Elenco progetti / Projects list

Spiegazione dei simboli
Explanation of symbols

free access Alla scoperta dei licheni dello Sri Lanka
Discovering Lichens in Sri Lanka
Discovering Lichens in Sri Lanka

Gothamie Weerakoon, Pier Luigi Nimis
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Images by various authors (species). Images of characters by Andrea Moro

The combination of an ancient, topographically and geologically diverse landscape and repeated influxes of biota from diverse regions in Sri Lanka in response to climatic change have resulted in a unique juxtaposition of lichens from spatially and temporally disparate biogeographic regions. Many lichen species not typically found in nearest sub-continental South India have adapted to suitable microhabitats, and survived in Sri Lanka through changes of climate. At present, nearly 1000 lichen species are known for Sri Lanka. Nevertheless, given the poor state of knowledge on many Sri Lankan lichen groups, it is more likely that 2000 or more lichen species can be found on the island.
This interactive guide intends to complement the booklet 'Fascinating lichens of Sri Lanka' (Weerakoon 2015) with an identification tool for over 100 species, mainly macrolichens. Of course, the key cannot be used to identify all lichens found in Sri Lanka, but it might be useful as a tutorial in workshops and courses for students, who will be asked to identify only the species which are included. The key is available online, and in several stand-alone versions (printable, CD-Rom, version for mobile devices). After a phase of testing, the key will be enlarged to encompass a broader spectrum of species, especially crustose lichens.
The key has been created using program FRIDA (Martellos 2010) at the Department of Life Sciences of the University of Trieste (Italy).
The first author is especially grateful to The National Geographic Society and Dilmah Conservation for funding field work in Sri Lanka. This key would have never been possible without the generous assistance and encouragement from many friends: V. Ambuldeniya, A. Aptroot, C.P. Cloonan, R. Luecking, T. Lumbsch, V. Pushpakumara, F. Schumm, N. Vishvanath, M. Wickramasinghe, and P. Wolseley, many of which also contributed with pictures. The second author would like to thank the Field Museum of Chicago for an invitation to give two lectures there in November 2014: on that occasion the two authors met, and conceived the idea of preparing this key.

Literature cited

Martellos S. (2010) - Multi-authored interactive identification keys: The FRIDA (FRiendly IDentificAtion) package - Taxon 59 (3): 922-929.
Weerakoon G. (2015) - Fascinating lichens of Sri Lanka - Colombo, Sri Lanka, Ceylon Tea Services, PLC, 188 pp.


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free access Alla scoperta dei licheni epifiti di Gorizia
Lichens on the trees of Gorizia (NE Italy)
Alla scoperta dei licheni epifiti di Gorizia

SCUOLA MEDIA STATALE “V.LOCCHI”. GORIZIA

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos, Miris Castello, Luisa Corvi - Curatore dell'apparato inconografico: Andrea Moro
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Foto di AA.VV., tratte dall'archivio di ITALIC

I licheni stanno rapidamente ricolonizzando gli ambienti urbani di un po' tutta Europa. Ciò è dovuto principalmente alla diminuzione delle emissioni di anidride solforosa che avevano un tempo trasformato quasi tutti i centri urbani i veri e propri deserti lichenici. Il processo di colonizzazione è evidente anche a Gorizia: questa guida vuole essere uno strumento per aiutare i ragazzi a seguire il ritorno dei licheni nella loro città. - Badin G., Nimis P.L. - Biodiversity of epiphytic lichens and air quality in the Province of Gorizia (NE Italy)- Studia Geobotanica, 15: 73-90, 1996.


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free access Alla scoperta dei licheni nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi
Epiphytic lichens in the Casentinesi forests (N Apennines, Italy)
Alla scoperta dei licheni nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi


A cura del Servizio Promozione, Conservazione, Ricerca e Divulgazione della Natura del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi

Pier Luigi Nimis
Curatore dell'apparato di immagini: Andrea Moro

Foto di AA.VV., dall' archivio di ITALIC

Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna si estende a cavallo di Romagna e Toscana. Il cuore del Parco è rappresentato dalle Foreste Demaniali Casentinesi, un complesso forestale antico con ambienti molto favorevoli alla crescita dei licheni, soprattutto di quelli legati alla vegetazione di Lobarion, tipica delle foreste mature con frequente ristagno di nebbie. Il Lobarion è una comunità dominata da licheni con affinità subtropicali-oceaniche, ormai scomparsa in gran parte dell'Europa Centrale ed in tutta la Pianura Padano-Veneta, essendo sensibilissima sia all'inquinamento atmosferico che a cambiamenti microclimatici dovuti alla gestione economica delle foreste. Visitando il Parco sarà quindi possibile scoprire numerosi licheni oggi divenuti molto rari se non in via di estinzione sul territorio Italiano.
Questa guida, commisssionata dall'Ente Parco al progetto Dryades del Dipartimento di Scienze della Vita dell'Università di Trieste, è stata creata per permettere ai visitatori del Parco di scoprire autonomamente la ricca diversità dei licheni epifiti delle Foreste Casentinesi. La guida - limitata ai macrolicheni (licheni fruticosi, fogliosi e squamulosi) - è stata concepita per dei non-specialisti: per questo abbiamo evitato l’uso di caratteri visibili soltanto al microscopio. Tuttavia questa non è una guida 'per tutti': richiede lo studio preliminare delle principali caratteristiche dei licheni e per usarla è necessario munirsi di almeno due dei reagenti comunemente usati in lichenologia: l’idrossido di potassio (K) e la varechina (C). Per conoscere le caratteristiche principali dei licheni (forme di crescita, isidi, soredi, pseudocifelle, etc.) rimandiamo al tutorial che è in rete in tutte le chiavi interattive ai licheni pubblicate dal progetto Dryades (www.dryades.eu).
La flora lichenica del Parco non è mai stata studiata a fondo. La lista delle specie incluse in questa guida deriva da due fonti principali: il lavoro di Tretiach & Nimis (1994) centrato sull’area di Camaldoli, e quello di Benesperi (2009) centrato sulla Riserva di Sasso Fratino. Sono state aggiunte anche le specie ritrovate da Benesperi & al. (2007) nell’area dell’Abetone, esterna al Parco ma con simili condizioni ecologiche, ed alcune specie la cui presenza è probabile nel Parco, per un totale di 103 taxa infragenerici. La nomenclatura segue Nimis & Martellos (2003).

Bibliografia

BENESPERI R. (2009) - Contributo alla conoscenza della flora lichenica della Riserva Naturale Integrale di Sasso Fratino. – In: Bottacci A. (ed.): La Riserva naturale integrale di Sasso Fratino: 1959-2009. 50 anni di conservazione della biodiversità. CFS/UTB Pratovecchio: 143-150.
BENESPERI R., BRUNIALTI G., FAPPIANO A., FRATI L., GIORDANI P., LOPPI S., PAOLI L., RAVERA S., BUZIO P., BENCO C., STEFANO MARTELLOS S., TRETIACH M. (2007) - Contributo alla conoscenza della flora lichenica dell’Abetone, Appennino Tosco–Emiliano. Inform. Bot. Ital., 39 (1): 43-51.
NIMIS P.L. & MARTELLOS S. (2003) - A second checklist of the Lichens of Italy with a thesaurus of synonyms. Museo Regionale di Scienze Naturali, Saint Pierre–Aosta, Monografie, IV, 192 pp.
TRETIACH M. & NIMIS P.L. (1994) - Una collezione di licheni dalle Foreste Casentinesi (Camaldoli, Toscana). – Not. Soc. Lich. Ital., 7: 25-32.


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free access Cento licheni da scoprire: guida alle sentinelle della qualità dell'aria
A guide to common epiphytic lichens of Italy
Cento licheni da scoprire: Guida alle sentinelle della qualità dell’aria

Pier Luigi Nimis
Curatore dell'apparato di immagini: Andrea Moro

Foto di AA.VV., dall' archivio di ITALIC

I licheni sono notoriamente delle ottime ‘sentinelle ambientali’, sensibilissimi all’inquinamento dell’aria. Per questo motivo sono stati ampiamente utilizzati per studi di biomonitoraggio, che a volte hanno interessato intere regioni italiane. Questa è una guida a 114 specie di licheni epifiti (quelli che crescono sui tronchi degli alberi) tra i più comuni su alberi in ambienti più o meno antropizzati di tutta Italia. Esclude le aree naturali - molto più ricche di specie - e quelle di montagna.
La guida è stata concepita per dei non-specialisti: per tutti i ‘curiosi di natura’ interessati a scoprire l’interessantissimo mondo dei licheni e soprattutto per le scuole che hanno attivato progetti didattici basati sui licheni come indicatori di inquinamento: per questo abbiamo evitato per quanto possibile l’uso di caratteri visibili soltanto al microscopio.
Tuttavia questa non è una guida ‘per tutti’: chi vuole utilizzarla deve prima studiare le principali caratteristiche dei licheni e munirsi di almeno due dei reagenti comunemente usati in lichenologia: l’idrossido di potassio (K) e la varechina (C). Per imparare ad usarli e per conoscere le caratteristiche principali dei licheni (forme di crescita, isidi, soredi, pseudocifelle, etc.) rimandiamo al tutorial che è in rete in tutte le chiavi interattive ai licheni pubblicate dal progetto Dryades (www.dryades.eu).
Questa versione della guida è stata preparata nell'ambito del Progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera), finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.


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free access Che licheni crescono sugli alberi presso la scuola?
Let's discover the lichens on trees near the school
Che licheni crescono sugli alberi presso la scuola?

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos. Curatore dell'apparato iconografico. Andrea Moro
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Foto di AA. VV., dall'archivio di ITALIC

Questa guida è stata preparata nell'ambito del progetto europeo KeyToNature, per un kit multimediale da distribuire ad insegnanti ed allievi in occasione del primo workshop nazionale del progetto, tenutosi a Brescia il 9 settembre 2009 congiuntamente al congresso annuale della Società Lichenologica Italiana. E' una guida interattiva a 81 specie di licheni epifiti scelti tra i più comuni su alberi isolati in ambienti urbanizzati: i licheni che si possono trovare normalmente sugli alberi del giardino di una scuola. La guida esclude le aree di montagna e quelle dell'Italia mediterranea, ove la flora lichenica è diversa, ed è stata costruita in modo tale da poter utilizzare soltanto caratteri macroscopici visibili ad occhio nudo o con una lente, più le reazioni con K e C, senza ricorrere all'uso del microscopio.


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free access Chiave ai licheni del genere Usnea in Europa
Key to European Usnea species
Chiave ai licheni del genere Usnea in Europa

Institute of Ecology and Earth Sciences, University of Tartu, Estonia

Tiina Randlane, Tiiu Tõrra, Andres Saag, Lauri Saag
Versione Italiana a cura di Pier Luigi Nimis

Foto di Tiiu Tõrra

Il genere Usnea è uno dei più difficili, a tal punto che la conoscenza sulla presenza e distribuzione in Italia delle Usnee è ancora incompleta e frammentaria. Uno dei motivi era l’assenza di una moderna revisione del genere in Europa. Anche grazie agli studi precedenti di Philippe Clerc (Ginevra) ed altri autori, i colleghi dell’Università di Tartu (Estonia) hanno preparato una chiave a tutte le specie europee, che permette finalmente di tentare la determinazione delle Usnee presenti in Italia.
Questa chiave è l’adattamento in lingua italiana di quella originale di Randlane et al. (2009). La versione stampabile, oltre alla chiave dicotomica annotata, contiene tutti i riferimenti bibliografici, un glossario illustrato, ed una chiave sinottica.
Una versione in lingua inglese sta qui: http://www.ut.ee/ial5/k2n/key/usnea_eu/index.html


Randlane T., Tõrra T., Saag A., Saag L. (2009) Key to European Usnea species – Bibliotheca Lichenologica, 100: 419-462.


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free access Chiave ai licheni parmelioidi della Thailandia settentrionale
A key to the parmelioid lichens of northern Thailand
A key to the parmelioid lichens of northern Thailand

SIMONE H.J.J. LOUWHOFF, PIER LUIGI NIMIS
PATRICIA A. WOLSELEY & WANARUK SAIPUNKAEW

Images by HARRY TAYLOR et al. (species) and ANDREA MORO (characters)

This is a still provisional guide to parmelioid lichens occurring in northern Thailand, which will be tested in the field during an excursion on the occasion of the 7th Congress of the International Association of Lichenology (IAL7). The species included here are primarily based on specimens seen by the first and last two authors in the herbaria BM, CMU, TNS, and RAMK. This research was undertaken between 1990-2004 by Wolseley, Aguirre-Hudson, and Saipunkaew, and first presented at an IAL meeting in Kunming in 2002. Since that time there have been many changes in Parmeliaceae concepts as well as further research on this group in Thailand. We have also included some foliose 'cetrarioid' species such as Cetreliopsis, Cetrelia, and Nephromopsis (the latter 2 still under study), and some species reported from northern Thailand in the recent literature, which brings the number of infrageneric taxa to 99.
Following testing of the key and discussion at IAL7, we would like to enlarge the key to include further records.
The main aim of this key is to provide simple descriptions of species and key characters to enable identification of this conspicuous group of lichens in SE Asia by both professional and non–professional lichenologists. Chemistry that can be elucidated using spot tests is included in the key. Differences between similar and/or closely related species in the region are mentioned in the text.
The key was generated in Italy, at the University of Trieste, using the FRIDA software. It has two query interfaces: 1) an illustrated dichotomous interface, 2) a multi-entry query interface. The dichotomous key is available in different versions for different media: a) internet, b) CD-Rom, c) printable (pdf), d) for mobile devices (PDAs, iPhone, iPad, and iPod touch).
For references and other details we refer to the online introduction and to the printable versions downloadable from this website.


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free access Chiave interattiva per l'identificazione dei più comuni licheni epifiti della Provincia di Mantova
An interactive guide to the most common epiphytic lichens of the Province of Mantova (N Italy)
Chiave interattiva per l'identificazione dei più comuni licheni della Provincia di Mantova

Licheni in Rete

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos, Rosanna Barini, Daniela Dolci, Claudio Malavasi, Andrea Truzzi - Curatore dell'apparato iconografico: Andrea Moro

Foto di AA.VV., tratte dall'archivio di ITALIC

Questa chiave interattiva guida all’identificazione dei licheni epifiti che si possono rinvenire più frequentemente negli ambienti urbani, periurbani e agricoli della provincia mantovana. Non tutti hanno però la stessa frequenza. Alcuni sono riportati perchè possono essere facilmente confusi con specie simili più comuni. Il seguente elenco comprende le specie segnalate dal 1996 al 2007 nelle zone urbane, periurbane e agricole della Provincia di Mantova, in particolare nel Medio Mantovano e nell’Oltrepò, durante le attività del progetto didattico “Licheni in rete”, con alcune aggiunte da parte di P.L.Nimis. Questo progetto, con il supporto del Centro Regionale per l’Educazione Ambientale di Mantova, continua ininterrottamente dal 1996 e ha visto, anno dopo anno, la partecipazione di scuole diverse, elementari, medie e superiori soprattutto della provincia, ma anche di altre che volta per volta si sono aggregate, da Imola (BO), Sassuolo (MO), Bergamo. Le scuole capofila sono però l’Istituto Tecnico Agrario Statale P.A. Strozzi di Palidano e l’Istituto d’Istruzione Superiore “G. Galilei” di Ostiglia (MN). Altre due scuole che hanno partecipato regolarmente tutti gli anni sono la Scuola Media di Campitello (MN) e la Scuola Media di Castellucchio (MN). Vi sono poi altre 2 o 3 scuole che partecipano saltuariamente. Sempre dal 1996 si svolge un corso di formazione-aggiornamento sia per approfondire conoscenze e metodi per chi ha già una certa esperienza della metodica dell’IBL sia per trasmetterla a nuovi insegnanti aderenti al progetto di educazione ambientale.


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NEW - Versione per palmare / NEW - PocketPC version

Sviluppata per palmari con sistema operativo Windows.
Scaricare il file compresso, decomprimerlo in una nuova cartella ed iniziare aprendo il file "home.html".

Tested on Microsoft Windows OS
Download, decompress in a new folder and start by opening the "home.html" file
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free access Chiave semplificata ai più comuni licheni epifiti del Passo Pura (Alpi Carniche)
A simplified key to the most common lichens of the Passo Pura area (Carnic Alps)
Chiave semplificata ai più comuni licheni epifiti del Passo Pura (Alpi Carniche)

ANISN

Pier Luigi Nimis
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Foto di AA.VV. dall'archivio di ITALIC. Curatore dell'apparato di immagini: Andrea Moro

Questa è una chiave semplificata ai più comuni licheni epifiti presenti nei dintorni dl Centro Studi di Botanica Alpina del Passo Pura (Alpi Carniche) preparata in occasione del primo laboratorio di lichenologia nell'ambito di un corso per insegnanti di Scienze Naturali organizzato dall'A.N.I.S.N. in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Vita dell'UUniversità di Trieste nell'agosto del 2017.


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free access Guida ai licheni epifiti dei Monti Iblei (Sicilia)
A guide to the epiphytic lichens of the Iblei Mountains (Sicily)
Guida ai licheni epifiti dei Monti Iblei (Sicilia)

Pier Luigi Nimis, Maria Grillo, Giovanna Maria Caniglia
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Foto di AA.VV., dall'archivio di ITALIC - Curatore dell'apparato di immagini: Andrea Moro

Il territorio ibleo, un vasto altopiano calcareo di forma subcircolare, ricade nella Sicilia meridionale-orientale; il punto più alto è Monte Lauro (986 m), un antico vulcano spento. Oltre che per l’aspetto geologico, questo territorio è parecchio interessante anche dal punto di vista lichenologico presentando una grande varietà di habitat e di substrati colonizzati da licheni. La vegetazione, e soprattutto la macchia mediterranea, più comune nei siti rupestri della costa, i querceti a sempreverdi e a caducifoglie, i boschi ripariali accantonati nel fondo delle cave fluviali, presenta una notevole ricchezza di specie licheniche.
Una lista aggiornata dei licheni realizzata in molti anni di ricerche, dal 1926 al 2004, con indicazione di tutte le stazioni di reperimento è stata pubblicata da Grillo & Caniglia (2004). Altre indicazioni sono contenute nei lavori di Caniglia & Grillo (2005), Grillo & al. (2007 a,b e 2009) riguardanti le Grotte Palombara e Monello, le Cave di Ispica e del Prainito. A queste vanno aggiunti dati inediti derivanti da raccolte molto recenti. Sicuramente l’esplorazione lichenologica degli Iblei potrà riservare ancora numerose sorprese. La nomenclatura segue Nimis & Martellos (2003).
Questa è una guida interattiva alle specie epifite sinora note per quest’area, generata in collaborazione con il progetto europeo KeyToNature, coordinato dall’Università di Trieste. La mettiamo a disposizione delle scuole e degli appassionati di natura, sperando di invogliarli alla scoperta dell’affascinante mondo dei licheni.


Riferimenti bibliografici

Caniglia G. M., Grillo M., 2005 - Flora lichenica della Riserva Naturale integrale “Grotta Palombara” (Sicilia orientale). - Inf. Bot. It. 37, suppl. 1, parte 1: 398-399.
Grillo M., Caniglia M. G., 2004 - A check-list of Iblean Lichens (Sicily). - Flora Mediterranea 14: 219-251.
Grillo M., Caniglia G.M., Saraceno D., 2007a - Indagini lichenologiche nella riserva naturale integrale “Grotta Monello” (SR). - Soc. Bot. Ital., 102° Congresso, Palermo settembre 2007:317.
Grillo M,, Caniglia G. M., Stornello A., 2007 b- I licheni di Cava d’Ispica (Sicilia orientale). - Soc. Bot. Ital., 102° Congresso, Palermo settembre 2007: 318.
Grillo M., Cannizzaro M. A., Cataldo D., 2009 - - Biodiversità lichenica nella Cava del Prainito (Monti Iblei, Sicilia). -Soc. Bot. Ital., 104° Congresso, Campobasso, settembre 2009: 236.
Nimis P. L. & Martellos S., 2003 - A second checklist of the lichens of Italy, with a thesaurus of synonyms. - Mus. Reg. Sci. Nat. Saint-Pierre, Valle d’Aosta, Monogr. 4, 192 pp.


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free access Guida ai licheni epifiti del Bosco del Flascio (Nebrodi, Sicilia)
A guide to the epiphytic lichens of the “Bosco del Flascio” woodland (Nebrodi Mnts., Sicily)
Guida ai licheni epifiti del Bosco del Flascio (Nebrodi, Sicilia)

Pier Luigi Nimis, Maria Grillo, Daniela Cataldo
Stefano Martellos

Foto di Foto di AA.VV, dall’archivio di ITALIC - Curatore delle immagini: Andrea Moro

Questa guida ai licheni epifiti sinora noti per il Bosco del Flascio - in Sicilia - è stata preparata in collaborazione tra il Progetto Europeo KeyToNature, coordinato dall’Università di Trieste (progetto Dryades, la branca italiana di KeyToNature), ed il Dipartimento di Botanica dell’Università di Catania.
Il Bosco del Flascio è un sito di importanza comunitaria (SIC ITA070007). Ubicato sul versante meridionale dei Monti Nebrodi, si estende su un’area di ca.2950 ha, a quote comprese fra 900 e 1600 m, nell’alto bacino del fiume Flascio, ed è in gran parte gestito dall’Azienda Foreste Demaniali della Regione Sicilia. Il sito è di interesse scientifico, naturalistico e paesaggistico, con importanti boscaglie di cerro al limite meridionale di questa quercia e con interessanti ambienti umidi, tra cui i boschi ripariali dominati da pioppi e salici.
L’esplorazione lichenologica del Bosco del Flascio è ancora incompleta. Questa chiave sicuramente non include tutti i licheni presenti nell’area. Ma sicuramente include quelli più comuni od evidenti. La mettiamo in rete per i tanti “curiosi di natura”, per dar loro una mano a dare un Nome alle Cose.
Chi volesse cimentarsi nella scoperta di nuovi licheni per il Bosco del Flascio può farlo usando altre chiavi più grandi, come quella ai licheni epifiti d’Italia: http://dbiodbs.units.it/carso/chiavi_pub21?sc=120


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free access Guida ai licheni epifiti del giardino della scuola di Banne (Trieste)
A guide to epiphytic lichens growing in the garden of the school of Banne (Trieste, NE Italy)
Guida ai licheni epifiti del giardino della scuola di Banne (Trieste)

Istituto Comprensivo Altipiano di Banne (Trieste)

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos, Valentina Cassinari
Curatore dell'apparato iconografico: Andrea Moro

Foto di AA.VV., tratte dall'archivio di ITALIC

Questa è la prima guida ai licheni concepita espressamente per una scuola. Include tutte le specie di licheni che crescono sugli alberi della scuola di Banne presso Trieste.


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free access Guida ai licheni epifiti del sito SIC di Roccella Valdemone (Prov. Messina, Sicilia)
A guide to the epiphytic lichens of the protected site of Roccella Valdemone (Sicily, Prov. Messina)
Guida ai licheni epifiti del sito SIC di Roccella Valdemone (Sicilia, Prov. Messina)

Pier Luigi Nimis, Maria Grillo, Daniela Cataldo, Stefano Martellos

Foto di AA.VV - Curatore delle immagini: Andrea Moro

Il SIC Rocche di Roccella Valdemone interessa un’area di circa 865 ha in territorio di Roccella Valdemone,ameno comune della provincia di Messina.
Le quote si aggirano intorno i 1000 m, e la morfologia è piuttosto eterogenea trattandosi di un luogo adagiato lungo un crinale dove poche sono le superfici pianeggianti e molte le aree acclivi. Ci troviamo nella porzione più a sud del versante meridionale dei Nebrodi, già in territorio peloritano, al confine con le propaggini più basse del Bosco di Malabotta.
Si tratta di un bosco misto a Quercus cerris e Quercus virgilianae, cui si alternano vecchie coltivazioni di Castanea. A queste formazioni boschive si alternano interessanti stadi di degradazione rappresentati da cespuglietti e pascoli mesofili.
Ma come per molti dei boschi dei Nebrodi la presenza di coltivi e aree a pascolo limitrofe ha influenzato non poco la composizione del corteggio floristico, di fatti nel tempo molte specie nemorali sono state sostituite da specie più nitrofile tipiche appunto dei pascoli o delle radure.
La designazione del SIC priva della presenza di un organo gestore non impedisce che tutt’oggi la stessa area sia pascolata, che vengano tagliati degli alberi e non ultimo che sia, per fortuna negli ultimi tempi meno spesso, percorsa dal fuoco.
Il sito di particolare interesse naturalistico necessita di operazioni di salvaguardia più specifiche e mirate onde evitarne ulteriori condizioni di impoverimento e degradazione.


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free access Guida ai licheni epifiti dell'Orto Botanico delle Alpi Apuane
An introductory guide to the epiphytic lichens of the Alpi Apuane botanic garden
Guida ai licheni epifiti dell'Orto Botanico delle Alpi Apuane

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
Maria Ansaldi

Foto di AA.VV. dall'archivio di ITALIC

Questa guida ai più comuni licheni epifiti dell’Orto Botanico delle Alpi Apuane (Pian della Fioba, Massa Carrara, 900 m) è stata predisposta dal progetto europeo KeyToNature come strumento didattico per le scuole che visitano l’Orto. I macrolicheni si possono identificare anche senza l'uso del microscopio, mentre per i licheni crostosi è necessaria l'osservazione delle spore. La lista di specie deriva dal seguente lavoro: Loppi S., Putortì E., 2001. I licheni epifiti dell’Orto Botanico delle Alpi Apuane. Informatore Botanico Italiano, 33: 15-16.
Istituito nel 1996 per la salvaguardia e la valorizzazione della flora delle Alpi Apuane, l’Orto è dedicato al medico e botanico Pietro Pellegrini, nato a Carrara nel 1867, che dedicò gran parte della sua vita allo studio della flora apuana. L'Orto Botanico, di proprietà del Comune di Massa, viene gestito in collaborazione con le Università della Toscana.


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free access Guida ai licheni epifiti della Slovenia
A guide to the epiphytic lichens of Slovenia

Guida ai licheni epifiti della Slovenia

Pier Luigi Nimis, Franc Batič, Jana Laganis
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Foto di so last različnih avtorjev. Pridobljene so iz arhiva informacijskega sistema o italijanskih lišajih (ITALIC). - Uredil jih je: Andrea Moro

I licheni sono notoriamente delle ottime ‘sentinelle ambientali’, sensibilissimi all’inquinamento dell’aria. Per questo motivo sono stati ampiamente utilizzati per studi di biomonitoraggio, anche in Slovenia. Questa è una guida alle più comuni specie di licheni epifiti della Slovenia, concepita per dei non-specialisti: per tutti i ‘curiosi di natura’ interessati a scoprire l’interessantissimo mondo dei licheni e soprattutto per le scuole che hanno attivato progetti didattici basati sui licheni come indicatori di inquinamento: per questo abbiamo evitato per quanto possibile l’uso di caratteri visibili soltanto al microscopio.
Tuttavia questa non è una guida ‘per tutti’: chi vuole utilizzarla deve prima studiare le principali caratteristiche dei licheni e munirsi di almeno due dei reagenti comunemente usati in lichenologia: l’idrossido di potassio (K) e la varechina (C). Per imparare ad usarli e per conoscere le caratteristiche principali dei licheni (forme di crescita, isidi, soredi, pseudocifelle, etc.) rimandiamo al tutorial che è in rete in tutte le chiavi interattive ai licheni pubblicate dal progetto Dryades (www.dryades.eu).
Questa guida è stata preparata nell'ambito del Progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera), finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.


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free access Guida ai licheni epifiti per studi di biomonitoraggio
A guide to epiphytic lichens for biomonitoring surveys

Guida ai licheni epifiti per studi di biomonitoraggio

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos, Christian Fontaine
Conservateur du dispositif iconographique: Andrea Moro

Foto di AA.VV., provenant des archives Italic

Questa è una guida ai licheni epifiti che comunemente si rinvengono in studi di biomonitoraggio, ristretta ad aree planiziali o collinari con vegetazione submediterranea. Questa guida servirà da base per creare automaticamente guide più facili per le scuole coinvolte nel Progetto Europeo KeyToNature. Il Gruppo di Lavoro per la Didattica della Società Lichenologica Italiana (SLI) collabora con KeyToNature attraverso un Panel di Esperti, insegnanti che da anni lavorano su progetti didattici centrati sui licheni. Nei prossimi mesi - partendo da questa guida - KeyToNature potrà creare guide più facili, basate su liste di specie proposte dagli Esperti-Insegnanti. Ad esempio: 'Guida ai 23 licheni del giardino della scuola di Forlimpopoli'. Gli Esperti-Insegnanti della SLI potranno intervenire sui testi (ad es.: 'placodiomorfo ci suona Ostrogoto'...) e sulle immagini.


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free access Guida ai licheni per esperienze didattiche del Liceo Classico Mamiani di Roma
A guide to epiphytic lichens in the center of Rome (Liceo Classico Mamiani)
Guida ai licheni per esperienze didattiche del Liceo Classico Mamiani di Roma

Liceo Classico Statale Terenzio Mamiani, Roma

Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos, Stefania Caporale, Simona Ciriaci, Mariada Muciaccia, Sonia Ravera. Curatore dell'apparato iconografico: Andrea Moro

Foto di AA.VV., tratte dall'archivio di ITALIC

Questa è una guida propedeutica a progetti di biomonitoraggio del Liceo Mamiani di Roma. Uno dei progetti - vedi pulsante qui sotto - è stato vincitore del premio Wilhelm Von Humboldt al Congress on Science in School 2005 di Berlino. L'altro progetto, relativo al Parco di Villa Borghese, è visibile all'indirizzo: http://www.liceomamiani.it/MAMIANI%20SITO%20WEB/comenius/index.html. La lista delle specie include i più frequenti licheni epifiti presenti a Roma all'interno del raccordo anulare.


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free access Guida ai macrolicheni epifiti dell'Alto Adige
A guide to the epiphytic macrolichens of South Tyrol

Guida ai macrolicheni epifiti dell'Alto Adige

Juri Nascimbene, Pier Luigi Nimis
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Foto di ITALIC – Verwaltung der Bilder: Andrea Moro

Il Trentino-Alto Adige, con più di 1580 specie, ha la flora lichenica più ricca d’Italia (Nimis 2016, Nimis & Martellos, 2016). Questa alta biodiversità è dovuta alla varietà dei substrati e del clima, e alla morfologia molto articolata. L’opera più importante sui licheni del Trentino-Alto Adige si deve a Ferdinand Arnold (1828-1901) che esplorò molte località e pubblicò i risultati nella famosa serie ‘Lichenologische Ausflüge in Tyrol’ (1868-1897). I contributi di Arnold e di altri autori, come E. Kernstock (Lichenologische Beiträge; 1890-1896) sono riportati nella flora di Dalla Torre & Sarnthein (1902). Nella prima metà del XX secolo P. Bolzon e M.Cengia Sambo pubblicarono molte nuove specie per questa regione (Nimis, 1993). Molte specie interessanti furono in seguito rinvenute da autori tedeschi, come nel caso dell’importante lavoro di Buschardt (1979) sui licheni delle valli Alpine interne, tra cui la val Venosta. Le conoscenze più recenti si riferiscomo soprattutto ad aree protette come il Parco Naturale dello Sciliar (Nascimbene, 2008) e quello delle Dolomiti di Sesto (Nascimbene et al., 2006).
I licheni epifiti sono una componente rilevante degli ecosistemi forestali, che comprende molte specie minacciate d’estinzione (Nascimbene et al. 2013). A seguito della pubblicazione di una prima checklist dei licheni epifiti del'Alto Adige (Nascimbene et al., 2007), nel 2011 è iniziata una ricerca sugli effetti di fattori climatici e gestionali sulla distribuzione dei licheni in questo territorio.
Questa guida mira a facilitare l’avvicinamento di studenti, tecnici e appassionati al riconoscimento dei macrolicheni dell'alto Adige, confidando che possa rivelarsi un utile strumento per attività didattiche, tecniche o amatoriali. La guida si limita ai macrolicheni poiché il loro riconoscimento è in genere possibile anche senza strumentazione specialistica. Per ogni specie si riportano informazioni ecologico-distribuzionali e le caratteristiche morfologiche e chimiche che facilitano il riscontro della correttezza dell’identificazione.
La guida è stata preparata nell’ambito del Progetto ‘Biodiversità, biomonitoraggio e conservazione dei licheni epifiti negli ambienti forestali della provincia di Bolzano’ finanziato dalla Ripartizione Diritto allo Studio, Università e Ricerca Scientifica della Provincia Autonoma di Bolzano e condotto dal Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste e l’Ufficio Pianificazione Forestale della Provincia di Bolzano. La nomenclatura segue Nimis (2016).

Bibliografia

Buschardt A., 1979. Zur Flechtenflora der inneralpinen Trockentäler unter besonderer Berucksichtigung des Vinschgaus. – Bibl. Lichenol., 10. 419 pp.
Dalla Torre K. W. & Sarnthein L., 1902. Die Flechten (Lichenes) von Tirol, Voralberg und Liechtenstein. Wagner. Innsbruck. 936 pp.
Nascimbene J. 2008. A lichen survey in the western Dolomites: Schlern Nature Park (S Tyrol – NE Italy). Gredleriana, 8: 75-94.
Nascimbene J., Caniglia G., Dalle Vedove M., 2006. Lichen diversity and ecology in five EU habitats of interest of the Sexten Dolomiten Natural Park (S Tyrol – NE Italy). Crypt., Myc., 27(2): 185-193.
Nascimbene J., Caniglia G., Todesco F., 2007. I licheni epifiti dell’Alto Adige (Südtirol). Gredleriana, 7: 31-62.
Nascimbene J., Nimis P.L., Ravera S., 2013. Evaluating the conservation status of epiphytic lichens of Italy: a red list. Plant Biosyst., 147: 898-904.
Nimis P.L., 1993. The Lichens of Italy. An annotated catalogue. - Mus. Reg. Sc. Nat. Torino, 897 pp.
Nimis P.L., 2016. The Lichens of Italy. A Second Annotated Catalogue. EUT, Trieste, 739 pp.
Nimis P.L., Martellos S., 2016. ITALIC 5.0 University of Trieste. http://dryades.units.it/italic/index.php


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free access Guida ai più comuni licheni epifiti dell'Armenia
A guide to common epiphytic lichens of Armenia
A guide to common epiphytic macrolichens of Armenia

Arsen Gasparyan, Pier Luigi Nimis
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Images by Various Authors, from the archive of ITALIC (species). Images of characters by Andrea Moro

This identification key includes 51 species of common epiphytic macrolichens of Armenia, occurring in the temperate forests of Northern Armenia and in open, arid woodlands in the South of the Country. The guide was designed for educational, research and ecotourism purposes and includes an illustraded and annotated dichotomous key, which is also available on mobile devices (iOS and Android) via the App KeyToNature. The key has been created using program FRIDA (Martellos 2010, Martellos & Nimis 2015) at the Department of Life Sciences of the University of Trieste (Italy) in cooperation with the Young Biologists Association NGO (Armenia), in the framework of the Project Lichen Conservation and Education Initiative in Armenia, supported by the Rufford Foundation.

References

Gasparyan A. H. & Ghaltaghchyan Ts. K. (2013). Proposed standard designations in Armenian for lichens occurring in the Republic of Armenia. — Fl. Medit. 23: 105-116.
Martellos S. (2010) - Multi-authored interactive identification keys: The FRIDA (FRiendly IDentificAtion) package - Taxon 59 (3): 922-929.
Martellos S., Nimis P.L. (2015) - From Local Checklists to Online Identification Portals: A Case Study on Vascular Plants . – PLOSone, DOI: 10.1371/journal.pone.0120970


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free access Guida all'identificazione dei licheni epifiti dell'Etna
A key to the epiphytic lichens of Mt. Etna (Sicily)
Guida all'identificazione dei licheni epifiti dell'Etna

Dipartimento di Botanica, Università degli Studi di Catania.

Pier Luigi Nimis, Maria Grillo, Giovanna Caniglia, Stefano Martellos.
Curatore dell'apparato di immagini: Andrea Moro

Foto di AA.VV., tratte dalll'archivio di ITALIC

Questa guida ai licheni epifiti sinora noti per il territorio etneo è stata prodotta in collaborazione con il progetto europeo KeyToNature/Dryades, coordinato dall'Università di Trieste.
Il Monte Etna, un vulcano alto quasi 3400, ha un perimetro basale di 250 km ed una superficie complessiva di circa 1300 kmq. Comprende diverse colate laviche più o meno sovrapposte e di età variabile; alcune sono molto antiche.
Il clima cambia con la quota, ma mantiene sempre il carattere mediterraneo. Le precipitazioni sono più abbondanti sul versante orientale che è più umido per la vicinanza del mare.
La vegetazione mostra una distribuzione zonale. Adottando lo schema proposto da Poli Marchese (1991) si distinguono tre piani altitudinali: mediterraneo basale, dalla costa fino a ca.1500 m; montano mediterraneo tra 1500 e i 2300 m; altomediterraneo tra 2100 e 2500 m; oltre c’è il deserto vulcanico.
Buona parte della superficie rientra nel Parco naturale dell’Etna, nel Parco fluviale dell’Alcantara e nel Parco naturale dei Nebrodi.
I dati sinora pubblicati per i licheni (v. bibliografia), sono stati riuniti in una banca dati. Le stazioni più ricche di specie epifite sono: Valle del Cerro sul versante NE; M. Gallo e M. Intraleo, M. Nespole, bosco Filiciusa-Milia sul versante O; Pineta di Biancavilla sul versante SO; zone di Nicolosi e di Pedara-Tarderia sul versante SE (Grillo & Falco Scampatelli, 2003).

Bibliografia

Caniglia G.M., Grillo M. - 2001 - Studio di licheni epifiti in centri urbani circumetnei. Arch. Bot. Ital., 7 (2): 3-10.
Caniglia G.M., Grillo M. - 2002 - Licheni nuovi o rari in Sicilia. Inf. Bot. It. 2002, 2: 57-60.
Caruso S. - 1900 - Primo contributo alla lichenologia della Sicilia. Atti Acc. Gioenia Sc. Nat. Catania, ser. 4, 13: 2-25.
Clochiatti R., Carrot F., Michel A., Grasso M.F., Grillo M. - 2002 - Les lichens de l’Etna e d’Auguste enregistrateurs potentiels de la pollution atmospherique liée aux activitès volcaniques et anthropogeniques. Ecologia Mediterranea, 28 (2): 65-73.
Grillo M. - 1988 - A study on the lichen flora and vegetation of the Nuova Gussonea Botanic Garden (Mount Etna, Sicily). Giornale Botanico Italiano, 122, 5-6: 267-273.
Grillo M., Caniglia G. - 1988 - Florula lichenica del versante sud-occidentale del’Etna. 1°. Arch. Bot. Ital., 64 (3-4): 142-169.
Grillo M., Caniglia G. - 1989 - The lichens of Mount Etna (Sicily, Italy) 6th OPTIMA meeting, Delphi, 10-16 Sept. 1989. Botanika Chronica, 10: 127-129.
Grillo M., Cataldo D. - 2008 - Licheni come bioindicatori nei SIC Bosco di S. Maria La Stella e Bosco di Linera (Catania, Sicilia). (Messina, Sicilia nord-orientale). Quad. Bot. Ambient. Appl., 19: 121-124.
Grillo M., Cristaudo A. – 1992 - Vegetazione lichenica epifita dei Noccioleti nella Sicilia orientale. Giornale Botanico Italiano, 126, 2: 450
Grillo M., Cristaudo A. - 1995 - Flora e vegetazione lichenica epifita su Corylus avellana L. in colture della Sicilia. Allionia: 131-151.
Grillo M., Falco Scampatelli M. - 2003 - I licheni epifiti dell’Etna. Soc. Bot. Ital., 98° Congresso, Catania, settembre 2003: 243
Poli Marchese E., Razzara S., Grillo M., Galesi R. - 1998 - Indagine floristica e restauro conservativo dell’Abbazia S. Nicolò l’Arena di Nicolosi (Etna). Acc. Gioenia Sc. Nat. Catania, 23 (335): 707-720.
Tornabene F. - 1848-1849 - Lichenographia Sicula. Atti Acc. Gioenia Sc. Nat. Catania, ser. 2, 5: 1-63, ser 2, 6: 63-152.
Tornabene F. - 1889-1892 - Flora Aetnea. Catania.
V.D. Boom P.P.G. - 1992 - Contribution to the lichen flora of Sicily (Italy). Cryptogamie, Bryol. Lichénol., 13 (2): 93-103.
Von Brackel W. - 2008 - Phoma ficuzzae sp. nov. and some other lichenicolous fungi from Sicily, Italy. Sauteria, 15: 103-120.


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free access Guida interattiva ai licheni di Monte Valerio (Trieste)
Interactive guide to the lichens of M. Valerio (Trieste, NE Italy)

Guida interattiva ai licheni di Monte Valerio (Trieste)

P.L. Nimis, S. Martellos
M. Castello

Foto di A. Moro

Il M. Valerio (o M. Fiascone)è una piccola collina sita presso il comprensorio universitario di Trieste. Grazie ad un finanziamento dl Comune di Trieste, l'allora Dipartimento di Biologia dell'Università ha creato un sentiero naturalistico che percorre l'intero M. Valerio, concepito come una introduzione agli aspetti naturalistici del vicino Parco Urbano di Villa Giulia. Questa guida interattiva ai licheni del M. Valerio, pubblicata anche in forma cartacea da Martellos e Castello (2004), fa parte integrante delle attività previste dalla Convenzione con il Comune di Trieste, e permette al visitatore di scoprire autonomamente i nomi delle numerose specie di licheni che si possono osservare lungo il Sentiero Naturalistico del M. Valerio.

Bibliografia:

  • Martellos S., Castello M., 2004: An automatically-produced key to the lichens of Mt. Valerio (Trieste, NE Italy). Gortania 26: 79-104
  • Nimis, P.L.. Martellos, S., 2003: A Second Checklist of the Lichens of Italy with a Thesaurus of Synonyms, Museo Regionale di Scienze Naturali, Saint-Pierre, Aosta. Monografie 4, 192 pp.

  • Posizione geografica / Geographic position


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    free access Guida interattiva ai licheni epifiti del Comune di Foiano della Chiana (AR)
    Interactive guide to the epiphytic lichens of Foiano della Chiana (Tuscany, Italy)
    Guida interattiva ai licheni epifiti del Comune di Foiano della Chiana (AR)

    Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
    Stefano Loppi, Sonia Ravera - Curatore dell'apparato iconografico: Andrea Moro

    Foto di AA.VV., tratte dall'archivio di ITALIC

    Il Comune di Foiano della Chiana (AR) - il primo Comune d’Italia divenuto Membro Associato del progetto europeo KeyToNature - ha commissionato questa chiave ai più comuni licheni epifiti del suo territorio per poter dotare le scuole di uno strumento che permetta loro di sviluppare progetti basati sull’uso dei licheni come indicatori della qualità dell’aria. La lista di specie è stata redatta da S. Loppi (Università di Siena) e S. Ravera (Università del Molise). La chiave presenta difficoltà diversa a seconda dei tipi di licheni. Quella ai licheni fruticosi, fogliosi e squamulosi non richiede l’utilizzo di un microscopio, ed è alla portata di utenti meno esperti. Al contrario, per l’identificazione dei licheni crostosi è indispensabile l’osservazione delle spore, e quindi la disponibilità di un buon microscopio.


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    free access I licheni epifiti del Carso Triestino
    The epiphytic lichens of the Trieste Karst
    I licheni epifiti del Carso Triestino

    Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos - Curatore dell'apparato iconografico: Andrea Moro
    -

    Foto di AA.VV., tratte dall'archivio di ITALIC

    Questa è una guida illustrata a tutti i licheni epifiti (esclusi quelli esclusivamente lignicoli) sinora noti per il Carso Triestino, prodotta nell'ambito del Progetto KeyToNature e rivolta in primo luogo agli studenti dell'università di Trieste.


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    free access I licheni epifiti del Parco Naturale di Paneveggio-Pale di S. Martino
    A guide to the epiphytic lichens of the Paneveggio-Pale di S. Martino Park (E Alps)

    I licheni epifiti del Parco Naturale di Paneveggio-Pale di S. Martino. Una guida interattiva

    Pier Luigi Nimis, Juri Nascimbene, Stefano Martellos
    Andrea Moro

    Foto di AA. VV.

    Da molti anni, nel Parco di Paneveggio-Pale di San Martino sono in corso ricerche sui licheni che hanno permesso di realizzare un inventario delle specie e di apportare contributi originali alle conoscenze sulla loro ecologia. Il Parco di Paneveggio ha una missione molto importante nella conservazione dei licheni: nel suo territorio ne sono noti quasi 650, pari al 50% dei licheni del Trentino-Alto Adige, che è la regione italiana con il maggior numero di specie note. Tuttavia, una stima realistica della biodiversità lichenica del Parco potrebbe essere di circa 900 specie!

    Il Parco ha commissionato al Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste la realizzazione di una guida interattiva ai licheni epifiti, che al momento include 242 specie e che è consultabile in rete dal sito del Parco o da quello del progetto Dryades (www.dryades.eu).

    L'identificazione dei macrolicheni (licheni fruticosi, fogliosi e squamulosi) può essere effettuata anche senza l'uso del microscopio,ed è quindi più facile. Al contrario, per l'identificazione dei licheni crostosi è spesso indispensabile osservare caratteri anatomici al microscopio, soprattuto quelli relativi alle spore.

    Le fotografie ed i disegni derivano in gran parte dall’archivio di ITALIC. Gli autori ringraziano Andres Saag e Tiina Randlane (Università di Tartu, Estonia ) ed Harry Taylor (Natural History Museum, Londra) per alcune foto e disegni. Un ringraziamento anche a Carlo Morelli per le correzioni al testo originale.

    Bibliografia
    Dalla Torre K.W. & Sarnthein L., 1902 - Die Flechten (Lichenes) von Tirol, Voralberg und Liechtestein. Wagner, Innsbruck.
    Nascimbene J. & Caniglia G., 2003 – Licheni del Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino. Quaderni del Parco n°3 pp 97. .
    Nascimbene J., Martellos S. and Nimis P.L., 2006 - Epiphytic lichens of tree-line forests in the Central-Eastern Italian Alps and their importance for conservation. The Lichenologist, 38: 373-382. .
    Thor G., Nascimbene J. 2007 - A floristic survey in the Southern Alps: additions to the lichen flora of Italy. Cryptogamie, Mycologie, 28 (3): 247-260. .
    Nascimbene J., Marini L., Motta R., Nimis P.L., 2008a - Lichen diversity of coarse woody habitats in a Pinus-Larix stand in the Italian Alps. The Lichenologist, 40(2): 153-163.
    Nascimbene J., Marini L., Caniglia G. Cester D., Nimis P.L., 2008b – Lichen diversity on stumps in relation to wood decay in subalpine forests of Northern Italy. Biodiversity and Conservation. 17: 2661–2670.
    Nascimbene J., Marini L., Motta R., Nimis P.L. 2008c – Influence of tree age, tree size and crown structure on lichen communities in mature Alpine spruce forests. Biodiversity and Conservation, 18: 1519-1522.
    Nimis P.L. 1993 – The Lichens of Italy. An Annotated Catalogue. Mus. Reg. Sci. Nat. Torino, Monogr. XII, 897 pp.
    Nimis P.L. & Martellos S. 2003 - A second checklist of the lichens of Italy, with a thesaurus of synonyms. Mus. Reg. Sci. Nat. Saint-Pierre, Valle d’Aosta, Monogr. 4, 192 pp.

    Herb. JN - Erbario personale di Juri Nascimbene.


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    free access I licheni epifiti del Parco della Vena del Gesso Romagnola
    A guide to epiphytic lichens of the Gypsum Park of Romagna (N Italy)
    I licheni epifiti del Parco della Vena del Gesso Romagnola

    Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos - Curatore dell'apparato iconografico: Andrea Moro
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    Foto di AA.VV., tratte dall'archivio di ITALIC

    La flora lichenica del Parco della Vena del Gesso Romagnola è stata studiata da Nimis et al. (1996), che elencano 203 specie. Fu l'ultima, indimenticabile escursione italiana assieme a Josef Poelt, uno dei più grandi Maestri della lichenologia nel secolo scorso, che scomparve improvvisamente pochi mesi dopo. Ovviamente il Parco è stato studiato sopratutto per gli affioramenti di gesso, che ospitano alcuni licheni epilitici e terricoli di notevolissimo interesse, come le uniche stazioni italiane di Acarospora placodiiformis, A. nodulosa e Psora saviczii. La flora epifita è decisamente meno interessante, ma è rappresentativa di quella delle colline del versante adriatico della Penisola, dalla Romagna alle Marche, con una evidente scarsità di specie suboceaniche che abbondano invece lungo il versante tirrenico. Questa chiave potrà essere quindi utilizzata per progetti didattici centrati sull'uso di licheni epifiti come bioindicatori nell'area compresa tra Romagna e Marche settentrionali.
    NIMIS P.L., POELT J., TRETIACH M. - Lichens from the gypsum park of the northern Apennines (N Italy). Cryptogamie, Bryol. Lichénol, 17, 1: 23-38, 1996.


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    free access I licheni epifiti del Saarland (Germania)
    Epiphytic lichens of Saarland (Germany)

    Epiphytic lichens of Saarland (Germany)

    Pfalzmuseum für Naturkunde

    Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
    Volker John

    Images by Andrea Moro

    This is a preliminary version of a guide to epiphytic lichens of Saarland. It was produced by KeyToNature in collaboration with its Associate Member, the Pfalzmuseum für Naturkunde.


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    free access I licheni epifiti dell'di Marettimo (TP)
    The epiphytic lichens of the island of Marettimo (W-Sicily)
    I licheni epifiti dell'Isola di Marettimo (TP): una guida illustrata

    Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos - Curatore dell'apparato iconografico: Andrea Moro
    -

    Foto di AA.VV., tratte dall'archivio di ITALIC

    La flora lichenica dell'Isola di Marettimo è stata studiata da Nimis et al. (1994), lavoro da cui è stata tratta la lista dei licheni epifiti che sta alla base di questa guida illustrata. Si tratta di una flora molto interessante, con numerose specie suboceaniche che caratterizzano la flora delle coste tirreniche in ambienti indisturbati. Tra queste alcuni macrolicheni ormai rarissimi ed in via di estinzione in Italia, come Heterodermia leucomelos, Ramalina roseleri, Teloschistes flavicans e T. chrysophthalmus. Caloplaca aegatica, un lichene crostoso, è stata descritta proprio dall'isola di Marettimo, come altre specie sassicole e terricole. NIMIS P.L., POELT J., TRETIACH M., OTTONELLO D., PUNTILLO D., VEZDA A. - Contributions to lichen floristics in Italy. VII. The lichens of Marettimo (Egadi Islands, Sicily). - Bull. Soc. linn. Provence, 45: 247-262, 1994.


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    free access I licheni epifiti dell'isola di Capraia (Arcipelago Toscano)
    The epiphytic lichens of the island of Capraia (Tuscan Archipelago, Italy)
    I licheni epifiti dell'Isola di Capraia (Arcipelago Toscano)

    Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos - Curatore dell' apparato iconografico: Andrea Moro
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    Foto di AA.VV., tratte dall'archivio di ITALIC

    Con più di 300 specie, la piccola isola di Capraia ospita una ricchissima flora lichenica (Nimis et al. 1990), circa un terzo della quale è costituito da specie epifite. Pur in assenza di boschi con una lunga continuità ecologica, la florula epifita di Capraia è rappresentativa di quella dei litorali tirrenici italiani, con un'alta percentuale di specie suboceaniche.

    NIMIS P.L., TRETIACH M., DE MARCHI A. - Contributions to lichen floristics in Italy. V. The lichens of the island of Capraia (Tuscan Archipelago). - Cryptogamie, Bryol. Lichénol., 11,1: 1-30, 1990.


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    free access I licheni epifiti della Tenuta Presidenziale di Castelporziano (Roma)
    The epiphytic lichens of the Castelporziano Presidential Reserve (Rome)
    I licheni epifiti della Tenuta Presidenziale di Castelporziano (Roma)

    Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos - Curatore dell' apparato iconografico: Andrea Moro
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    Foto di AA.VV., tratte dall'archivio di ITALIC

    La Tenuta Presidenziale di Castelporziano, a pochi chilometri da Roma, è uno dei siti lichenologicamente più importanti d’Europa. Quasi priva di affioramenti rocciosi naturali, ospita più di 200 specie di licheni, più di tre quarti dei quali sono epifiti. E’ uno dei pochissimi ambienti ancora quasi intatti delle coste tirreniche italiane, con una stupenda zonazione che va dagli arbusteti dunali alla lecceta, sino ad una fascia di querce decidue con esemplari secolari. Vecchie pinete d’impianto ed alberi da frutto ne aumentano la biodiversità lichenica. Gli arbusti delle dune ospitano l’unico esempio in Italia del Teloschisto-Tornabeniopsidetum, un’associazione altrimenti nota solo per le Isole Canarie, la lecceta a ridosso delle dune è ricca di licheni subtropicali con affinità oceaniche (una delle pochissime stazioni di Lobaria pulmonaria presso il mare), le grandi vecchie querce ospitano licheni ormai rarissimi in tutta Europa. Salvo poche ore di esplorazione da parte di P.L. Nimis nel 1982, la Tenuta è stata esplorata per 5 giorni da P.L. Nimis e L. Schiavon nel 1985, per un pomeriggio da J. Poelt, P.L. Nimis ed un gruppo di studenti di Graz reduci da una faticosissima escursione in Sardegna nel 1986 e per una giornata da un’escursione internazionale legata ad un simposio sui licheni e monumenti nel 1991. L’indagine lichenologica sicuramente non è completa, e la Tenuta può riservare ancora molte interessanti sorprese. – NIMIS P.L., SCHIAVON L. - The epiphytic lichen vegetation of the Tyrrhenian coasts in Central Italy - Annali di Botanica., 14: 39-67, 1986 - NIMIS P.L. – Contributi alle conoscenze floristiche sui licheni d’Italia. II. Florula lichenica della Tenuta di Castelporziano (Roma). – Braun-Blanquetia, 2: 223-238, 1988.


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    free access I licheni epifiti della conca di Sauris (Alpi Carniche, UD)
    A guide to the epiphytic lichens of the valley of Sauris (Carnic Alps, NE Italy)
    I licheni epifiti della conca di Sauris (Alpi Carniche, UD)

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    Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos. Curatore dell' apparato iconografico: Andrea Moro

    Foto di AA.VV., tratte dall'archivio di ITALIC

    La Conca di Sauris, nelle Alpi Carniche in Provincia di Udine, ospita alcune tra le più belle foreste delle alpi Orientali, da quelle miste a faggio ed abete bianco presso il lago alle laricete subalpine. La vegetazione lichenica epifita era stata studiata da Nimis (1981) ma la flora non è mai stata oggetto di un censimento completo. Tuttavia, l'area di studio ospita il Centro Studi di Botanica Alpina del Passo Pura, ove da decenni si tengono i corsi estivi di botanica dell'Università di Trieste, più numerosi corsi di lichenologia organizzati dalla Società Lichenologica Italiana. Sommando le specie epifite trovate da Nimis (1981) con quelle raccolte successivamente da diversi specialisti (M.Tretiach, J. Nascimbene, G. Caniglia, J. Hafellner etc., T. Ahti, P. James, O. Vitikainen, Cl. Roux, Ch. van Haluwyn, etc.) il totale supera i 250 taxa infragenerici. Questa guida è stata concepita in primo luogo come strumento didattico per gli studenti dell'Università di Trieste, e per i corsi di lichenologia organizzati al Passo Pura dalla SLI. - Nimis P.L.- Epiphytic lichen vegetation in the Lumiei Valley. - Gortania, 3: 123-142, 1981


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    free access I licheni epifiti delle Isole Tremiti
    The epiphytic lichens of the Tremiti Islands (S Italy)
    I licheni epifiti delle Isole Tremiti

    Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos - Curatore dell'apparato iconografico: Andrea Moro
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    Foto di AA.VV., tratte dall'archivio di ITALIC

    I licheni delle piccole Isole Tremiti, al largo del Gargano, sono stati esplorati da P.L.Nimis durante una breve escursione dedicata a piante vascolari (Nimis 1985). Nel 1997 P.L. Nimis e M. Tretiach, assieme ad H. Hertel, hanno raccolto licheni sulle Tremiti per un giorno (Nimis e Tretiach 1999). La florula lichenica epifita delle Tremiti non è ricchissima: le isole sono basse, le pinete (Isola di S.Domino) sono notoriamente povere di licheni, mancano boschi con lunga continuità ecologica e la maggior parte del territorio è coperta da praterie, garighe e macchie basse. Sicuramente un’esplorazione più mirata potrà scoprire qualche nuovo lichene epifita. Chi volesse cimentarsi nell’impresa può usare la chiave ai licheni epifiti d’Italia. Il turista o il dilettante interessato a conoscere la natura dovrebbe comunque trovare qui uno strumento per identificare la maggior parte dei licheni epifiti delle Tremiti. - NIMIS P.L.- Contributi alle conoscenze floristiche sui licheni d´ Italia. III. Florula lichenica delle Isole Tremiti - Studia Geobotanica, 5: 75-88, 1985 - NIMIS P.L., Tretiach M. - Itinera Adriatica. Lichens from the eastern part of the Italian peninsula - Studia Geobotanica, 18:51-106, 1999.


    Posizione geografica / Geographic position


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    free access I licheni epifiti di Graz (Austria)
    Epiphytic lichens around Graz (Austria)

    Epiphytic lichens around Graz (Austria)

    Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
    Martin & Ulli Grube

    Images by AA.VV. from the archive of ITALIC

    This key has been produced in collaboration between the Universitites of Trieste (Italy) and Graz (Austria) within the European project KeyToNature, for being tested by schools. It includes the most frequent epiphytic lichens which occur in the urban and suburban areas of Graz (Austria). Macrolichens (foliose and fruticose forms) can be identified without the use of microscopical characters, while for the identification of microlichens the use of a good microscope is often essential.


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    free access I macrolicheni epifiti del Centro Visitatori di Villa Welsperg (Parco di Paneveggio)
    Epiphytic macrolichens near Villa Welsperg (Paneveggio Natural Park)
    I macrolicheni epifiti del Centro Visitatori di Villa Welsperg (Parco di Paneveggio)

    Parco Naturale di Paneveggio-Pale di S. Martino

    Pier Luigi Nimis, Juri Nascimbene, Stefano Martellos - Curatore dell'apparato iconografico: Andrea Moro
    -

    Foto di AA. VV. dall' archivio di ITALIC

    Da molti anni, nel Parco di Paneveggio sono in corso ricerche sui licheni che hanno permesso di realizzare un inventario delle specie e di apportare contributi originali alle conoscenze sulla loro ecologia. Il Parco di Paneveggio ha una missione molto importante nella conservazione dei licheni: nel suo territorio ne sono noti quasi 650, pari al 50% dei licheni del Trentino-Alto Adige che è la regione italiana con più specie note. Tuttavia, una stima realistica della biodiversità lichenica del Parco potrebbe essere di circa 900 specie! In questo contesto vengono perseguiti anche obiettivi formativi e didattici per favorire un’ampia divulgazione delle conoscenze acquisite. Questa chiave, ad esempio, rappresenta un semplice strumento per riconoscere i licheni a tallo folioso e fruticoso che possono essere osservati sugli alberi del giardino di Villa Welsperg, presso il centro visitatori del Parco, dotato anche di strumenti multimediali.
    Bibliografia citata nella chiave
    Dalla Torre K.W. & Sarnthein L., 1902 - Die Flechten (Lichenes) von Tirol, Voralberg und Liechtestein. Wagner, Innsbruck.
    Nascimbene J. & Caniglia G., 2003 – Licheni del Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino. Quaderni del Parco n°3 pp 97.
    Nascimbene J., Martellos S. and Nimis P.L., 2006 - Epiphytic lichens of tree-line forests in the Central-Eastern Italian Alps and their importance for conservation. The Lichenologist, 38: 373-382.
    Nascimbene J., Marini L., Motta R., Nimis P.L., 2008a - Lichen diversity of coarse woody habitats in a Pinus-Larix stand in the Italian Alps. The Lichenologist, 40(2): 153-163.
    Nascimbene J., Marini L., Caniglia G. Cester D., Nimis P.L., 2008b – Lichen diversity on stumps in relation to wood decay in subalpine forests of Northern Italy. Biodiversity and Conservation. 17: 2661–2670.
    Nascimbene J., Marini L., Motta R., Nimis P.L. – Influence of tree age, tree size and crown structure on lichen communities in mature Alpine spruce forests. Biodiversity and Conservation. Published on line 05/12/2008, DOI 10.1007/s10531-008-9537-7.
    Thor G., Nascimbene J. 2007 - A floristic survey in the Southern Alps: additions to the lichen flora of Italy. Cryptogamie, Mycologie, 28 (3): 247-260.


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    free access I macrolicheni epifiti del Veneto: una guida interattiva
    The epiphytic macrolichens of the Veneto Region (NE Italy): an interactive guide
    I macrolicheni epifiti del Veneto: una guida interattiva

    Pier Luigi Nimis, Juri Nascimbene - Curatore dell'apparato di immagini: Andrea Moro
    -

    Foto di AA.VV. dall' archivio di ITALIC

    Il Veneto è tra le regioni italiane meglio esplorate dal punto di vista lichenologico ed è quella dove gli studi in questo campo hanno avuto più continuità a partire dai primi decenni del ‘700 (Nimis, 1993). Per la regione sono note circa un migliaio di specie di cui circa 450 epifite. Di queste, circa 170 sono macrolicheni (Nimis & Martellos, 2008). In tempi recenti le conoscenze lichenologiche della regione sono progredite notevolmente anche grazie all’applicazione di tecniche di biomonitoraggio per valutare gli effetti dell’inquinamento atmosferico su questa componente sensibile degli ecosistemi terrestri. Le esperienze condotte in Veneto sono state di riferimento sia nazionale sia per l’intera comunità scientifica (Cislaghi & Nimis, 1997). Un ulteriore contributo deriva da studi di livello internazionale sugli effetti della gestione forestale e sulle trasformazioni subite dal territorio veneto soprattutto durante l’ultimo secolo (Nascimbene et al., 2007; Nascimbene e Marini, 2010). Questi lavori mostrano come molte specie sensibili ai fattori climatici, all’intensità gestionale e all’inquinamento atmosferico abbiano subito un sensibile declino in Veneto fino, in alcuni casi, a scomparire. Molte delle specie più sensibili sono oggi incluse nella lista rossa nazionale e la loro conservazione dipende spesso da quella di frammenti di habitat forestali particolarmente integri e ricchi di alberi vetusti e legno morto. Una specie simbolo di questi licheni fortemente minacciati è Usnea longissima, di cui in Italia sono note soltanto due popolazioni, una delle quali (la più numerosa) è presente proprio sulle montagne del bellunese (Nascimbene & Tretiach, 2009). Questa guida ha lo scopo di facilitare l’avvicinamento di studenti, tecnici che operano nel settore ambientale e appassionati al riconoscimento dei macrolicheni del Veneto, confidando che si possa rivelare un utile strumento per lo sviluppo di attività didattiche, tecniche o semplicemente amatoriali. La scelta di focalizzare il nostro lavoro sui macrolicheni deriva dal fatto che il loro riconoscimento è in genere possibile anche senza l’ausilio di strumentazione specialistica poco accessibile per attività didattico-divulgative. Nella guida sono riportate note illustrative per ogni specie, con informazioni ecologico-distribuzionali di carattere generale ed indicazioni sulla distribuzione, rarità e habitat d’elezione in Veneto.
    La guida è stata preparata dal Progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera), finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.

    Bibliografia

    Cislaghi C, Nimis PL. 1997. Lichens, air pollution and lung cancer. Nature 387: 463-464.
    Nascimbene J, Marini L, Nimis PL. 2007. Influence of forest management on epiphytic lichens in a temperate beech forest of northern Italy. Forest Ecology and Management 247: 43-47.
    Nascimbene J, Tretiach M. 2009. A critical evaluation of the Italian distribution of the rare macrolichen Usnea longissima Ach. Plant Biosystems 143: 14-19.
    Nascimbene J, Marini L. 2010. Oak forest exploitation and black locust invasion caused severe shifts in epiphytic lichen communities in northern Italy. Science of Total Environment 408: 5506-5512.
    Nimis PL. 1993. The lichens of Italy. An annotated catalogue. Torino: Museo Regionale di Scienze Naturali. 897 p.
    Nimis PL, Martellos S. 2008. ITALIC — The Information System on Italian Lichens. Version 4.0, University of Trieste, Dept. of Biology, http://dbiodbs.univ.trieste.it


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    free access I macrolicheni epifiti dell'Estonia
    The epiphytic macrolichens of Estonia


    I macrolicheni epifiti dell'Estonia: una guida illustrata

    P.L.Nimis, S. Martellos, T. Randlane, A. Saag - Piltide haldaja: A. Moro

    Foto di AA.VV. arhiivist ITALIC


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    free access I macrolicheni epifiti della Spagna. Una guida interattiva
    The epiphytic macrolichens of Spain. An interactive guide

    I macrolicheni epifiti della Spagna Una guida interattiva

    Eva Barreno, Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
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    Foto di VV. AA. procedentes de los archivos de ITALIC . Conservador del material iconográfico: Andrea Moro

    Questa è la versione italiana, ancora provvisoria, di una guida ai macrolicheni epifiti della Spagna, sviluppata in collaborazione tra le Università di Trieste e di Valencia nell'abito del progetto europeo KeyToNature e del progetti spagnoli FotoLiquen/ CGL2006-12917-C02 (MEC) e Prometeo/174/2008 (GVA).


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    free access I macrolicheni epifiti della Val D'Aosta
    Epiphytic macrolichens of the Aosta Valley (NW Italy)
    I macrolicheni epifiti della Valle d'Aosta

    Museo Regionale di Scienze Naturali, Saint-Pierre - Valle d'Aosta

    Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos
    Rosanna Piervittori, Deborah Isocrono, Enrica Matteucci - Curatore dell'apparato iconografico: Andrea Moro

    Foto di AA.VV. dall'archivio di ITALIC

    Questa è una guida interattiva per il riconoscimento dei macrolicheni epifiti della Valle d'Aosta, prodotta nell'ambito del Progetto KeyToNature per il Museo Regionale di Scienze Naturali di Saint-Pierre, Associate Member del progetto europeo. La guida consente di procedere, in modo facile ed intuitivo all’identificazione, delle specie fogliose e fruticose (escluse quelle crostose) osservabili su alberi e arbusti del territorio regionale. L’elenco comprende tutte le specie sino ad oggi conosciute per la Regione, come indicato nella banca dati nazionale ITALIC (http://dbiodbs.univ.trieste.it), incluse alcune specie segnalate nel passato, non ritrovate ma per le quali la presenza in Valle d’Aosta è ancora possibile.


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    free access Licheni come bioindicatori a Trieste: una guida interattiva
    Lichens as bioindicators in Trieste (NE Italy) an interactive guida
    Licheni come bioindicatori a Trieste: una guida interattiva

    Pier Luigi Nimis, Elena Pittao
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    Foto di AA.VV., dall'archivio di ITALIC. Curatore dell'apparato di immagini: Andrea Moro

    Trieste è stata la prima città Italiana ad essere oggetto di uno studio sulla distribuzione dei licheni in ambiente urbano (Nimis 1985), e la flora e vegetazione lichenica della Provincia di Trieste, soprattutto per quel che riguarda i licheni epifiti, sono piuttosto ben conosciute (Nimis 1982, Nimis & Loi 1982, 1984; Nimis & Losi 1984). I licheni sono notoriamente delle ottime ‘sentinelle ambientali’, sensibilissimi all’inquinamento dell’aria. Per questo motivo sono stati ampiamente utilizzati, con metodiche sviluppate proprio a Trieste, per studi di biomonitoraggio, che a volte hanno interessato intere regioni italiane. Negli ultimi anni, in quasi tutta Europa, si assiste alla ricolonizzazione degli ambienti urbani da parte dei licheni epifiti, conseguente alla netta riduzione delle emissioni di anidride solforosa. La città di Trieste rappresenta però un’eccezione: negli ultimi 30 anni la situazione sembra quasi immutata (Castello & al. 1995, Castello 1996, 2002, Castello & Skert 2005) e il centro urbano di Trieste, comprese le aree verdi, rimane a tutt’oggi largamente un “deserto lichenico”, forse a causa della persistenza di importanti fonti inquinanti.
    Questa guida, preparata in occasione del Congresso Nazionale della Società Lichenologica Italiana tenutosi a Trieste alla fine di settembre del 2016, è stata concepita per dei non-specialisti: per tutti i ‘curiosi di natura’ interessati a scoprire l’interessantissimo mondo dei licheni e soprattutto per le scuole, che hanno attivato progetti didattici basati sui licheni come indicatori di inquinamento. Per questo abbiamo evitato per quanto possibile l’uso di caratteri visibili soltanto al microscopio. Tuttavia, chi vuole utilizzarla deve prima studiare le principali caratteristiche dei licheni e munirsi di almeno due dei reagenti comunemente usati in lichenologia: l’idrossido di potassio (K) e la varechina (C). Per imparare a usarli e per conoscere le caratteristiche principali dei licheni (forme di crescita, isidi, soredi, pseudocifelle, etc.) rimandiamo ai tutorial che sono in rete in tutte le chiavi interattive ai licheni pubblicate dal progetto Dryades. La guida è anche scaricabile in una versione per tablet e telefonini (Android e iOS) tramite l’applicazione gratuita KeyToNature. La nomenclatura adottata in questa guida segue Nimis (2016).

    Riferimenti bibliografici

    Castello M. (1996). Studi lichenologici in Italia nord-orientale. VII. Effetti dell'inquinamento atmosferico sulle comunità licheniche epifite nella provincia di Trieste. - Gortania, 17: 57-78.
    Castello M. (2002). Studi lichenologici in Italia nord-orientale. VIII. La diversità lichenica nell'area periurbana del M.Valerio (Trieste, Friuli Venezia Giulia). - Gortania, 23 (2001): 59-77.
    Castello M., Skert N. (2005). Evaluation of lichen diversity as an indicator of environmental quality in the North Adriatic submediterranean region. - Sci. Tot. Environ., 336: 201-214.
    Castello M., Nimis P.L., Cebulec E., Mosca (1995). Air quality assessment by lichens as bioindicators of SO2 and bioaccumulators of heavy metals in the Province of Trieste (NE Italy). - Agr. Medit., spec. vol.: 233-243.
    Nimis P.L. (1982). The epiphytic lichen vegetation of the Trieste Province (North eastern Italy). - Studia Geobot., 2: 169-191.
    Nimis P.L. (1985). Urban lichen studies in Italy. I. The town of Trieste. - Studia Geobot., 5: 49-74.
    Nimis P.L. (2016). The lichens of Italy. A Second Annotated Catalogue. – EUT, Trieste, 740 pp.
    Nimis P.L., Loi E. (1982). I licheni epifiti della Provincia di Trieste. - Gortania, 3: 101-122.
    Nimis P.L., Loi E. (1984). I licheni della Dolina di Percedol (Carso Triestino). Studio Fitogeografico. Atti Mus. Civ. Storia Nat. Trieste, 36, 1: 1-12.
    Nimis P.L., Losi L. (1984). Lichens as phytoclimatical indicators in the Trieste Karst. - Gortania, 5: 63-80.


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    free access Macrolicheni epifiti dell 'Armenia
    Common epiphytic macrolichens of Armenia
    Հայաստանում տարածված էպիֆիտային մակրոքարաքոսերի ուղեցույց -

    Արսեն Գասպարյան, Պիեր Լուիջի Նիմիս
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    Նկարները՝ Տարբեր հեղինակներ, ITALIC-ի (տեսակներ) արխիվներից: Հատկանիշների նկարներ՝ Անդրեա Մորո

    Այս որոշիչը իր մեջ ներառում է Հայաստանի 51 տեսակի տարածված էպիֆիտային քարաքոսեր, որոնք հանդիպում են Հայաստանի հյուսիսային բարեխառն անտառներում և հարավային չոր նոսրանտառներում։ Այս ուղեցույցը ունի ուսուցողական, գիտահետազոտական և էկոտուրիստական գործառույթներ։ Այն ներառում է նկարազարդված և ծանոթագրված դիխոտոմիկ որոշիչ, որը հասանելի է բջջային հեռախոսների համար (iOS and Android) App KeyToNature բջջային հավելվածի միջոցով։ Որոշիչը ստեղծվել է «Ֆրիդա» (Martellos 2010, Martellos & Nimis 2015) ծրագրի միջոցով: Տրիեստեի համալսարանի (Իտալիա) Կենսաբանական գիտությունների ֆակուկտետի և «Երիտասարդ կենսաբանների ասոցիացիա» ՀԿ (Հայաստան) համագործակցությամբ «Հայաստանում քարաքոսերի պահպանման և ուսուցման նախաձեռնություն» ծրագրի շրջանակներում և ֆինանսավորվել է Ռաֆֆորդ հիմնադրամի կողմից։

    Հղումներ՝

    Gasparyan A. H. & Ghaltaghchyan Ts. K. (2013). Proposed standard designations in Armenian for lichens occurring in the Republic of Armenia. — Fl. Medit. 23: 105-116.
    Martellos S. (2010) - Multi-authored interactive identification keys: The FRIDA (FRiendly IDentificAtion) package - Taxon 59 (3): 922-929.
    Martellos S., Nimis P.L. (2015) - From Local Checklists to Online Identification Portals: A Case Study on Vascular Plants . – PLOSone, DOI: 10.1371/journal.pone.0120970


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    free access Materiali per una chiave ai macrolicheni epifiti del Portogallo
    Preliminary key to the epiphytic macrolichens of Portugal
    Materiali per una chiave ai macrolicheni epifiti del Portogallo

    Jardim Botânico da Universidade de Lisboa

    Pier Luigi Nimis, Palmira Carvalho
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    Foto di AA.VV dall'archivio di ITALIC

    Questa e´ una chiave ancora provvisoria ed incompleta ai macrolicheni epifiti sinora noti per il Portogallo. La chiave e' stata preparata in collaborzione tra il Jardim Botânico da Universidade de Lisboa ed il Progetto Europeo KeyToNature (Universita' di Trieste). La versione completa, anche in lingua portoghese, sara' pronta entro la fine del 2010.


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    free access Materiali per una guida ai licheni epifiti d'Italia
    Materials for a guide to the epiphytic lichens of Italy
    Materiali per una guida ai licheni epifiti d'Italia

    P.L.Nimis, S.Martellos
    realizzazione grafica di A.Moro

    Foto di AAVV, tratte dall'archivio di ITALIC

    Sino al 7 marzo 2008 questa si chiamava 'Guida ai più comuni licheni epifiti d'Italia'. Avevamo estratto da ITALIC le specie più comuni nelle diverse fasce bioclimatiche, dalle coste ai lariceti delle Alpi, generando una chiave con l'aiuto di Andrea Moro per l'illustrazione dei caratteri. Poi ci siamo lasciati prendere la mano, aggiungendo specie su specie, tra cui molte che comuni non sono affatto. Ora questo è il nucleo su cui si condenserà la chiave a tutti i licheni epifiti d'Italia: sono circa 800 e siamo ancora lontani dalla meta, per cui non usate questa guida per identificare qualsiasi lichene trovato su un albero. Abbiamo deciso di mostrarvi un 'work in progress' che potrete seguire di giorno in giorno, magari dandoci una mano per migliorarlo (nimis@units.it).


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    free access Una guida interattiva ai licheni epifiti più comuni dell'Inghilterra
    A key to common lichens on trees in England
    A key to common lichens on trees in England

    Pier Luigi Nimis, Pat Wolseley, Stefano Martellos
    Illustrations of characters by Andrea Moro

    Images by Harry Taylor et al.

    This key to common species of lichens on trees was prepared in collaboration between two partners of the European project KeyToNature (www.keytonature.eu), the Natural History Museum of London and the University of Trieste, as a further aid to the Open Air Laboratories (OPAL) Air Survey which looks at lichens as indicators of air quality (www.opalexplorenature.org/?q=AirSurvey).


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    NEW - Versione per palmare / NEW - PocketPC version

    Sviluppata per palmari con sistema operativo Windows.
    Scaricare il file compresso, decomprimerlo in una nuova cartella ed iniziare aprendo il file "home.html".

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