefonini tramite l’applicazione gratuita KeyToNature (disponibile sia per Android sia per iOS), e tramite il Portale alla flora del Parco (Nimis et al. 2017), che include anche un'interfaccia di interrogazione a scelta multipla (Martellos & Nimis 2016). La guida è frutto di una collaborazione tra il Parco e il Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste, nell’ambito del progetto Monitoraggio della biodiversità in ambiente alpino, finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.
    Ringraziamo per la collaborazione E. Canal (CTCA), F. Friz (CTCA), L. Lasen, L. Maffei, M. Maniscalchi, G. Poloniato, F. Prosser, G. Perazza ed E. Saronide. Il ringraziamento si estende anche alle numerose persone che hanno gentilmente concesso il permesso di utilizzare materiale fotografico: esse vengono menzionate nei metadati relativi a ciascuna foto. Saremo infine grati a tutti coloro che volessero segnalarci errori e omissioni, o fornirci qualsiasi suggerimento per migliorare la guida (per farlo è sufficiente inviare una mail a: info@dolomitipark.it).

    Bibliografia
    C. Argenti, C. Lasen, 2000. La flora. Collana Studi e Ricerche del PNDB. Duck Edizioni, pp. 209
    C. Lasen, C. Argenti, 2013. Pinguicula poldinii Camper & Steiger in Val di Lamen (Vette di Feltre, Dolomiti Sudoccidentali). Frammenti, n. 5, pp. 101-105.
    F. Festi, C. Lasen, F. Prosser & C. Argenti, 2015. Contributo alla conoscenza del Gen. Alchemilla l. (Rosaceae) sulle Alpi italiane: Province di Belluno, Trento e Verona. Ann. Mus. civ. Rovereto Sez. Arch., St., Sc. nat. Vol. 30 (2014), pp. 221-289.
    S. E. Fröhner, 2005. Neue Alchemilla-Arten (Rosaceae) aus den südlichen Alpen. Wulfenia 12 (2005), pp. 35-51.
    S. Martellos, P.L. Nimis, 2016. From Local Checklists to Online Identification Portals: A Case Study on Vascular Plants. PLOSone DOI http://dx.doi.org/10.1371/journal.pone.0120970
    P. L. Nimis, C. Lasen, A. Moro, G. Poloniato, E. Vettorazzo, S. Martellos, 2017. Portale alla flora del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. http://dryades.units.it/dolomitibellunesi/
    G. Perazza, M. Decarli, P. Filippin, A. Bruna & L. Regattin, 2012. Liparis loeselii subsp. nemoralis, un’orchidea nuova dall’Italia settentrionale.- J. Eur. Orch. 44 (3), pp. 483-508.


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    free access Guida interattiva alla flora del Parco Regionale delle Prealpi Giulie (UD)
    An interactive guide to the flora of the Regional Park of the Julian Pre-Alps (Province of Udine, NE Italy)
    Guida interattiva alla flora del Parco Regionale delle Prealpi Giulie (UD)

    Pier Luigi Nimis, Andrea Moro, Gino Gobbo, Giulio Goi, Stefano Martellos
    -

    Foto di Andrea Moro

    Il Parco naturale regionale delle Prealpi Giulie è stato istituito con la L.R. 42 del 1996 e si estende su poco meno di 100 km² compresi nel territorio dei comuni di Chiusaforte, Lusevera, Moggio Udinese, Resia, Resiutta e Venzone in provincia di Udine. Include nella porzione prealpina le parti più elevate delle catene del Monte Plauris (m 1958) e dei Monti Musi (m 1869), e nella parte strettamente alpina il Monte Canin (m 2587), scendendo di quota solo in corrispondenza della frazione di Povici a Resiutta e nella Valle del Torrente Mea a Lusevera. La specificità della zona è determinata dal contatto di tre aree biogeografiche diverse, mediterranea, illirica e alpina, che concorrono a determinare una ricchissima biodiversità. Il Parco è membro associato del Progetto SiiT. La vegetazione che si incontra percorrendo le vallate del Parco è il marcato risultato dell’azione congiunta di due fondamentali fattori ecologici: il particolare regime climatico ed il substrato geologico. L’elevata piovosità - sui Monti Musi si registrano le più abbondanti precipitazioni a livello europeo - temperature relativamente miti ed escursioni termiche limitate concorrono a determinare un regime climatico di tipo oceanico che favorisce, assieme alla particolare natura dei terreni, lo sviluppo di una vegetazione ricca e diversificata. Dal punto di vista floristico i territori del Parco sono stati studiati a partire dal secolo scorso. Nel 2005 è stato realizzato per l’area protetta un atlante corologico di elevato dettaglio (Gobbo & Poldini). Esso segue un volume sulla flora delle Prealpi Giulie compilata da Mainardis & Simonetti (1991) e un atlante illustrato a cura di Mainardis (2001). I dati evidenziano un patrimonio floristico costituito da più di 1250 entità (specie, sottospecie e varietà), pari ad oltre un terzo della flora dell’intera regione Friuli Venezia Giulia, con 439 generi, 92 famiglie e oltre 60 endemismi (pari al 4,8% del totale) fra i quali la Campanula di Zoys, la Genziana di Froelich, il Raponzolo di roccia e il Papavero delle Alpi Giulie. Basso è il valore delle specie avventizie (1,85% del totale) fatto questo che testimonia l'elevata naturalità dell'area.
    Questa è una guida interattiva alla ricca flora del Parco. La suddivisione in Famiglie segue il sistema dell’Angiosperm Phylogeny Group III (2009). La guida è stata preparata nell’ambito del Progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera), finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.

    Bibliografia

    • Mainardis G. & Simonetti G., 1991 – Flora delle Prealpi Giulie nord-occidentali tra il Fiume Tagliamento ed il gruppo del Monte Canin. Gortania Atti Museo Friulano Storia. Naturale 12: 31-236 Udine
    • Mainardis G., 2001 – Atlante illustrato della Flora del Parco delle Prealpi Giulie, 642 pp - Ente parco naturale delle Prealpi Giulie – Resia (Ud)
    • Gobbo G. & Poldini L. 2005 – La diversità floristica del Parco delle Prealpi Giulie Atlante corologico, 364 pp - - Ente parco naturale delle Prealpi Giulie – Resia (UU)


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    free access Guida interattiva alla flora della Riserva Naturale Integrale di M. Faverghera (BL)
    An interactive guide to the flora of the Mt. Faverghera Nature Reserve (Belluno, N Italy)
    Guida interattiva alla flora della Riserva Naturale Integrale di M. Faverghera (BL)

    Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
    Lorenzo Marini, Juri Nascimbene, Monica Sommacal

    Foto di Andrea Moro

    La Riserva Naturale Integrale di Monte Faverghera è stata istituita con D.M. il 28/09/1971 ed occupa una superficie di circa 14 ettari tra i 1300 e i 1600 m, sul versante nord-orientale del M. Faverghera, caratterizzato da pendenze moderate. I terreni sono di natura calcarea e la morfologia è caratterizzata dalle forme di modellamento carsico, in particolare dalla presenza di numerose doline.
    Il clima risente essenzialmente di due fattori: 1) la vicinanza del mare che influisce sull’umidità atmosferica e sulle precipitazioni, che raggiungono i 1600-1800 mm/anno con un picco autunnale e un picco primaverile e 2) la posizione cacuminale che comporta notevoli escursioni termiche, elevata ventosità, violenti temporali estivi e repentine variazioni delle condizioni meteo.
    Questi elementi fisici hanno ripercussioni sull’assetto vegetazionale, caratterizzato da praterie basifile nelle zone sommitali, da popolamenti rupestri basifili sugli affioramenti rocciosi, da formazioni a nardo nelle depressioni delle doline, da formazioni ad alte erbe nelle vallecole lungamente innevate, da arbusteti a salici, da boschi di ricolonizzazione con dominanza di larice e betulla e da boschi montani con abete rosso e faggio. Questi popolamenti sono distribuiti secondo un mosaico spesso caotico, con confini a volte poco netti. Questo determina una discreta diversificazione degli habitat che unita alla tutela di cui essi godono, favorisce lo sviluppo e la permanenza anche di un articolato popolamento animale.
    All’interno della riserva si colloca il Giardino Botanico delle Alpi Orientali, struttura sorta nella metà degli anni ’50 grazie al contributo di Virginio Rotelli, appassionato ambientalista bellunese e di Francesco Caldart, botanico e funzionario del Corpo Forestale dello Stato.
    L’area inizialmente occupava una piccola cava dismessa di proprietà del Comune di Belluno che si rivelò ideale per la realizzazione del progetto, dal momento che era già spontaneamente concentrata una grande varietà di specie vegetali di notevole pregio. In quegli anni i lavori venivano svolti mediante il contributo dell’ispettorato forestale e di Enti pubblici e privati. Successivamente all’istituzione della Riserva Naturale Integrale, la gestione e la proprietà dell’area passarono al Corpo Forestale dello Stato.
    Questa guida interattiva alla flora spontanea della Riserva, prodotta in collaborazione con il Progetto Europeo KeyToNature, verrà utilizzata per attività di educazione ambientale rivolta ai visitatori del Giardino Botanico.


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    free access Guida interattiva alla flora della Riserva Naturale Orientata del Monte Altesina (Sicilia, Prov. di Enna)
    An interactive guide to the flora of the Monte Altesina Nature Reserve (Sicily)
    Guida interattiva alla flora della Riserva Naturale Orientata del Monte Altesina (Sicilia, Prov. di Enna)

    Rosanna Costa, Cristina Lo Giudice, Rosa Lo Giudice, Stefano Martellos, Pier Luigi Nimis, Pietro Pavone, Antonio Speranza
    Curatore delle immagini: Andrea Moro

    Foto di AA.VV.

    La Riserva Naturale Orientata del Monte Altesina si trova al centro della Sicilia, in provincia di Enna. Dalla sua cima è possibile ammirare, in un panorama che si apre a trecentosessanta gradi, le maggiori cime delle Madonie, l'Etna, il Monte la Guardia e le cime più alte della parte centromeridionale dell'isola. Al suo interno sono, anche, presenti siti archeologici risalenti all’età del Ferro. La Riserva, oltre ad offrire spunti per osservazioni naturalistiche, da tempo è meta di escursioni a scopo didattico e turistico, svolgendo attività educative rivolte, soprattutto, alle scolaresche e alle famiglie. La realizzazione di questa guida è stata pensata proprio come supporto innovativo a questo tipo di attività. È una guida interattiva alla flora spontanea della Riserva, costituita da 796 taxa, specifici e infraspecifici, la cui realizzazione è stata possibile grazie alla collaborazione con:
    - l’Università di Trieste, Dipartimento di Scienze della Vita;
    - l’Orto Botanico dell’Università degli Studi di Catania,
    - la Riserva Naturale Orientata Monte Altesina;
    - il Dipartimento Azienda Regionale Foreste Demaniali;
    - il Sistema Riserve Naturali - Dipartimento Regionale Azienda Foreste Demaniali;
    - G.A.L. Società Consortile Rocca di Cerere a r.l. (cofinanziato dal P.I.C. Leader+ 2000/2006 Programma Regionale Leader+ Sicilia 2000/2006 Piano di Sviluppo Locale Leader + ROCCA DI CERERE).
    Grazie all’uso dei nuovi strumenti interattivi disponibili anche su parlari e telefonini ai visitatori è ora data l’opportunità - muovendosi autonomamente - di identificare le piante presenti all’interno della Riserva.
    La suddivisione in Famiglie segue il sistema dell’Angiosperm Phylogeny Group III:
    Angiosperm Phylogeny Group (2009). An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the orders and families of flowering plants: APG III. Botanical Journal of the Linnean Society 161(2): 105-121.


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    free access Guida interattiva alla flora delle saline di Cervia (RA)
    An interactive guide to the flora of the salt flats of Cervia (Province of Ravenna, N Italy)
    Guida interattiva alla flora delle saline di Cervia (RA)

    Pier Luigi Nimis, Giorgio Lazzari, Nicola Merloni, Daniele Saiani, Sergio Montanari, Andrea Moro, Stefano Martellos
    -

    Foto di Andrea Moro

    Le saline di Cervia sono state istituite in Riserva Naturale di popolamento animale con DM 31.1.1979 dal Corpo Forestale dello Stato su una superficie di 789 ha. Più recentemente sono state inserite nella Rete Natura 2000 come SIC/ZPS IT 4070007, su un’area di 1095 ha e attualmente fanno parte della Stazione sud del Parco regionale del Delta del Po, Emilia Romagna. La peculiarità vegetazionale del sito è costituita dalla coesistenza di ambienti di tipo ‘lagunare’, comprendenti bacini aperti e argini su suoli da salmastri a fortemente salati, con estese sommità arginali e poche altre aree mantenute a prato, con ricca flora spontanea anche non alofila: per questo vi sono riconosciuti quattro habitat di interesse comunitario, di cui due prioritari. Inoltre il sito delle Saline riveste una notevole importanza per la sosta, l’alimentazione e lo svernamento di una ricchissima avifauna acquatica, per cui è stato riconosciuto come Zona Umida di importanza internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar, su 830 ha (1979). Negli ultimi anni esse sono meta di un crescente turismo naturalistico, attirato in particolare dalla spettacolare presenza (la cosiddetta”nuvola rosa”) dei fenicotteri, che nidificano nelle saline di Comacchio, ma frequentano abitualmente le lagune ravennati e le saline di Cervia.
    Questa è una guida interattiva alla flora delle Saline di Cervia, basata sulle liste floristiche di Lazzari & Plazzi (1980) e Lazzari et al. (2009, 2012), più alcune segnalazioni recenti da parte del Dr. Sergio Montanari, che gli autori ringraziano sentitamente.
    La guida è stata realizzata nell’ambito del Progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera), coordinato dal Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste. SiiT è finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.

    Bibliografia

    Lazzari G., Merloni N., Saiani D., 2009 - FLORA Riserve Naturali dello Stato nell’area costiera di Ravenna. Quaderno IBIS n. 3, AdV L’Arca, Ravenna, pp. 1-48.
    Lazzari G., Merloni N., Saiani D., 2012 - FLORA Siti Natura 2000 della fascia costiera ravennate. Quaderno IBIS n. 6, AdV L’Arca, Ravenna, pp. 1- 80.
    Lazzari G., Plazzi G.C., 1980 - Un patrimonio naturale ed ambientale da valorizzare. In : Le Saline di Cervia.Storia di una civiltà salinara. A cura Azienda Promozione Turistica Cervia, Bologna, :78-84.


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    free access Guida interattiva alla flora di Roma
    An interactive guide to the flora of Rome
    Guida interattiva alla flora di Roma

    Pier Luigi Nimis, Fabio Attorre, Carlo Blasi, Laura Celesti, Giuliano Fanelli, Edda Lattanzi, Andrea Moro, Elena Pittao, Agnese Tilia, Stefano Martellos
    -

    Foto di AA.VV. - Curatore dell'apparato di immagini: Andrea Moro

    Questa guida, integrata nel Portale della Flora di Roma, mette a disposizione del pubblico una chiave per l’identificazione delle piante presenti allo stato spontaneo sul territorio di Roma Capitale.
    Il progetto, finanziato dal MIUR nell’ambito della l. 113/91 (6/2000) e da LifeWatch-Italia, è realizzato da un partenariato di alta qualificazione e di complementarietà ottimale che coinvolge, oltre all’Accademia Nazionale delle Scienze detta dei XL e Zètema Progetto Cultura, il Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università degli Studi di Trieste (Progetto Dryades), il Dipartimento di Biologia Ambientale della Sapienza Università di Roma e l’Associazione degli Insegnanti di Scienze Naturali. Il progetto è inoltre collegato all’iniziativa europea LifeWatch, tramite la Joint Research Unit LifeWatch-Italia operativa presso il Dipartimento Scienze della Terra e Tecnologie per l’Ambiente del Consiglio Nazionale delle Ricerche.
    La flora di Roma comprende più di 1600 entità. Tra queste molte hanno particolare rilevanza per la conservazione essendo presenti nelle aree naturali residue della città di Roma. Altre specie, quali quelle legate alle aree umide, sono soggette a rischio di estinzione locale a causa della scomparsa di tali ambienti. Al contrario, in costante aumento sono le specie aliene, molte delle quali si sono naturalizzate e si stanno espandendo a causa dell'aumento di antropizzazione.
    La lista floristica si basa sulla recente sintesi di Celesti-Grapow & al. (2013). Il territorio corrisponde a quello del Comune di Roma Capitale, che si estende su un’area di 1287 Kmq e ospita una popolazione di 2.750.000 abitanti. L’area è sita al centro della Regione Mediterranea, tra il Mar Tirreno e gli Appennini. Il clima varia da quello termo-mediterraneo lungo i litorali a quello meso-mediterraneo nelle aree più interne. La geomorfologia si caratterizza per un esteso complesso di colline vulcaniche, laghi, depositi alluvionali lungo il Fiume Tevere, con una fascia costiera di circa 20 Km prevalentemente formata da substrati sabbiosi, seguita verso l’interno da una pianura costiera formata da terrazze di depositi argillosi e ghiaiosi. Per ulteriori dettagli v. Celesti-Grapow (1995) e Celesti-Grapow & al. (2013).
    Il progetto ha l’obiettivo di promuovere la conoscenza della Biodiversità vegetale presente sul territorio del Comune di Roma nell’ottica di una sua tutela e valorizzazione. La costruzione del Portale della Flora di Roma permette di utilizzare nuovi e avanzati strumenti informatizzati per fruire degli ambienti naturali presenti sul territorio. Iniziative con le Scuole e i cittadini, realizzate in parallelo, consentono di promuovere l’utilizzo della guida interattiva a scopi divulgativi, coinvolgendo in prima persona diverse tipologie di destinatari - studenti, insegnanti, amministratori del Comune e della Regione, grande pubblico, associazioni ambientaliste.


    Bibliografia

    Celesti Grapow, L. - 1995 - Atlante della flora di Roma. - Argos, Roma.
    Celesti-Grapow L., Capotorti G., Del Vico E., Lattanzi E., Tilia A., Blasi C. - 2013 - The vascular flora of Rome. - Plant Biosystems, 147, 4, 1059-1087.
    Nimis P.L. & al. - 2015 - Portale della Flora di Roma - http://dryades.units.it/Roma/


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    free access Guida interattiva alla flora vascolare del basso corso del Fiume Lamone (Ravenna)
    An interactive guide to the vascular flora of the terminal part of the Lamone River (Ravenna, N Italy)
    Guida interattiva alla flora vascolare del basso corso del Fiume Lamone (Ravenna)

    Pier Luigi Nimis, Giorgio Lazzari, Nicola Merloni, Andrea Moro, Daniele Saiani, Stefano Martellos
    -

    Foto di Andrea Moro

    Questa è una guida interattiva alle piante vascolari presenti in tre zone umide (Punte Alberete, Valle Mandriole e Bassa del Bardello), adiacenti il tratto terminale del fiume Lamone (Ravenna). Le tre zone umide incluse nell’area di studio rappresentano attualmente gli ultimi relitti di ambienti d’acqua dolce che al tempo dell’istituzione della Cassa di Colmata si estendevano ancora per diverse migliaia di ettari (oltre 6000), dall’antico corso padano meridionale (ora Fiume Reno) a nord, fin quasi a lambire la città di Ravenna, a sud. Queste zone palustri sono chiamate localmente ‘figlie del Lamone’ e la loro flora costituisce una testimonianza e un patrimonio di biodiversità vegetale di eccellenza rispetto ad un territorio pesantemente antropizzato e banalizzato.
    La guida, preparata dal Progetto SiiT, coordinato dal Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste, è stata realizzata in collaborazione con il Parco Delta del Po, l’Associazione di volontariato L’Arca (che ha fornito la lista floristica) e l’Ecomuseo delle Piante Palustri di Bagnacavallo.
    Il progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera) è finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.


    Bibliografia dedicata ai censimenti floristici



    I Quaderni IBIS (Inventari della BIodiversità Specifica) relativi alla Flora di Ravenna, editi da L’ARCA Associazione di Volontariato, Ravenna, elencano tutte le specie vegetali superiori presenti nelle aree protette; costituiscono un censimento aggiornato sulla biodiversità della vegetazione naturale della costa romagnola. I censimenti vengono effettuati dai tre Autori sopra citati , con la partecipazione di numerosi collaboratori, citati nominalmente in ciascuno dei Quaderni a cui hanno partecipato. Il lavoro viene svolto a titolo volontario ed in nome e per conto del Parco Regionale del Delta del Po, Emilia Romagna, che concorre anche alla maggior parte delle spese di pubblicazione. Le determinazioni sono curate dagli Autori, con la collaborazione di numerosi specialisti italiani e stranieri per le specie dubbie o in evoluzione tassonomica. Copie cartacee di ciascun Quaderno sono disponibili presso l’Ente per la Gestione dei Parchi e la Biodiversità, Delta del Po, Emilia Romagna (Comacchio) o presso la Segreteria de L’Arca: 48123 Ravenna - via Canalazzo, 23 - tel/fax 0544 465019 e.mail larcara@alice.it, www.larcapuntealberete.it.
    Lazzari G., Merloni N., Saiani D., 2007 - FLORA Punte Alberete - Valle Mandriole. Quaderno IBIS n. 1, AdV L’Arca, Ravenna, pp. 1-32 (Specie elencate 444; superficie ca. 500 ettari).
    Lazzari G., Merloni N., Saiani D., 2008 - FLORA Bassa del Bardello e Dune litoranee di Ravenna. Quaderno IBIS n. 2,AdV L’Arca, Ravenna, pp. 1-40 (Specie elencate 369, superficie 99 ha Bardello , dune ca. 100)
    Lazzari G., Merloni N., Saiani D., 2009 - FLORA Riserve Naturali dello Stato nell’area costiera di Ravenna. Quaderno IBIS n. 3, AdV L’Arca, Ravenna, pp. 1-48 (Specie elencate 568, superficie ca. 1790 ha).
    Lazzari G., Merloni N., Saiani D., 2010 - FLORA Pinete storiche di Ravenna, San Vitale, Classe e Cervia. Quaderno IBIS n. 4, AdV L’Arca, Ravenna, pp. 1-64 (Specie elencate 844, superficie ca. 2000 ha.
    Lazzari G., Merloni N., Saiani D., 2011 - FLORA Siti Natura 2000 di Foce Reno e Foce Bevano. Quaderno IBIS n. 5, AdV L’Arca, Ravenna, pp. 1-48 (Specie elencate 685, superficie ca. 2000 ha)
    Lazzari G., Merloni N., Saiani D., 2012 - FLORA Siti Natura 2000 della fascia costiera ravennate. Quaderno IBIS n. 6, AdV L’Arca, Ravenna, pp. 1- 80 (Specie elencate 1050, superficie ca.10.000 ettari: 11 siti SIC/ZPS)


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    free access Guida interattiva alle orchidee del Parco Nazionale della Majella
    An interactive guide to the orchids of the Majella National Park (C Italy)
    Guida interattiva alle orchidee del Parco Nazionale della Majella

    Biagioli M., Nimis P.L., Di Cecco M., Moro A., Martellos S., Pittao E., Ciaschetti G.
    -

    Foto di AA.VV. - Curatore dell'apparato di immagini: A. Moro

    Le orchidee sono tra i fiori più belli al mondo: hanno sempre affascinato sia gli amanti dei fiori, sia gli appassionati allo studio della biologia. Charles Darwin dedicò anni allo studio della loro impollinazione, ipotizzando il fenomeno della 'co-evoluzione' con gli insetti in un classico saggio del 1862.
    Queste piante sono straordinarie per diversi motivi, dalla forma di nutrizione dipendente dai funghi all’enorme variabilità morfologica e ai sofisticatissimi meccanismi per farsi impollinare dagli insetti.
    Le Orchidaceae sono una delle famiglie vegetali più ricche di specie: oltre 25.000, raggruppate in circa 750 generi. La maggior parte vive ai tropici come 'epifite', cioè sui rami e tronchi di altre piante, assorbendo l’umidità atmosferica con radici aeree. Tutte le specie italiane radicano invece al suolo, e la Regione Mediterranea è una delle più ricche al mondo di orchidee terricole.
    L’enorme variabilità delle orchidee, in cui l'ibridazione è frequente, si realizza anche nell'ambito della stessa specie e - non raramente - persino della stessa popolazione, seguendo strategie messe in atto per attirare gli insetti ingannandoli. Questa variabilità non confonde solo gli insetti, ma genera continue controversie sulla delimitazione tassonomica di specie e sottospecie da parte dei ricercatori, con le conseguenti difficoltà d'identificazione.
    Il Parco Nazionale della Majella attira studiosi di orchidee da varie parti d’Italia e d’Europa: qui sono state descritte nuove entità come, ad esempio, Ophrys passionis subsp. majellensis.
    Da qualche tempo, le orchidee spontanee sono diventate un importante motivo di attrazione turistica, soprattutto dove esse si concentrano, come ad esempio a Palena, in provincia di Chieti.
    Diventa quindi importante disporre di strumenti utili alla loro identificazione. Questa guida potrebbe essere efficace per diversi motivi: una chiave dicotomica molto dettagliata, fino al livello di sottospecie (difficile da reperire nella manualistica esistente), la facilità e immediatezza d’uso di uno strumento digitale consultabile anche su telefonini, la ricca galleria di immagini.
    Nel Parco Nazionale della Majella si contano circa 80 tra specie e sottospecie di orchidee, quasi il 90 % di quelle abruzzesi, cui vanno aggiunti diversi ibridi non trattati in questa guida. Crescono per lo più in pascoli aridi, ma non sono infrequenti anche nei boschi, nei prati umidi e a quote elevate. Alcune specie sono molto comuni, come Anacamptis morio o Dactylorhiza sambucina, altre invece, come Cypripedium calceolus o Nigritella widderi, sono rarissime.
    Le orchidee spontanee sono protette dalla CITES (Convention on International Trade in Endangered Species of wild flora and fauna) dove, nell’ Appendice 2, tutte le specie, nessuna esclusa, vengono considerate in pericolo reale o potenziale e sono perciò sottoposte a controlli e restrizioni per il commercio internazionale. Va sottolineato che LA RACCOLTA ED IL DANNEGGIAMENTO SONO VIETATI in tutto il Parco (e altrove).
    Questa guida è stata realizzata grazie alla proficua collaborazione tra il Parco Nazionale della Majella, il GIROS (Gruppo Italiano per la Ricerca sulle Orchidee Spontanee) e il Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste (Progetto Dryades). Ringraziamo tutti coloro che hanno gentilmente fornito immagini, Rolando Romolini per la revisione del materiale fotografico, Fabio Conti e Fabrizio Bartolucci per il contributo alla definizione dell’elenco delle specie, Antonio Antonucci per gli utili suggerimenti.


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    free access Guida interattiva alle piante acquatiche del Campo di Osoppo-Gemona (UD)
    An interactive guide of the plants of wet sites found in the Osoppo-Gemona area (NE Italy, Friuli, Prov. Udine)
    Guida interattiva alle piante acquatiche del Campo di Osoppo-Gemona (UD)

    Pier Luigi Nimis, Anna Dal Borgo, Arianna Macor, Alessandro Pavan, Alessandra Sinesi, Nicola Skert, Damiano Virgilio, Elisa Zanut
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    Foto di Andrea Moro

    Le piante acquatiche rientrano tra i bioindicatori individuati dalla Direttiva Quadro sulle Acque per la valutazione dello stato ecologico delle acque nell’ambito dell’Unione Europea. Per facilitare l’attività di biomonitoraggio svolta da ARPA FVG nell’ambito del Piano Regionale di Tutela delle Acque, è stata realizzata dal Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste, in seno al progetto Interreg SiiT (Italia-Slovenia), una guida interattiva alle piante acquatiche regionali (NIMIS et al. 2011). Si tratta di uno strumento innovativo consultabile in internet, su CD-Rom, iPhone e iPad, che permette anche ai non esperti di identificare specie di piante acquatiche. Da tale guida è stata tratta una guida specifica per il Campo di Osoppo-Gemona, utilizzabile da scuole di ogni ordine e grado per progetti didattici centrati sui bioindicatori della qualità delle acque, o dai cittadini che, scoprendo il mondo delle piante acquatiche, potranno autonomamente ottenere informazioni sullo stato di salute delle proprie acque.

    L’elenco floristico comprende taxa tipici di ambienti lotici e lentici, creato in fasi successive. Una prima lista deriva dai dati dell' Atlante Corologico del Friuli Venezia Giulia (POLDINI 2002), la seconda risulta da rilievi condotti nel 2009-2010 da ARPA FVG: la loro fusione ha portato all’elenco di 147 taxa infragenerici inclusi in questa guida. La suddivisione in Famiglie segue Angiosperm Phylogeny Group III (2009).

    La guida è stata sviluppata nell’ambito del progetto interreg SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera), finanziato nell'ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.

    Bibliografia

    ANGIOSPERM PHYLOGENY GROUP (2009). An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the orders and families of flowering plants: APG III. Botanical Journal of the Linnean Society 161(2): 105-121.
    NIMIS P.L., DAL BORGO A. MACOR A. PAVAN A., SINESI A., VIRGILIO D. ZANUT E. 2011 - Guide alle macrofite acquatiche del Friuli Venezia Giulia I - Piante vascolari. - http://dbiodbs.units.it/carso/chiavi_pub21?sc=479
    POLDINI L., 2002 - Nuovo Atlante Corologico delle piante vascolari nel Friuli Venezia Giulia. – Trieste 2002.


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    free access Guida interattiva alle piante dei luoghi umidi delle Valli di Argenta (FE)
    An interactive guide to the plants of wet sites in the Valli di Argenta (Province of Ferrara, Italy)
    Guida interattiva alle piante dei luoghi umidi delle Valli di Argenta (FE)

    Pier Luigi Nimis, Mauro Pellizzari, Filippo Piccoli,
    -

    Foto di Andrea Moro

    Questa è la prima guida interattiva sviluppata dal progetto interreg SiiT per il Parco del Delta del Po Emilia-Romagna, uno dei partner del progetto, in collaborazione tra il Parco, l'Università di Trieste e l'Università di Ferrara. Essa include tutte le piante strettamente acquatiche (idrofite) presenti nell'area di studio, più quelle periodicamente sommerse o comunque frequenti in ambienti per lungo tempo umidi, per un totale di 162 taxa infragenerici. Sono state incluse anche alcune specie note soltanto per aree limitrofe e da ricercare, e quelle non più ritrovate in tempi recenti.
    La guida, disponibile in diverse versioni (in rete, stampabile, per CD-Rom e per telefonini), verrà utilizzata come strumento per i visitatori alla scoperta della biodiversità del Parco, e soprattutto per esperienze didattiche condotte coinvolgendo le scuole.

    Le Valli di Argenta sono poste nell’area di confluenza dei torrenti Idice e Sillaro con il fiume Reno, in provincia di Ferrara. Sono incluse nel SIC-ZPS IT 4060001 e nella Stazione 'Campotto di Argenta' del Parco Regionale del Delta del Po, sono Zona Ramsar e Oasi di protezione della Fauna.
    Il sito comprende due casse di espansione, la prima ‘Campotto-Bassarone’ posta tra Reno e Idice per circa 560 ha, l’altra ‘Valle Santa’ posta tra Idice e Sillaro per circa 260 ha. Tali invasi, residuo di ampie zone vallive naturali, sono stati realizzati nei primi decenni del 1900 come opere di bonifica idraulica della pianura bolognese, e vengono mantenuti costantemente in acqua proveniente dai canali di bonifica. Oltre alle due casse sono parte integrante del sito il bosco del Traversante lungo l'Idice (circa 150 ha) e le aree agricole circostanti, in parte delle quali sono stati realizzati prati umidi e complessi macchia-radura per circa 120 ha in applicazione di regolamenti Comunitari.
    All’interno delle Casse è sviluppata vegetazione di acqua dolce, sia acquatica (lamineti, in particolare Nymphaeetum albo-luteae e Limnanthemetum nymphaeoidis) che palustre (soprattutto canneti - Phragmitetum vulgaris e tifeti - Typhetum angustifoliae).
    Il bosco igrofilo del Traversante (Carici remotae-Fraxinetum oxycarpae), ed estese formazioni a galleria (Salicetum albae) lungo il Reno e i canali di bonifica rappresentano gli habitat boschivi, a fianco dei quali lungo gli argini sono presenti prati aridi e semiaridi submediterranei (Brometalia erecti) sottoposti a sfalcio periodico.
    Il sito è molto importante per la conservazione di habitat e specie comprese nella Direttiva Uccelli e nella Direttiva Habitat. La consistenza di tali componenti è soggetta alle naturali fluttuazioni temporali delle zone umide ma anche agli impatti negativi dovuti ad una popolazione stabile di nutrie (Myocastor coypus) molto consistente.

    La guida è stata sviluppata nell’ambito del progetto interreg SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera), finanziato nell'ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.


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    free access Guida interattiva alle piante del Boschetto del Pioppo Bianco. Istituto Comprensivo Giovanni Lucio, Scuola Secondaria di Primo Grado - Muggia (Trieste)
    The plants of the white poplar hill near Muggia (Trieste, NE Italy)
    Guida interattiva alle piante del Boschetto del Pioppo Bianco

    Istituto Comprensivo 'Giovanni Lucio', Scuola Secondaria di Primo Grado - Muggia (Trieste)

    P.L. NIMIS, S. MARTELLOS
    M. BLASCHICH, P. NICOLETTI

    Foto di A. MORO

    Questa è la prima guida interattiva del progetto Dryades specificatamente creata per un progetto didattico. E' stata commissionata dall'Istituto Comprensivo 'Giovanni Lucio' - Scuola Secondaria di Primo Grado di Muggia (TS), per la florula di un piccolo colle adiacente la scuola, non lontano dal centro storico di Muggia, chiamato 'Boschetto del Pioppo Bianco', che comprende 190 specie. Alla Scuola, oltre alla versione interattiva, è stata consegnata una versione in CD-Rom ed una chiave illustrata stampata su carta. E' in via di elaborazione una versione sviluppata per palmari, la quale permetterà di utilizzare la guida direttamente in campo.
    Il colle - di proprietà privata - è sito sul versante orografico destro del Torrente Furgnan, non lontano dal centro storico di Muggia. L'esposizione dell'area interessata al progetto didattico è a nord-est, con una pendenza di circa il 30%. Il colle ha un substrato marnoso-arenaceo, ed un tempo era coperto da coltivazioni su terrazzamenti ed ospitava una piccola cava di arenaria. Abbandonate le coltivazioni, è stato lentamente ricoperto da un bosco secondario in cui spiccano i numerosi esemplari di pioppo bianco, da cui origina il nome usato da insegnanti ed allievi. Il colle ospita diversi ambienti interessanti, tra cui una spettacolare 'cascata di travertino'.
    Gli alunni e gli insegnanti della Scuola Secondaria di Primo Grado di Muggia hanno elaborato un progetto che prevede l'utilizzo dell'area e di parte del sottostante campo sportivo, ora inutilizzato, a fini didattico-ricreativi. Il progetto prevede la realizzazione di un percorso floristico-geologico, di uno stagno e di un edificio in legno adibito ad aula-museo.
    Quella qui pubblicata in rete è la prima versione della guida alla flora del colle, che verrà ora saggiata da insegnanti ed allievi. E' prevista una seconda versione, che recepirà tutte le osservazioni critiche che deriveranno dalla fase di test, compreso un adeguamento della terminologia da noi adottata.
    Si ringraziano le Proff. Manuela Blaschich e Patrizia Nicoletti per l'assistenza in campo, ed il Dr. Michele Codogno (Università di Trieste) per le utili osservazioni.


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    NEW - Versione per palmare / NEW - PocketPC version

    Sviluppata per palmari con sistema operativo Windows.
    Scaricare il file compresso, decomprimerlo in una nuova cartella ed iniziare aprendo il file "home.html".

    Tested on Microsoft Windows OS
    Download, decompress in a new folder and start by opening the "home.html" file
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    free access Guida interattiva alle piante del 'Boschetto del Pioppo Bianco'. Istituto Comprensivo 'Giovanni Lucio', Scuola Secondaria di Primo Grado - Muggia (Trieste)
    The plants of the white poplar hill near Muggia (Trieste, NE Italy)

    Interactive guide to the plants of the 'White Poplar Woodland'

    Istituto Comprensivo 'Giovanni Lucio', Scuola Secondaria di Primo Grado - Muggia (Trieste)

    P.L. NIMIS, S. MARTELLOS
    M. BLASCHICH, P. NICOLETTI

    Images by A. MORO


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    free access Guida interattiva alle piante del 'del Pioppo Bianco'. Istituto Comprensivo 'Giovanni Lucio', Scuola Secondaria di Primo Grado - Muggia (Trieste)
    The plants of the white poplar hill near Muggia (Trieste, NE Italy)
    Vodnik za določanje rastlin v gozdni združbi belega topola (Milje, Trst)

    Istituto Comprensivo 'Giovanni Lucio', Scuola Secondaria di Primo Grado - Muggia (Trieste)

    P.L. NIMIS, S. MARTELLOS
    M. BLASCHICH, P. NICOLETTI

    Fotografije A. MORO


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    free access Guida interattiva alle piante del Bosco Siro Negri (Pavia)
    The plants of the Siro Negri woodland (Pavia, N-Italy): an interactive guide
    Guida interattiva alle piante del Bosco Siro Negri (Pavia)

    Università di Pavia - Orto Botanico

    Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
    Francesco Sartori

    Foto di Andrea Moro

    Il Bosco Negri, presso Pavia, è un lembo di Pianura Padana che fu lasciata in eredità al Comune di Pavia nel 1968 da Giuseppe Negri, un grande appassionato di natura. Tale Bosco è attualmente vincolato come Riserva Naturale Orientata all’interno del Parco Regionale della Valle del Ticino. L'Università di Pavia, presso l'Orto Botanico, ha creato un laboratorio didattico multimediale ove è possibile avvicinarsi alla conoscenza delle più comuni piante presenti nel Bosco utilizzando questa chiave, prodotta originariamente nel 2006 e riveduta e corretta nel 2009.


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    free access Guida interattiva alle piante del Parco Piuma-Isonzo di Gorizia . Istituto Tecnico per le Attività Sociali Gabriele d'Annunzio
    The plants of the Park Piuma-Isonzo (Gorizia, NE Italy). Technical School G. D’Annunzio
    Guida interattiva alle piante del Parco Piuma-Isonzo di Gorizia

    Istituto Tecnico per le Attività Sociali Gabriele d'Annunzio

    P.L.Nimis, S. Martellos
    E. Benes, P. Merluzzi, D. Tomasi, M.L. Zoratti

    Foto di A. Moro

    Guida alle piante di un parco sito presso il Fiume Isonzo a Gorizia, utilizzato come laboratorio naturale dall'Istituto "G. D'Annunzio". La lista, che comprende le piante più frequenti nei siti visitati dalla scuola, è stata redatta dal Dr. Pierpaolo Merluzzi. Il parco è situato sulla sponda destra dell’Isonzo e copre 32 ettari usufruibili dal pubblico, con importanti resti delle battaglie della prima guerra mondiale (trincee, camminamenti e postazioni delle battaglie dell’Isonzo). Esso è attraversato da alcuni affluenti minori dell’Isonzo, a carattere torrentizio. In seguito all’acquisizione dell’area da parte della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, avvenuta nel 1968, è stata realizzata un’opera di bonifica della discarica di rifiuti solidi urbani presente sulla sponda dell’Isonzo, che ha permesso di riportare la zona alla situazione naturale. L’area del Parco presenta zone antropizzate - caratterizzate da boschi con forte prevalenza di castagno e boscaglia con forte prevalenza di robinia – e zone costituite esclusivamente o prevalentemente da specie autoctone dove è possibile reperire boschi quercini a prevalenza di rovere ,bosco a carpino bianco, bosco ad ontano nero e ostrio-querceti. E’ utilizzato spesso per attività didattico-naturalistiche da parte delle scuole di Gorizia


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    free access Guida interattiva alle piante del giardino della Scuola Media di Elmas (Cagliari)
    The plants of the school garden. School of Elmas (Cagliari)

    Guida interattiva alle piante del giardino della Scuola Media di Elmas (Cagliari)

    Scuola Media Statale Mons. A. Saba, Elmas (Cagliari)

    Pier Luigi Nimis, Francesco Mascia, Stefano Martellos
    Annamaria Manca, Rita Marini

    Foto di Andrea Moro

    Con la seguente versione in lingua sarda della Guida interattiva alle piante del giardino della Scuola Media di Elmas si esplora un territorio a tutti noi sconosciuto: questa piccola pubblicazione è agli effetti il primo esempio di chiave di determinazione botanica ed uno dei pochissimi documenti di divulgazione scientifica recenti attualmente proposti ad una scuola in lingua sarda. Inoltre è una delle prime iniziative a tema scientifico-divulgativo presentate in sardo e promosse da un’Università. In questa versione la variante linguistica utilizzata, attenendosi all’area a cui è destinata la pubblicazione, è quella campidanese. Per pochissimi termini botanici si è dovuto ricorrere alla coniazione di neologismi: la maggior parte di questi non sono altro che degli aggettivi ottenuti con l’aggiunta di un suffisso ad un sostantivo o ad un verbo (es. verbo Apiculai + suffisso –osu/a = neologismo apiculosu-a ) Ci auguriamo che la lingua della nostra isola, in tutta la sua ricchezza ed integrità, possa essere sempre più utilizzata per parlare anche di scienza e ricerca, in modo particolare nell’ambito scolastico.

    -------------

    Francesco Mascia ha ventidue anni e studia Scienze Naturali presso l’Università degli studi di Cagliari. Dal 1998 partecipa come ricercatore alle attività di alcuni gruppi di ricerca scientifica a livello regionale e nazionale; ha inoltre partecipato e collaborato a diversi progetti promossi da Università, enti museali, privati ed associazioni, con particolare attenzione alle tematiche riguardanti lo studio degli ecosistemi e l’ecologia delle specie. Membro dell’Acadèmia Campidanesa po sa Lìngua Sarda (http://www.acalisa.org/), rivolge i suoi interessi all’aggiornamento, allo sviluppo e all’utilizzo della lingua sarda nell’ambito delle Scienze e della ricerca scientifica. Ringrazio Amos Cardia e Perdu Perra (Acadèmia Campidanesa po sa Lingua Sarda) per avermi aiutato e consigliato nella formazione dei neologismi.


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    free access Guida interattiva alle piante legnose del Giardino di Flora Appenninica di Capracotta (Molise, Isernia)
    An interactive guide to the woody plants of the Botanical Garden of Capracotta (Molise, S Italy)
    Guida interattiva alle piante legnose del Giardino di Flora Appenninica di Capracotta (Molise, Isernia)

    Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
    Paola Fortini, Giovanni Pelino

    Foto di Andrea Moro

    Questa guida interattiva alle principali piante legnose del Giardino di Flora Appenninica di Capracotta è stata creata nell’ambito del progetto KeyToNature comse sussidio alle attività didattiche svolte presso il giardino. Il Giardino della Flora Appenninica di Capracotta è situato nel territorio di Capracotta, in provincia di Isernia, nell’Alto Molise, a 1.550 m. Nel Giardino crescono più di 500 specie distribuite in vari ambienti che vanno dalla faggeta, ai cespuglieti, alle zone umide, agli habitat rocciosi e rupestri; oltre a ciò sono stati realizzati alcuni terrazzamenti per fare posto alle aiuole dimostrative delle specie di maggior attrazione per i visitatori.


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    free access Guida interattiva alle piante legnose del Parco Nazionale del Gran Sasso
    An interactive guide to the woody plants of the Gran Sasso National park (C Italy)
    An interactive guide to the woody plants of the Gran Sasso National Park (Central Italy)

    Pier Luigi Nimis, Fabio Conti, Fabrizio Bartolucci
    Daniela Tinti, Nicola Ranalli, Aurelio Manzi

    Images by Andrea Moro et al.

    The National Park of Gran Sasso and Monti della Laga (C-Italy) is probably the European protected area with the largest number of plants in its territory: 2364 infrageneric taxa. This number, albeit slightly, is expected to grow, as the floristic exploration in unexplored areas of the Park and the constant advancement of plant taxonomy always reserve new surprises.
    Of the surveyed species, 210 are woody plants, those which first attract our attention, because of their size and also because, unlike others, contribute to the appearance of vegetation or even of the landscape. These are the plants which are more related to the mountain and rural economies of the Park, to the rituals and traditions of the local population; and these are the plants which often attract first those approaching for the first time the world of Botany, trying to identify them, i.e. to give them a correct name.
    The Park Authority, with the intention of bringing as many people as possible to the knowledge of the area and its biodiversity, has decided to put at the disposal of students, hikers, and tourists, a rigorous scientific tool which is also easy and intuitive to use, and which allows you to identify, through easily observable characters, all the woody species of plants that live in the Park.
    Using this guide, created in collaboration with the University of Trieste (Dryades Project), anyone can have fun picking an unknown species, and following the path proposed by the key.
    The Park Authority has also prepared 2 didactic courses where you can 'play the botanist', based on this guide. At the Park Visitor Center located at Accumoli (RI) and at the Research Center of the Apennine Flora in Barisciano the interactive guide can be used with the help of modern stereoscopes that allow the observation of microscopic characters.
    The guide is available in several versions for several media (internet, printed paper, CD-Roms, pocket-PCs, smartphones).


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    free access Guida interattiva alle piante legnose del Parco Nazionale della Majella
    An interactive guide to the woody plants of the Majella National Park (C-Italy)

    Guida interattiva alle piante legnose del Parco Nazionale della Majella

    Giampiero Ciaschetti, Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos, Luciano Di Martino, Mirella Di Cecco, Maria Peroni, Teodoro Andrisano.

    Foto di Andrea Moro

    Questa guida è stata creata in collaborazione con il progetto europeo KeyToNature, coordinato dal Dipartimento di Scienze della Vita dell'Università di Trieste, grazie al contributo della Regione Abruzzo per la 'Tutela della biodiversità vegetale e la gestione dei giardini ed orti botanici' (L.R. 35/97).
    Essa cerca di rispondere alle richieste dei visitatori del Parco Nazionale della Majella: conoscere i nomi delle piante che osservano durante le escursioni, i campeggi, i pic-nic, o che studiano da amatori.
    L’identificazione delle piante è solitamente appannaggio di pochi esperti, sia perché solo essi conoscono le differenze, talora minime, tra specie simili, sia perché i caratteri che permettono di distinguere le famiglie o i generi sono spesso osservabili solo con uno stereomicroscopio.
    Questa chiave utilizza solo caratteri facilmente osservabili, illustrati da immagini e/o disegni creati da Andrea Moro. Può essere usata anche da chi si avvicina per la prima volta all'identificazione delle piante. E' una guida 'facile', ma realizzata con rigore scientifico. Comprende tutte le specie e le sottospecie di piante legnose (alberi, arbusti e liane), presenti allo stato spontaneo o subspontaneo nel territorio del Parco Nazionale della Majella, più alcune delle più comuni piante coltivate a scopo ornamentale o negli impianti di riforestazione. Ad ogni pianta è associata una scheda che ne descrive brevemente nomenclatura (nome comune, sinonimi), morfologia, distribuzione, ecologia e l’uso nella tradizione locale.
    La suddivisione in Famiglie segue il sistema dell’Angiosperm Phylogeny Group III:
    Angiosperm Phylogeny Group (2009). An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the orders and families of flowering plants: APG III. Botanical Journal of the Linnean Society 161(2): 105-121.


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    NEW - Versione per palmare / NEW - PocketPC version

    Sviluppata per palmari con sistema operativo Windows.
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    free access Guida interattiva alle piante legnose del Parco Urbano di Aveiro (Portogallo)
    Interactive illustrated keys to the woody plants of the urban park Infante D. Pedro at Aveiro (Portugal)

    Interactive illustrated keys to the woody plants of the urban park Infante D. Pedro at Aveiro (Portugal)

    Departamento de Biologia, Universidade de Aveiro

    P.L. Nimis, S. Martellos
    R.M.F. Pinho, L.G.M.P. Lopes, P.A. Alegria, M.H.A. Silva, P.C. Silveira

    Images by A. Moro and L.G.M.P. Lopes

    The Municipal Park of the City of Aveiro (Parque Infante D. Pedro), occupies land that once formed part of the fence of the convent of Saint Anthony. In 1670 the Third Order of St. Francis was founded, whose church was built near the Convent of St. Anthony. With the suppression of religious orders in 1834, the Church of Saint Anthony was given to the Third Order. On 8 October 1861, this Order made a contract with the City Council, chaired by Manuel Firmino de Almeida Maia, to use the whole field of the lane, commonly called Campo de San Antonio. This field corresponds to the Garden (the highest part of the Park) whose construction began in 1862, taking advantage of the large plantation of trees that the Franciscans had made near the convent and its property since 1672. The set of properties known today as Garden and Park 'Infante D. Pedro' were completely separate and had nothing to do with one another, besides the fact that both were part of the old fence of the Convent of the Franciscan Friars. The park resulted from transformation and annexation to the garden of “Ti Germano” is farm, by the city council at the time under the direction of Dr. Lourenço Peixinho and was opened to the public in 1927, with a great and brilliant party, as reported by the newspaper 'The Democrat' (July, 2nd, 1927). By the mid-80s, this 'green lung' was extended along the river and implemented with playing grounds.
    Due to the high diversity of trees and shrubs that can be found in this park, both indigenous and exotic, and the proximity to the university and several schools, this is a privileged space for the teaching of botany and environmental education. We believe that with this interactive key – prepared in collaboration between the European Project KeyToNature and the Department of Biology of the University of Aveiro, the success of such activities will be greatly improved, due to its pedagogical nature, the wealth of photographic record and its ease of use. This preliminary version will be modified soon, as a result of thorough testing in the field with real users.


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    free access Guida interattiva alle piante legnose del Parco della Fondazione Minoprio (Como)
    Interactive guide to the woody plants of the Park of the Minoprio Foundation (Como, Lombardy, N Italy)
    Guida interattiva alle piante legnose del Parco della Fondazione Minoprio (Como)

    Fondazione Minoprio, Viale Raimondi 54, Vertemate con Minoprio (Como)

    Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
    Tiziano Bianchi

    Foto di Andrea Moro

    La Fondazione Minoprio, situata a 10 km a sud di Como, è impegnata dal 1962 nella formazione dei giovani nel settore del verde ornamentale. La struttura occupa una superficie di 60 ha suddivisa in varie settori: centro congressi, azienda agraria, frutteto, centro di ricerca e consulenze, laboratorio analisi dei terreni, serra tropicale e mediterranea, centro di formazione. All'interno del parco della scuola è presente un moderno convitto che può ospitare 180 persone. Questa guida interattiva a 210 piante legnose presenti nel parco della Fondazione (circa 6 ha di superficie) sarà un valido strumento per la materia "Identificazione delle Piante" presente in tutti i corsi. Questi sono suddivisi nei seguenti livelli: -formazione professionale regionale (4 anni) - istituto professionale per l'Agricoltura e l'Ambiente (Paritario) (5 anni , maturità agraria) - corsi post diploma (Garden design, Capo cantiere) - corsi post laurea (Master in progettazione e conservazione del paesaggio) in collaborazione con il Politecnico di Milano.


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    free access Guida interattiva alle piante legnose del Parco di Villa Tinin a Feletto Umberto (Tavagnacco, UD)
    An interactive guide to the woody plants of the park of Villa Tinin (Feletto Umberto, Tavagnacco, Province of Udine, NE Italy)
    Guida interattiva alle piante legnose del Parco di Villa Tinin a Feletto Umberto (Tavagnacco, UD)

    Istituto Scolastico Comprensivo di Tavagnacco (UD)

    Pier Luigi Nimis, Fabiola Danelutto, Stefano Peruzovich
    -

    Foto di Andrea Moro

    L’Istituto Scolastico Comprensivo di Tavagnacco (UD) comprende 9 plessi, una scuola secondaria di primo grado, 4 scuole primarie e 4 scuole dell’infanzia. I plessi scolastici sono situati tutti nel Comune di Tavagnacco. In ognuna delle frazioni sono presenti una scuola primaria ed una scuola dell’infanzia e, a Feletto Umberto, anche una scuola secondaria di primo grado, raggiungendo oltre 1300 alunni. I principi che animano tutti gli operatori dell’Istituto, sia docenti che non docenti, si basano su linee pedagogico-didattiche condivise: l’Istituto crede nell’importanza di favorire il benessere degli alunni, creando un clima accogliente, di attenzione e di ascolto; crede in una comunità educante, dove si formano gli studenti sulla base di principi di valore etico, civico e di solidarietà. Per favorire il benessere degli alunni e conseguentemente un buon apprendimento, cerca di offrire varie occasioni di sperimentazione, di conoscenza diretta di persone, di realtà, di ambienti naturali, di opportunità culturali e propone anche soluzioni al di fuori dall’ orario scolastico.
    Una delle aree verdi più frequentata è il parco della Villa Tinin, presso il centro di Feletto Umberto. La villa fu eretta nel XVI secolo dalla famiglia dei Feruglio, detti Tinin, casa natale di monsignor Antonio Feruglio ‘Tinin’ vescovo di Vicenza. Nel 1883 la residenza venne ristrutturata e fu organizzato il giardino sulla piazza Plebiscito, che a sua volta fu sottoposta ad un riordino generale. Nel primo dopoguerra si configurò come luogo ideale per diverse iniziative, in considerazione della centralità del posto e dell’ampio parco retrostante (manifestazioni, feste danzanti ecc.). Nel 1927 la famiglia lasciò la residenza, che durante l’ultimo conflitto mondiale divenne sede di una guarnigione di soldati della Repubblica di Salò. Dopo alcune tragiche vicende accadute all’interno della villa, essa venne venduta al parroco di Feletto Umberto don Nicolò Rossi che nel 1951 la donò alla Chiesa di Feletto ‘affinché essa servisse all’istruzione civile e religiosa della gioventù’. Nei primi anni settanta fu donato alla chiesa anche il parco ma in seguito ad un decreto del Presidente della Regione tutti i beni vennero affidati a beneficio dell’Amministrazione Comunale.
    Questa guida alle piante legnose del Parco di Villa Tinin è stata realizzata nell’ambito del Progetto SiiT, coordinato dal Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste, che mira a valorizzare le aree verdi comunali ed i giardini scolastici creando strumenti interattivi di facile consultazione per avvicinare i cittadini alla conoscenza della ‘foresta urbana’ e soprattutto per fornire alle scuole uno strumento che permetta loro di utilizzare le aree verdi come veri e propri ‘laboratori all’aperto’ in cui svolgere attività didattiche centrate sull’identificazione delle piante. Il progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera) è finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.


    Posizione geografica / Geographic position


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    free access Guida interattiva alle piante legnose del complesso scolastico di via IV Novembre a Codroipo (UD)
    An interactive guide to the woody plants of the school campus of Codroipo (NE Italy, Province of Udine)
    Guida interattiva alle piante legnose del complesso scolastico di via IV Novembre a Codroipo (UD)

    Pier Luigi Nimis, Patrizia Cisilino
    -

    Foto di Andrea Moro

    Presso il centro di Codroipo (UD) c’è un vasto complesso scolastico e sportivo ove è ubicata la Scuola primaria ‘Anna Fabris’. Questa guida interattiva include le piante legnose dell’intero complesso, per un totale di 68 specie, un numero relativamente elevato che la rende più adatta per le scuole medie o per gli alunni di quinta elementare.
    La guida è stata realizzata nel’ambito del Progetto SiiT, coordinato dal Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste, che mira a valorizzare le aree verdi comunali ed i n giardini scolastici creando strumenti interattivi di facile consultazione per avvicinare i cittadini alla conoscenza della ‘foresta urbana’ e soprattutto per fornire alle scuole uno strumento che permetta loro di utilizzare le aree verdi come veri e propri ‘laboratori all’aperto’ in cui svolgere attività didattiche centrate sull’identificazione delle piante. Il progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera) è finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.


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    free access Guida interattiva alle piante legnose del giardino della Scuola Secondaria di I grado 'Leonardo da Vinci' di Mortegliano (UD)
    An interactive guide to the woody plants of the garden of the primary School L. da Vinci (Mortegliano, UD)
    Guida interattiva alle piante legnose del giardino della Scuola Secondaria di I grado ‘Leonardo da Vinci’ di Mortegliano (UD)

    Pier Luigi Nimis
    -

    Foto di Andrea Moro

    Questa è una guida interattiva alle piante legnose che crescono nel giardino della Scuola Secondaria di I grado di Mortegliano (UD), intitolata a Leonardo da Vinci e strutturata in un unico edificio in una zona semiperiferica dell’abitato di Mortegliano in Via Leonardo da Vinci 13. Nello stesso tessuto urbano sono presenti la scuola primaria, un campo di calcio per attività sportive e ricreative, ed un piccolo giardino con diverse essenze arboree ed arbustive. La guida verrà utilizzata per attività inserite all'interno della programmazione di Scienze come approfondimento della presentazione dei Regni e dei criteri di classificazione degli organismi viventi e per introdurre il concetto di biodiversità.
    La guida è stata realizzata nell’ambito del Progetto SiiT, coordinato dal Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste, che mira a valorizzare le aree verdi comunali ed i n giardini scolastici creando strumenti interattivi di facile consultazione per avvicinare i cittadini alla conoscenza della ‘foresta urbana’ e soprattutto per fornire alle scuole uno strumento che permetta loro di utilizzare le aree verdi come veri e propri ‘laboratori all’aperto’ in cui svolgere attività didattiche centrate sull’identificazione delle piante.
    Il progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera) è finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.


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    free access Guida interattiva alle piante legnose del parco dell'ISIS 'Paolo Sarpi' di San Vito al Tagliamento (PN)
    An interactive guide to the woody plants of the school Paolo Sarpi (S. Vito al Tagliamento, UD)
    Guida interattiva alle piante legnose del parco dell’ISIS ‘Paolo Sarpi’ di San Vito al Tagliamento (PN)

    Istituto Statale d’Istruzione Superiore Paolo Sarpi – San Vito al Tagliamento

    Pier Luigi Nimis, Francesca Del Santo, Cristiana Maronese, Roberto Petracco, Paolo Spagnol, Maria Rosa Venturuzzo
    -

    Foto di Andrea Moro

    Il Parco della scuola, fino agli anni Cinquanta, era parte integrante del Parco annesso a Palazzo Rota, sede del municipio di San Vito al Tagliamento. Le vecchie famiglie patrizie hanno lasciato in eredità alla città i bei parchi di ispirazione romantica che ancora oggi caratterizzano il centro di San Vito al Tagliamento. A nord del Palazzo Rota, infatti, si estende, per una superficie di 5800 mq, un parco a libera invenzione e di ispirazione tardoromantica con la presenza caratterizzante della vasca circolare delle ninfee racchiuse da arbusti di osmanto profumato, del muro edificato agli inizi del secolo lungo la fossa e della torretta, ad esaltare l'impianto medioevale del sito, del rifugio costruito durante la prima guerra mondiale e delle serre poste ai limiti del vasto prato centrale. Il parco, formatosi per successive modifiche ed integrazioni, esprime valori storici e culturali; le essenze vegetali sono eterogenee, l'impianto unisce varietà autoctone o di aree geografiche limitrofe, con altre di gusto esotico provenienti dall'Asia e dal Nord America sulla scorta di tendenze formatisi e diffusesi nel XIX secolo.
    Questa è una guida interattiva alle piante legnose che crescono nel parco annesso alla scuola propriamente detta. La guida è stata realizzata nell’ambito del Progetto SiiT, coordinato dal Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste, che mira a valorizzare le aree verdi comunali ed i giardini scolastici creando strumenti interattivi di facile consultazione per avvicinare i cittadini alla conoscenza della ‘foresta urbana’ e soprattutto per fornire alle scuole uno strumento che permetta loro di utilizzare le aree verdi come veri e propri ‘laboratori all’aperto’ in cui svolgere attività didattiche centrate sull’identificazione delle piante.
    Il progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera) è finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.


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    free access Guida interattiva alle piante legnose del parco dell'Istituto Tecnico-Agrario G. Scarabelli (Imola)
    An interactive guide to woody plants of the park of the Agricultural School G. Scarabelli (Imola, N-Italy)
    Guida interattiva alle piante legnose del parco dell’Istituto Tecnico-Agrario G. Scarabelli (Imola)

    Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
    Roberto Rinaldi Ceroni

    Foto di Andrea Moro

    L’istituto G. Scarabelli nasce nel 1883 come Regia Scuola Pratica di Agricoltura gestita da un comitato comunale, ma la sede era ubicata nel centro della città. La scuola crebbe subito di importanza tanto che gli spazi diventarono insufficienti. Il Comune acquistò allora un’antica villa cardinalizia al centro di una vasta azienda agraria su un altopiano esposto a sud a ridosso delle mura della città. La nuova sede, dove è tuttora, venne inaugurata il 13 ottobre del 1904. Nel 1931 la scuola fu trasformata in Istituto Tecnico Agrario. Durante la seconda guerra mondiale i fabbricati, già occupati dalle truppe tedesche, subirono grossi danni a causa dei bombardamenti. Nella primavera del 1947 partirono i lavori di ristrutturazione mentre la costruzione del convitto risale agli anni sessanta. Il parco ha subito molti interventi ma il viale di accesso con i suoi pini domestici risale a prima del 1870.
    Questa è una guida alle principali piante legnose presenti nel parco, preparata in collaborazione con il progetto europeo KeyToNature e dedicata ad attività didattiche.


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    free access Guida interattiva alle piante legnose dell 'Orto Botanico delle Alpi Apuane (Massa Carrara)
    An interactive guide to the woody plants of the Apuan Alps Botanical Garden (Tuscany)
    Guida interattiva alle piante legnose dell'Orto Botanico delle Alpi Apuane

    Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
    Maria Ansaldi

    Foto di Andrea Moro

    Questa guida alle principali piante legnose dell’Orto Botanico delle Alpi Apuane (Pian della Fioba, Massa Carrara, 900 m) è stata predisposta dal progetto europeo KeyToNature come strumento didattico per le scuole che visitano l’Orto. Istituito nel 1996 per la salvaguardia e la valorizzazione della flora delle Alpi Apuane, l’Orto è dedicato al medico e botanico Pietro Pellegrini, nato a Carrara nel 1867, che dedicò gran parte della sua vita allo studio della flora apuana. L'Orto Botanico, di proprietà del Comune di Massa, viene gestito in collaborazione con le Università della Toscana.


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    free access Guida interattiva alle piante legnose dell'area di arrampicata presso Bohini – Settore A, Bellevue (Parco nazionale del Triglav, Slovenia)
    An interactive guide to the woody plants of the climbing area of Bohinj, sector A-Bellevue (Triglav National Park, Slovenia)


    Guida interattiva alle piante legnose dell'area di arrampicata presso Bohini – Settore A, Bellevue (Parco Nazionale del Triglav, Slovenia)

    Pier Luigi Nimis, Alenka Petrinjak, Stefano Martellos
    -

    Foto di Andrea Moro

    Questa guida interattiva permette l'identificazione delle piante legnose autoctone che crescono nel settore Bellevue dell’area di arrampicata di Bovini (Parco Nazionale del Triglav, Slovenia). La chiave è stato progettata per aiutare le famiglie e visitatori a riconoscere ed identificare le piante legnose che incontrano durante le escursioni (34 specie). E 'stata creato dal progetto SiiT School-oriented Interactive Identification Tools: exploring biodiversity in a cross-border area), in collaborazione tra il Dipartimento di Scienze della Vita dell'Università di Trieste (Italia) ed il Parco Nazionale del Triglav (Slovenia). SiiT è finanziato nell'ambito del programma Interreg Italia-Slovenia 2007-2013, con fondi europei di sviluppo regionale e fondi nazionali.


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    free access Guida interattiva alle piante legnose dell'ex discarica di Castrezzato Trenzano (BS)
    Interactive guide to the woody plants of the former waste dump of Castrezzato Trenzano (Brescia, N Italy)
    Guida interattiva alle piante legnose dell’ex discarica di Castrezzato Trenzano (BS)

    Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
    Francesca Giliani, Stefano Armiraglio

    Foto di Andrea Moro

    Progetto riconoscimento alberi ed arbusti
    Questa guida è stata preparata nell’ambito del progetto europeo KeyToNature per integrare i progetti di educazione ambientale a servizio delle scuole dei Comuni del nostro territorio. Si è così predisposta una guida interattiva per il riconoscimento delle piante legnose presenti sull’area della ex discarica di rifiuti solidi urbani dei Comuni di Castrezzato e Trenzano, che consente ai giovani visitatori di riconoscere le piante presenti nel grande parco realizzato con il recupero ambientale dell’area. Quest’aera è infatti meta di escursioni e visite con i ragazzi, soprattutto delle scuole elementari e medie in un percorso di educazione ambientale che così approfondirà anche l’aspetto naturalistico.

    Cogeme spa
    Cogeme, e le aziende del gruppo, è una multiutility di proprietà di 70 Amministrazioni Comunali della Provincia di Brescia e di Bergamo, che si occupa della gestione di servizi pubblici (servizio idrico integrato, raccolta trasporto e smaltimento rifiuti, distribuzione gas metano, gestione calore, sistemi informativi, produzione energia elettrica …) Cogeme ha tre impianti di smaltimento rifiuti: due ormai chiusi e uno in attività. Per uno di questi impianti, la discarica nei Comuni di Castrezzato Trenzano è stato completato il recupero ambientale. Linea Ambiente (LGH) è la società che nel gruppo si occupa della gestione dell’area di discarica.

    Recupero discarica
    La discarica di Castrezzato Trenzano era una ex cava poi destinata allo smaltimento di rifiuti solidi urbani che è stata in esercizio dal settembre 1991 a dicembre 2003, quando è terminato il conferimento dei rifiuti. La discarica è stata recuperata con una copertura sommitale impermeabile e quindi con la posa di due metri di terreno vegetale e successivo inerbimento e piantumazione. Sono state piantate negli anni circa 20.000 piante tra alberi ed arbusti autoctoni su una superficie complessiva di circa 160.000 m2. L’area ora recuperata è un grande parco nel quale portiamo frequentemente gli studenti delle scuole materne, elementari, medie del territorio in un percorso di educazione ambientale.

    Sportello Scuola Cogeme
    Cogeme ha ormai da 15 anni uno sportello scuola che si occupa di temi ambientali e fornisce un utile supporto agli insegnanti delle scuole del territorio per realizzare percorsi didattici ed iniziative di educazione ambientale gratuitamente. Vengono coinvolti circa 3.000 alunni ogni anno. Vengono realizzate circa 50 visite didattiche all’anno ad impianti di società del Gruppo Cogeme (acquedotti, depuratori, discariche, isole ecologiche, centrali di produzione energia elettrica da biogas).


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    free access Guida interattiva alle piante legnose della Riserva Naturale Guidata Sorgenti del Pescara (Popoli, PE)
    An interactive guide to woody plants of the Nature Reserve Sorgenti del Pescara (Popoli, C-Italy)
    Guida interattiva alle piante legnose della Riserva Naturale Guidata Sorgenti del Pescara (Popoli, PE)

    Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
    Kevin Cianfaglione, Piera Lisa Di Felice

    Foto di Andrea Moro

    Questa guida interattiva alle principali piante legnose presenti nella Riserva Naturale Guidata Sorgenti del Pescara è stata sviluppata in collaborazione con il progetto Europeo KeyToNature. La guida verrà utilizzata per attività didattiche e di educazione naturalistica rivolte alle scuole ed ai visitatori della riserva.

    La Riserva
    La Riserva Naturale Guidata Sorgenti del Pescara protegge una vasta area sorgentifera con più di 60 piccole e grandi polle di acque provenienti direttamente dall’altopiano di Campo Imperatore. Situata ai piedi del Colle di Capo Pescara, la Riserva è costituita da un limpido e cristallino specchio d’acqua di rara bellezza che, dopo pochi metri, confluisce nel Fiume Aterno per dare vita al Fiume Pescara. Posta interamente nel territorio comunale di Popoli (PE), l’area protetta si estende su circa 50 ha nella parte settentrionale della Valle Peligna, in mezzo a due Parchi Nazionali, quello della Maiella e quello del Gran Sasso e il Parco Regionale del Sirente-Velino.
    La limpidezza dello specchio lacustre, formato da acque lente, fa si che il processo fotosintetico si possa sviluppare fino a 5 metri di profondità dando vita ad una rigogliosa vegetazione sommersa. Le sponde circostanti sono occupate da un fitto canneto che, insieme allo specchio d’acqua, costituisce l’elemento paesaggistico principale.
    Il rilievo di Capo Pescara, costituito da rocce calcaree, da’ vita ad un ambiente con caratteristiche di aridità e arricchisce notevolmente la biodiversità dell’intera zona. L’aspetto naturalisticamente più interessante di Capo Pescara, dal punto di vista faunistico, è senz’altro legato alla presenza di una diversificata avifauna, il cui insediamento, o momentaneo stazionamento, risiede nel fatto che il biotopo è una delle poche zone umide dell’intera regione. Il Massiccio di Capo Pescara ospita una notevole successione secondaria che va dalla lecceta alla querceta, pascoli steppici e macchia, mentre più a valle si possono trovare residui di vecchie coltivazioni e di boschi piu igrofili.

    Sentieri didattici
    Dal Punto informazioni parte un piacevole Sentiero didattico che porta direttamente alla parte centrale della Riserva, il cristallino specchio d'acqua, frutto delle famose sorgenti. Otrepassata l'Area didattica del Pioppo bianco, suggestivo spazio all'aperto dedicato all'educazione ambientale, sulla destra si apre la visuale sullo specchio d'acqua, mentre proseguendo s'imbocca il Sentiero natura a circuito (Sentiero Canapine - Sentiero Colle Pescara), passando per il Punto d'osservazione delle Polle subacquee e il Piccolo belvedere delle Sorgenti. Il sentiero natura permette una vista accurata di tutti gli habitat della Riserva (durata di circa un'ora), portando il visitatore al Capanno d'osservazione "La Folaga" (tipico uccello degli ambienti umidi e simbolo della Riserva) e poi sulla cima di Colle Capo Pescara, dove dal Punto panoramico "La Poiana" si ammira un bel paesaggio: a valle lo specchio d'acqua, a sinistra le Gole di Tremonti dove s'incontrano il Parco Nazionale del Gran Sasso ed il Parco Nazionale della Majella, a destra la Valle Peligna e le prime cime del Parco Nazionale d'Abruzzo. Per approfondire gli aspetti faunistici e vegetazionali si consiglia di prendere al Punto informazioni la Guida naturalistica, mentre altri studi scientifici sui diversi aspetti della Riserva sono consultabili presso l'Ufficio della Riserva ospitato nel Municipio di Popoli.


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    free access Guida interattiva alle piante legnose della Riserva Statale Montagna di Torricchio (MC)
    An interactive guide to the woody plants of the Torricchio Natural Reserve (Prov. Macerata, C Italy)
    Guida interattiva alle piante legnose della Riserva Statale Montagna di Torricchio (MC)

    Pier Luigi Nimis, Franco Pedrotti
    Kevin Cianfaglione, Stefano Martellos

    Foto di Andrea Moro

    La Riserva Statale 'Montagna di Torricchio' esiste dal 1970 per iniziativa di alcuni soggetti fra i quali il Prof. Franco Pedrotti e l'Istituto di Botanica dell'Università di Camerino. La sua superfice è racchiusa tra le cime dei monti Ferma, Cetrognola e Torricchio. Essa si estende per più di 300 ettari nei comuni di Pievetorina e Montecavallo, in Provincia di Macerata. L'area è stata ottenuta in donazione dal marchese Mario Incisa della Rocchetta (allora presidente del WWF Italia) ed è la prima area protetta istituita nelle Marche.
    La Riserva presenta gli aspetti tipici della media montagna dell'Appennino centrale, con una vegetazione che si estende dalla fascia collinare a quella montana, con boschi igrofili, di leccio, roverella e faggio. Proprio per il suo status di Riserva Integrale è stata inclusa nella rete europea di riserve biogenetiche a partire dal 1981. Fra gli obiettivi primari della Riserva vi sono la conservazione dell'ambiente naturale e lo sviluppo di iniziative per il censimento, la catalogazione, il monitoraggio e la tutela della biodiversità. Il tutto è connesso alla creazione di banche dati e carte tematiche, alla pubblicazione di articoli scientifici e divulgativi, a collaborazioni con altre Università ed Enti. In ausilio alle attività della Riserva sono state create diverse strutture come il Centro di Educazione Ambientale 'Renzo Videsott', il Museo delle Aree Protette e la costruzione di due portali in pietra all'ingresso alla Riserva.
    Questa guida alle piante legnose della Riserva Statale Montagna di Torricchio è stata creata in collaborazione con il Progetto KeyToNature, coordinato dal Dipartimento di Scienze della Vita dell’ Università di Trieste. Verrà utilizzata a scopo didattico per le scuole e per i visitatori.


    Posizione geografica / Geographic position


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    free access Guida interattiva alle piante legnose della Scozia
    Interactive guide to common woody plants of Scotland
    Interactive guide to common woody plants of Scotland

    Pier Luigi Nimis. Bob Press
    Stefano Martellos

    Images by Andrea Moro

    The key provided here identifies the trees, shrubs and woody climbers found in the wild in Scotland, whether native or introduced (308 taxa).
    The UK has a long tradition of introducing plants from all over the world into parks and gardens. A key including all of these would be very long indeed!
    The distribution data utilized for the species list is taken from two sources: 1) The New Atlas of the British and Irish Flora CD-ROM published by the Botanical Society of the British Isles, and, 2) the Post Code Plants database held at the Natural History Museum, London.
    Wherever possible, the key concentrates on characters of the leaves, since these are the easiest parts of the plant to obtain. Although useful, flowers and fruits are only available for short periods. They often occur on the higher branches where they are out of reach. If using fruits that have fallen from the tree make sure they come from that plant you are studying and not from a different individual nearby.
    An identification key is a tool to help people identify plants. Identifying plants in the summer is quite fun and isn’t too hard, but it takes practice. Using this key takes practice too.


    Posizione geografica / Geographic position


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    free access Guida interattiva alle piante legnose della base Scout di Piazzole (Brescia)
    An interactive guide to the woody plants of the scout camp of Piazzole (Brescia)
    Guida interattiva alle piante legnose della base scout di Piazzole (BS)

    Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
    Marina Carletti, Stefania Faini

    Foto di Andrea Moro

    Questa è una guida alle principali piante legnose presenti presso la Base Scout di Piazzole, in Provincia di Brescia. La lista delle specie deriva da un lavoro della Dr.ssa Stefania Faini. La base di Piazzole rappresenta per l’AGESCI una risorsa di pregio con le caratteristiche per essere un modello di uso e gestione del territorio di alta qualità ambientale a disposizione dell’Associazione, per sviluppare esperienze ed iniziative di crescita formativa scout. Piazzole è un territorio-scuola per attività all’aperto in tanti campi educativi.


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    free access Guida interattiva alle piante legnose delle Isole Orcadi e Shetland ( Scozia, UK)
    Interactive guide to common woody plants of the Orkney and Shetland Islands
    Interactive guide to common woody plants of the Orkney and Shetland Islands

    Pier Luigi Nimis, Bob Press
    Stefano Martellos

    Images by Andrea Moro

    The key provided here identifies the trees, shrubs and woody climbers found in the wild in the Orkney and Shetland Islands, whether native or introduced (73 species).
    The UK has a long tradition of introducing plants from all over the world into parks and gardens. A key including all of these would be very long indeed!
    The distribution data utilized for the speies list is taken from two sources 1) The New Atlas of the British and Irish Flora CD-ROM published by the Botanical Society of the British Isles and 2) the Post Code Plants database held at the Natural History Museum, London.
    Wherever possible, the key concentrates on characters of the leaves, since these are the easiest parts of the plant to obtain. Although useful, flowers and fruits are only available for short periods. They often occur on the higher branches where they are out of reach. If using fruits that have fallen from the tree make sure they come from that plant you are studying and not from a different individual nearby.
    An identification key is a tool to help people identify plants. Identifying plants in the summer is quite fun and isn’t too hard, but it takes practice. Using this key takes practice too.


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    free access Guida interattiva alle piante spontanee della Selva di Gallignano (Ancona)
    An interactive guide to the flora of the Gallignano forest (C Italy, Ancona)
    Guida interattiva alle piante spontanee della Selva di Gallignano (Ancona)

    Orto Botanico Selva di Gallignano-Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali- Università Politecnica delle Marche

    Pier Luigi Nimis, Edoardo Biondi, Fabio Taffetani, Simona Casavecchia, Silvia Zitti,
    Andrea Moro, Stefano Martellos

    Foto di Andrea Moro

    La Selva di Gallignano, compresa nell’Orto Botanico dell’Università Politecnica delle Marche, si estende per circa otto ettari sul versante settentrionale di un colle, a breve distanza dalla piccola frazione medievale di Gallignano, nel Comune di Ancona. La Selva è uno dei pochi lembi relitti di vegetazione forestale autoctona ancora presenti nella parte collinare subcostiera delle Marche, insieme alla vicina Selva di Castelfidardo e alla Selva dell'Abbadia di Fiastra, presso il Fiume Chienti. Per questo presenta un indiscutibile interesse ambientale. Il bosco è considerato area floristica protetta ai sensi della L.R.52/74 ed è riconosciuto come emergenza botanico-vegetazionale di eccezionale interesse dal Piano Paesistico Ambientale Regionale. Inoltre, dal 1998 è oasi faunistico-venatoria della Provincia su segnalazione del comune di Ancona. Infine, dal 1999 la Selva di Gallignano, su richiesta dell'Università Politecnica delle Marche, è anche Centro di Esperienza della Rete INFEA della Regione Marche.
    L'Orto Botanico si configura come centro di ricerca e di didattica ambientale per lo studio e la conservazione della biodiversità, floristica e fitocenotica, e per la divulgazione delle problematiche ambientali. La Selva di Gallignano è costituita dalle seguenti tipologie forestali:
    1) la cerreta termofila submediterranea (Lonicero xylostei–Quercetum cerridis), anche con una variante ad Erica arborea;
    2) il bosco sub mediterraneo a carpino nero (Asparago acutifolii-Ostryetum carpinifoliae);
    3) il bosco meso-igrofilo dominato dal frassino meridionale, molto raro in tutto il versante adriatico italiano (Rubio peregrinae-Fraxinetum oxycarpae);
    4) il querceto termofilo a quercia di Virgilio (Roso sempervirentis-Quercetum virgilianae);
    5) il microbosco a nocciolo (Roso sempervirentis-Coryletum avellanae).
    La flora della Selva e degli ambienti seminaturali limitrofi include 335 taxa infragenerici.
    Questa guida integra quella già pubblicata per le sole specie legnose e comprende tutte le entità spontanee - arboree, arbustive ed erbacee- che si rinvengono nel bosco e negli ambienti limitrofi, come margini del bosco e mantelli. Sono state incluse anche le specie presenti nella siepe che costeggia un piccolo corso d’acqua che lambisce la selva e percorre longitudinalmente il confine dell’area dell’Orto Botanico. La chiave non include le specie coltivate nelle aiuole e negli ecosistemi ricreati artificialmente; ognuna di queste è infatti corredata di un cartellino descrittivo.
    La guida, creata in collaborazione con il Progetto Dryades dell’Università di Trieste, verrà utilizzata per introdurre i visitatori dell’Orto Botanico alla scoperta delle principali piante spontanee presenti nella Selva e in tutte le altre aree naturali dell’Orto Botanico, come siepi, prati, arbusteti e aree marginali.

    Bibliografia essenziale
    Biondi E., Pinzi M., Bianchelli M. – La flora della Selva di Gallignano – Primo volume de ‘I Quaderni della Selva’. 2003
    Biondi E. – La Selva di Gallignano, un percorso ricco di emozioni. 2003
    Biondi E., Allegrezza M. – L’ambiente della Selva di Gallignano – Secondo volume de ‘I Quaderni della Selva’. 2004
    Biondi E., Morbidoni M. – Biodiversità delle Marche – Terzo volume de ‘I Quaderni della Selva’. 2011
    Biondi E., Galiè M., Bianchelli M., Morbidoni M. – Le collezioni in vivo dell’Orto Botanico Selva di Gallignano come strumento di divulgazione della cultura scientifica, con particolare attenzione alla didattica per scuole di ogni ordine e grado e per la cittadinanza. Incontro annuale Gruppo Orti Botanici e Giardini storici - S.B.I. 16 Aprile 2011, Reggia di Colorno, Colorno (Parma).
    Teobaldelli A. – Le farfalle dell’Orto botanico Selva di Gallignano. Quinto volume de ‘I Quaderni della Selva’. 2014


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    free access Guida interattiva alle piante spontanee della città di Udine
    An interactive guide to the wild plants of the city of Udine (NE Italy)
    Guida interattiva alle piante spontanee della città di Udine

    Pier Luigi Nimis, Fabrizio Martini, Massimo Buccheri, Andrea Moro, Giacomo Canciani, Stefano Martellos
    -

    Foto di Andrea Moro

    Udine è una delle poche città italiane di cui sia nota in dettaglio la flora spontanea. Lo studio di Martini (2005) ha rilevato la presenza di 843 tra specie e sottospecie di piante vascolari. L’area di studio comprende sia il centro urbano sia l’estrema periferia, includendo anche parti del Parco del Cormor nella parte occidentale della città. Si tratta quindi di un territorio di notevole ricchezza floristica, tanto più se si considera la sua collocazione planiziale. Le peculiarità floristiche di maggiore rilievo sono ascrivibili al concorso di due motivi fondamentali: il permanere di lembi di vegetazione dei ‘magredi’ (i prati aridi a carattere substeppico dell’alta pianura friulana), e di prati da sfalcio tutt’ora utilizzati nell’area del Cormor, a sudovest del centro storico, oltre alla diffusione di rogge e canali all’interno dell’abitato. A ciò si aggiungono la presenza di ampie aree commerciali e ferroviarie e di un centro città a llimitata densità abitativa, in cui non mancano parchi e giardini. Conseguentemente, la conservazione della ricchezza espressa dalla flora urbana di Udine appare una volta di più legata al permanere di biotopi prossimo-naturali e alle modalità di manutenzione degli spazi verdi urbani. Ciò vale in particolare per la rete delle rogge, che assieme al significato urbanistico ed estetico, coniuga una straordinaria importanza sul piano biologico e botanico, essendo fonte di ricchezza e di diversità floristiche, canale privilegiato che consente la penetrazione di elementi della flora autoctona verso il centro abitato.
    Questa è una guida a tutte le piante vascolari sinora note allo stato spontaneo nella città di Udine. La lista floristica, che comprende quasi 850 taxa infragenerici, si basa sul lavoro di Martini (2005). La guida è stata realizzata in collaborazione tra il Museo Friulano di Storia Naturale di Udine e il Progetto SiiT, coordinato dal Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste, nell’ambito dell’iniziativa ‘Verde Pubblico’, che mira a valorizzare le aree verdi comunali creando strumenti interattivi di facile consultazione per avvicinare i cittadini alla conoscenza della ‘foresta urbana’ e soprattutto per fornire alle scuole uno strumento che permetta loro di utilizzare le aree verdi comunali come veri e propri ‘laboratori all’aperto’ in cui svolgere attività didattiche centrate sull’identificazione delle piante.
    Il progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera) è finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.

    Bibliografia

    Martini F. (2005) – Atlante della flora vascolare spontanea di Udine. – Comune di Udine. Edizioni del Museo Friulano di Storia Naturale. Vol. 46, 231pp.


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    free access Guida interattiva alle più comuni piante legnose dell'Inghilterra
    Interactive guide to common woody plants of the UK
    Interactive guide to common woody plants of the UK

    Pier Luigi Nimis, Bob Press, Stefano Martellos
    -

    Images by Andrea Moro

    The key provided here identifies the trees, shrubs and woody climbers found in the wild in the UK, whether native or introduced (465 taxa).
    The UK has a long tradition of introducing plants from all over the world into parks and gardens. A key including all of these would be very long indeed! The distribution data utilized for the species list is taken from two sources: 1) The New Atlas of the British and Irish Flora CD-ROM published by the Botanical Society of the British Isles, and, 2) the Post Code Plants database held at the Natural History Museum, London.
    Wherever possible, the key concentrates on characters of the leaves, since these are the easiest parts of the plant to obtain. Although useful, flowers and fruits are only available for short periods. They often occur on the higher branches where they are out of reach. If using fruits that have fallen from the tree make sure they come from that plant you are studying and not from a different individual nearby.
    An identification key is a tool to help people identify plants. Identifying plants in the summer is quite fun and isn’t too hard, but it takes practice. Using this key takes practice too.


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    free access Guide alle macrofite acquatiche del Friuli Venezia Giulia. II – Muschi acquatici
    Guides to aquatic macrophytes of the Friuli Venezia Giulia Region (NE Italy). II – Mosses
    Guide alle macrofite acquatiche del Friuli Venezia Giulia. II – Muschi acquatici

    ARPA Friuli Venezia Giulia

    Roberta Tacchi
    -

    Foto di Roberta Tacchi et al.

    La Direttiva Quadro sulle Acque (2000/60/CE), recepita in Italia dal DL. 152/2006, ha introdotto lo studio delle macrofite acquatiche nella valutazione dello stato ecologico dei corpi idrici superficiali interni, basata sui criteri tecnici del DM 260/2011, che riporta tre indici biologici. Per i corsi d’acqua è previsto l’uso dell’Indice Biologique Macrophytique en Rivière IBMR (AFNOR, 2003), per i laghi degli indici MTIspecies e MacroIMMI (CNR-ISE, 2009). Lo sviluppo di indicatori e indici per una valutazione della qualità ecologica dei corpi idrici univoca a scala europea è un obiettivo ancora aperto. L'uniformazione, intercalibrazione e certificazione di qualità delle analisi biologiche richiedono strumenti conoscitivi adeguati: la creazione di chiavi informatizzate è una tappa fondamentale. Le macrofite acquatiche comprendono organismi vegetali molto diversi: Alghe macroscopicamente visibili, muschi, epatiche e piante vascolari. Questa guida è dedicata ai muschi.
    La guida consente l’identificazione di 72 specie di muschi acquatici e subacquatici. La lista deriva dalla checklist dei muschi d’Italia di Aleffi & Tacchi, consultabile in rete all’indirizzo http://dbiodbs1.units.it/briofite/, selezionando solo le specie note per il Friuli Venezia Giulia. Essa comprende sia i muschi strettamente acquatici, cioè che vivono completamente immersi, in condizioni diverse di rapidità della corrente (da turbolente a stagnante), sia quelli subacquatici, che crescono generalmente sulle sponde dei corsi d’acqua, temporaneamente inondate, con preferenze ecologiche molto ampie rispetto al grado di saturazione. Sono stati presi in considerazioni muschi che si sviluppano sulle rocce o sul terreno, mentre sono stati esclusi dalla lista quelli che crescono su tronchi o radici raggiunti dall’acqua. Le descrizioni seguono C. Cortini Pedrotti (Flora dei Muschi d'Italia vol. I 2001, e vol. II 2006) per gentile concessione dell'Autrice e di Antonio Delfino Editore. Questa guida ha carattere preliminare: ogni suggerimento e correzione è benvenuto.

    La guida è stata sviluppata nell’ambito del progetto interreg SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera), finanziato nell'ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.


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    free access Guide interattive alle piante legnose del Regno Unito: area postale BH19 di Swanage (Dorset)
    Interactive guides to common woody plants of the UK: Post Code BH19 (Swanage area, Dorset)
    Interactive guides to common woody plants of the UK: Post Code BH19 (Swanage area, Dorset)

    Pier Luigi Nimis, Bob Press
    Stefano Martellos

    Images by Andrea Moro

    The guide provides an interactive key to the 59 species of trees, shrubs and woody climbers occurring within postcode BH19 (the Swanage area in Dorset).
    Only species recorded as established in the wild (whether native or introduced) are included. The key does not cover purely cultivated species.
    Records for the occurrence of these plants are taken from the Postcode Plants database produced by Fauna-for-Flora and hosted at the Natural History Museum, London (http://www.nhm.ac.uk/nature-online/life/plants-fungi/postcode-plants/)


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    free access I licheni epifiti del Carso Triestino
    The epiphytic lichens of the Trieste Karst
    I licheni epifiti del Carso Triestino

    Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos - Curatore dell'apparato iconografico: Andrea Moro
    -

    Foto di AA.VV., tratte dall'archivio di ITALIC

    Questa è una guida illustrata a tutti i licheni epifiti (esclusi quelli esclusivamente lignicoli) sinora noti per il Carso Triestino, prodotta nell'ambito del Progetto KeyToNature e rivolta in primo luogo agli studenti dell'università di Trieste.


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    free access I licheni epifiti del Parco Naturale di Paneveggio-Pale di S. Martino
    A guide to the epiphytic lichens of the Paneveggio-Pale di S. Martino Park (E Alps)

    I licheni epifiti del Parco Naturale di Paneveggio-Pale di S. Martino. Una guida interattiva

    Pier Luigi Nimis, Juri Nascimbene, Stefano Martellos
    Andrea Moro

    Foto di AA. VV.

    Da molti anni, nel Parco di Paneveggio-Pale di San Martino sono in corso ricerche sui licheni che hanno permesso di realizzare un inventario delle specie e di apportare contributi originali alle conoscenze sulla loro ecologia. Il Parco di Paneveggio ha una missione molto importante nella conservazione dei licheni: nel suo territorio ne sono noti quasi 650, pari al 50% dei licheni del Trentino-Alto Adige, che è la regione italiana con il maggior numero di specie note. Tuttavia, una stima realistica della biodiversità lichenica del Parco potrebbe essere di circa 900 specie!

    Il Parco ha commissionato al Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste la realizzazione di una guida interattiva ai licheni epifiti, che al momento include 242 specie e che è consultabile in rete dal sito del Parco o da quello del progetto Dryades (www.dryades.eu).

    L'identificazione dei macrolicheni (licheni fruticosi, fogliosi e squamulosi) può essere effettuata anche senza l'uso del microscopio,ed è quindi più facile. Al contrario, per l'identificazione dei licheni crostosi è spesso indispensabile osservare caratteri anatomici al microscopio, soprattuto quelli relativi alle spore.

    Le fotografie ed i disegni derivano in gran parte dall’archivio di ITALIC. Gli autori ringraziano Andres Saag e Tiina Randlane (Università di Tartu, Estonia ) ed Harry Taylor (Natural History Museum, Londra) per alcune foto e disegni. Un ringraziamento anche a Carlo Morelli per le correzioni al testo originale.

    Bibliografia
    Dalla Torre K.W. & Sarnthein L., 1902 - Die Flechten (Lichenes) von Tirol, Voralberg und Liechtestein. Wagner, Innsbruck.
    Nascimbene J. & Caniglia G., 2003 – Licheni del Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino. Quaderni del Parco n°3 pp 97. .
    Nascimbene J., Martellos S. and Nimis P.L., 2006 - Epiphytic lichens of tree-line forests in the Central-Eastern Italian Alps and their importance for conservation. The Lichenologist, 38: 373-382. .
    Thor G., Nascimbene J. 2007 - A floristic survey in the Southern Alps: additions to the lichen flora of Italy. Cryptogamie, Mycologie, 28 (3): 247-260. .
    Nascimbene J., Marini L., Motta R., Nimis P.L., 2008a - Lichen diversity of coarse woody habitats in a Pinus-Larix stand in the Italian Alps. The Lichenologist, 40(2): 153-163.
    Nascimbene J., Marini L., Caniglia G. Cester D., Nimis P.L., 2008b – Lichen diversity on stumps in relation to wood decay in subalpine forests of Northern Italy. Biodiversity and Conservation. 17: 2661–2670.
    Nascimbene J., Marini L., Motta R., Nimis P.L. 2008c – Influence of tree age, tree size and crown structure on lichen communities in mature Alpine spruce forests. Biodiversity and Conservation, 18: 1519-1522.
    Nimis P.L. 1993 – The Lichens of Italy. An Annotated Catalogue. Mus. Reg. Sci. Nat. Torino, Monogr. XII, 897 pp.
    Nimis P.L. & Martellos S. 2003 - A second checklist of the lichens of Italy, with a thesaurus of synonyms. Mus. Reg. Sci. Nat. Saint-Pierre, Valle d’Aosta, Monogr. 4, 192 pp.

    Herb. JN - Erbario personale di Juri Nascimbene.


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    NEW - Versione per palmare / NEW - PocketPC version

    Sviluppata per palmari con sistema operativo Windows.
    Scaricare il file compresso, decomprimerlo in una nuova cartella ed iniziare aprendo il file "home.html".

    Tested on Microsoft Windows OS
    Download, decompress in a new folder and start by opening the "home.html" file
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    free access I licheni epifiti del Saarland (Germania)
    Epiphytic lichens of Saarland (Germany)

    Epiphytic lichens of Saarland (Germany)

    Pfalzmuseum für Naturkunde

    Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
    Volker John

    Images by Andrea Moro

    This is a preliminary version of a guide to epiphytic lichens of Saarland. It was produced by KeyToNature in collaboration with its Associate Member, the Pfalzmuseum für Naturkunde.


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    free access I licheni epifiti delle Isole Tremiti
    The epiphytic lichens of the Tremiti Islands (S Italy)
    I licheni epifiti delle Isole Tremiti

    Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos - Curatore dell'apparato iconografico: Andrea Moro
    -

    Foto di AA.VV., tratte dall'archivio di ITALIC

    I licheni delle piccole Isole Tremiti, al largo del Gargano, sono stati esplorati da P.L.Nimis durante una breve escursione dedicata a piante vascolari (Nimis 1985). Nel 1997 P.L. Nimis e M. Tretiach, assieme ad H. Hertel, hanno raccolto licheni sulle Tremiti per un giorno (Nimis e Tretiach 1999). La florula lichenica epifita delle Tremiti non è ricchissima: le isole sono basse, le pinete (Isola di S.Domino) sono notoriamente povere di licheni, mancano boschi con lunga continuità ecologica e la maggior parte del territorio è coperta da praterie, garighe e macchie basse. Sicuramente un’esplorazione più mirata potrà scoprire qualche nuovo lichene epifita. Chi volesse cimentarsi nell’impresa può usare la chiave ai licheni epifiti d’Italia. Il turista o il dilettante interessato a conoscere la natura dovrebbe comunque trovare qui uno strumento per identificare la maggior parte dei licheni epifiti delle Tremiti. - NIMIS P.L.- Contributi alle conoscenze floristiche sui licheni d´ Italia. III. Florula lichenica delle Isole Tremiti - Studia Geobotanica, 5: 75-88, 1985 - NIMIS P.L., Tretiach M. - Itinera Adriatica. Lichens from the eastern part of the Italian peninsula - Studia Geobotanica, 18:51-106, 1999.


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    free access I licheni epifiti di Graz (Austria)
    Epiphytic lichens around Graz (Austria)

    Epiphytic lichens around Graz (Austria)

    Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
    Martin & Ulli Grube

    Images by AA.VV. from the archive of ITALIC

    This key has been produced in collaboration between the Universitites of Trieste (Italy) and Graz (Austria) within the European project KeyToNature, for being tested by schools. It includes the most frequent epiphytic lichens which occur in the urban and suburban areas of Graz (Austria). Macrolichens (foliose and fruticose forms) can be identified without the use of microscopical characters, while for the identification of microlichens the use of a good microscope is often essential.


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    free access I macrolicheni epifiti del Centro Visitatori di Villa Welsperg (Parco di Paneveggio)
    Epiphytic macrolichens near Villa Welsperg (Paneveggio Natural Park)
    I macrolicheni epifiti del Centro Visitatori di Villa Welsperg (Parco di Paneveggio)

    Parco Naturale di Paneveggio-Pale di S. Martino

    Pier Luigi Nimis, Juri Nascimbene, Stefano Martellos - Curatore dell'apparato iconografico: Andrea Moro
    -

    Foto di AA. VV. dall' archivio di ITALIC

    Da molti anni, nel Parco di Paneveggio sono in corso ricerche sui licheni che hanno permesso di realizzare un inventario delle specie e di apportare contributi originali alle conoscenze sulla loro ecologia. Il Parco di Paneveggio ha una missione molto importante nella conservazione dei licheni: nel suo territorio ne sono noti quasi 650, pari al 50% dei licheni del Trentino-Alto Adige che è la regione italiana con più specie note. Tuttavia, una stima realistica della biodiversità lichenica del Parco potrebbe essere di circa 900 specie! In questo contesto vengono perseguiti anche obiettivi formativi e didattici per favorire un’ampia divulgazione delle conoscenze acquisite. Questa chiave, ad esempio, rappresenta un semplice strumento per riconoscere i licheni a tallo folioso e fruticoso che possono essere osservati sugli alberi del giardino di Villa Welsperg, presso il centro visitatori del Parco, dotato anche di strumenti multimediali.
    Bibliografia citata nella chiave
    Dalla Torre K.W. & Sarnthein L., 1902 - Die Flechten (Lichenes) von Tirol, Voralberg und Liechtestein. Wagner, Innsbruck.
    Nascimbene J. & Caniglia G., 2003 – Licheni del Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino. Quaderni del Parco n°3 pp 97.
    Nascimbene J., Martellos S. and Nimis P.L., 2006 - Epiphytic lichens of tree-line forests in the Central-Eastern Italian Alps and their importance for conservation. The Lichenologist, 38: 373-382.
    Nascimbene J., Marini L., Motta R., Nimis P.L., 2008a - Lichen diversity of coarse woody habitats in a Pinus-Larix stand in the Italian Alps. The Lichenologist, 40(2): 153-163.
    Nascimbene J., Marini L., Caniglia G. Cester D., Nimis P.L., 2008b – Lichen diversity on stumps in relation to wood decay in subalpine forests of Northern Italy. Biodiversity and Conservation. 17: 2661–2670.
    Nascimbene J., Marini L., Motta R., Nimis P.L. – Influence of tree age, tree size and crown structure on lichen communities in mature Alpine spruce forests. Biodiversity and Conservation. Published on line 05/12/2008, DOI 10.1007/s10531-008-9537-7.
    Thor G., Nascimbene J. 2007 - A floristic survey in the Southern Alps: additions to the lichen flora of Italy. Cryptogamie, Mycologie, 28 (3): 247-260.


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    free access I macrolicheni epifiti del Veneto: una guida interattiva
    The epiphytic macrolichens of the Veneto Region (NE Italy): an interactive guide
    I macrolicheni epifiti del Veneto: una guida interattiva

    Pier Luigi Nimis, Juri Nascimbene - Curatore dell'apparato di immagini: Andrea Moro
    -

    Foto di AA.VV. dall' archivio di ITALIC

    Il Veneto è tra le regioni italiane meglio esplorate dal punto di vista lichenologico ed è quella dove gli studi in questo campo hanno avuto più continuità a partire dai primi decenni del ‘700 (Nimis, 1993). Per la regione sono note circa un migliaio di specie di cui circa 450 epifite. Di queste, circa 170 sono macrolicheni (Nimis & Martellos, 2008). In tempi recenti le conoscenze lichenologiche della regione sono progredite notevolmente anche grazie all’applicazione di tecniche di biomonitoraggio per valutare gli effetti dell’inquinamento atmosferico su questa componente sensibile degli ecosistemi terrestri. Le esperienze condotte in Veneto sono state di riferimento sia nazionale sia per l’intera comunità scientifica (Cislaghi & Nimis, 1997). Un ulteriore contributo deriva da studi di livello internazionale sugli effetti della gestione forestale e sulle trasformazioni subite dal territorio veneto soprattutto durante l’ultimo secolo (Nascimbene et al., 2007; Nascimbene e Marini, 2010). Questi lavori mostrano come molte specie sensibili ai fattori climatici, all’intensità gestionale e all’inquinamento atmosferico abbiano subito un sensibile declino in Veneto fino, in alcuni casi, a scomparire. Molte delle specie più sensibili sono oggi incluse nella lista rossa nazionale e la loro conservazione dipende spesso da quella di frammenti di habitat forestali particolarmente integri e ricchi di alberi vetusti e legno morto. Una specie simbolo di questi licheni fortemente minacciati è Usnea longissima, di cui in Italia sono note soltanto due popolazioni, una delle quali (la più numerosa) è presente proprio sulle montagne del bellunese (Nascimbene & Tretiach, 2009). Questa guida ha lo scopo di facilitare l’avvicinamento di studenti, tecnici che operano nel settore ambientale e appassionati al riconoscimento dei macrolicheni del Veneto, confidando che si possa rivelare un utile strumento per lo sviluppo di attività didattiche, tecniche o semplicemente amatoriali. La scelta di focalizzare il nostro lavoro sui macrolicheni deriva dal fatto che il loro riconoscimento è in genere possibile anche senza l’ausilio di strumentazione specialistica poco accessibile per attività didattico-divulgative. Nella guida sono riportate note illustrative per ogni specie, con informazioni ecologico-distribuzionali di carattere generale ed indicazioni sulla distribuzione, rarità e habitat d’elezione in Veneto.
    La guida è stata preparata dal Progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera), finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.

    Bibliografia

    Cislaghi C, Nimis PL. 1997. Lichens, air pollution and lung cancer. Nature 387: 463-464.
    Nascimbene J, Marini L, Nimis PL. 2007. Influence of forest management on epiphytic lichens in a temperate beech forest of northern Italy. Forest Ecology and Management 247: 43-47.
    Nascimbene J, Tretiach M. 2009. A critical evaluation of the Italian distribution of the rare macrolichen Usnea longissima Ach. Plant Biosystems 143: 14-19.
    Nascimbene J, Marini L. 2010. Oak forest exploitation and black locust invasion caused severe shifts in epiphytic lichen communities in northern Italy. Science of Total Environment 408: 5506-5512.
    Nimis PL. 1993. The lichens of Italy. An annotated catalogue. Torino: Museo Regionale di Scienze Naturali. 897 p.
    Nimis PL, Martellos S. 2008. ITALIC — The Information System on Italian Lichens. Version 4.0, University of Trieste, Dept. of Biology, http://dbiodbs.univ.trieste.it


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    free access I macrolicheni epifiti dell'Estonia
    The epiphytic macrolichens of Estonia


    I macrolicheni epifiti dell'Estonia: una guida illustrata

    П. Л. Нимис, С. Мартэллос, Т. Pандлане, A. Сааг и Л. Мартин

    Foto di A. Моро


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